Città di Torino

Consiglio Comunale

Città di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 23 Novembre 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 29
ORDINE DEL GIORNO 2020-01464
(ODG N. 20/2020) "LA CORTE DEI CONTI EUROPEA DENUDA IL RE" PRESENTATA IN DATA 1 LUGLIO 2020 - PRIMO FIRMATARIO MALANCA.
Interventi
MALANCA Roberto
Grazie, Presidente. Io spero che sia un pochino migliorato l’audio rispetto all’intervento
precedente, nel frattempo cercherò di essere il più sintetico possibile. Per quello che
riguarda quest’ordine del giorno che ha subito un po' di ritardi in questi mesi, ma
diciamo comprensibili rispetto alla situazione attuale, e che è stato ampiamente discusso
in Commissione e relativo alla relazione speciale della Corte dei Conti europea che è
stata stilata dietro richiesta del Parlamento europeo e che ha analizzato otto
megaprogetti per un valore totale di 54 miliardi di euro su 13 Paesi europei.
Chiaramente quest’ordine del giorno s’incentra su un punto specifico che è quello
dell’opera più vicina a noi e che interessa l’Italia e in particolar modo cioè la nuova
linea Torino-Lione. Quest’atto è un ordine del giorno perché noi siamo consci che non
abbiamo poteri decisionali come organo amministrativo su quello che è la realizzazione
di un’opera che ha un respiro non soltanto nazionale ma addirittura internazionale, in
questo caso specifico, ma questo non toglie che non ci si possa esprimere e non si possa
esprimere pubblicamente il pensiero su quest’opera in particolar modo come questa
posizione pubblicava (incomprensibile), ma alla luce dell’evoluzione degli ultimi anni.
La relazione della Corte dei Conti europea è un documento abbastanza corposo, che in
Commissione ho dato per letto, ma forse qui conviene riprendere i tre punti principali di
questa relazione relativamente a quest’opera anche per dar conto di come questo
organo, se ben indipendente, abbia affrontato la questione. Incominciamo con i ritardi,
checché se ne dica quest’opera ha un ritardo notevolissimo. È stata studiata negli anni
90 in una realtà completamente diversa ma da quando hanno iniziato a fare un piano,
una pianificazione di progetto in 7 anni sono riusciti ad accumulare 15 anni di ritardo,
tanto da porre in forse la sua realizzazione perfino per il 2030. La Corte dei Conti
europea dice che forse, visto l’andamento precedente, forse per il 2035 si riuscirà a
vederne la realizzazione. Non solo questo non rende più attuale l’opera che dicevo nata
negli anni 90, son passati 30, ma ho anche voluto dire che questi ritardi, questi decenni
che sono passati, anche per questi decenni, i fondi stanziati, accumulati in tutti questi
anni, sono stati resi immobili da questi ritardi e i costi, in realtà, non sono rimasti uguali
o comunque soltanto rivalutati ma sono aumentati dell’85% rendendo questo progetto,
come dice la Corte dei Conti, estremamente sovradimensionato rispetto alle esigenze
che peraltro sono messe in forte discussione anche dalla relazione. Siamo anche in un
anno terribile dal punto di vista sanitario, ma oltre alla pandemia abbiamo anche un
anno in cui abbiamo preso piena coscienza di quello che è un tema altrettanto
importante che non si risolverà in poco tempo, come speriamo che faccia la pandemia, e
parliamo del clima. Io ricordo che un anno fa, dietro spinta dei ragazzi di Fridays For
Future, questo Consiglio approvava un documento, una mozione in particolare modo, in
cui si chiedeva all’Amministrazione di dichiarare l’emergenza climatica ed ambientale,
di limitare e ridurre le emissioni climalteranti, di ridurre gli impianti antropici in tutti i
settori, in particolare quelli ad alto impatto ambientale e soprattutto di attivarsi affinché
tutte le politiche europee, nazionali e regionali degli Enti locali fossero in linea con
questo e proseguire, andare oltre a quanto previsto dall’accordo di Parigi, in particolare
dimezzare al 2030 e annullare al 2050 le emissioni climalteranti d’atmosfera. Ora ci
troviamo di fronte ad un’analisi che dice che quest’opera è un’opera che aumenterà le
emissioni serra e le emissioni di CO2 sostanzialmente fino al 2030 o 2035 che nel
documento, sempre della Corte dei Conti, si dice che impiegherà 50 anni per
compensarle attraverso la riduzione del traffico su gomma. Questo nell’ipotesi che il
traffico su gomma rispetti quelle che sono le previsioni dei proponenti l’opera, cosa che
è tutt’altro da dimostrare e che fino a oggi non ha assolutamente visto questo tipo di
andamento, ma oltretutto le condizioni del trasporto merci e passeggeri si stanno
rivolgendo a un tipo di trasporto che sempre meno vede l’impiego dei carburanti fossili,
quindi c’è anche un’evoluzione tecnologica nel mondo dei trasporti per quello che
riguarda l’utilizzo dell’elettrico rispetto ai carburanti di tipo fossile che fa già solo
pensare che il risparmio di CO2 avverrà attraverso modi diversi e non attraverso il
trasferimento delle merci su un treno, tenendo presente comunque che la necessità di
spostamento per lavoro, per riunioni, è diminuita enormemente grazie all’uso dello
smartworking e che il bacino di utenza che viene tradizionalmente considerato per
giustificare una linea ad Alta Velocità non c’è nemmeno oggi, cioè ci sono molte meno
persone che si spostano di quello che è l’ipotetica capacità futura. In sostanza questa,
come certificato anche dalla Corte dei Conti, è un’opera costosa, è un’opera dannosa e -
noi aggiungiamo - un’opera vecchia e inutile e quindi con quest’ordine del giorno
impegniamo la Sindaca e la Giunta e qui devo leggere i 4 punti specifici che sono:
intervenire in ogni occasione per ogni contesto pubblico privato ricordando la situazione
climatica, quella economica e i positivi effetti su entrambi che avrebbe uno stop a
quest’opera oggi e la ridestinazione dei fondi impegnati su un orizzonte temporale ben
più breve; sollecitare il Governo e i Ministeri competenti ad intraprendere un dialogo in
questo senso con le autorità francesi, europee per chiedere di riconsiderare le
conseguenze a breve e a lungo termine dell’opera, riconsiderando i benefici inutilmente
sperati in confronto ai danni certi e l’intervallo temporale insostenibile a cui si riferisce
quest’opera, e gli ultimi due punti sono: chiedere formalmente al Governo e alla
Commissione dell’Unione Europea di utilizzare anche i fondi finora accantonati dai
bilanci della Commissione delle Nazioni coinvolte per dare un maggior supporto
all’economia della popolazione e delle imprese dei territori colpiti dalla pandemia; e alla
fine: di relazionare in Consiglio Comunale sugli incontri e sui colloqui intrapresi sulle
risposte agli impegni ricevuti, l’ultima considerazione è che secondo non soltanto la
relazione della Corte dei Conti europea ma anche gli studi fatti dall’Università di Lione
e da altri esperti internazionali che sono poi quelli ripresi dalla relazione della Corte dei
Conti ci spinge ad asserire che la realizzazione di quest’opera, nei prossimi 10/15 anni,
costituirebbe, per questo secolo, un vero e proprio crimine climatico da cui molto
probabilmente non riusciremo mai più a risollevarci. Grazie, Presidente.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)