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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 30 Novembre 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 37
MOZIONE 2020-01017
"SOSTEGNO ED INCENTIVI NELLA DIFFUSIONE DEL DELIVERY E DELL'ONLINE PER IL RILANCIO DEL COMMERCIO LOCALE" PRESENTATA IN DATA 27 APRILE 2020 - PRIMA FIRMATARIA SCANDEREBECH.
Interventi
SICARI Francesco (Presidente)
Procediamo adesso con i punti 20 e 21, mi riferisco alle proposte di mozione a sostegno,
allora n. mecc. 202001017/002 della Consigliera Scanderebech:

“Sostegno ed incentivi nella diffusione del delivery e dell’online
per il rilancio del commercio locale”

e poi, il punto 21 del Capogruppo Tresso n. mecc. 202001182/002:

“Piattaforma e-commerce per il commercio locale”

SICARI Francesco (Presidente)
La discussione avverrà in forma congiunta. Lascio ora la parola prima alla Consigliera
Scanderebech e poi al Capogruppo Tresso per l’illustrazione. Prego, Consigliera
Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Grazie molto Presidente. Guardi, questa mozione è attuale più che mai, data la
sollecitazione anche che è avvenuta questa mattina, nel momento in cui abbiamo audito
l’ASCOM in Commissione. Ne spiego il motivo: io sono fermamente convinta che il
Comune possa fare un grande sforzo e possa dare un grande aiuto nella forma in cui può
formare - scusate il giro di parole - aziende e imprenditori a capire che cosa voglia dire
la vendita online a supporto dei negozi esistenti, perché, come abbiamo visto,
purtroppo, per prevenire la pandemia, quasi tutti i negozi sono stati costretti a tirare giù
le saracinesche; chi è riuscito a sopravvivere in questi mesi, e dico “a sopravvivere”
chiaramente, perché nessuno ha avuto grandi incassi, né tantomeno, secondo me, chi
magari ha sfruttato il periodo per incentivare delle vendite diverse, perché il periodo
comunque è un periodo di crisi complessiva di emergenza e quindi comunque c’è un
calo nelle vendite complessive, ma degli strumenti che l’Amministrazione potrebbe
mettere in campo pubblicizzandoli e formando le varie attività potrebbero essere d’aiuto
per i piccoli imprenditori, che si stanno trovando in difficoltà in questo momento.
Devono essere sicuramente delle forme di agevolazione, di aiuto, che non devono
andare in contrasto con il commercio locale, ma devono essere di aiuto e di supporto.
Motivo per cui l’atto mio con l’atto del collega Tresso si intreccia perfettamente nel
richiedere che il Comune possa a gran voce aiutare, con uno sforzo suo personale, tutta
una situazione di commercio esistente che possa trovare anche sfocio in una vendita
online o nel delivery direttamente a casa. Questo atto era stato discusso in piena
pandemia nello scorso lockdown, in cui si faceva l’esempio del contadino che di per sé
da solo si era organizzato a portare la spesa a casa; ecco, questo contadino che porta la
spesa a casa, a parer mio, non deve essere lasciato solo. Allora, perché non incentivare
tutti i mercati di Torino in una piattaforma comune, complessiva, solo torinese, delle
qualità torinesi, in maniera tale che, ad esempio, gli ambulanti possano essere aiutati e
incentivati nelle vendite? Perché non promuovere un’unica piattaforma online di vendita
di prodotti eccellenze torinesi, che possa essere di aiuto e di supporto alla normale
attività di vendita? Sono tutti strumenti e abbiamo sentito come, ad esempio, l’ASCOM
ha dichiarato che nell’ultimo mese il 30% delle imprese si sono dotate di sistemi
personali di e-commerce, ma chi è attento alla tematica sa bene che, banalmente, creare
un e-commerce a sé stante non vuol dire subito avere una vendita immediata, anzi,
probabilmente bisognerà impiegare mesi e forse anni nell’indicizzarlo, nel
pubblicizzarlo e quant’altro, quindi non può che essere, se fatto autonomamente, una
spesa aggiuntiva e in più che in questa circostanza, in questo momento non possiamo
permetterci di far sobbarcare alle imprese e alle partite IVA. Quindi, invece, uno
strumento che il Comune può mettere in pratica su tutta la città di Torino e che sia un
solo strumento, quello secondo me può essere percorribile, può essere un vero aiuto che
noi possiamo dare al commercio in generale, che sia esso alimentare o non alimentare.
Abbiamo visto come, ad esempio, anche sono riusciti a sopravvivere alcuni ristoratori
che, nonostante il lockdown, grazie al servizio di delivery, sono riusciti a consegnare lo
stesso la merce e a tenere aperto, ma sappiamo perfettamente benissimo quanti altri
esercizi commerciali di ristorazione invece non l’hanno fatto per incapacità o perché
non sanno come rintracciare certe piattaforme - ad esempio veniva citata stamattina Just
Eat piuttosto che Glovo e quant’altro - di consegna a domicilio del prodotto caldo che
sia o meno. Quindi, questa mozione va nell’indirizzo e nell’intento di valutare il fatto di
poter fare un’unica piattaforma pubblicizzabile e di fare una formazione a tutti i livelli a
tutti gli esercizi commerciali della città; chiaramente è ovvio che ci vorrà uno sforzo
congiunto con le organizzazioni di categoria nel prevedere ciò, con la Camera di
Commercio, con tutti quanti. Non deve essere un’azione singola, ma un’azione
collettiva, complessiva di pubblicizzazione di un unico strumento che la Città stessa
promuove. Quindi, questo è quello che chiedo nella mia mozione. Chiaramente voterò a
favore anche della mozione del collega Tresso, perché, come dicevo, sono
assolutamente correlate insieme e un atto come questo non può che essere di respiro a
tante attività, ma anche un segnale di quanto vogliamo essere vicini alle nostre attività
commerciali in un momento simile. Grazie, Presidente, ho terminato.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazi a lei. Do ora la parola al Capogruppo Tresso per l’illustrazione. Prego.

