| Interventi |
| MAGLIANO Silvio Sì, grazie, Presidente. Io chiedo poi all’Assessore di avere la possibilità di leggere, di avere la nota che ha letto testé in Aula, proprio perché questa struttura rappresenta una ferita, una ferita all’interno di questo quartiere, di questo borgo, perché fondamentalmente non siamo stati in grado negli ultimi 10 anni di dargli una nuova destinazione d’uso e dargli una nuova vita, una nuova anima. L’Assessore sa bene che negli anni vi sono state realtà sportive interessate a quello spazio e che alcune non assegnazioni, una in particolare, aveva creato molti dubbi, molte questioni sul motivo per cui alla fine non si era voluto assegnare quello spazio a realtà sportive del territorio, che peraltro hanno continuato la loro attività, un’attività assolutamente pregevole, perché fondamentalmente dava la possibilità ai giovani di quel territorio di iniziare un percorso sportivo e che, di fatto, rappresenta comunque una delle possibilità per i giovani del nostro territorio di crescere, di maturare, di svilupparsi e poi è evidente a tutti che lo sport è sempre stata una modalità con la quale si creava coesione sociale e spesso e volentieri si strappavano ragazzi dalla strada o da percorsi di vita che non sarebbero stati adeguati per una realtà civile come è la nostra città. Il dato di fatto è che in questi cinque anni, nonostante vi siano stati tanti abboccamenti da parte di questa Maggioranza e penso anche da parte dell’Assessore anche nella sua prima veste di Consigliere, non si è fatto nulla, se non adesso arrivare in questa fase a un’ipotesi di bando, a un’ipotesi di progetto. Mi fa piacere, Assessore, che abbiate escluso alcune destinazione d’uso, per cui fortunatamente in delibera, da quel che lei ci ha detto, non ci troveremo un altro supermercato di piccola e media vendita, per cui almeno su questo non vi siete fatti prendere la mano come è accaduto negli ultimi quattro anni passati. Certo è che bisognerà capire alla fine che decisione prenderete, se quella dell’alienazione o quella di questo bando, che abbia una sostenibilità economica e ad oggi non è ancora chiaro, nel senso che lei nel rispondermi sta dicendo che state valutando le due opportunità. Io mi auguro comunque che vi sia un’interlocuzione col territorio, cioè capire fino in fondo di che cosa c’è bisogno e magari, questo sì, provare nel bando a mettere delle premialità per chi sul territorio ha continuato a investire. Stiamo parlando di una zona che è stata oggettivamente massacrata dalla crisi economica, oggettivamente messa in grande difficoltà per alcune trasformazioni urbanistiche che sono state realizzate, una zona dove non è facile vivere perché è una di quelle periferie di cui tanto parlate, ma sulle quali poi poco si è visto. Nello stesso tempo sono convinto che però ci siano tutte le possibilità e tutte le opportunità da percorrere, proprio perché questa realtà possa tornare ad essere un punto di riferimento per i cittadini. Detto questo io seguirò con grande attenzione l’iter che vorrete dare a questa progettualità perché poi, per carità, si può parlare di una trasformazione, di un bando che abbia grande rilevanza sociale, ma quando poi… - non ho capito bene quali erano le motivazioni -, ma quando sul bando di cui lei ha parlato prima, dei cittadini che volevano fare dell’artigianato o cose di questo tipo, non vi è stata la possibilità di andare avanti…, questo non ho capito, se perché il Piano finanziario non era adeguato, perché l’Amministrazione non era d’accordo perché non sono stati rispettati dei vincoli o qualcosa che…, o qualche elemento che era all’interno di questo bando. Certo è che vi sono delle grandi opportunità rispetto a uno spazio come questo, potrebbe essere veramente uno dei punti di rinascita, soprattutto perché, a quanto ci risulta, è stato oggetto di atti vandalici, anche occupazioni. In questo momento è una di quelle tante realtà che stiamo difendendo dal degrado e che solo oggi dopo quattro anni e mezzo, e siamo alla fine di questa Consiliatura, si pensa di dargli una destinazione, di dargli un’anima, di dargli la possibilità di rinascere. Per cui io ringrazio l’Assessore perché ha risposto puntualmente a tutte le mie quattro domande. Certo è che rimane un grande punto interrogativo sul futuro, nel senso che le ipotesi messe in campo sono oggettivamente ipotesi entrambe percorribili. A me piacerebbe vedere quello spazio uno spazio condiviso, uno spazio che abbia la sua sostenibilità economica, questo non c’è dubbio, ma che sia veramente al servizio del territorio e non solo un tentativo di altre realtà per farci magari un’esperienza profit, che però poi non abbia nessun legame col territorio o che sia un’attività di servizi che però non rimette quello spazio al centro di politiche di inclusione, politiche di sostegno alla cittadinanza. Per cui io concludo qui, Presidente, chiedo all’Assessore di potermi inviare la nota e mi auguro veramente che il futuro dei bagni di via Roccavione sia un futuro che tenga conto dei soggetti che vi sono sul territorio, con i quali mi pare l’Amministrazione abbia già avuto interlocuzioni, ma che nello stesso tempo possa rappresentare anche una innovazione sociale e che magari, sì, metta insieme mondo non profit con profit affinché vi sia una sostenibilità economica, ma non venga vista come l’ennesima opportunità per qualcuno di utilizzare un bene della Città senza che poi i cittadini e il territorio ne abbiano una ricaduta. Grazie, Presidente, attendo la nota dell’Assessore, che ringrazio. |