| Interventi |
| SICARI Francesco (Presidente) Procediamo adesso con i punti 20 e 21, mi riferisco alle proposte di mozione a sostegno, allora n. mecc. 202001017/002 della Consigliera Scanderebech: “Sostegno ed incentivi nella diffusione del delivery e dell’online per il rilancio del commercio locale” e poi, il punto 21 del Capogruppo Tresso n. mecc. 202001182/002: “Piattaforma e-commerce per il commercio locale” SICARI Francesco (Presidente) La discussione avverrà in forma congiunta. Lascio ora la parola prima alla Consigliera Scanderebech e poi al Capogruppo Tresso per l’illustrazione. Prego, Consigliera Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Grazie molto Presidente. Guardi, questa mozione è attuale più che mai, data la sollecitazione anche che è avvenuta questa mattina, nel momento in cui abbiamo audito l’ASCOM in Commissione. Ne spiego il motivo: io sono fermamente convinta che il Comune possa fare un grande sforzo e possa dare un grande aiuto nella forma in cui può formare - scusate il giro di parole - aziende e imprenditori a capire che cosa voglia dire la vendita online a supporto dei negozi esistenti, perché, come abbiamo visto, purtroppo, per prevenire la pandemia, quasi tutti i negozi sono stati costretti a tirare giù le saracinesche; chi è riuscito a sopravvivere in questi mesi, e dico “a sopravvivere” chiaramente, perché nessuno ha avuto grandi incassi, né tantomeno, secondo me, chi magari ha sfruttato il periodo per incentivare delle vendite diverse, perché il periodo comunque è un periodo di crisi complessiva di emergenza e quindi comunque c’è un calo nelle vendite complessive, ma degli strumenti che l’Amministrazione potrebbe mettere in campo pubblicizzandoli e formando le varie attività potrebbero essere d’aiuto per i piccoli imprenditori, che si stanno trovando in difficoltà in questo momento. Devono essere sicuramente delle forme di agevolazione, di aiuto, che non devono andare in contrasto con il commercio locale, ma devono essere di aiuto e di supporto. Motivo per cui l’atto mio con l’atto del collega Tresso si intreccia perfettamente nel richiedere che il Comune possa a gran voce aiutare, con uno sforzo suo personale, tutta una situazione di commercio esistente che possa trovare anche sfocio in una vendita online o nel delivery direttamente a casa. Questo atto era stato discusso in piena pandemia nello scorso lockdown, in cui si faceva l’esempio del contadino che di per sé da solo si era organizzato a portare la spesa a casa; ecco, questo contadino che porta la spesa a casa, a parer mio, non deve essere lasciato solo. Allora, perché non incentivare tutti i mercati di Torino in una piattaforma comune, complessiva, solo torinese, delle qualità torinesi, in maniera tale che, ad esempio, gli ambulanti possano essere aiutati e incentivati nelle vendite? Perché non promuovere un’unica piattaforma online di vendita di prodotti eccellenze torinesi, che possa essere di aiuto e di supporto alla normale attività di vendita? Sono tutti strumenti e abbiamo sentito come, ad esempio, l’ASCOM ha dichiarato che nell’ultimo mese il 30% delle imprese si sono dotate di sistemi personali di e-commerce, ma chi è attento alla tematica sa bene che, banalmente, creare un e-commerce a sé stante non vuol dire subito avere una vendita immediata, anzi, probabilmente bisognerà impiegare mesi e forse anni nell’indicizzarlo, nel pubblicizzarlo e quant’altro, quindi non può che essere, se fatto autonomamente, una spesa aggiuntiva e in più che in questa circostanza, in questo momento non possiamo permetterci di far sobbarcare alle imprese e alle partite IVA. Quindi, invece, uno strumento che il Comune può mettere in pratica su tutta la città di Torino e che sia un solo strumento, quello secondo me può essere percorribile, può essere un vero aiuto che noi possiamo dare al commercio in generale, che sia esso alimentare o non alimentare. Abbiamo visto come, ad esempio, anche sono riusciti a sopravvivere alcuni ristoratori che, nonostante il lockdown, grazie al servizio di delivery, sono riusciti a consegnare lo stesso la merce e a tenere aperto, ma sappiamo perfettamente benissimo quanti altri esercizi commerciali di ristorazione invece non l’hanno fatto per