TRESSO Francesco
Sì, grazie Presidente. Sì, anche io, come la collega Scanderebech, trovo particolarmente
idoneo il fatto che andiamo a discutere e votare oggi questi due atti, a valle della
Commissione consiliare interessante, che questa mattina abbiamo tenuto sulla tutela del
commercio di prossimità, avendo sentito come ospiti ASCOM. Sono emerse delle
necessità, che effettivamente, a valle di quella che è stata la prima ondata
dell’emergenza pandemica, hanno dimostrato, come già diceva la collega, che una
buona parte, diciamo il 36%, appunto, dei negozi di prossimità hanno pensato di potersi
attivare con delle piattaforme o comunque con sistemi personali di piattaforme online
anche per la consegna, per il delivery. Questo fatto, però, non ci deve far dimenticare
che anche in questa situazione la pandemia ha creato delle situazioni di maggiore
disuguaglianza, maggiore difficoltà, perché laddove alcune realtà hanno saputo
attrezzarsi singolarmente, e peraltro, devo dire, anche il Comune ha messo a
disposizione dei servizi, come Torino City Lab, per esempio, quindi una sorta di
bacheca virtuale in cui i negozi aderivano alle iniziative con possibilità di vendita
telefonica, però ci sono delle realtà - e io mi riferisco soprattutto, avendone sentite
alcune di realtà di associazioni di commercianti di quartiere - che hanno provato a
industriarsi anche mettendosi insieme per valutare la possibilità di dotarsi di uno
strumento di e-commerce locale, però trovando difficoltà proprio nell’affrontare una
spesa inziale, che magari non è poi così consistente, ma che consentisse di creare una
vetrina virtuale molto localizzata, molto focalizzata in quello che quindi è un rapporto
anche di prossimità, che si sarebbe mantenuto, seppur su base virtuale, ma in cui le
persone potevano continuare ad approvvigionarsi magari negli stessi negozi in cui
andavano - pensiamo anche alle persone anziane, alle persone con maggiore difficoltà di
spostamenti - però con un servizio che quindi avesse un’attenzione anche alla consegna,
utilizzando sistemi di gestione degli ordini, delle spedizioni, di logistica, anche con una
cura particolare di quelli che sono sistemi, diciamo, sostenibili anche da un punto di
vista ecologico, per esempio. Però, sostanzialmente, io ho visto anche, per un minimo di
indagine che ho fatto su altre realtà a livello nazionale, insomma, che ho provato a
visionare in rete e studiando altre forme, che molto spesso la realizzazione di questi
strumenti è stata ausiliata e comunque coordinata delle Amministrazioni Locali, proprio
perché si potesse indirizzare almeno una possibilità di soluzione, ad evitare di gravare,
dal punto di vista finanziario-economico, con ulteriori spese i commercianti e i
negozianti, che già erano penalizzati dalle conseguenze della pandemia.
Allora, io cosa chiedo sostanzialmente in questa mozione che ho presentato già un po’
di tempo fa, ma che adesso torna attuale, come si diceva? Chiedo proprio di, intanto,
avvalersi... di attivare un censimento - ma che credo sia già sostanzialmente poi solo da
mettere a sistema, perché sono dati che già ci sono - di quelle realtà, dei negozi,
