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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 23 Novembre 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 29
ORDINE DEL GIORNO 2020-01464
(ODG N. 20/2020) "LA CORTE DEI CONTI EUROPEA DENUDA IL RE" PRESENTATA IN DATA 1 LUGLIO 2020 - PRIMO FIRMATARIO MALANCA.
Interventi
SICARI Francesco (Presidente)
Possiamo procedere con i nostri Lavori, siamo alle proposte di ordine del giorno e le
proposte di mozione, iniziamo con il Punto 11 e il Punto 12 che vengono discussi
congiuntamente, mi riferisco alla proposta di ordine del giorno meccanografico
202001464/002 presentata dai Consiglieri Malanca e altri che ha come oggetto:

“La Corte dei Conti europea denuda il re”

SICARI Francesco (Presidente)
e la proposta di mozione, la n. meccanografico 202002004/002 presentata dalla
Vicepresidente Ferrero che ha come oggetto:

“No TAV una battaglia ambientalista e di sostenibilità che dura da trent’anni.”

SICARI Francesco (Presidente)
Come ho già detto s’interviene una volta sola perché la discussione è congiunta. Lascio
la parola al Consigliere Malanca per l’illustrazione, prego.

MALANCA Roberto
Grazie, Presidente. Io spero che sia un pochino migliorato l’audio rispetto all’intervento
precedente, nel frattempo cercherò di essere il più sintetico possibile. Per quello che
riguarda quest’ordine del giorno che ha subito un po' di ritardi in questi mesi, ma
diciamo comprensibili rispetto alla situazione attuale, e che è stato ampiamente discusso
in Commissione e relativo alla relazione speciale della Corte dei Conti europea che è
stata stilata dietro richiesta del Parlamento europeo e che ha analizzato otto
megaprogetti per un valore totale di 54 miliardi di euro su 13 Paesi europei.
Chiaramente quest’ordine del giorno s’incentra su un punto specifico che è quello
dell’opera più vicina a noi e che interessa l’Italia e in particolar modo cioè la nuova
linea Torino-Lione. Quest’atto è un ordine del giorno perché noi siamo consci che non
abbiamo poteri decisionali come organo amministrativo su quello che è la realizzazione
di un’opera che ha un respiro non soltanto nazionale ma addirittura internazionale, in
questo caso specifico, ma questo non toglie che non ci si possa esprimere e non si possa
esprimere pubblicamente il pensiero su quest’opera in particolar modo come questa
posizione pubblicava (incomprensibile), ma alla luce dell’evoluzione degli ultimi anni.
La relazione della Corte dei Conti europea è un documento abbastanza corposo, che in
Commissione ho dato per letto, ma forse qui conviene riprendere i tre punti principali di
questa relazione relativamente a quest’opera anche per dar conto di come questo
organo, se ben indipendente, abbia affrontato la questione. Incominciamo con i ritardi,
checché se ne dica quest’opera ha un ritardo notevolissimo. È stata studiata negli anni
90 in una realtà completamente diversa ma da quando hanno iniziato a fare un piano,
una pianificazione di progetto in 7 anni sono riusciti ad accumulare 15 anni di ritardo,
tanto da porre in forse la sua realizzazione perfino per il 2030. La Corte dei Conti
europea dice che forse, visto l’andamento precedente, forse per il 2035 si riuscirà a
vederne la realizzazione. Non solo questo non rende più attuale l’opera che dicevo nata
negli anni 90, son passati 30, ma ho anche voluto dire che questi ritardi, questi decenni
che sono passati, anche per questi decenni, i fondi stanziati, accumulati in tutti questi
anni, sono stati resi immobili da questi ritardi e i costi, in realtà, non sono rimasti uguali
o comunque soltanto rivalutati ma sono aumentati dell’85% rendendo questo progetto,
come dice la Corte dei Conti, estremamente sovradimensionato rispetto alle esigenze
che peraltro sono messe in forte discussione anche dalla relazione. Siamo anche in un
anno terribile dal punto di vista sanitario, ma oltre alla pandemia abbiamo anche un
anno in cui abbiamo preso piena coscienza di quello che è un tema altrettanto
importante che non si risolverà in poco tempo, come speriamo che faccia la pandemia, e
