| Interventi |
| SICARI Francesco (Presidente) Siamo adesso a pagina 19 e siamo sulle proposte di ordine del giorno che sono state anticipate, per urgenza rispetto alle deliberazioni. Iniziamo con il punto 15, la n. mecc. 202001662/002, presentata dalla Consigliera Carlevaris e sottoscritta da altri Consiglieri, che ha come oggetto: “Conferimento della cittadinanza italiana a Patrick George Zaki” SICARI Francesco (Presidente) Lascio quindi la parola alla Consigliera Carlevaris per l’illustrazione. CARLEVARIS Cinzia Grazie, Presidente. Ringrazio anche la Conferenza dei Capigruppo per aver anticipato nell’Ordine dei Lavori di oggi la trattazione di quest’atto, perché la situazione di Patrick Zaki, come avrete potuto apprendere dai giornali, è sempre più preoccupante. Zaki è detenuto in custodia cautelare dal 7 febbraio del 2020, quindi sono oltre 10 mesi. È nel carcere di Tora in Egitto, nella sezione Scorpion II, dove vengono detenuti i prigionieri politici. Dorme per terra fin dal primo giorno in cui è stato arrestato, perché in cella non ha nemmeno un materasso, tuttavia le prove delle accuse di cospirazione a suo carico non vengono mai presentate in aula, perché Zaki non riesce ad ottenere nemmeno un processo. Nell’ultima udienza lunedì scorso, 7 dicembre, è stata rinnovata di altri 45 giorni la sua detenzione preventiva ed è stata rinnovata insieme a quella di centinaia di detenuti, perché in 12 ore sono stati discussi 750 casi, quindi 62-63 casi all’ora e a tutti è stata rinnovata la custodia cautelare, quindi si è trattato, di nuovo, di un mero esercizio, diciamo, simbolico, di quella che dovrebbe essere la giustizia. Con questo atto, che è il secondo che discutiamo in questo Consiglio sulla vicenda di Zaki - nel precedente, ricorderete, avevamo chiesto la scarcerazione, un giusto processo e l’intervento del nostro Governo in questo senso -, con quest’atto, dicevo - considerata la difficoltà oggettiva per lo Stato italiano nella gestione della vicenda, poiché Zaki è cittadino egiziano, il che non permette all’Italia di agire in autotutela -, chiediamo al Presidente della Repubblica ed al Governo di conferire la cittadinanza italiana a Patrick Zaki, affinché l’Italia possa tutelarlo anche formalmente, riconoscendo nella figura di Zaki quei valori di libertà di studio, di pensiero, di partecipazione alla vita pubblica propri del nostro Paese e delle Istituzioni che lo rappresentano. Quindi fornire a Patrick Zaki un passaporto italiano e quindi europeo, potrebbe salvargli la vita, perché concedergli la cittadinanza italiana consentirebbe di mettere in moto tutte le procedure di tutela internazionale riservate ad un cittadino italiano in un simile contesto e consentirebbe di non ripetere, diciamo, gli errori fatali compiuti con Giulio Regeni. Questo atto ha un secondo punto in cui chiediamo al Governo anche di valutare la cessazione della fornitura di armi ed equipaggiamenti militari, laddove sussista un rischio chiaro che tali forniture possano essere usate per commettere gravi violazioni del Diritto Internazionale Umanitario. La ringrazio. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Adesso iniziamo con gli interventi nel merito della discussione. Prego, Consigliera Grippo. GRIPPO Maria Grazia Grazie, Presidente. Spero che non ci siano problemi di audio perché ho una connessione un po’ scarsa. SICARI Francesco (Presidente) La sento. GRIPPO Maria Grazia Grazie. Mi piace sottolineare che questo atto vuole essere l’ennesima dimostrazione della sensibilità bipartisan del Comune di Torino e di questo Consiglio Comunale sul tema della difesa dei diritti umani. Si è fatto da sempre un grossissimo lavoro su questo fronte e l’atto che portiamo in discussione oggi ne è l’ennesima riprova. Il tentativo di utilizzare tutte le leve per fornire giustizia a chi giustizia non ce l’ha, non è un modo per sostituirci ai Governi e per entrare nelle dinamiche di relazione tra Paesi diversi, ma per rimarcare fortemente quello che è il nostro punto di vista sul rispetto della dignità umana in qualunque condizione, soprattutto quando la condizione è quella in cui si viene privati della libertà. Io credo che bene abbiamo fatto ad unirci alle altre città che si sono mobilitate sul fronte della difesa di Patrick Zaki, nella speranza che una città importante come Torino possa significativamente contribuire a smuovere il Governo su questo fronte. Grazie. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Procediamo adesso con l’intervento della Capogruppo Artesio. Prego, ne ha facoltà. ARTESIO Eleonora Grazie. La Collega Carlevaris, che ringrazio per la sintesi che ha prodotto, di una serie di confronti svolti nella Commissione Diritti e Pari Opportunità, ha preso in considerazione il significato del conferimento della cittadinanza italiana ai fini delle relazioni tra diplomazie ed ai fini delle tutele in sede di giustizia. Io a questo aspetto vorrei aggiungerne uno complementare, il fatto, cioè, che le più alte Istituzioni del nostro Stato siano coinvolte in una missione democratica irrinunciabile, quale quella, appunto, della tutela dei diritti umani e, nella condizione particolare della quale stiamo parlando, della tutela del giovane Zaki. Noi abbiamo verificato nelle cronache che ci hanno accompagnato in questi mesi, non solo quanto la detenzione sia serenamente giudicabile arbitraria, in quanto non fondata da dati di fatto, ma soprattutto quanto le condizioni della detenzione siano drammaticamente compromettenti dello stato di salute. Bisogna dire che il fatto di avere un legame per le ragioni di studio, di amicizia, di frequentazione, che Patrick Zaki ha con una democrazia europea, consente di avere sotto i riflettori una condizione drammatica, quale quella egiziana, rispetto a coloro che, purtroppo, finiscono in un carcere egiziano, ma non hanno la possibilità di rendere visibili le loro condizioni purtroppo simili a quelle del nostro, vorrei chiamare, concittadino, perché lo sentiamo emotivamente nel cuore e nella vicinanza, al di là degli aspetti formali. In questo quadro, quindi, noi stiamo esercitando non soltanto un’offerta, una proposta di percorso giuridico, il riconoscimento della cittadinanza, quanto anche una opportunità di aggiungere intorno alla battaglia puntuale il tema complessivo del rispetto dei diritti umani nei Paesi con i quali noi intratteniamo delle relazioni. Vorrei dire in tutto il mondo, mi limito a fare questo riferimento ai Paesi nei quali intratteniamo delle relazioni, proprio perché il fatto di avere questo tipo di relazioni ci consente di aumentare l’autorevolezza nel subordinare quelle relazioni al rispetto dei diritti umani, ovvero non possiamo avere partner con i quali si stipulano accordi economici e commerciali, se questi partner non rispettano le condizioni minime di tutela della vita e dei diritti delle persone, così come stiamo assistendo accadere oggi nei confronti di Patrick Zaki. Certo, il nostro concittadino è persona unica, persona irripetibile, come tutte le persone, ma è anche il simbolo e la punta di un iceberg di questa condizione più generale, che riguarda, appunto, la pratica di censura del dissenso, le detenzioni arbitrarie, le condizioni carcerarie, le modalità di esercizio della giustizia che abbiamo visto verificare in Egitto - e voglio solo ricordarlo cosa stiamo ascoltando, vedendo, apprendendo intorno al caso Regeni -, ebbene, questa situazione è quella che ci permette di accendere i riflettori su tutte le tante persone che vivono in condizioni egualmente inaccettabili, ma che sono meno visibili. Allora, io credo che noi facciamo bene a non lasciare soli quanti si sono già mobilitati: le organizzazioni dell’Università, le rappresentanze delle associazioni di tutela dei diritti umani, le stesse espressioni individuali e di gruppo dei tanti giovani studenti, organizzazioni politiche giovanili che si sono espresse. Facciamo bene ad essere vicini istituzionalmente ed a impegnarci nei ruoli istituzionali