| Interventi |
| ARTESIO Eleonora Grazie. Non interverrò ulteriormente nel merito dell’atto che è stato presentato dal Consigliere Malanca e nemmeno nelle argomentazioni e nelle ricostruzioni delle lotte del Movimento e dei pronunciamenti di numerose formazioni politiche in questi decenni, perché, come ho dimostrato nelle occasioni precedenti in cui il Consiglio Comunale si è impegnato relativamente ad una dichiarazione propria di valutazione, di inopportunità della realizzazione dell’Alta Velocità, ho aderito, in allora, e aderisco, oggi, a questo tipo di valutazioni e di convincimenti, dopo averlo fatto anche in termini di mobilitazione personale e delle formazioni politiche riunite in “Torino in Comune”. Quello che però credo sia doveroso dire, proprio per la continuità e la coerenza di una posizione politica e anche per la necessaria chiarezza nel rapporto con un territorio che ha organizzato una propria resilienza rispetto alla realizzazione della linea ad Alta Velocità e che ha costruito argomentazioni di evidenza scientifica, pratiche sociali, proposte alternative di sviluppo di comunità e quindi merita la completa trasparenza, io devo in questa occasione essere esplicita fino alla durezza dell’intervento nei confronti di cosa penso del prosieguo di questi atti dal punto di vista della loro efficacia. Purtroppo ho avuto e ho ricercato una conferma, volutamente, della possibilità che in modo coerente quest’Amministrazione persegua gli obiettivi che abbiamo sottoscritto, almeno per quello che mi riguarda e che per quello che riguarda il Gruppo consiliare 5 Stelle, negli anni precedenti, anche in momenti difficili quando la descrizione prevalente e l’organizzazione prevalente delle forze sociali muoveva esattamente nella direzione di non perdere l’opportunità; perché dico che trovo difficile perseguire l’obbiettivo che Malanca e Ferrero ci propongono? Perché sono due atti che chiedono alla Sindaca di condurre delle operazioni di ricostruzione, nel caso dell’ordine del giorno Malanca, degli aspetti finanziari, nel caso della mozione Ferrero, di relazione interistituzionale con altre Città per ricostruire una dimensione fondata sull’evidenza relativa alla non necessità del TAV, anzi ai rischi collegati alla realizzazione dello stesso. Ebbene, quando noi abbiamo adottato nel mese di luglio, quindi pochissimi mesi fa, la proposta tecnica relativa alla Variante strutturale del Piano Regolatore Generale della Città di Torino, abbiamo scritto, negli atti adottati da questo Consiglio e votati solo dalla Maggioranza, la coerenza con i piani strategici della conferenza Metropolitana e con il Piano territoriale della Regione Piemonte che ricomprendono entrambi l’Alta Velocità. Quando ho interpellato, non più tardi del 9 novembre, la Sindaca relativamente a questa coerenza, che io valuto come incoerenza, mi sono sentita rispondere che certamente la Sindaca in quanto Sindaca rispetta il mandato del Consiglio Comunale, in quanto Presidente della Città Metropolitana non può che adottare e istituzionalmente è comprensibile e spiegare un indirizzo della conferenza Metropolitana che va in direzione opposta. Ora a parte, come dire, la difficoltà del doppio ruolo che non è una colpa ascrivibile al singolo ma alla legge che ha istituito le Città Metropolitane, come si può pensare che una persona che non riesce nemmeno a introdurre negli atti deliberati dal proprio Consiglio degli elementi di discontinuità o se non può farlo in un atto deliberativo vincolato a determinate procedure nemmeno sollecitando a quel punto allora magari discutendo in allora l’ordine del giorno del Consigliere Malanca, almeno accompagnando, con atti squisitamente politici, l’elemento di contraddizione tra il piano formale e la convinzione politica sostanziale di questa Maggioranza e di questo Consiglio, come si può pretendere di affidarle le relazioni con le altre Città, la diffusione di tutti i dati di evidenza, finanziari, territoriali, ambientali, sociali che sono maturati negli anni di queste lotte per riuscire a costruire, anche nei livelli politici e istituzionali, un senso comune, una consapevolezza, un impegno contrastante sull’Alta Velocità alla narrazione dominante, come le si può affidare questo compito se non risolve la contraddizione in sé? Banalmente tra il Comune di Torino e la Città Metropolitana, tra il Comune di Torino e la Regione Piemonte. Allora, forse faremmo meglio, ad esempio, ad affidare a quel gruppo di esperti che la Sindaca ha nominato ma che non ha convocato, ad esempio, relativamente a questo argomento della Corte dei Conti europea di cui ci ha parlato con grande proprietà il collega Malanca; allora piuttosto, visto che siamo in una situazione in cui quello che io giudico “un imbarazzo politico” ha congelato l’attività del gruppo degli esperti che non abbiamo più incontrato in Commissione, vede la Sindaca in rappresentanza dell’Amministrazione… ARTESIO Eleonora … in una contraddizione tra un ruolo e l’altro, allora io credo che gli atti siano nella narrativa condivisibili e ancora una volta li voterò, ma siano nella pratica impraticabili proprio per la contraddizione che ho cercato di sottolineare. |