parliamo del clima. Io ricordo che un anno fa, dietro spinta dei ragazzi di Fridays For
Future, questo Consiglio approvava un documento, una mozione in particolare modo, in
cui si chiedeva all’Amministrazione di dichiarare l’emergenza climatica ed ambientale,
di limitare e ridurre le emissioni climalteranti, di ridurre gli impianti antropici in tutti i
settori, in particolare quelli ad alto impatto ambientale e soprattutto di attivarsi affinché
tutte le politiche europee, nazionali e regionali degli Enti locali fossero in linea con
questo e proseguire, andare oltre a quanto previsto dall’accordo di Parigi, in particolare
dimezzare al 2030 e annullare al 2050 le emissioni climalteranti d’atmosfera. Ora ci
troviamo di fronte ad un’analisi che dice che quest’opera è un’opera che aumenterà le
emissioni serra e le emissioni di CO2 sostanzialmente fino al 2030 o 2035 che nel
documento, sempre della Corte dei Conti, si dice che impiegherà 50 anni per
compensarle attraverso la riduzione del traffico su gomma. Questo nell’ipotesi che il
traffico su gomma rispetti quelle che sono le previsioni dei proponenti l’opera, cosa che
è tutt’altro da dimostrare e che fino a oggi non ha assolutamente visto questo tipo di
andamento, ma oltretutto le condizioni del trasporto merci e passeggeri si stanno
rivolgendo a un tipo di trasporto che sempre meno vede l’impiego dei carburanti fossili,
quindi c’è anche un’evoluzione tecnologica nel mondo dei trasporti per quello che
riguarda l’utilizzo dell’elettrico rispetto ai carburanti di tipo fossile che fa già solo
pensare che il risparmio di CO2 avverrà attraverso modi diversi e non attraverso il
trasferimento delle merci su un treno, tenendo presente comunque che la necessità di
spostamento per lavoro, per riunioni, è diminuita enormemente grazie all’uso dello
smartworking e che il bacino di utenza che viene tradizionalmente considerato per
giustificare una linea ad Alta Velocità non c’è nemmeno oggi, cioè ci sono molte meno
persone che si spostano di quello che è l’ipotetica capacità futura. In sostanza questa,
come certificato anche dalla Corte dei Conti, è un’opera costosa, è un’opera dannosa e -
noi aggiungiamo - un’opera vecchia e inutile e quindi con quest’ordine del giorno
impegniamo la Sindaca e la Giunta e qui devo leggere i 4 punti specifici che sono:
intervenire in ogni occasione per ogni contesto pubblico privato ricordando la situazione
climatica, quella economica e i positivi effetti su entrambi che avrebbe uno stop a
quest’opera oggi e la ridestinazione dei fondi impegnati su un orizzonte temporale ben
più breve; sollecitare il Governo e i Ministeri competenti ad intraprendere un dialogo in
questo senso con le autorità francesi, europee per chiedere di riconsiderare le
conseguenze a breve e a lungo termine dell’opera, riconsiderando i benefici inutilmente
sperati in confronto ai danni certi e l’intervallo temporale insostenibile a cui si riferisce
quest’opera, e gli ultimi due punti sono: chiedere formalmente al Governo e alla
Commissione dell’Unione Europea di utilizzare anche i fondi finora accantonati dai
bilanci della Commissione delle Nazioni coinvolte per dare un maggior supporto
all’economia della popolazione e delle imprese dei territori colpiti dalla pandemia; e alla
fine: di relazionare in Consiglio Comunale sugli incontri e sui colloqui intrapresi sulle
risposte agli impegni ricevuti, l’ultima considerazione è che secondo non soltanto la
relazione della Corte dei Conti europea ma anche gli studi fatti dall’Università di Lione
e da altri esperti internazionali che sono poi quelli ripresi dalla relazione della Corte dei
Conti ci spinge ad asserire che la realizzazione di quest’opera, nei prossimi 10/15 anni,
costituirebbe, per questo secolo, un vero e proprio crimine climatico da cui molto
probabilmente non riusciremo mai più a risollevarci. Grazie, Presidente.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Procediamo ora con gli interventi, ho il Consigliere Mensio che ne ha
facoltà per tre minuti, prego.