incapacità o perché non sanno come rintracciare certe piattaforme - ad esempio veniva citata stamattina Just Eat piuttosto che Glovo e quant’altro - di consegna a domicilio del prodotto caldo che sia o meno. Quindi, questa mozione va nell’indirizzo e nell’intento di valutare il fatto di poter fare un’unica piattaforma pubblicizzabile e di fare una formazione a tutti i livelli a tutti gli esercizi commerciali della città; chiaramente è ovvio che ci vorrà uno sforzo congiunto con le organizzazioni di categoria nel prevedere ciò, con la Camera di Commercio, con tutti quanti. Non deve essere un’azione singola, ma un’azione collettiva, complessiva di pubblicizzazione di un unico strumento che la Città stessa promuove. Quindi, questo è quello che chiedo nella mia mozione. Chiaramente voterò a favore anche della mozione del collega Tresso, perché, come dicevo, sono assolutamente correlate insieme e un atto come questo non può che essere di respiro a tante attività, ma anche un segnale di quanto vogliamo essere vicini alle nostre attività commerciali in un momento simile. Grazie, Presidente, ho terminato. SICARI Francesco (Presidente) Grazi a lei. Do ora la parola al Capogruppo Tresso per l’illustrazione. Prego. TRESSO Francesco Sì, grazie Presidente. Sì, anche io, come la collega Scanderebech, trovo particolarmente idoneo il fatto che andiamo a discutere e votare oggi questi due atti, a valle della Commissione consiliare interessante, che questa mattina abbiamo tenuto sulla tutela del commercio di prossimità, avendo sentito come ospiti ASCOM. Sono emerse delle necessità, che effettivamente, a valle di quella che è stata la prima ondata dell’emergenza pandemica, hanno dimostrato, come già diceva la collega, che una buona parte, diciamo il 36%, appunto, dei negozi di prossimità hanno pensato di potersi attivare con delle piattaforme o comunque con sistemi personali di piattaforme online anche per la consegna, per il delivery. Questo fatto, però, non ci deve far dimenticare che anche in questa situazione la pandemia ha creato delle situazioni di maggiore disuguaglianza, maggiore difficoltà, perché laddove alcune realtà hanno saputo attrezzarsi singolarmente, e peraltro, devo dire, anche il Comune ha messo a disposizione dei servizi, come Torino City Lab, per esempio, quindi una sorta di bacheca virtuale in cui i negozi aderivano alle iniziative con possibilità di vendita telefonica, però ci sono delle realtà - e io mi riferisco soprattutto, avendone sentite alcune di realtà di associazioni di commercianti di quartiere - che hanno provato a industriarsi anche mettendosi insieme per valutare la possibilità di dotarsi di uno strumento di e-commerce locale, però trovando difficoltà proprio nell’affrontare una spesa inziale, che magari non è poi così consistente, ma che consentisse di creare una vetrina virtuale molto localizzata, molto focalizzata in quello che quindi è un rapporto anche di prossimità, che si sarebbe mantenuto, seppur su base virtuale, ma in cui le persone potevano continuare ad approvvigionarsi magari negli stessi negozi in cui andavano - pensiamo anche alle persone anziane, alle persone con maggiore difficoltà di spostamenti - però con un servizio che quindi avesse un’attenzione anche alla consegna, utilizzando sistemi di gestione degli ordini, delle spedizioni, di logistica, anche con una cura particolare di quelli che sono sistemi, diciamo, sostenibili anche da un punto di vista ecologico, per esempio. Però, sostanzialmente, io ho visto anche, per un minimo di indagine che ho fatto su altre realtà a livello nazionale, insomma, che ho provato a visionare in rete e studiando altre forme, che molto spesso la realizzazione di questi strumenti è stata ausiliata e comunque coordinata delle Amministrazioni Locali, proprio perché si potesse indirizzare almeno una possibilità di soluzione, ad evitare di gravare, dal punto di vista finanziario-economico, con ulteriori spese i commercianti e i negozianti, che già erano penalizzati dalle conseguenze della pandemia. Allora, io cosa chiedo sostanzialmente in questa mozione che ho presentato già un po’ di tempo fa, ma che adesso torna attuale, come si diceva? Chiedo proprio di, intanto, avvalersi... di attivare un