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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 30 Novembre 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 37
MOZIONE 2020-01017
"SOSTEGNO ED INCENTIVI NELLA DIFFUSIONE DEL DELIVERY E DELL'ONLINE PER IL RILANCIO DEL COMMERCIO LOCALE" PRESENTATA IN DATA 27 APRILE 2020 - PRIMA FIRMATARIA SCANDEREBECH.
Interventi
TRESSO Francesco
Sì, grazie Presidente. Sì, anche io, come la collega Scanderebech, trovo particolarmente
idoneo il fatto che andiamo a discutere e votare oggi questi due atti, a valle della
Commissione consiliare interessante, che questa mattina abbiamo tenuto sulla tutela del
commercio di prossimità, avendo sentito come ospiti ASCOM. Sono emerse delle
necessità, che effettivamente, a valle di quella che è stata la prima ondata
dell’emergenza pandemica, hanno dimostrato, come già diceva la collega, che una
buona parte, diciamo il 36%, appunto, dei negozi di prossimità hanno pensato di potersi
attivare con delle piattaforme o comunque con sistemi personali di piattaforme online
anche per la consegna, per il delivery. Questo fatto, però, non ci deve far dimenticare
che anche in questa situazione la pandemia ha creato delle situazioni di maggiore
disuguaglianza, maggiore difficoltà, perché laddove alcune realtà hanno saputo
attrezzarsi singolarmente, e peraltro, devo dire, anche il Comune ha messo a
disposizione dei servizi, come Torino City Lab, per esempio, quindi una sorta di
bacheca virtuale in cui i negozi aderivano alle iniziative con possibilità di vendita
telefonica, però ci sono delle realtà - e io mi riferisco soprattutto, avendone sentite
alcune di realtà di associazioni di commercianti di quartiere - che hanno provato a
industriarsi anche mettendosi insieme per valutare la possibilità di dotarsi di uno
strumento di e-commerce locale, però trovando difficoltà proprio nell’affrontare una
spesa inziale, che magari non è poi così consistente, ma che consentisse di creare una
vetrina virtuale molto localizzata, molto focalizzata in quello che quindi è un rapporto
anche di prossimità, che si sarebbe mantenuto, seppur su base virtuale, ma in cui le
persone potevano continuare ad approvvigionarsi magari negli stessi negozi in cui
andavano - pensiamo anche alle persone anziane, alle persone con maggiore difficoltà di
spostamenti - però con un servizio che quindi avesse un’attenzione anche alla consegna,
utilizzando sistemi di gestione degli ordini, delle spedizioni, di logistica, anche con una
cura particolare di quelli che sono sistemi, diciamo, sostenibili anche da un punto di
vista ecologico, per esempio. Però, sostanzialmente, io ho visto anche, per un minimo di
indagine che ho fatto su altre realtà a livello nazionale, insomma, che ho provato a
visionare in rete e studiando altre forme, che molto spesso la realizzazione di questi
strumenti è stata ausiliata e comunque coordinata delle Amministrazioni Locali, proprio
perché si potesse indirizzare almeno una possibilità di soluzione, ad evitare di gravare,
dal punto di vista finanziario-economico, con ulteriori spese i commercianti e i
negozianti, che già erano penalizzati dalle conseguenze della pandemia.
