| Interventi |
| TRESSO Francesco Sì, ci sono, ci sono, grazie. TRESSO Francesco Sì, grazie, Presidente. Abbiamo effettivamente già avuto modo di anticipare alcuni punti dell’interpellanza, perché io l’avevo proposta già parecchio tempo fa, nel corso di una Commissione Consiliare che si è svolta di recente, a cui era presente anche GTT nella persona dell’architetto Foti più qualcun altro. Allora, riguardo alle risposte che l’Assessora ha fornito, da un lato ci dà contezza di quante siano state le corse messe in servizio a partire da settembre, poi ci dice 78 turni in più. Però, Assessora, lei non ha dato un riferimento un po’ più preciso, come io le chiedevo nella parte di interpellanza anche in ragione della parte della premessa, di quanto siano stati gli incrementi proprio nelle fasce orarie sensibili, in riferimento a quello che era il tema che io riproponevo con maggiore vigore, cioè scongiurare la possibilità poi di andare a dover massimamente chiudere le scuole, proprio perché il rischio di contagio non si manifesta, ahimè, all’interno… - anche all’interno dei plessi scolastici, ma dopo, tutto sommato, mi sembra che fossero stati fatti sforzi, adeguamenti, peraltro anche con investimenti che erano stati forniti anche dal Ministero -, ma proprio per il fatto che poi c’erano assembramenti, come è logico che sia, all’uscita soprattutto nei vettori che venivano utilizzati per recarsi da casa a scuola e da scuola a casa. Allora quindi i numeri che lei ci rappresenta, che sicuramente denotano un incremento, lei ci ha detto, di 78 corse suppletive, che eccedevano quelle normali, però io volevo avere un maggior dettaglio proprio relativamente alle fasce orarie scolastiche. In più del punto 2) lei ha omesso una parte, che io chiedevo se ci fosse stata una interlocuzione con l’Agenzia per la Mobilità proprio in ragione del fatto che andavano richieste maggiori risorse e quindi lei ci ha solo detto che…, non ci ha dato un quadro anche sotto il profilo degli aspetti economici, di quanto era la spesa per esempio relativa ai mezzi privati che lei ci ha detto essere stati messi a disposizione, questo mi sembra un orientamento ragionevole, però capire appunto se c’è stata una richiesta, come dire, anche abbastanza decisa nel dire: “Guardate, è del tutto probabile che una risalita ci sarà”, come poi si è verificato, “quindi dobbiamo far fronte anche con delle misure di carattere straordinario che ci possano dare maggiore garanzia”. Io devo dire che non ho avvertito tutta questa maggiore disponibilità. Poi sicuramente sono stati fatti, come lei ha detto, dei passaggi e tra l’altro dapprima riducendo all’80%, poi, mi sembra, al 50% le capienze. Anche questo tema della valutazione di come effettivamente poi venivano distanziate le persone all’interno dei mezzi con tutta l’attenzione che è stata fatta nei percorsi interni scolastici, in tutte le realtà poi dove la gente si trovava a dover coesistere e convivere, mi sembra che qui, per quanto lei ci dica è stato messo anche del personale non viaggiante alle stazioni, ma anche qui non ce lo quantifica però. Quanti sono stati? Io so che erroneamente forse ho scritto, in base a quello che ha poi ha ribadito l’Architetto Foti, ho scritto nell’interpellanza che c’erano degli autisti in cassa integrazione. Invece mi sembra che la forza lavoro degli autisti sia completamente attiva, però ci sono invece tutti gli ausiliari del traffico che sono assolutamente invece in sospensione, sono in cassa integrazione. Allora, qui si poteva fare davvero un lavoro sistematico intrecciando, dove ci sono le fermate in corrispondenza dei plessi scolastici, dove ci sono le situazioni di maggiore criticità e vulnerabilità, con un lavoro a terra che potesse, se non c’è la disponibilità dal punto di vista normativo di aggiungere personale viaggiante, dare però ragione del fatto che anche all’interno dei mezzi si raggiungevano delle condizioni di sicurezza, perché mi sembra invece che sia stato abbastanza evidente - ci sono state foto, ci sono state rimostranze, i media hanno dato ampio margine a questo - che, ahimè, ci sono state soluzioni piuttosto imbarazzanti all’inizio della ricrescita della pandemia e dell’apertura delle scuole, proprio all’interno dei mezzi pubblici. Quindi, in sostanza, io adesso credo che la situazione sia sostanzialmente evoluta, poi c’è stata una chiusura totale, se non adesso per le classi delle scuole d’infanzia e delle scuole elementari, ma c’è stata una chiusura, poi quindi ad oggi, come giustamente diceva l’Assessora, i mezzi pubblici sostanzialmente viaggiano molto, molto più svuotati delle loro capienze. Però credo che, al di là di aver partecipato a tutti questi Tavoli, forse si poteva produrre un’azione un pochino più decisa e socialmente efficace, ecco, per evitare delle situazioni che, in realtà, poi abbiamo visto verificarsi. Io vorrei solo che ci fosse grande responsabilità e coscienza di questa situazione, anche perché dobbiamo iniziare a pensare a un trasporto pubblico che dovrà necessariamente fare conto anche con questo tipo di accorgimenti. Il fatto, gliel’ho già più volte sottolineato, per esempio di potersi anche dotare di… TRESSO Francesco Sì, certo, …di dispositivi che ci diano l’idea di quante persone stanno viaggiando a bordo, non sono cose complesse e complicate da realizzare. Quindi credo davvero che per quanto… - e con il senno di poi è sempre facile parlare - però uno sforzo maggiore per essere più efficaci andava ricercato, anche proprio facendo conto che le conseguenze di una disorganizzazione del trasporto pubblico hanno poi portato, non dico che siano solo state quelle, a delle misure molto drastiche e, ahimè, che tutti avremmo voluto scongiurare, quali quella della chiusura poi delle scuole in presenza. |