| Interventi |
| POLLICINO Marina Grazie, Presidente. Come appare dalla data di piena estate, era il 1° luglio di quest’ordine del giorno sul TAV, il pronunciamento su quest’atto è stato a lungo sospeso con artifici vari anche quando ci sarebbe stata l’opportunità di votarlo esattamente come esiste il “caffè sospeso”, d’altronde essendo l’attuale Maggioranza sempre in “mo-vi-mento” perché sorprenderci se abbiamo anche una Sindaca che si è autosospesa dalla formazione politica con cui si è presentata agli elettori, quindi dopo una lunga serie di rinvii siamo finalmente qui a fine Consiliatura per rinnovare con un voto che non è più riconducibile all’originaria Maggioranza, alla contrarietà del Consiglio Comunale al progetto dell’Alta Velocità (voci sovrapposte)… Presidente io queste interruzioni non credo di poterle tollerare, se gentilmente… POLLICINO Marina Mi faccia ovviamente recuperare questi minuti, grazie. Quindi, non mi ricordo neanche più dov’ero arrivata. Quindi, dopo una lunga serie di rinvii siamo qui a fine Consiliatura per rinnovare con un voto che non è più riconducibile all’originaria Maggioranza, la contrarietà del Consiglio Comunale al progetto dell’Alta Velocità, a meno che, nel Consiglio, dal voto odierno non emergano orientamenti diversi, cosa che io ovviamente non auspico ma che se dovesse verificarsi qualcuno dovrà assumersene la responsabilità e nel frattempo all’ordine del giorno si è aggiunta anche una mozione la cui “impegna” sinceramente ci appare un po' troppo ondivaga per sembrare davvero convincente. Francamente non si comprende cosa da tutto questo florilegio di atti si possa aggiungere a quanto già determinato dal precedente pronunciamento del nostro Consiglio Comunale, a meno che questi atti non debbano coprire la vaghezza e anche il disimpegno apicale con cui il tema TAV è stato illuso o meglio fino adesso evitato. Il pronunciamento della Corte dei Conti europea ha delineato e circoscritto la debolezza economica ed esecutiva del progetto stesso, cosa però acquisita dal precedente Governo attraverso da tanto sbandierata “valutazione costi-benefici”. Ora, due sono le azioni politiche che ci lasciano perplessi poiché quelle amministrative, in questo caso sono alquanto, non dico irrilevanti, ma di fatto prive di concretezza. La prima riguarda la possibilità tragicomica che il Governo in carica addossi al Governo precedente gli esiti di una battaglia persa com’è stata definita urbi et orbi dalla Sindaca, quindi che il Conte 2 dica che è tutta colpa del Conte 1 in uno slancio di politica bipolare. La seconda, che la situazione determinata dal pronunciamento della Corte dei Conti europea e dai nuovi assetti territoriali nell’area Rhone-Alpes possa aprire nuove prospettive e nuove revisioni, riesce difficile da ritenersi attendibile di fronte a una Maggioranza ormai in scadenza, a meno di un anno dalla futura tornata elettorale cittadina, e ancor più adesso dopo gli esiti delle recenti votazioni. Infatti la questione è meramente politica, i pronunciamenti e le sollecitazioni degli organi e degli istituti europei di controllo hanno un valore per tutti o solo ogni tanto a seconda delle convenienze? Perché l’ordine del giorno si rivolge a un Governo di coalizione che ha puntato molto su un rapporto rigoroso con la Comunità Europea. Ora nei rapporti tra le forze politiche mentre il Partito Democratico convincerà ad horas e senza troppa difficoltà il Movimento 5 Stelle ad attingere alle risorse del MES, viceversa i 5 Stelle sapranno convincere il Partito Democratico della necessità di rinunciare a questo progetto? Allora se uno spazio di rivalutazione politica esiste è bene che avvenga nella complessità delle questioni aperte tra Italia e Francia, complessità che non è fatta solo di treni ma anche di reti di comunicazione, com’è emerso da un successivo pronunciamento dalla Corte di Strasburgo in merito all’inapplicabilità della legge Gasparri sul caso Vivendi. Sarebbe alquanto imbarazzante, ad esempio, che un Premier olandese quando emergeranno le condizionalità postdatate del MES si (incomprensibile) indignati al solito sovvertimento delle regole, facesse notare che esse sono necessarie e doverose, considerato che si sono buttati in un tombino soldi europei per un tunnel giudicato obsoleto. Abbiamo voluto fare a meno di queste considerazioni, ma un ordine del giorno che si rivolge in modo “blando”, potremmo dire “anodino” al Governo, richiama necessariamente scenari nazionali ed europei, piaccia ai Consiglieri o non piaccia. Infine, avendo già votato un documento che, secondo me, era più che sufficiente a dare il pronunciamento del Consiglio Comunale di Torino, voterà anche stavolta favorevolmente a questi ulteriori atti pur considerandoli meramente compassionevoli e anche facilmente aggirabili attraverso accordi sovracomunali, penso ad esempio alle Regioni, soprattutto di poter ora rammaricandomi delle occasioni perse e in fondo della scarsa convinzione se non di facciata che la Sindaca e la Maggioranza hanno esibito durante la Consiliatura, dentro e fuori da quest’Aula, e che il ritardo con cui si votano questi atti non fa che confermare. Per quanto poi riguarda la mozione che invita attraverso un’arzigogolata “impegna” l’Amministrazione a sottoscrivere un documento comune con il Sindaco della Città di Lione, cito testualmente: “Per arrivare alla sottoscrizione di un documento comune da estendere possibilmente nella Città di Grenoble con cui esercitare a ogni livello una pressione politica che con la presenza di due città come Lione e Torino” - e risparmio il seguito - non si può non ripetere ancora una volta come una sì fatta tardiva iniziativa, anche rispetto alla tempistica delle dichiarazioni dei Sindaci d’Oltralpe da poco eletti, da parte di un’Amministrazione in scadenza, fa tanto buon vicinato ma è difficile che possa avere esiti concreti… POLLICINO Marina Ho concluso. In altri termini, fa fine “l’impegna” ma non impegna. Grazie. |