| Interventi |
| TRESSO Francesco Sì, grazie, Presidente. Mah, io volevo solo far presente un paio di considerazioni, che, tra l’altro, mi spiace che non ho avuto modo di fare durante la Commissione, perché avevo un collegamento difettoso: da un lato, il fatto che la Variante 325, come, insomma, ci è stato detto adesso un po’ sinteticamente dall’Assessore, introduce nel Piano Regolatore i criteri commerciali a questo allegato C delle NUEA e che sostanzialmente erano quelli approvati nel 2015 dal Consiglio Comunale. Ora, arriviamo quindi a cinque anni dall’approvazione di quei criteri e quindi è una sorta di atto dovuto, forse si arriva un po’ tardivi, ma quello che mi preme sottolineare è, a mio modo di vedere, un vizio di forma sul fatto che non è noto il parere, diciamo, della Regione, della Direzione Commercio su questi criteri, e neanche so se sia stato richiesto, invece sarebbe utile che su questo aspetto ci fosse una... insomma, ci fosse un parere espresso. Non stiamo parlando di ricadute ininfluenti, perché le conseguenze dei criteri stabiliti nel 2015 sono quelle che, in questi cinque anni, adesso io non so se sia chiaro a tutti i Consiglieri, hanno portato per le medie e le grandi strutture di vendita, quindi ricordiamo anche superiori ai 2.500 metri quadri di superficie di vendita, l’autorizzazione anche in deroga al PRG, ai sensi della Legge 106, e, insomma, non è proprio che non l’abbiamo vista in questi anni. Quindi diciamo è un argomento piuttosto complesso e delicato. Credo che, ulteriormente, su questo punto io non ho chiaro se... per esempio, non credo siano state… sono state introdotte delle variazioni, da cosa ho avuto modo di vedere, non sostanziali rispetto ai criteri 2015, però anche su questo sarebbe stato importante sentire le Organizzazioni di categoria che, stamattina, adesso su altri aspetti, ma hanno sottolineato il fatto - ASCOM in audizione in Commissione - che anche sul Piano Regolatore richiamavano la necessità di un maggiore confronto. C’è poi un ultimo aspetto che volevo sottolineare che riguarda l’applicazione dell’articolo 16 delle norme regionali, che sostanzialmente riguarda... l’ho segnato qui: “L’apertura, il trasferimento e la variazione della superficie di vendita degli esercizi commerciali non è soggetta ad alcuna limitazione quantitativa, per comune e per zona, fatto salvo il rispetto dei principi contenuti nell’articolo 41 della Costituzione”, e va bene, della legislazione vigente. Allora, sostanzialmente questo è un articolo che introduce il criterio, diciamo, di utilità sociale per mantenere vivo un principio di concorrenza, però questo aspetto, secondo me, andrebbe valutato proprio in merito ad alcune aree particolarmente sensibili, in particolare mi riferisco alla zona centrale storica o le zone storico-ambientali, che dovrebbero, sostanzialmente, valutare l’effetto che..., cioè, il fatto che l’effetto dell’art. 16 non venga applicato in questi contesti. Quindi, presumibilmente, sarebbe utile ribadire che l’applicazione degli interventi in deroga al PRG, cioè, come richiamavo ai sensi della Legge 106, per aprire o ampliare le strutture di vendita, possano essere, magari, escluse da alcune situazioni, credo che sarebbe una riflessione anche importante. Quindi, insomma, mi sembra che... adesso, come dico, è un atto che bisognava comunque portare a termine, però temo che ci sia stata nella prassi qualche mancanza in merito, sia alla necessità di avere un parere rispetto a quello che dice la Regione, e anche alla capacità di riuscire a coinvolgere le associazioni. Non sono aspetti irrilevanti, ecco, anche nell’ottica di quello che poteva essere un percorso, che si è molto detto essere condiviso, ma poi, forse, in alcuni punti mi sembra essere un po’ manchevole. Grazie. |