diciamo, di vicinato, quindi legati più ad associazioni e ai commerciati di quartiere,
magari anche semplicemente, con un semplice questionario o formulario, per capire chi
sarebbe interessato ad implementare una piattaforma per il commercio locale a livello di
quartiere. Quindi, pensare di come istituirlo, io qui pensavo a un bando pubblico che
fosse proprio finalizzato a realizzare un portale e-commerce locale, dove ogni negozio
di prossimità possa avere la sua vetrina, vendere i suoi prodotti, gestendo gli ordini e le
spedizioni in maniera collettiva. Un bando pubblico, nel senso che proprio per questo si
potrebbe anche supportare le realtà che sono meno strutturate nel fornire questo servizio
di supporto nel provare a valutare come individuare il fornitore di questo servizio, che,
come dico, io ho provato anche a farmi qualche preventivo, ma proprio parlando con
persone che sono nel settore, non stiamo parlando di cifre esorbitanti, qui stiamo
parlando di cifre che, a seconda della situazione, a seconda dei servizi, possono valutarsi
tra alcune migliaia di euro e alcune decine, però tutto è da valutare, tutto è da
considerare, ma, di nuovo, anche in questo caso si potrebbe pensare se
un’interlocuzione con le stesse associazioni che abbiamo audito stamattina, la Camera
di Commercio, le Fondazioni bancarie, insomma, le associazioni di categoria possano
valutare se, per esempio, almeno condurre uno studio di questo genere e avviare una
fase prototipale che possa definire quali sono le caratteristiche di un servizio da erogare
con queste connotazioni e definire, quindi, se ci sono delle cifre, capire a quanto
ammontano e avviare un percorso proprio per una prima fase di sperimentazione che
magari indirizzi, sulla valutazione che viene fatta, alcune aree della città maggiormente
critiche, proprio perché pochi hanno saputo adottare dei sistemi diversi e quindi laddove
si sono ulteriormente dilatate queste differenze e queste disuguaglianze, e quindi
valutando una prima fase in cui ci si concentra a capire il tipo di prodotto, testarlo
magari in due o tre fasi per poi valutare una successiva estensione del servizio. È chiaro
che, una volta implementato, è poi più facile pensare che il servizio venga sostenuto,
come spese di gestione, dagli stessi commercianti che ne fruiscono, nel senso che a quel
punto lì diventa come fosse un canone che uno paga per il servizio che viene erogato.
Però quello che io ho riscontrato è proprio la difficoltà di poter attivare questo
procedimento. Quindi, sostanzialmente io chiedo, nelle modalità che si riterranno più
opportune e, come dico, proprio valutando la fase iniziale e sperimentale per poi
estenderlo, ma di proattivamente venire incontro alle esigenze di queste categorie per
cercare di ausiliarli in un percorso che non sempre è stato possibile attivare a livello
locale, soprattutto in quelle condizioni più disagiate. Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Procediamo adesso con l’intervento del Consigliere Mensio e poi
dell’Assessore Pironti, che ha chiesto di intervenire. Prego, Mensio.

