| Interventi |
| LEON Francesca Paola (Assessora) Sì, buongiorno, Presidente. Buongiorno Consigliere e Consiglieri. Il 14 luglio scorso, con l’approvazione del Rendiconto 2019 del Teatro Regio, si è preso atto, di fatto, della difficilissima situazione economica e finanziaria del Teatro, e come il commissariamento dell’Ente fosse l’unico modo per affrontare problemi che trovano origine nell’ultimo decennio, in particolare dal 2010. Il Commissario ha preso servizio a metà settembre e questo, come tutti sapete, comporta lo scioglimento degli organi della Fondazione. Venerdì scorso la Commissaria Rosanna Purchia ha tenuto una conferenza stampa durante la quale, oltre a presentare la ripresa della programmazione in digitale, ha fatto un primo resoconto del lavoro svolto, che verrà presentato nei dettagli all’Assemblea dei Soci il prossimo 3 dicembre, mentre ha dato la disponibilità al Presidente della Commissione Cultura per relazionare in modo dettagliato sull’attività svolta fino ad ora in Commissione tra il 10 e il 15 dicembre. Dal 20 novembre, a seguito dei necessari protocolli sanitari, i lavoratori e le lavoratrici del Teatro sono tornati a lavorare e dal 27 novembre, come avrete avuto modo di vedere, sono riprese le prove e i concerti, seppure in modalità digitale. La strada percorsa in questi due mesi, alcuni risultati sono già... diciamo... tracciano una strada importante, rafforza la nostra convinzione espressa fin dalla tarda primavera, ovvero che fosse necessario per il Regio questo periodo di commissariamento. Le azioni di ricognizione, dei debiti e dei crediti, della struttura organizzativa e degli interventi urgenti sul Teatro, proprio sull’edificio e sulla macchina del Teatro, hanno permesso di rimettere in moto la complessa macchina del Teatro Regio, seppure in un anno così difficile. Il MiBACT, proprio in virtù del commissariamento, ha stanziato 20 milioni a favore del Regio, risorse che consentiranno di aggredire in modo efficace il debito pregresso, che pesa moltissimo anche sull’andamento del Teatro e della Fondazione. In questi due mesi il Teatro, inoltre, ha cominciato a ridurre i debiti pregressi, quelli più urgenti, quelli in scadenza e quelli più lontani nel tempo, in particolare nei confronti degli artisti e dei fornitori; è stato predisposto un Bilancio Preventivo 2021 sostenibile e in grado di non generare ulteriori debiti, che verrà proposto all’Assemblea dei Soci il 3 dicembre. Oltre a questo, è in firma il disciplinare per i lavori sulla macchina scenica, i famosi 8 milioni e mezzo; a dicembre saranno pronti i capitolati, a gennaio saranno bandite le gare con un cronoprogramma che porterà entro giungo all’inizio dei lavori, per avere per la prossima stagione il Teatro nel pieno della sua funzionalità. Anche i lotti per chiudere i lavori necessari per il certificato di prevenzione incendi stanno andando avanti e sono compatibili con le attività del Teatro. Come ricorderete, la Città ha stanziato quest’anno un ulteriore milione di euro per chiudere questa partita che ormai si trascina da parecchi anni. Su tutto questo sarà il Commissario a fornire tutti i dettagli nel corso della Commissione che verrà convocata. Sono certa, però, che se non avessimo seguito la strada della chiarezza, ovvero con l’aiuto dei Revisori dei Conti, della Società di Revisione, se non avessimo voluto guardare in profondità i problemi del Teatro, il percorso di risanamento di oggi non sarebbe stato possibile, così come non avremmo avuto da amministrare le risorse indispensabili per affrontare i problemi finanziari dell’Ente. L’Amministrazione è stata sempre a fianco del Teatro, come dicevo prima, stanziando oltre alle risorse ordinarie anche le risorse in investimento, per riuscire a risolvere il problema del Certificato Prevenzione Incendi. Mi preme quindi ringraziare il Commissario Purchia, il Direttore Generale Mulè, il Direttore artistico Schwarz insieme a tutti i lavoratori e le lavoratrici del teatro per il lavoro che hanno fatto fin qui e per quello che faranno nei prossimi mesi; stanno lavorando tantissimo, sono molto sotto pressione, ma il lavoro sta cominciando a dare i suoi frutti, perché questo lavoro sarà la base per una ripartenza solida e consapevole che consentirà al Teatro di superare questo decennio di difficoltà e per costruire il futuro che merita. Quindi dopo due mesi, diciamo, nell’interpellanza si fa cenno al silenzio, il silenzio è stato dettato, a mio avviso, dalla necessità per il Commissario di prendere in mano le situazioni, analizzarle a fondo per poi cominciare ad agire per risolvere punto per punto tutte le criticità che ha riscontrato dal momento in cui ha preso servizio. |