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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 23 Novembre 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 29
ORDINE DEL GIORNO 2020-01464
(ODG N. 20/2020) "LA CORTE DEI CONTI EUROPEA DENUDA IL RE" PRESENTATA IN DATA 1 LUGLIO 2020 - PRIMO FIRMATARIO MALANCA.
Interventi
POLLICINO Marina
Grazie, Presidente. Come appare dalla data di piena estate, era il 1° luglio di
quest’ordine del giorno sul TAV, il pronunciamento su quest’atto è stato a lungo
sospeso con artifici vari anche quando ci sarebbe stata l’opportunità di votarlo
esattamente come esiste il “caffè sospeso”, d’altronde essendo l’attuale Maggioranza
sempre in “mo-vi-mento” perché sorprenderci se abbiamo anche una Sindaca che si è
autosospesa dalla formazione politica con cui si è presentata agli elettori, quindi dopo
una lunga serie di rinvii siamo finalmente qui a fine Consiliatura per rinnovare con un
voto che non è più riconducibile all’originaria Maggioranza, alla contrarietà del
Consiglio Comunale al progetto dell’Alta Velocità (voci sovrapposte)… Presidente io
queste interruzioni non credo di poterle tollerare, se gentilmente…

POLLICINO Marina
Mi faccia ovviamente recuperare questi minuti, grazie.
Quindi, non mi ricordo neanche più dov’ero arrivata. Quindi, dopo una lunga serie di
rinvii siamo qui a fine Consiliatura per rinnovare con un voto che non è più
riconducibile all’originaria Maggioranza, la contrarietà del Consiglio Comunale al
progetto dell’Alta Velocità, a meno che, nel Consiglio, dal voto odierno non emergano
orientamenti diversi, cosa che io ovviamente non auspico ma che se dovesse verificarsi
qualcuno dovrà assumersene la responsabilità e nel frattempo all’ordine del giorno si è
aggiunta anche una mozione la cui “impegna” sinceramente ci appare un po' troppo
ondivaga per sembrare davvero convincente. Francamente non si comprende cosa da
tutto questo florilegio di atti si possa aggiungere a quanto già determinato dal
precedente pronunciamento del nostro Consiglio Comunale, a meno che questi atti non
debbano coprire la vaghezza e anche il disimpegno apicale con cui il tema TAV è stato
illuso o meglio fino adesso evitato. Il pronunciamento della Corte dei Conti europea ha
delineato e circoscritto la debolezza economica ed esecutiva del progetto stesso, cosa
però acquisita dal precedente Governo attraverso da tanto sbandierata “valutazione
costi-benefici”. Ora, due sono le azioni politiche che ci lasciano perplessi poiché quelle
amministrative, in questo caso sono alquanto, non dico irrilevanti, ma di fatto prive di
concretezza. La prima riguarda la possibilità tragicomica che il Governo in carica
addossi al Governo precedente gli esiti di una battaglia persa com’è stata definita urbi et
orbi dalla Sindaca, quindi che il Conte 2 dica che è tutta colpa del Conte 1 in uno
slancio di politica bipolare. La seconda, che la situazione determinata dal
pronunciamento della Corte dei Conti europea e dai nuovi assetti territoriali nell’area
Rhone-Alpes possa aprire nuove prospettive e nuove revisioni, riesce difficile da
ritenersi attendibile di fronte a una Maggioranza ormai in scadenza, a meno di un anno
dalla futura tornata elettorale cittadina, e ancor più adesso dopo gli esiti delle recenti
votazioni. Infatti la questione è meramente politica, i pronunciamenti e le sollecitazioni
degli organi e degli istituti europei di controllo hanno un valore per tutti o solo ogni
tanto a seconda delle convenienze? Perché l’ordine del giorno si rivolge a un Governo
di coalizione che ha puntato molto su un rapporto rigoroso con la Comunità Europea.
Ora nei rapporti tra le forze politiche mentre il Partito Democratico convincerà ad horas
e senza troppa difficoltà il Movimento 5 Stelle ad attingere alle risorse del MES,
viceversa i 5 Stelle sapranno convincere il Partito Democratico della necessità di
rinunciare a questo progetto? Allora se uno spazio di rivalutazione politica esiste è bene
che avvenga nella complessità delle questioni aperte tra Italia e Francia, complessità che
non è fatta solo di treni ma anche di reti di comunicazione, com’è emerso da un
successivo pronunciamento dalla Corte di Strasburgo in merito all’inapplicabilità della
legge Gasparri sul caso Vivendi. Sarebbe alquanto imbarazzante, ad esempio, che un
Premier olandese quando emergeranno le condizionalità postdatate del MES si
(incomprensibile) indignati al solito sovvertimento delle regole, facesse notare che esse
sono necessarie e doverose, considerato che si sono buttati in un tombino soldi europei
per un tunnel giudicato obsoleto. Abbiamo voluto fare a meno di queste considerazioni,
ma un ordine del giorno che si rivolge in modo “blando”, potremmo dire “anodino” al
Governo, richiama necessariamente scenari nazionali ed europei, piaccia ai Consiglieri
o non piaccia. Infine, avendo già votato un documento che, secondo me, era più che
sufficiente a dare il pronunciamento del Consiglio Comunale di Torino, voterà anche
stavolta favorevolmente a questi ulteriori atti pur considerandoli meramente
compassionevoli e anche facilmente aggirabili attraverso accordi sovracomunali, penso
ad esempio alle Regioni, soprattutto di poter ora rammaricandomi delle occasioni perse
e in fondo della scarsa convinzione se non di facciata che la Sindaca e la Maggioranza
hanno esibito durante la Consiliatura, dentro e fuori da quest’Aula, e che il ritardo con
cui si votano questi atti non fa che confermare. Per quanto poi riguarda la mozione che
invita attraverso un’arzigogolata “impegna” l’Amministrazione a sottoscrivere un
documento comune con il Sindaco della Città di Lione, cito testualmente: “Per arrivare
alla sottoscrizione di un documento comune da estendere possibilmente nella Città di
Grenoble con cui esercitare a ogni livello una pressione politica che con la presenza di
due città come Lione e Torino” - e risparmio il seguito - non si può non ripetere ancora
una volta come una sì fatta tardiva iniziativa, anche rispetto alla tempistica delle
dichiarazioni dei Sindaci d’Oltralpe da poco eletti, da parte di un’Amministrazione in
scadenza, fa tanto buon vicinato ma è difficile che possa avere esiti concreti…

POLLICINO Marina
Ho concluso. In altri termini, fa fine “l’impegna” ma non impegna. Grazie.

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