censimento - ma che credo sia già sostanzialmente poi solo da mettere a sistema, perché sono dati che già ci sono - di quelle realtà, dei negozi, diciamo, di vicinato, quindi legati più ad associazioni e ai commerciati di quartiere, magari anche semplicemente, con un semplice questionario o formulario, per capire chi sarebbe interessato ad implementare una piattaforma per il commercio locale a livello di quartiere. Quindi, pensare di come istituirlo, io qui pensavo a un bando pubblico che fosse proprio finalizzato a realizzare un portale e-commerce locale, dove ogni negozio di prossimità possa avere la sua vetrina, vendere i suoi prodotti, gestendo gli ordini e le spedizioni in maniera collettiva. Un bando pubblico, nel senso che proprio per questo si potrebbe anche supportare le realtà che sono meno strutturate nel fornire questo servizio di supporto nel provare a valutare come individuare il fornitore di questo servizio, che, come dico, io ho provato anche a farmi qualche preventivo, ma proprio parlando con persone che sono nel settore, non stiamo parlando di cifre esorbitanti, qui stiamo parlando di cifre che, a seconda della situazione, a seconda dei servizi, possono valutarsi tra alcune migliaia di euro e alcune decine, però tutto è da valutare, tutto è da considerare, ma, di nuovo, anche in questo caso si potrebbe pensare se un’interlocuzione con le stesse associazioni che abbiamo audito stamattina, la Camera di Commercio, le Fondazioni bancarie, insomma, le associazioni di categoria possano valutare se, per esempio, almeno condurre uno studio di questo genere e avviare una fase prototipale che possa definire quali sono le caratteristiche di un servizio da erogare con queste connotazioni e definire, quindi, se ci sono delle cifre, capire a quanto ammontano e avviare un percorso proprio per una prima fase di sperimentazione che magari indirizzi, sulla valutazione che viene fatta, alcune aree della città maggiormente critiche, proprio perché pochi hanno saputo adottare dei sistemi diversi e quindi laddove si sono ulteriormente dilatate queste differenze e queste disuguaglianze, e quindi valutando una prima fase in cui ci si concentra a capire il tipo di prodotto, testarlo magari in due o tre fasi per poi valutare una successiva estensione del servizio. È chiaro che, una volta implementato, è poi più facile pensare che il servizio venga sostenuto, come spese di gestione, dagli stessi commercianti che ne fruiscono, nel senso che a quel punto lì diventa come fosse un canone che uno paga per il servizio che viene erogato. Però quello che io ho riscontrato è proprio la difficoltà di poter attivare questo procedimento. Quindi, sostanzialmente io chiedo, nelle modalità che si riterranno più opportune e, come dico, proprio valutando la fase iniziale e sperimentale per poi estenderlo, ma di proattivamente venire incontro alle esigenze di queste categorie per cercare di ausiliarli in un percorso che non sempre è stato possibile attivare a livello locale, soprattutto in quelle condizioni più disagiate. Grazie. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Procediamo adesso con l’intervento del Consigliere Mensio e poi dell’Assessore Pironti, che ha chiesto di intervenire. Prego, Mensio. MENSIO Federico Grazie, Presidente. Come detto stamattina e anche nelle altre Commissioni dove abbiamo affrontato già nei mesi scorsi gli altri due atti, io non mi trovo assolutamente favorevole a questo tipo di approccio, né all’e-commerce, né al ruolo che ha il Comune nei confronti dei commercianti e dell’e-commerce o perlomeno come è stato declinato nei due atti. Nello specifico, non ritengo che il Comune debba fare un bando pubblico per creare un portale di e-commerce, non è sua competenza. D’altro canto, io sono andato a vedermi cosa dice la scheda di ASCOM Torino, dell’Associazione, perché comunque è un’Associazione e quindi si paga, e nelle cose che fa... dovrebbe fare ASCOM, c’è: “Supporto tecnologico, canali Facebook tematici, vetrine online, spazio di visibilità gratuita a disposizione dei soci sul sito ASCOM, sono solo alcuni esempi del nostro volere intendere l’innovazione”, ecco. Allora, siccome esiste un’Associazione di Categoria a cui si aderisce pagando una quota, che