MENSIO Federico
Grazie, Presidente. Come detto stamattina e anche nelle altre Commissioni dove
abbiamo affrontato già nei mesi scorsi gli altri due atti, io non mi trovo assolutamente
favorevole a questo tipo di approccio, né all’e-commerce, né al ruolo che ha il Comune
nei confronti dei commercianti e dell’e-commerce o perlomeno come è stato declinato
nei due atti. Nello specifico, non ritengo che il Comune debba fare un bando pubblico
per creare un portale di e-commerce, non è sua competenza. D’altro canto, io sono
andato a vedermi cosa dice la scheda di ASCOM Torino, dell’Associazione, perché
comunque è un’Associazione e quindi si paga, e nelle cose che fa... dovrebbe fare
ASCOM, c’è: “Supporto tecnologico, canali Facebook tematici, vetrine online, spazio
di visibilità gratuita a disposizione dei soci sul sito ASCOM, sono solo alcuni esempi
del nostro volere intendere l’innovazione”, ecco. Allora, siccome esiste un’Associazione
di Categoria a cui si aderisce pagando una quota, che non so quanto sia, perché non
sono del mestiere, chiedo scusa, io credo che questo sia un compito assolutamente da
associazioni di categoria, non vedo perché debba fare un bando pubblico una Città, che
ha tutt’altra competenza, tutt’altra cosa, come dire, per farlo. Tanto più che in realtà
quello che è stato fatto durante la fase veramente emergenziale, cioè quando eravamo
veramente tutti chiusi anche in casa all’inizio dell’anno, è stato quello - e io di questo
ringrazio l’Amministrazione - di mettere su con l’Università di Torino un sistema
gratuito, che è FirstLife, nel progetto di Torino City Love, all’interno del progetto
Torino City Lab, a cui però a quella piattaforma gratuita, fatta in collaborazione con
ASCOM, dall’Università di Torino, quindi non credo l’ultimo, come dire, degli istituti
che poteva farlo o mio cugino, come si dice nel gergo normale, bene, a questa
piattaforma, più o meno, dico “più o meno”, sulla città di Torino aderiscono tra gli 80 e
i 100 esercizi, che non vuol dire solo commercio di vicinato, esercizi vuol dire anche
estetisti, vuol dire parrucchieri..., 100. Allora, se non hanno aderito a quella piattaforma
che gli è stata messa a disposizione, domandiamoci il perché: è troppo difficile? Non è
stata fatta pubblicità? ASCOM non ha fatto il suo dovere? La Città di Torino non ha
fatto il suo dovere? Perché non funziona? È difficile da usare e la gente non ci va?
Perché il vero problema è che queste cose funzionano quando si fa un certo tipo di
squadra. Allora, io sono d’accordo - e l’ho già detto anche stamattina e in altre
Commissioni - a fare squadra, per far sì che chi ha un’attività commerciale, di
commercio al dettaglio, di artigianato o estetisti, parrucchieri, possa essere
avvantaggiato, ma non si fa in questa maniera, sicuramente non si fa in questa maniera.
Idem per il delivery: ma il Comune di Torino non può mettersi a fare... a potenziare il
delivery, cioè ci sono le società dedicate. con tutti i limiti che hanno queste società, li
conosciamo benissimo dopo quello che è successo. Poi, sono mesi che noi chiediamo di
vedere qual è l’iniziativa messa in campo dal Comune di Rivoli e non è mai arrivato
nulla, perché Rivoli di per sé ha detto, ma non ha fatto, io non ho visto nulla fatto da
Rivoli, nulla! Allora, se qualcuno mi porta l’esempio di Rivoli, io lo guardo anche
volentieri, ma non mi risulta che sia stato fatto nulla; poi era stato lanciato in pompa
magna da qualche giornale, da qualche organo di stampa, questo sistema di delivery con
le macchinette a Torino, anche lì visto nulla, visto nulla. Allora, a fare gli annunci
stampa credo che siano tutti capaci, l’abbiamo visto anche con i tamponi rapidi in
farmacia, l’abbiamo visto con: “Finalmente siamo in zona arancione” per poi arrabbiarci
il giorno dopo, perché c’era troppa gente in giro, però poi la realtà delle cose è che qui è
un sistema un pochettino più complesso, quello dell’e-commerce, leggerissimamente
più complesso. Non è che basta scrivere due righe di codice o mettere quattro foto di
prodotti su un sito di e-commerce perché sia fatto e-commerce, perché così non
funziona. Quel 30%, che citavano stamattina, di gente che se lo fa autonomamente io
vorrei sapere quanto riesce a vendere autonomamente, perché se io non ho alle spalle
una struttura, un sistema strutturato anche di conoscenze, di persone che accedono al
mio sito normalmente, eccetera, il mio shop online rimane come una goccia in un mare,
non esisto, su internet non esisto e non basta fare nei motori di ricerca, non esisto,
bisogna...