MENSIO Federico
Grazie, Presidente. Io era solo per ringraziare il Presidente Malanca dell’atto che ha
redatto e tutti i Consiglieri che hanno dato la loro disponibilità a discuterlo ed
eventualmente integrarlo nelle opportune sedi di Commissioni, non lo ridico tutto quello
che ha detto il Consigliere Malanca, da un punto di vista ambientale continuo a
considerare quest’opera non solo inutile ma probabilmente dannosa come è stato
ricordato. Le emissioni CO2 che non verranno emesse in aria saranno molto più alte di
quanto probabilmente si riuscirà a ridurle e non solo, ultimatamente c’è stata la
questione anche ricordo dell’amianto trovato nello smarino. Quindi io credo che sia
sotto gli occhi di tutti che il mondo è cambiato. È cambiato a una velocità molto più
alta, di quella velocità con cui si è pensato di costruire e di realizzare questo tunnel,
un’opera che è ormai, dal mio punto di vista, anacronistica e antistorica, un’opera che
non ha più la spinta propulsiva che poteva avere forse negli anni 90. Son passati 30 anni
dalla sua ideazione, in 30 anni il mondo è cambiato radicalmente, in questo anno è
cambiato ancora più profondamente, ancora cambierà, sono cambiati gli stili di vita, io
personalmente ritengo anche che la TAV, il Treno ad Alta Velocità sia figlio del
turbocapitalismo di quell’idea di produrre, produrre, produrre che è figlio anche di
un’economia lineare che non esiste più. In tutto questo si è ricordato dell’elettrificazione
anche del trasporto su gomma; in Germania stanno sperimentando le autostrade per i
TIR elettrificati, parliamo di cose che sono da venire ma molto più velocemente di
quanto non è stato pensato e di quando sarà realizzato questo tunnel, se mai verrà
realizzato. Mio padre una volta mi disse: “Io non vedrò quasi sicuramente al linea 2
della Metro, è già tanto se ho visto la linea 1” perché lui si ricorda, quando era giovane,
i primi progetti della linea 1 Metro di Torino. Ebbene io non so se vedrò mai il tunnel
del TAV realizzato, forse lo vedranno le mie figlie, ma non sono così convinto. In tutto
questo, ribadisco, è un’opera vecchia, è un’opera che probabilmente provocherà più
danni all’ambiente di quanti non pensi di salvarne che è una giustificazione; Crozet, che
è un professore universitario dell’Università di Lione 2, che è quello che citava il
Presidente Malanca, l’ha proprio detto in virgolettato che è “un tipico esempio di
manipolazione del calcolo economico…

SICARI Francesco (Presidente)
La invito a concludere.

MENSIO Federico
… traffico, vi sono valutazioni fantasiose dei guadagni in termini di CO2”. Quindi noi
veramente vogliamo rivolgere ancora una volta l’appello a tutte le istituzioni possibili
per quanto possiamo fare di ripensare a quest’opera e di mettere i soldi su opere che
servano veramente al territorio, come da esempio il colle del tempo. Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Procediamo con l’intervento della Vicecapogruppo Pollicino, prego ne ha
facoltà per cinque minuti.

POLLICINO Marina
Grazie, Presidente. Come appare dalla data di piena estate, era il 1° luglio di
quest’ordine del giorno sul TAV, il pronunciamento su quest’atto è stato a lungo
sospeso con artifici vari anche quando ci sarebbe stata l’opportunità di votarlo
esattamente come esiste il “caffè sospeso”, d’altronde essendo l’attuale Maggioranza
sempre in “mo-vi-mento” perché sorprenderci se abbiamo anche una Sindaca che si è
autosospesa dalla formazione politica con cui si è presentata agli elettori, quindi dopo
una lunga serie di rinvii siamo finalmente qui a fine Consiliatura per rinnovare con un
voto che non è più riconducibile all’originaria Maggioranza, alla contrarietà del
Consiglio Comunale al progetto dell’Alta Velocità (voci sovrapposte)… Presidente io
queste interruzioni non credo di poterle tollerare, se gentilmente…

SICARI Francesco (Presidente)
Io non ho capito nemmeno chi ha attivato il microfono in modo estremamente
maleducato, vada avanti con il suo intervento.