non so quanto sia, perché non sono del mestiere, chiedo scusa, io credo che questo sia un compito assolutamente da associazioni di categoria, non vedo perché debba fare un bando pubblico una Città, che ha tutt’altra competenza, tutt’altra cosa, come dire, per farlo. Tanto più che in realtà quello che è stato fatto durante la fase veramente emergenziale, cioè quando eravamo veramente tutti chiusi anche in casa all’inizio dell’anno, è stato quello - e io di questo ringrazio l’Amministrazione - di mettere su con l’Università di Torino un sistema gratuito, che è FirstLife, nel progetto di Torino City Love, all’interno del progetto Torino City Lab, a cui però a quella piattaforma gratuita, fatta in collaborazione con ASCOM, dall’Università di Torino, quindi non credo l’ultimo, come dire, degli istituti che poteva farlo o mio cugino, come si dice nel gergo normale, bene, a questa piattaforma, più o meno, dico “più o meno”, sulla città di Torino aderiscono tra gli 80 e i 100 esercizi, che non vuol dire solo commercio di vicinato, esercizi vuol dire anche estetisti, vuol dire parrucchieri..., 100. Allora, se non hanno aderito a quella piattaforma che gli è stata messa a disposizione, domandiamoci il perché: è troppo difficile? Non è stata fatta pubblicità? ASCOM non ha fatto il suo dovere? La Città di Torino non ha fatto il suo dovere? Perché non funziona? È difficile da usare e la gente non ci va? Perché il vero problema è che queste cose funzionano quando si fa un certo tipo di squadra. Allora, io sono d’accordo - e l’ho già detto anche stamattina e in altre Commissioni - a fare squadra, per far sì che chi ha un’attività commerciale, di commercio al dettaglio, di artigianato o estetisti, parrucchieri, possa essere avvantaggiato, ma non si fa in questa maniera, sicuramente non si fa in questa maniera. Idem per il delivery: ma il Comune di Torino non può mettersi a fare... a potenziare il delivery, cioè ci sono le società dedicate. con tutti i limiti che hanno queste società, li conosciamo benissimo dopo quello che è successo. Poi, sono mesi che noi chiediamo di vedere qual è l’iniziativa messa in campo dal Comune di Rivoli e non è mai arrivato nulla, perché Rivoli di per sé ha detto, ma non ha fatto, io non ho visto nulla fatto da Rivoli, nulla! Allora, se qualcuno mi porta l’esempio di Rivoli, io lo guardo anche volentieri, ma non mi risulta che sia stato fatto nulla; poi era stato lanciato in pompa magna da qualche giornale, da qualche organo di stampa, questo sistema di delivery con le macchinette a Torino, anche lì visto nulla, visto nulla. Allora, a fare gli annunci stampa credo che siano tutti capaci, l’abbiamo visto anche con i tamponi rapidi in farmacia, l’abbiamo visto con: “Finalmente siamo in zona arancione” per poi arrabbiarci il giorno dopo, perché c’era troppa gente in giro, però poi la realtà delle cose è che qui è un sistema un pochettino più complesso, quello dell’e-commerce, leggerissimamente più complesso. Non è che basta scrivere due righe di codice o mettere quattro foto di prodotti su un sito di e-commerce perché sia fatto e-commerce, perché così non funziona. Quel 30%, che citavano stamattina, di gente che se lo fa autonomamente io vorrei sapere quanto riesce a vendere autonomamente, perché se io non ho alle spalle una struttura, un sistema strutturato anche di conoscenze, di persone che accedono al mio sito normalmente, eccetera, il mio shop online rimane come una goccia in un mare, non esisto, su internet non esisto e non basta fare nei motori di ricerca, non esisto, bisogna... SICARI Francesco (Presidente) La invito a concludere. MENSIO Federico Quindi, io sono assolutamente contrario a questi due atti, sono a favore di alcune parti in questi atti - questo lo dico -, tipo le interlocuzioni con la Camera di Commercio, eccetera, ma vanno fatte di comune accordo. Non se ne deve occupare il Comune di Torino, se ne devono occupare le Associazioni e la Camera di Commercio insieme ai negoziati e agli artigiani, ma non il Comune di Torino. Grazie. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Io non ho altri interventi e quindi procedo con il dare la parola all’Assessore Pironti, ne ha facoltà per cinque minuti. Prego. PIRONTI Marco (Assessore) Sì, grazie Presidente. In realtà sono stato in parte anticipato dall’intervento del Consigliere Mensio. Ovviamente ringrazio la Consigliera Scanderebech e il Consigliere Tresso per la sensibilità che ovviamente abbiamo tutti, tutti sono stati colpiti, il commercio soprattutto, quello meno strutturato ancor di più. E ricordo che dell’inizio è stata una delle nostre priorità, la piattaforma che veniva citata prima dal Consigliere Mensio, FirstLife, è stato un utilizzare qualcosa che era nato in tempi non sospetti, in ambito di un progetto cittadino che vedeva la collaborazione dell’Università di Torino e non solo, l’abbiamo riutilizzato, ricordo, per rendere molto più agevole l’intercettare i negozi che in quella fase potevano anche mettere a disposizione l’acquisizione dei buoni spesa, quindi quello è stato fatto e ricordo che quella piattaforma poi è stata quella adottata da ASCOM. Quindi quell’attività di sistema e di sensibilizzazione l’abbiamo fatta, ovviamente nulla è mai abbastanza e quindi ringrazio l’ulteriore sensibilità, ma ricordo che ne avevamo già parlato almeno in due Commissioni, in cui avevamo dimostrato, anche facendo una ricerca di quelle che erano state le esperienze di altre Città, che una piattaforma così generalista non potrebbe avere nessun impatto. Non potrebbe avere nessun impatto perché l’ambito merceologico incide molto sulla gestione, perché, come diceva il Consigliere Mensio, non è il problema di una vetrina, e come giustamente diceva Tresso il costo è anche poco rilevante, quindi non è quello il problema, il problema è di... il problema culturale, il problema di crescita territoriale e quel ruolo non è sicuramente della Città. Ricordo che quelle manovre in qualche modo sono affrontate a livello governativo, i famosi 100 milioni del MID sulla Digital Transformation delle PMI che è anche questo, Digital Transformation è anche il rapporto diverso con potenziali clienti. Ci eravamo attivati... e ringrazio anche la Consigliera Scanderebech per averci consentito il contatto diretto con il Comune di Rivoli, con il quale avevamo cercato di capire cosa fosse stato fatto, ma anche loro in questa fase, così come tutti, sono in una fase esplorativa e oggi - ma non potrebbe essere diversamente - il ruolo del Comune deve essere un ruolo, a nostro parere, di sensibilizzazione e di aggregazione, ma poi la cosiddetta “messa a terra” deve essere delegata, ovviamente con tutto il nostro supporto, per quanto possibile, a chi in maniera verticale conosce i singoli settori, perché, vi ripeto, anche la gestione del delivery dipende molto da che cosa trasporti, con tempi e con l’acquisizione degli ordini. Quindi, confermiamo, ovviamente, il massimo nostro impegno, non ultimo la riunione con l’Assessore Sacco, con le Associazioni di Categoria, per capire anche questa nuova fase come va gestita anche in ottica della nuova... del rinnovo dell’aziona sui buoni spesa, quindi per quanto possibile l’interlocuzione con chi poi quel lavoro lo deve fare già. Un bando o qualsiasi azione diretta sarebbe necessariamente orizzontale su tutti e una piattaforma così orizzontale - non siamo noi a dirlo, ma purtroppo i dati o le esperienze di altre Città - non può avere l’impatto che tutti speriamo. Quindi, qui possiamo ovviamente confermare la massima attenzione, il massimo sforzo a una parte della città rilevante, che ha subito più degli altri, in alcuni casi, questa pandemia, ma queste azioni in realtà, a nostro parere, non riescono ad essere così efficaci come tutti vorremmo, ma quest’opera di sensibilizzazione e di coinvolgimento ovviamente deve vedere la Città in primis ancor più coinvolta e questo lo stiamo e lo faremo anche in futuro. Grazie, Presidente. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Sì, può ancora intervenire Capogruppo Tresso, perché ha solo illustrato l’atto; ora può intervenire nel merito della discussione. Prego. TRESSO Francesco Grazie. Io ribadisco che io ho citato FirstLife nella mia mozione e anche Torino City Love, che era stato messo in pista, però, voglio dire, non nascondiamoci però dietro un dito, cioè io a FirstLife mi sono iscritto, mi sono loggato, entro dentro: ci sono qualche decina di esercizi commerciali, a parte che per esempio nella mia zona vedo due retail di TIM, ma non vedo neanche un esercizio commerciale che mi possa fornire di negozi di cibo, ma poi di nuovo andiamo a vedere nelle zone più periferiche, ne vedo una a Barriera di Milano, non ne vedo nessuna a Falchera, non ne vedo a Barca, non ne vedo a Bertolla, allora voglio dire è una cosa che onestamente... Mensio dice: “Chiediamoci il perché”, eh, chiediamoci il perché, ma di fatto non ha avuto un grosso impatto, perché adesso allora badiamo un po’ davvero a chi lo utilizza, no? E tra l’altro, semplicemente, ti rimanda sui siti dei singoli esercizi, non è che ci sia un servizio che davvero ti dice: “Allora, c’è un qualcosa - come dico io - a livello locale di gestibile, per cui le consegne vengono ottimizzare, organizzate, i costi distribuiti”, per cui se ho dieci esercizi commerciali nell’arco di un borgo, questi possono mettersi in comune e magari con lo stesso sistema il delivery che sia fatto dal camioncino, dal mezzo elettrico, riesce a prendere tutti quanti, eccetera, cioè c’è un modo un po’ diverso di concepirlo. Qui è un grande data-logger georiferito, ma peraltro a cui, se guardiamo veramente i numeri, hanno aderito ben pochi e di fatto non è uno strumento utilizzabile o comunque viene utilizzato, penso, in minima parte, io stesso ho difficoltà ad utilizzarlo, perché, sì, mi rimanda sui siti di altri esercizi, ci posso andare da solo, ecco. Per cui, voglio dire, qui era proprio una concezione diversa. Poi capisco che non ci sia l’intenzione di dire che questo non è un compito dell’Amministrazione, mi sembra che il Consigliere Mensio l’abbia detto abbastanza chiaramente che ci sono ovviamente visioni diverse, ma questo fa parte ovviamente della politica e del fatto di non collimare, quindi per carità, però non continuiamo a dire che quello che avevamo in testa già è stato fatto, perché è proprio un’altra cosa, ecco. Grazie. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Prego, Consigliera Grippo. GRIPPO Maria Grazia Sì, grazie Presidente. Sarò breve. Gli atti dei colleghi, secondo me, non sono per forza condivisibili nel particolare, ma sono fortemente condivisibili nel principio che pongono e che, in un qualche modo, li accumuna e soprattutto sono condivisibili rispetto ad un’assunzione di responsabilità da parte di un’Amministrazione Comunale che in un tempo come questo non si può permettere il lusso di definire in modo ragionieristico quel che le compete e quel che no. Sono queste sostanzialmente le ragioni che mi spingeranno personalmente a votare favorevolmente i due atti, anche alla luce e della discussione che c’è stata stamattina in III Commissione, parte della quale - è già stato ricordato - è stata dedicata a questo tema e anche all’esito che ha avuto la delibera, che al punto 9 in qualche modo doveva riguardare le politiche che attengono il tema dell’e- commerce, perché a mio avviso un chiarimento di carattere generale, che tenga in buon conto tutte le competenze in sede di Giunta su questo particolare argomento, ci metterebbe tutti nelle condizioni, quindi non soltanto la parte politica, ma anche i nostri interlocutori, a cominciare dagli operatori economici, su quali sono le reali intenzioni della Giunta di qui alla fine del proprio mandato. Grazie. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Prego, Consigliere Mensio per fatto personale, tre minuti. MENSIO Federico Sì. Guardi, forse non mi sono spiegato, evidentemente no. Io lo ribadisco e lo dico a chi ha parlato prima di me: una cosa è aiutare, in una fase emergenziale, chi vuole essere presente sulla rete in un aggregatore, ma continua a utilizzare, se ce li ha, i propri strumenti di vendita online, e questo è stato fatto. Poi, perché abbiano aderito in pochi o in tanti, questo bisognerebbe chiederlo ad ASCOM, non deve chiederlo al Comune, bisognerebbe chiederlo ad ASCOM perché a Falchera non hanno aderito, non possiamo chiederlo al Comune. ASCOM ha partecipato a quel progetto, ASCOM è un’associazione che ha tra i suoi scopi statutari... SICARI Francesco (Presidente) Per favore, interveniamo per il fatto personale, non per fare un nuovo intervento. MENSIO Federico Però, mi scusi, il fatto personale riguarda che sono