che competono al nostro Stato. Facciamo altrettanto bene, io credo, a ricordare che questa particolare situazione, per la quale dobbiamo mettere in campo tutti gli strumenti perché la persona possa uscire nelle condizioni di salute migliori e possa uscire libero dall’arbitrarietà di una giustizia che non si sta esercitando secondo i canoni della parola giustizia, accanto a questo costruire anche, non dico costruire, perché fortunatamente è il patrimonio della nostra storia, ma costruirla momento per momento, giorno per giorno, quella missione democratica a cui gli Stati come il nostro sono chiamati. Grazie. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Ora ho l’intervento del Capogruppo Tresso. Prego, ne ha facoltà. TRESSO Francesco Grazie, Presidente. Io intervengo brevemente per unirmi anche ai ringraziamenti e alla Consigliera Carlevaris che ha presentato un atto ben scritto e che soprattutto ha il merito di ricompattarci, come altre volte è successo da parte di questo Consiglio, dando una voce unanime, forte, sul tema della violazione dei diritti. Io sono contento che anche Torino, a seguito di altre città che già… (audio interrotto). SICARI Francesco (Presidente) Non la sento. È andato via l’audio del Capogruppo Tresso. Continuo a non sentire il Capogruppo Tresso. TRESSO Francesco Adesso mi sente? SICARI Francesco (Presidente) Sì, la sento. Prego. TRESSO Francesco Chiedo scusa, ma mi è… SICARI Francesco (Presidente) Ma di nulla. TRESSO Francesco Probabilmente si è alterato il computer mentre stavo… SICARI Francesco (Presidente) Okay, va bene. Prego. TRESSO Francesco Chiedo scusa, le ho fatto perdere alcuni minuti. Cercherò di essere rapido. Quindi, aderisco, ho aderito con piacere a quest’atto che trovo molto giusto nella sua presentazione, proprio perché è un tema sul quale il Consiglio ha già più volte dato dimostrazione di essere compatto ovvero quello della tutela dei diritti. Sono contento che anche la Città di Torino, a seguito di altre città che hanno conferito per esempio la propria cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, faccia un atto significativo, e spero compatto e coeso, di chiedere al Governo, ovvero alla nostra Istituzione principale, di avere coraggio nel ripromuovere quest’istanza. È giusto anche che si chieda al Governo di fare delle azioni, proprio perché, come veniva richiamato da chi mi ha preceduto, ci sono relazioni forti con questi Governi e bisogna mettere dei paletti marcati nel dire che queste relazioni non possono non essere subordinate al rispetto dei diritti e quindi anche la seconda parte dell’“impegna” mi trova pienamente condiviso. Infine dico che quest’atto ha il merito di richiamare la volontà di poter essere orgogliosi delle proprie Istituzioni, se riescono ad esprimere con coraggio questo tipo di principio, quello della tutela dei diritti, così come in questi giorni siamo stati orgogliosi di avere dei concittadini, in particolare mi riferisco a Corrado Augias, che ha saputo fare un atto forte di rinuncia della Legion d’Onore, a seguito del fatto che il Presidente Macron aveva deciso di insignire dello stesso premio onorifico anche il Generale Al-Sisi. Credo che noi tutti meritiamo di essere orgogliosi non solo dei nostri concittadini, ma anche delle nostre Istituzioni. Quindi aver riportato anche nel Consiglio Comunale la discussione di oggi è, secondo me, meritevole e degno di attenzione. Grazie. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Io non ho ulteriori richieste di intervento al momento da parte dei Consiglieri. Allora, non essendoci ulteriori richieste di intervento, possiamo procedere con la votazione dell’atto. Lascio quindi la parola al Segretario Generale per procedere con l’appello nominale. Prego. SPOTO Mario (Segretario Generale) (Votazione per appello nominale). Presidente, 38. SICARI Francesco (Presidente) La ringrazio, Segretario. Quindi, con 38 Consiglieri votanti e 38 voti a favore, il Consiglio approva l’ordine del giorno. |