| Interventi |
| MALANCA Roberto Grazie, Presidente. Io spero che sia un pochino migliorato l’audio rispetto all’intervento precedente, nel frattempo cercherò di essere il più sintetico possibile. Per quello che riguarda quest’ordine del giorno che ha subito un po' di ritardi in questi mesi, ma diciamo comprensibili rispetto alla situazione attuale, e che è stato ampiamente discusso in Commissione e relativo alla relazione speciale della Corte dei Conti europea che è stata stilata dietro richiesta del Parlamento europeo e che ha analizzato otto megaprogetti per un valore totale di 54 miliardi di euro su 13 Paesi europei. Chiaramente quest’ordine del giorno s’incentra su un punto specifico che è quello dell’opera più vicina a noi e che interessa l’Italia e in particolar modo cioè la nuova linea Torino-Lione. Quest’atto è un ordine del giorno perché noi siamo consci che non abbiamo poteri decisionali come organo amministrativo su quello che è la realizzazione di un’opera che ha un respiro non soltanto nazionale ma addirittura internazionale, in questo caso specifico, ma questo non toglie che non ci si possa esprimere e non si possa esprimere pubblicamente il pensiero su quest’opera in particolar modo come questa posizione pubblicava (incomprensibile), ma alla luce dell’evoluzione degli ultimi anni. La relazione della Corte dei Conti europea è un documento abbastanza corposo, che in Commissione ho dato per letto, ma forse qui conviene riprendere i tre punti principali di questa relazione relativamente a quest’opera anche per dar conto di come questo organo, se ben indipendente, abbia affrontato la questione. Incominciamo con i ritardi, checché se ne dica quest’opera ha un ritardo notevolissimo. È stata studiata negli anni 90 in una realtà completamente diversa ma da quando hanno iniziato a fare un piano, una pianificazione di progetto in 7 anni sono riusciti ad accumulare 15 anni di ritardo, tanto da porre in forse la sua realizzazione perfino per il 2030. La Corte dei Conti europea dice che forse, visto l’andamento precedente, forse per il 2035 si riuscirà a vederne la realizzazione. Non solo questo non rende più attuale l’opera che dicevo nata negli anni 90, son passati 30, ma ho anche voluto dire che questi ritardi, questi decenni che sono passati, anche per questi decenni, i fondi stanziati, accumulati in tutti questi anni, sono stati resi immobili da questi ritardi e i costi, in realtà, non sono rimasti uguali o comunque soltanto rivalutati ma sono aumentati dell’85% rendendo questo progetto, come dice la Corte dei Conti, estremamente sovradimensionato rispetto alle esigenze che peraltro sono messe in forte discussione anche dalla relazione. Siamo anche in un anno terribile dal punto di vista sanitario, ma oltre alla pandemia abbiamo anche un anno in cui abbiamo preso piena coscienza di quello che è un tema altrettanto importante che non si risolverà in poco tempo, come speriamo che faccia la pandemia, e parliamo del clima. Io ricordo che un anno fa, dietro spinta dei ragazzi di Fridays For Future, questo Consiglio approvava un documento, una mozione in particolare modo, in cui si chiedeva all’Amministrazione di dichiarare l’emergenza climatica ed ambientale, di limitare e ridurre le emissioni climalteranti, di ridurre gli impianti antropici in tutti i settori, in particolare quelli ad alto impatto ambientale e soprattutto di attivarsi affinché tutte le politiche europee, nazionali e regionali degli Enti locali fossero in linea con questo e proseguire, andare oltre a quanto previsto dall’accordo di Parigi, in particolare dimezzare al 2030 e annullare al 2050 le emissioni climalteranti d’atmosfera. Ora ci troviamo di fronte ad un’analisi che dice che quest’opera è un’opera che aumenterà le emissioni serra e le emissioni di CO2 sostanzialmente fino al 2030 o 2035 che nel documento, sempre della Corte dei Conti, si dice che impiegherà 50 anni per compensarle attraverso la riduzione del traffico su gomma. Questo nell’ipotesi che il traffico su gomma rispetti quelle che sono le previsioni dei proponenti l’opera, cosa che è tutt’altro da dimostrare e che fino a oggi non ha assolutamente visto questo tipo di andamento, ma oltretutto le condizioni del trasporto merci e passeggeri si stanno rivolgendo a un tipo di trasporto che sempre meno vede l’impiego dei carburanti fossili, quindi c’è anche un’evoluzione tecnologica nel mondo dei trasporti per quello che riguarda l’utilizzo dell’elettrico rispetto ai carburanti di tipo fossile che fa già solo pensare che il risparmio di CO2 avverrà attraverso modi diversi e non attraverso il trasferimento delle merci su un treno, tenendo presente comunque che la necessità di spostamento per lavoro, per riunioni, è diminuita enormemente grazie all’uso dello smartworking e che il bacino di utenza che viene tradizionalmente considerato per giustificare una linea ad Alta Velocità non c’è nemmeno oggi, cioè ci sono molte meno persone che si spostano di quello che è l’ipotetica capacità futura. In sostanza questa, come certificato anche dalla Corte dei Conti, è un’opera costosa, è un’opera dannosa e - noi aggiungiamo - un’opera vecchia e inutile e quindi con quest’ordine del giorno impegniamo la Sindaca e la Giunta e qui devo leggere i 4 punti specifici che sono: intervenire in ogni occasione per ogni contesto pubblico privato ricordando la situazione climatica, quella economica e i positivi effetti su entrambi che avrebbe uno stop a quest’opera oggi e la ridestinazione dei fondi impegnati su un orizzonte temporale ben più breve; sollecitare il Governo e i Ministeri competenti ad intraprendere un dialogo in questo senso con le autorità francesi, europee per chiedere di riconsiderare le conseguenze a breve e a lungo termine dell’opera, riconsiderando i benefici inutilmente sperati in confronto ai danni certi e l’intervallo temporale insostenibile a cui si riferisce quest’opera, e gli ultimi due punti sono: chiedere formalmente al Governo e alla Commissione dell’Unione Europea di utilizzare anche i fondi finora accantonati dai bilanci della Commissione delle Nazioni coinvolte per dare un maggior supporto all’economia della popolazione e delle imprese dei territori colpiti dalla pandemia; e alla fine: di relazionare in Consiglio Comunale sugli incontri e sui colloqui intrapresi sulle risposte agli impegni ricevuti, l’ultima considerazione è che secondo non soltanto la relazione della Corte dei Conti europea ma anche gli studi fatti dall’Università di Lione e da altri esperti internazionali che sono poi quelli ripresi dalla relazione della Corte dei Conti ci spinge ad asserire che la realizzazione di quest’opera, nei prossimi 10/15 anni, costituirebbe, per questo secolo, un vero e proprio crimine climatico da cui molto probabilmente non riusciremo mai più a risollevarci. Grazie, Presidente. |