| Interventi |
| TRESSO Francesco Sì, grazie Presidente. Mah, anch’io rimango un attimo perplesso dalle risposte dell’Assessora, non tanto per il merito ma proprio per il fatto che sono risposte che non danno idea che si sia capita anche la ratio di questa interpellanza che io ho sottoscritto e che ho condiviso nel suo testo. Mi sembra che sostanzialmente, Assessora Lapietra, si stia parlando di una questione di opportunità e di immagine, non tanto sul merito dell’aspetto dell’adeguamento salariale di fasce dirigenziali o quadri, che sicuramente è dovuto anche per aspetti contrattuali e quant’altro, applicando ulteriormente, come è stato detto, dei criteri di meritocrazia, che in termini aziendali fanno parte di quelle che sono le strategie aziendali, però è proprio qua che invece noi volevamo avere delle risposte che ci sono state non fornite; avendo un’Agenzia, un’azienda che è al 100% di proprietà pubblica, noi vorremo che le strategie aziendali fossero più chiare. Allora, nel momento in cui, come è stato ricordato, la cassa integrazione ha interessato in maniera drammatica una larga fetta di personale di GTT, stiamo parlando di quasi il 60%, sono 2.450 dipendenti su 4.242 che sono stati interessati da questa misura, e con tutto quello, Assessora, che può comportare a livello familiare una misura di questo genere, no? Perché comunque sappiamo che le decurtazioni sono importanti, ci sono stati dei ritardi nel ricevere gli stipendi, quindi in un momento generalizzato di crisi globale come quello che stiamo vivendo, trovo ulteriormente fuori luogo che lei ci venga a raffrontare una situazione con quella del 2015, addirittura aggiungendo - tanto per rincarare la dose - che si trattava di “un momento molto più delicato”. Ma come fa ad essere un momento più delicato di quello che stiamo passando? Non tanto sulla questione dell’azienda GTT, ma sulla questione complessiva, perché noi stiamo parlando di famiglie che stanno vivendo una situazione drammatica in cui, come è stato da più sociologi, urbanisti, esperti delle dinamiche insomma della società, è stato più volte evidenziato che questa crisi non ha fatto altro che aumentare le diseguaglianze. Allora, è proprio questo il fatto, e l’inopportunità di queste scelte, peraltro che stupiscono ulteriormente in base al fatto che invece io l’avevo visto come un segnale assolutamente di buonsenso e ragionevole che fosse stato istituito un fondo di integrazione solidale proprio dalla stessa azienda a marzo di quest’anno, e che quindi mi sembrava voleva essere un segnale in cui anziché la meritocrazia, mettevamo al primo posto la solidarietà, e questo mi sembrava lo spirito con cui evidentemente l’azienda aveva reagito. Ora, capisce che partiamo a marzo istituendo un fondo di solidarietà in cui sicuramente le fasce meglio retribuite dell’azienda avranno concorso a farsi carico di alcuni aspetti per quelle che maggiormente soffrivano della cassa integrazione, e poi a distanza di pochi mesi andiamo a premiare invece quelle stesse fasce. Capisce che c’è un qualcosa che non torna? Proprio dal punto di vista anche della narrazione di quest’aspetto, ma non possiamo non farcene carico come Consiglio comunale di un’azienda che è al 100% partecipata da noi. Allora, oggi, lei fosse arrivata a darci anche qualche aspetto un pochino più concreto su quali erano stati effettivamente gli aumenti, perché ci sono stati dalle sue parole, e lei non l’ha nascosto, perché sono stati valutati adesso, non sono stati traslati proprio in virtù di un momento in cui la solidarietà doveva avere la preminenza, mi sembra che sia ulteriormente un fatto che la guida è molto debole, non ci sono delle prospettive di strategia su quest’azienda, almeno non le fa il Comune, le lasciamo fare all’azienda. Quindi francamente anch’io sono rimasto abbastanza... così, deluso da questo tipo di risposte che ancora una volta ci fanno capire che non c’è la politica alla base della gestione delle partecipate. Grazie. |