SICARI Francesco (Presidente)
La invito a concludere.

MENSIO Federico
Quindi, io sono assolutamente contrario a questi due atti, sono a favore di alcune parti in
questi atti - questo lo dico -, tipo le interlocuzioni con la Camera di Commercio,
eccetera, ma vanno fatte di comune accordo. Non se ne deve occupare il Comune di
Torino, se ne devono occupare le Associazioni e la Camera di Commercio insieme ai
negoziati e agli artigiani, ma non il Comune di Torino. Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Io non ho altri interventi e quindi procedo con il dare la parola
all’Assessore Pironti, ne ha facoltà per cinque minuti. Prego.

PIRONTI Marco (Assessore)
Sì, grazie Presidente. In realtà sono stato in parte anticipato dall’intervento del
Consigliere Mensio. Ovviamente ringrazio la Consigliera Scanderebech e il Consigliere
Tresso per la sensibilità che ovviamente abbiamo tutti, tutti sono stati colpiti, il
commercio soprattutto, quello meno strutturato ancor di più. E ricordo che dell’inizio è
stata una delle nostre priorità, la piattaforma che veniva citata prima dal Consigliere
Mensio, FirstLife, è stato un utilizzare qualcosa che era nato in tempi non sospetti, in
ambito di un progetto cittadino che vedeva la collaborazione dell’Università di Torino e
non solo, l’abbiamo riutilizzato, ricordo, per rendere molto più agevole l’intercettare i
negozi che in quella fase potevano anche mettere a disposizione l’acquisizione dei buoni
spesa, quindi quello è stato fatto e ricordo che quella piattaforma poi è stata quella
adottata da ASCOM. Quindi quell’attività di sistema e di sensibilizzazione l’abbiamo
fatta, ovviamente nulla è mai abbastanza e quindi ringrazio l’ulteriore sensibilità, ma
ricordo che ne avevamo già parlato almeno in due Commissioni, in cui avevamo
dimostrato, anche facendo una ricerca di quelle che erano state le esperienze di altre
Città, che una piattaforma così generalista non potrebbe avere nessun impatto. Non
potrebbe avere nessun impatto perché l’ambito merceologico incide molto sulla
gestione, perché, come diceva il Consigliere Mensio, non è il problema di una vetrina, e
come giustamente diceva Tresso il costo è anche poco rilevante, quindi non è quello il
problema, il problema è di... il problema culturale, il problema di crescita territoriale e
quel ruolo non è sicuramente della Città. Ricordo che quelle manovre in qualche modo
sono affrontate a livello governativo, i famosi 100 milioni del MID sulla Digital
Transformation delle PMI che è anche questo, Digital Transformation è anche il
rapporto diverso con potenziali clienti. Ci eravamo attivati... e ringrazio anche la
Consigliera Scanderebech per averci consentito il contatto diretto con il Comune di
Rivoli, con il quale avevamo cercato di capire cosa fosse stato fatto, ma anche loro in
questa fase, così come tutti, sono in una fase esplorativa e oggi - ma non potrebbe essere
diversamente - il ruolo del Comune deve essere un ruolo, a nostro parere, di
sensibilizzazione e di aggregazione, ma poi la cosiddetta “messa a terra” deve essere
delegata, ovviamente con tutto il nostro supporto, per quanto possibile, a chi in maniera
verticale conosce i singoli settori, perché, vi ripeto, anche la gestione del delivery
dipende molto da che cosa trasporti, con tempi e con l’acquisizione degli ordini. Quindi,
confermiamo, ovviamente, il massimo nostro impegno, non ultimo la riunione con