Allora, io cosa chiedo sostanzialmente in questa mozione che ho presentato già un po’
di tempo fa, ma che adesso torna attuale, come si diceva? Chiedo proprio di, intanto,
avvalersi... di attivare un censimento - ma che credo sia già sostanzialmente poi solo da
mettere a sistema, perché sono dati che già ci sono - di quelle realtà, dei negozi,
diciamo, di vicinato, quindi legati più ad associazioni e ai commerciati di quartiere,
magari anche semplicemente, con un semplice questionario o formulario, per capire chi
sarebbe interessato ad implementare una piattaforma per il commercio locale a livello di
quartiere. Quindi, pensare di come istituirlo, io qui pensavo a un bando pubblico che
fosse proprio finalizzato a realizzare un portale e-commerce locale, dove ogni negozio
di prossimità possa avere la sua vetrina, vendere i suoi prodotti, gestendo gli ordini e le
spedizioni in maniera collettiva. Un bando pubblico, nel senso che proprio per questo si
potrebbe anche supportare le realtà che sono meno strutturate nel fornire questo servizio
di supporto nel provare a valutare come individuare il fornitore di questo servizio, che,
come dico, io ho provato anche a farmi qualche preventivo, ma proprio parlando con
persone che sono nel settore, non stiamo parlando di cifre esorbitanti, qui stiamo
parlando di cifre che, a seconda della situazione, a seconda dei servizi, possono valutarsi
tra alcune migliaia di euro e alcune decine, però tutto è da valutare, tutto è da
considerare, ma, di nuovo, anche in questo caso si potrebbe pensare se
un’interlocuzione con le stesse associazioni che abbiamo audito stamattina, la Camera
di Commercio, le Fondazioni bancarie, insomma, le associazioni di categoria possano
valutare se, per esempio, almeno condurre uno studio di questo genere e avviare una
fase prototipale che possa definire quali sono le caratteristiche di un servizio da erogare
con queste connotazioni e definire, quindi, se ci sono delle cifre, capire a quanto
ammontano e avviare un percorso proprio per una prima fase di sperimentazione che
magari indirizzi, sulla valutazione che viene fatta, alcune aree della città maggiormente
critiche, proprio perché pochi hanno saputo adottare dei sistemi diversi e quindi laddove
si sono ulteriormente dilatate queste differenze e queste disuguaglianze, e quindi
valutando una prima fase in cui ci si concentra a capire il tipo di prodotto, testarlo
magari in due o tre fasi per poi valutare una successiva estensione del servizio. È chiaro
che, una volta implementato, è poi più facile pensare che il servizio venga sostenuto,
come spese di gestione, dagli stessi commercianti che ne fruiscono, nel senso che a quel
punto lì diventa come fosse un canone che uno paga per il servizio che viene erogato.
Però quello che io ho riscontrato è proprio la difficoltà di poter attivare questo
procedimento. Quindi, sostanzialmente io chiedo, nelle modalità che si riterranno più
opportune e, come dico, proprio valutando la fase iniziale e sperimentale per poi
estenderlo, ma di proattivamente venire incontro alle esigenze di queste categorie per
cercare di ausiliarli in un percorso che non sempre è stato possibile attivare a livello
locale, soprattutto in quelle condizioni più disagiate. Grazie.

TRESSO Francesco
Grazie. Io ribadisco che io ho citato FirstLife nella mia mozione e anche Torino City
Love, che era stato messo in pista, però, voglio dire, non nascondiamoci però dietro un
dito, cioè io a FirstLife mi sono iscritto, mi sono loggato, entro dentro: ci sono qualche
decina di esercizi commerciali, a parte che per esempio nella mia zona vedo due retail di
TIM, ma non vedo neanche un esercizio commerciale che mi possa fornire di negozi di
cibo, ma poi di nuovo andiamo a vedere nelle zone più periferiche, ne vedo una a
Barriera di Milano, non ne vedo nessuna a Falchera, non ne vedo a Barca, non ne vedo a
Bertolla, allora voglio dire è una cosa che onestamente... Mensio dice: “Chiediamoci il
perché”, eh, chiediamoci il perché, ma di fatto non ha avuto un grosso impatto, perché
adesso allora badiamo un po’ davvero a chi lo utilizza, no? E tra l’altro, semplicemente,
ti rimanda sui siti dei singoli esercizi, non è che ci sia un servizio che davvero ti dice:
“Allora, c’è un qualcosa - come dico io - a livello locale di gestibile, per cui le consegne
vengono ottimizzare, organizzate, i costi distribuiti”, per cui se ho dieci esercizi
commerciali nell’arco di un borgo, questi possono mettersi in comune e magari con lo
stesso sistema il delivery che sia fatto dal camioncino, dal mezzo elettrico, riesce a
prendere tutti quanti, eccetera, cioè c’è un modo un po’ diverso di concepirlo. Qui è un
grande data-logger georiferito, ma peraltro a cui, se guardiamo veramente i numeri,
hanno aderito ben pochi e di fatto non è uno strumento utilizzabile o comunque viene
utilizzato, penso, in minima parte, io stesso ho difficoltà ad utilizzarlo, perché, sì, mi
rimanda sui siti di altri esercizi, ci posso andare da solo, ecco. Per cui, voglio dire, qui
era proprio una concezione diversa. Poi capisco che non ci sia l’intenzione di dire che
questo non è un compito dell’Amministrazione, mi sembra che il Consigliere Mensio
l’abbia detto abbastanza chiaramente che ci sono ovviamente visioni diverse, ma questo
fa parte ovviamente della politica e del fatto di non collimare, quindi per carità, però
non continuiamo a dire che quello che avevamo in testa già è stato fatto, perché è
proprio un’altra cosa, ecco. Grazie.

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