| Interventi |
| POLLICINO Marina Grazie Presidente, e un grazie lo vorrei rivolgere anche alla Consigliera Patriarca per questa interpellanza, che conferma come la questione del Teatro Regio, oltre a stare a cuore a tutti i cittadini, continua ad essere una vicenda rinviata, un work in progress che pone ancora molti interrogativi sul futuro e sulla sorte sia del Teatro sia dei lavoratori, e che verrà lasciata in eredità alla prossima Amministrazione. Io stessa non molto tempo fa, gentile Assessore Leon, esattamente il 22 settembre di quest’anno, presentavo un’interpellanza a risposta scritta nella quale ponevo numerose domande, sollecitate, di volta in volta, o da dichiarazioni della Sindaca o da notizie di stampa. Chiedevo ad esempio se gli 8 milioni e mezzo di euro, stanziati dal Ministero già deliberati dal CIPE, come aveva affermato la Sindaca, fossero stati erogati oppure no, quali fossero gli interventi di manutenzione urgenti e necessari per l’edificio, anche perché correva voce che ci sarebbero state delle notevoli infiltrazioni di acqua piovana; chiedevo anche quanti e quali fossero stati i lavori di manutenzione straordinaria effettuati negli ultimi 10 anni e quanto l’ammontare di ogni singolo intervento straordinario, dove il Comune avesse reperito il milione e 300 mila euro, allora sapevo, annunciato a mezzo stampa per gli interventi più urgenti. Infine, da quando il Teatro risultasse privo dell’agibilità. Bene, io mi sarei aspettata, trattandosi di una risposta scritta… (audio interrotto) …pervenutami più di un mese dopo, perlomeno che mi venisse restituita, se non una replica puntuale e circostanziata, almeno soddisfacente. Invece mi veniva girata una relazione della dottoressa Purchia, che io ringrazio ovviamente, contenente un resoconto del problema degli interventi, dal momento in cui erano stati richiesti dalla Fondazione al MiBACT fino all’arrivo della Commissaria, con allegata una scheda del cronoprogramma degli interventi previsti, e l’annuncio che era in via di definizione una convenzione con il Provveditorato alle Opere Pubbliche per seguire le gare e gli appalti. Nient’altro da parte dell’Assessorato, ovvero da parte della Sindaca, neanche sui dati allora a disposizione, fossero stati anche parziali o incompleti, nulla. Quindi sono costretta a notare con rammarico che con questa Amministrazione quando un Consigliere Comunale non può ottenere, attraverso gli strumenti che sono propri del suo mandato, quanto non riesce a ottenere può ricavare ex post attraverso gli organi e le conferenze stampa. Quindi sappiamo da venerdì che sono in arrivo i 20 milioni assicurati dal Ministero, una sorta di finanziamento o prestito; leggo che una ditta di ingegneria affiancherà una task force interna sull’agibilità e che si prevede di far partire i lavori entro giugno, grazie anche al milione concesso dal Comune. Ma soprattutto, rimane gravissimo il tema dei lavoratori precari, come già hanno avuto modo di dire i Consiglieri che mi hanno preceduta, alcuni dei quali si vedranno il contratto rinnovato per un anno, altri passerebbero dal tempo pieno al part-time, ma pare che 15 dipendenti dovrebbero rimanere fuori per formare - leggo - un bacino di compensazione. Ovviamente, il tutto in contraddizione con quanto affermato dalla Sindaca quando assicurava che i lavoratori del Teatro sarebbero stati comunque tutelati. Sorprende soprattutto che in una stagione penalizzata dall’emergenza pandemica, lo strumento dello streaming, molto utilizzato dagli altri teatri per non perdere il contatto con il pubblico e confermare la loro presenza nel panorama culturale nazionale e internazionale, abbia trovato tardiva e sporadica considerazione nella proclamazione del nostro Regio. Vero che le difficoltà strutturali e finanziarie che il Regio attraversa non favoriscono le produzioni, ma è anche vero il contrario: un cartellone ricco, anche in streaming, confermando l’alta qualità dei lavori e le professionalità, potrebbe favorire quella rinascita che ci aspettiamo nel prossimo futuro, garantendone i livelli occupazionali, e non è poco. Grazie. |