l’Assessore Sacco, con le Associazioni di Categoria, per capire anche questa nuova fase
come va gestita anche in ottica della nuova... del rinnovo dell’aziona sui buoni spesa,
quindi per quanto possibile l’interlocuzione con chi poi quel lavoro lo deve fare già. Un
bando o qualsiasi azione diretta sarebbe necessariamente orizzontale su tutti e una
piattaforma così orizzontale - non siamo noi a dirlo, ma purtroppo i dati o le esperienze
di altre Città - non può avere l’impatto che tutti speriamo. Quindi, qui possiamo
ovviamente confermare la massima attenzione, il massimo sforzo a una parte della città
rilevante, che ha subito più degli altri, in alcuni casi, questa pandemia, ma queste azioni
in realtà, a nostro parere, non riescono ad essere così efficaci come tutti vorremmo, ma
quest’opera di sensibilizzazione e di coinvolgimento ovviamente deve vedere la Città in
primis ancor più coinvolta e questo lo stiamo e lo faremo anche in futuro.
Grazie, Presidente.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Sì, può ancora intervenire Capogruppo Tresso, perché ha solo illustrato
l’atto; ora può intervenire nel merito della discussione. Prego.

TRESSO Francesco
Grazie. Io ribadisco che io ho citato FirstLife nella mia mozione e anche Torino City
Love, che era stato messo in pista, però, voglio dire, non nascondiamoci però dietro un
dito, cioè io a FirstLife mi sono iscritto, mi sono loggato, entro dentro: ci sono qualche
decina di esercizi commerciali, a parte che per esempio nella mia zona vedo due retail di
TIM, ma non vedo neanche un esercizio commerciale che mi possa fornire di negozi di
cibo, ma poi di nuovo andiamo a vedere nelle zone più periferiche, ne vedo una a
Barriera di Milano, non ne vedo nessuna a Falchera, non ne vedo a Barca, non ne vedo a
Bertolla, allora voglio dire è una cosa che onestamente... Mensio dice: “Chiediamoci il
perché”, eh, chiediamoci il perché, ma di fatto non ha avuto un grosso impatto, perché
adesso allora badiamo un po’ davvero a chi lo utilizza, no? E tra l’altro, semplicemente,
ti rimanda sui siti dei singoli esercizi, non è che ci sia un servizio che davvero ti dice:
“Allora, c’è un qualcosa - come dico io - a livello locale di gestibile, per cui le consegne
vengono ottimizzare, organizzate, i costi distribuiti”, per cui se ho dieci esercizi
commerciali nell’arco di un borgo, questi possono mettersi in comune e magari con lo
stesso sistema il delivery che sia fatto dal camioncino, dal mezzo elettrico, riesce a
prendere tutti quanti, eccetera, cioè c’è un modo un po’ diverso di concepirlo. Qui è un
grande data-logger georiferito, ma peraltro a cui, se guardiamo veramente i numeri,
hanno aderito ben pochi e di fatto non è uno strumento utilizzabile o comunque viene
utilizzato, penso, in minima parte, io stesso ho difficoltà ad utilizzarlo, perché, sì, mi
rimanda sui siti di altri esercizi, ci posso andare da solo, ecco. Per cui, voglio dire, qui
era proprio una concezione diversa. Poi capisco che non ci sia l’intenzione di dire che
questo non è un compito dell’Amministrazione, mi sembra che il Consigliere Mensio
l’abbia detto abbastanza chiaramente che ci sono ovviamente visioni diverse, ma questo
fa parte ovviamente della politica e del fatto di non collimare, quindi per carità, però
non continuiamo a dire che quello che avevamo in testa già è stato fatto, perché è
proprio un’altra cosa, ecco. Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Prego, Consigliera Grippo.

