| Interventi |
| CURATELLA Cataldo Grazie, Presidente. Anche io quando siamo arrivati in discussione di questa delibera sono rimasto un po’ stupefatto nel senso che, anche un po’ seguendo quello che è avvenuto negli scorsi nove mesi, sembrerebbe quasi che l’Amministrazione di Torino abbia o, da una parte, voluto cedere le armi e lasciare fare al Centrodestra regionale, andando un po’ a permettere una scalata successiva sul CSI, o, dall’altra parte, si è voluto lasciare agli altri fare quello che quest’Amministrazione aveva in mente sin dall’inizio, e questo lo dico avendo bene in mente alcune discussioni avvenute anche in modo molto acceso - non era presente l’Assessore Pironti, perché non era ancora di quest’Amministrazione -, in relazione ai primi anni di quest’Amministrazione, quando c’era da ragionare sul CSI, da capire come lo si voleva sviluppare. C’era tutta una serie di problematiche legate al CSI. Ricordo anche che un ex Assessore l’aveva definito un carrozzone, cosa che non ho mai ritenuto tale, anzi era forse necessario andare a rivedere com’era organizzato, come agiva sul territorio con le varie Amministrazioni e quali erano le attività che portava a compimento. E questo… nel corso di questi anni, anche grazie alla governance che ha guidato il CSI almeno negli ultimi quattro anni, si è riusciti a renderlo un consorzio molto efficiente, che è capace di essere vicino alle Amministrazioni, di essere molto flessibile, come nell’ultima Commissione abbiamo discusso in presenza del CSI, che ha presentato tutta una serie di attività che ha svolto durante questi mesi di pandemia, dovendo anche in modo rapido modificare tutta una serie di attività che aveva messo in conto, in funzione del proprio piano operativo e che l’emergenza aveva chiesto di modificare e quant’altro. Uno tra tanti, il CSI stava lavorando anche sul creare una nuova piattaforma di didattica a distanza, così da evitare anche di… scollegarsi anche dalle piattaforme legate a Google, ad esempio, di cui oggi abbiamo avuto un esempio di quale problema può portare a livello nazionale. E quindi ricordo bene, quando se ne discuteva, nei primi anni di quest’Amministrazione, che c’era quasi una spinta ad andare verso la privatizzazione, che molto spesso veniva bloccata dai Consiglieri della Maggioranza, che tendevano a bloccare un po’ l’Assessore che sarebbe andato a testa bassa, un po’ come è successo con tutta la piattaforma delle mail del Comune che sono state date a G-Suite. Quindi, mi sembra un po’ una resa del Comune e dirò che è desueta, come diceva il Consigliere che mi ha preceduto, la forma giuridica del diritto pubblico, allora andiamo sul diritto privato. Allora mi chiedo, scusate, noi siamo nel terzo millennio dove forte è la discussione che anche con il discorso dell’avvento dell’intelligenza artificiale, anche con tutti i discorsi legati alla didattica a distanza, alla necessità di sviluppare e fare emergere sempre più gli aspetti legati allo smart working, rivedere tutti i processi, sia nell’ambito dell’Amministrazione pubblica, sia nell’ambito del privato, come poter contribuire anche nella parte del commercio e quindi le piccole attività che non hanno la forza economica di altri player internazionali nell’ambito economico di sfruttare un po’ le piattaforme e quindi andare in una direzione di rendere il diritto all’accesso alla rete, all’utilizzo dei servizi di rete un diritto fondamentale come l’acqua, quindi la gestione... Ricordiamoci che il CSI ha dei server allocati qui in Piemonte in fibra ottica dedicata, quindi dell’infrastruttura di collegamento che noi utilizziamo CSI è proprietaria; di CSI è tutta la parte delle infrastrutture dei collegamenti in fibra ottica che il CSI ha creato. Quindi si va in un’ottica di diritto pubblico legato alle infrastrutture. Quest’Amministrazione, almeno nelle dichiarazioni che erano state fatte quando si era preparato il programma, era a favore dell’acqua pubblica, c’era anche… ricordo bene, si voleva trasformare SMAT in un’azienda di diritto pubblico, adesso questa stessa Amministrazione 5 Stelle, che nel proprio programma dice che l’acqua pubblica, i diritti pubblici devono essere - tutto quello che è infrastruttura pubblica: trasporti, acqua, eccetera, che è fondamentale -, debba essere gestito da un’azienda di diritto pubblico, oggi accetti, avalli, una modifica di Statuto voluta dalla Regione, e io mi chiedo in questi mesi come si è collaborato con la Regione per cercare di arrivare insieme a una definizione che si fosse concordata, si accetti ed oggi si voti favorevolmente uno Statuto che definisce che CSI non è un’azienda, una persona giuridica di diritto pubblico, ma diventa di diritto privato, quindi potenzialmente scalabile. Ricordiamoci che ad oggi, pur restando di diritto pubblico, non è che il privato è escluso dal Consorzio, può comunque entrare all’interno del Consorzio in una quota massima pari al 20% e, aumentando la quota pubblica consorziata con CSI, può aumentare quindi anche la parte del privato, restando sempre nel rapporto 80/20. Quindi, non c’è una preclusione all’ingresso attuale, però è sancito fino ad oggi che è un’azienda di diritto pubblico che ha determinati limiti, non blocca il privato, però agisce soprattutto per le Amministrazioni pubbliche. Abbiamo sentito nell’ultima Commissione che nel CSI è entrata la Città Metropolitana di Milano, la Città Metropolitana di Roma, sta entrando, manca solo una delibera di Consiglio, anche la Città di Milano, ci sono diverse strutture. Quindi, potenzialmente, è un Consorzio che può essere molto vicino alle Amministrazioni pubbliche e che può gestire tutto ciò che riguarda la cosa pubblica: Amministrazioni, Enti Locali, Enti regionali e volendo anche a livello nazionale. Quindi, resto un po’ basito, no, scusate, a qualcuno non piace il termine “basito”, resto un po’ senza parole nel vedere che oggi si avalli questa scelta regionale di andare su una personalità di diritto privato e quindi di privatizzare un Ente che in questi ultimi anni, a seguito della nuova riorganizzazione e di come stava svolgendo le attività, aveva dimostrato come un Ente pubblico può gestire l’innovazione, l’intelligenza artificiale, tutto ciò che è il futuro, che noi aspettiamo dal punto di vista innovativo della nostra Città, e lo si lasci ad un’azienda del diritto pubblico. Anche per questo comunico che non parteciperemo al voto come “Azione”. |