stato frainteso, lo ribadisco, sono stato frainteso, forse no o forse sì, non lo so. Detto questo, io ribadisco che il Comune deve fare la sua parte di facilitatore tra i commercianti, tra le Associazioni di categoria, tra le Fondazioni bancarie, tra chi deve farlo, non deve fare dell’operatività con dei bandi pubblici per una cosa che possono e debbono fare i privati. Grazie. SICARI Francesco (Presidente) Prego, Consigliera Scanderebech. SCANDEREBECH Federica Grazie, Presidente. Sarò rapida, tanto abbiamo capito che l’indirizzo è nel non votare gli atti, ma io vorrei essere concreta, come piace sempre essere a me, quindi io vorrei invitare i Presidenti di Commissione a calendarizzare il prima possibile nuovamente una Commissione sulle tematiche di quello che noi, Comune, possiamo fare, anche partendo da FirstLife, se è stata vista come piattaforma che deve essere d’aiuto, ed è quella che ha individuato il Comune, a questo punto, mi viene da capire dopo questo dibattito. Può avere assolutamente delle criticità, perché mi piacerebbe capire quante persone 1) la conoscano, 2) quante persone accedono a questa piattaforma, 3) se poi riescono veramente a comprare, è già complesso il fatto di arrivare poi a rintracciare il sito del negozio da una piattaforma generica che indica alcuni negozi, cioè ci sono talmente tanti passaggi che sappiamo bene che il mondo dell’internet, se non è immediato, uno già si rassegna e lascia tutto così com’è, senza arrivare alla fine, alla conclusione, e a cliccare sul carrello. Quindi, se questa è una piattaforma, vediamo insieme alle Associazioni di categoria come fare a potenziarla, come fare a gestirla al meglio, come renderla funzionale, perché ad oggi questa piattaforma, come diceva il collega Tresso, io sono andata anch’io a fare l’esperimento, mentre il collega Tresso parlava, nella mia zona, invece, non c’è neanche un negozio, cioè io volendo fare qualcosa non c’è indicazione neanche di un negozio, il primo negozio vicino è un negozio di telefonia a 10 chilometri da casa mia, per fare un esempio, e non abito chissà dove, abito in una zona abbastanza centrale. Quindi questa piattaforma evidentemente ha dei suoi limiti e non è l’intenzione, molto probabilmente, che avevamo io e il collega Tresso. Poi, diverso è dire - ma questa è una vostra visione - che il Comune non ha, come dire, alcun criterio nel voler individuare lui stesso una piattaforma, perché non ne ha le competenze e quindi non si deve andare nell’ottica di fare un bando, però il Comune ha la competenza di essere da aggregatore, ha la competenza di andare nei mercati e magari fare un’App complessiva della Città sui mercati, ma un’App in cui si possa direttamente comprare e si possa direttamente, tramite un coordinamento tra i vari mercati, le varie realtà, offrire un delivery direttamente a casa delle persone magari anziane, che magari, sia per colpa della pandemia, sia per l’anzianità, si stanno recendo sempre di meno, per paura, al mercato e quindi dare un servizio aggiuntivo che potrebbe essere intercettato, ad esempio, in questa fascia, o tutte le persone in smart working che, non andando più a lavoro, magari facevano la spesa nel tragitto lavorativo e si sono ritrovate chiuse in casa ad avere difficoltà e quindi l’unico esercizio aperto, ad esempio, dopo le otto è il supermercato di prossimità dove si recano e quindi, anziché privilegiare il negozio di prossimità, privilegiano la grande distribuzione, perché è l’unica aperta finito l’orario lavorativo. Sono tutte tematiche che secondo me vanno affrontate nuovamente in Commissione, perché io sinceramente, dopo che quest’anno verrà votato negativamente, non sono soddisfatta di questa discussione, che non penso abbia portato da nessuna parte purtroppo. Quindi l’appello che faccio è veramente quello di convocare una Commissione per fare un approfondimento del tema più generale e mettere nelle mani delle Associazioni di categoria tutti gli strumenti che possono essere messi per dare un po’ di sollievo al commercio in questo momento drammatico. Grazie, Presidente, ho concluso. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Io non ho ulteriori interventi, allora possiamo procedere con la votazione dei due atti. |