GRIPPO Maria Grazia
Sì, grazie Presidente. Sarò breve. Gli atti dei colleghi, secondo me, non sono per forza
condivisibili nel particolare, ma sono fortemente condivisibili nel principio che pongono
e che, in un qualche modo, li accumuna e soprattutto sono condivisibili rispetto ad
un’assunzione di responsabilità da parte di un’Amministrazione Comunale che in un
tempo come questo non si può permettere il lusso di definire in modo ragionieristico
quel che le compete e quel che no. Sono queste sostanzialmente le ragioni che mi
spingeranno personalmente a votare favorevolmente i due atti, anche alla luce e della
discussione che c’è stata stamattina in III Commissione, parte della quale - è già stato
ricordato - è stata dedicata a questo tema e anche all’esito che ha avuto la delibera, che
al punto 9 in qualche modo doveva riguardare le politiche che attengono il tema dell’e-
commerce, perché a mio avviso un chiarimento di carattere generale, che tenga in buon
conto tutte le competenze in sede di Giunta su questo particolare argomento, ci
metterebbe tutti nelle condizioni, quindi non soltanto la parte politica, ma anche i nostri
interlocutori, a cominciare dagli operatori economici, su quali sono le reali intenzioni
della Giunta di qui alla fine del proprio mandato. Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Prego, Consigliere Mensio per fatto personale, tre minuti.

MENSIO Federico
Sì. Guardi, forse non mi sono spiegato, evidentemente no. Io lo ribadisco e lo dico a chi
ha parlato prima di me: una cosa è aiutare, in una fase emergenziale, chi vuole essere
presente sulla rete in un aggregatore, ma continua a utilizzare, se ce li ha, i propri
strumenti di vendita online, e questo è stato fatto. Poi, perché abbiano aderito in pochi o
in tanti, questo bisognerebbe chiederlo ad ASCOM, non deve chiederlo al Comune,
bisognerebbe chiederlo ad ASCOM perché a Falchera non hanno aderito, non possiamo
chiederlo al Comune. ASCOM ha partecipato a quel progetto, ASCOM è
un’associazione che ha tra i suoi scopi statutari...

SICARI Francesco (Presidente)
Per favore, interveniamo per il fatto personale, non per fare un nuovo intervento.

MENSIO Federico
Però, mi scusi, il fatto personale riguarda che sono stato frainteso, lo ribadisco, sono
stato frainteso, forse no o forse sì, non lo so. Detto questo, io ribadisco che il Comune
deve fare la sua parte di facilitatore tra i commercianti, tra le Associazioni di categoria,
tra le Fondazioni bancarie, tra chi deve farlo, non deve fare dell’operatività con dei
bandi pubblici per una cosa che possono e debbono fare i privati. Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Prego, Consigliera Scanderebech.

