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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 14 Dicembre 2020 ore 11,00
Paragrafo n. 29
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2020-02660
CONSORZIO PER IL SISTEMA INFORMATIVO (CSI-PIEMONTE). APPROVAZIONE MODIFICHE STATUTARIE.
Interventi
LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Grazie, Presidente. Sarò veloce anche perché questa discussione mi ha visto
particolarmente coinvolto in fase iniziale, quando nel giugno scorso la Regione
Piemonte ha intrapreso questa strada in modifica della Legge Regionale e mi aveva
particolarmente sorpreso il fatto che l’Assessore proponente definisse desueta, e quindi
anche superata in qualche modo, la caratterizzazione ex articolo 2 dello Statuto del CSI,
che oggi noi stiamo sopprimendo, articolo 2 che diceva : “Il Consorzio ha personalità
giuridica di diritto pubblico”. All’epoca, nelle mie riflessioni, mi chiedevo, appunto, se
la motivazione, con cui il Centrodestra in Regione proponeva la soppressione della
disposizione che qualifica il Consorzio Informatico CSI quale Ente di diritto pubblico,
fosse sostenibile. Desueto in italiano vuol dire non più abituato a qualche cosa, non più
in uso, qualcosa che è caduto in desuetudine. Ecco, per l’ennesima volta io ho giudicato
la scelta del Centrodestra in Regione come l’ennesima occasione per sfondare il portone
del Consorzio che gestisce le piattaforme informatiche ed i dati degli Enti pubblici della
Regione, per consentire ad aziende private di entrare. E noi - io in particolare, ma tanti
di noi -, come già è accaduto in questi anni, avevamo ed abbiamo il dovere di riflettere
in questo senso e agire coerentemente, cominciando a porci alcune domande che io
condivido con voi. La prima, è desueto riconoscere il valore pubblico di una Pubblica
Amministrazione che si coordina tra i suoi vari livelli, che fa cose insieme, perché si
riconosce portatrice di finalità e progettualità condivise, che si fa sistema sia sul piano
alto degli indirizzi e della programmazione, sia su quello operativo della realizzazione?
È desueto intendere la Pubblica Amministrazione come soggetto unitario e plurale? È
desueto difendere un soggetto pubblico che può operare fuori da considerazioni di
profitto e pertanto può produrre servizi anche laddove non ci sia un mercato
sufficientemente sviluppato da garantire la sostenibilità economica? È desueto avere
questa preoccupazione in un territorio come quello piemontese, caratterizzato dalla
presenza di ampie aree montane fortemente svantaggiate, sia sul piano infrastrutturale,
che su quello della capacità economica, oltre che da un’estrema frammentazione della
presenza istituzionale, più di 1.200 Comuni, che riduce quasi a zero la capacità di spesa
in gran parte dei nostri Enti? È desueto pretendere che il CSI continui ad essere
precursore sui temi della trasparenza, dell’open government e degli open data? È
desueto affermare che il dato gestito dal CSI è un bene pubblico ed in quanto tale deve
essere gestito con elementi di garanzia pubblica? Ecco, se per il Centrodestra tutto ciò
era desueto, a me più di tanto non ha sorpreso, mi sorprende oggi che lo sia per la forza
politica che governa ed amministra la Città. Anche questa volta io indosso l’elmetto per
evitare che qualcuno provi a sfondare quel portone. Non giudico desueta la
caratterizzazione della personalità giuridica di diritto pubblico del CSI, si sarebbero
potute perseguire altre strade, ad esempio come quella del Consorzio Universitario, mi
pare opzione caldeggiata anche dall’Università in questi anni. Mi pare che oggi la Città
di Torino sia chiamata sostanzialmente a ratificare una scelta politica unilaterale della
Regione Piemonte, a cui io, e spero il mio Gruppo Consiliare, non intendano adeguarsi,
perché per noi quella caratterizzazione, magari poteva essere anche in parte desueta, ma
avrebbe potuto essere affrontata e superata in modi decisamente più coerenti con la sua
caratteristica fondamentale e pertanto io anticipo che il sottoscritto ed il mio Gruppo
Consiliare non parteciperanno al voto di questa delibera. Grazie, Presidente.

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