SCANDEREBECH Federica
Grazie, Presidente. Sarò rapida, tanto abbiamo capito che l’indirizzo è nel non votare gli
atti, ma io vorrei essere concreta, come piace sempre essere a me, quindi io vorrei
invitare i Presidenti di Commissione a calendarizzare il prima possibile nuovamente una
Commissione sulle tematiche di quello che noi, Comune, possiamo fare, anche partendo
da FirstLife, se è stata vista come piattaforma che deve essere d’aiuto, ed è quella che ha
individuato il Comune, a questo punto, mi viene da capire dopo questo dibattito. Può
avere assolutamente delle criticità, perché mi piacerebbe capire quante persone 1) la
conoscano, 2) quante persone accedono a questa piattaforma, 3) se poi riescono
veramente a comprare, è già complesso il fatto di arrivare poi a rintracciare il sito del
negozio da una piattaforma generica che indica alcuni negozi, cioè ci sono talmente
tanti passaggi che sappiamo bene che il mondo dell’internet, se non è immediato, uno
già si rassegna e lascia tutto così com’è, senza arrivare alla fine, alla conclusione, e a
cliccare sul carrello. Quindi, se questa è una piattaforma, vediamo insieme alle
Associazioni di categoria come fare a potenziarla, come fare a gestirla al meglio, come
renderla funzionale, perché ad oggi questa piattaforma, come diceva il collega Tresso,
io sono andata anch’io a fare l’esperimento, mentre il collega Tresso parlava, nella mia
zona, invece, non c’è neanche un negozio, cioè io volendo fare qualcosa non c’è
indicazione neanche di un negozio, il primo negozio vicino è un negozio di telefonia a
10 chilometri da casa mia, per fare un esempio, e non abito chissà dove, abito in una
zona abbastanza centrale. Quindi questa piattaforma evidentemente ha dei suoi limiti e
non è l’intenzione, molto probabilmente, che avevamo io e il collega Tresso.
Poi, diverso è dire - ma questa è una vostra visione - che il Comune non ha, come dire,
alcun criterio nel voler individuare lui stesso una piattaforma, perché non ne ha le
competenze e quindi non si deve andare nell’ottica di fare un bando, però il Comune ha
la competenza di essere da aggregatore, ha la competenza di andare nei mercati e
magari fare un’App complessiva della Città sui mercati, ma un’App in cui si possa
direttamente comprare e si possa direttamente, tramite un coordinamento tra i vari
mercati, le varie realtà, offrire un delivery direttamente a casa delle persone magari
anziane, che magari, sia per colpa della pandemia, sia per l’anzianità, si stanno recendo
sempre di meno, per paura, al mercato e quindi dare un servizio aggiuntivo che potrebbe
essere intercettato, ad esempio, in questa fascia, o tutte le persone in smart working che,
non andando più a lavoro, magari facevano la spesa nel tragitto lavorativo e si sono
ritrovate chiuse in casa ad avere difficoltà e quindi l’unico esercizio aperto, ad esempio,
dopo le otto è il supermercato di prossimità dove si recano e quindi, anziché privilegiare
il negozio di prossimità, privilegiano la grande distribuzione, perché è l’unica aperta
finito l’orario lavorativo. Sono tutte tematiche che secondo me vanno affrontate
nuovamente in Commissione, perché io sinceramente, dopo che quest’anno verrà votato
negativamente, non sono soddisfatta di questa discussione, che non penso abbia portato
da nessuna parte purtroppo. Quindi l’appello che faccio è veramente quello di
convocare una Commissione per fare un approfondimento del tema più generale e
mettere nelle mani delle Associazioni di categoria tutti gli strumenti che possono essere
messi per dare un po’ di sollievo al commercio in questo momento drammatico. Grazie,
Presidente, ho concluso.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Io non ho ulteriori interventi, allora possiamo procedere con la votazione
dei due atti.
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