POLLICINO Marina
Mi faccia ovviamente recuperare questi minuti, grazie.
Quindi, non mi ricordo neanche più dov’ero arrivata. Quindi, dopo una lunga serie di
rinvii siamo qui a fine Consiliatura per rinnovare con un voto che non è più
riconducibile all’originaria Maggioranza, la contrarietà del Consiglio Comunale al
progetto dell’Alta Velocità, a meno che, nel Consiglio, dal voto odierno non emergano
orientamenti diversi, cosa che io ovviamente non auspico ma che se dovesse verificarsi
qualcuno dovrà assumersene la responsabilità e nel frattempo all’ordine del giorno si è
aggiunta anche una mozione la cui “impegna” sinceramente ci appare un po' troppo
ondivaga per sembrare davvero convincente. Francamente non si comprende cosa da
tutto questo florilegio di atti si possa aggiungere a quanto già determinato dal
precedente pronunciamento del nostro Consiglio Comunale, a meno che questi atti non
debbano coprire la vaghezza e anche il disimpegno apicale con cui il tema TAV è stato
illuso o meglio fino adesso evitato. Il pronunciamento della Corte dei Conti europea ha
delineato e circoscritto la debolezza economica ed esecutiva del progetto stesso, cosa
però acquisita dal precedente Governo attraverso da tanto sbandierata “valutazione
costi-benefici”. Ora, due sono le azioni politiche che ci lasciano perplessi poiché quelle
amministrative, in questo caso sono alquanto, non dico irrilevanti, ma di fatto prive di
concretezza. La prima riguarda la possibilità tragicomica che il Governo in carica
addossi al Governo precedente gli esiti di una battaglia persa com’è stata definita urbi et
orbi dalla Sindaca, quindi che il Conte 2 dica che è tutta colpa del Conte 1 in uno
slancio di politica bipolare. La seconda, che la situazione determinata dal
pronunciamento della Corte dei Conti europea e dai nuovi assetti territoriali nell’area
Rhone-Alpes possa aprire nuove prospettive e nuove revisioni, riesce difficile da
ritenersi attendibile di fronte a una Maggioranza ormai in scadenza, a meno di un anno
dalla futura tornata elettorale cittadina, e ancor più adesso dopo gli esiti delle recenti
votazioni. Infatti la questione è meramente politica, i pronunciamenti e le sollecitazioni
degli organi e degli istituti europei di controllo hanno un valore per tutti o solo ogni
tanto a seconda delle convenienze? Perché l’ordine del giorno si rivolge a un Governo
di coalizione che ha puntato molto su un rapporto rigoroso con la Comunità Europea.
Ora nei rapporti tra le forze politiche mentre il Partito Democratico convincerà ad horas
e senza troppa difficoltà il Movimento 5 Stelle ad attingere alle risorse del MES,
viceversa i 5 Stelle sapranno convincere il Partito Democratico della necessità di
rinunciare a questo progetto? Allora se uno spazio di rivalutazione politica esiste è bene
che avvenga nella complessità delle questioni aperte tra Italia e Francia, complessità che
non è fatta solo di treni ma anche di reti di comunicazione, com’è emerso da un
successivo pronunciamento dalla Corte di Strasburgo in merito all’inapplicabilità della
legge Gasparri sul caso Vivendi. Sarebbe alquanto imbarazzante, ad esempio, che un
Premier olandese quando emergeranno le condizionalità postdatate del MES si
(incomprensibile) indignati al solito sovvertimento delle regole, facesse notare che esse
sono necessarie e doverose, considerato che si sono buttati in un tombino soldi europei
per un tunnel giudicato obsoleto. Abbiamo voluto fare a meno di queste considerazioni,
ma un ordine del giorno che si rivolge in modo “blando”, potremmo dire “anodino” al
Governo, richiama necessariamente scenari nazionali ed europei, piaccia ai Consiglieri
o non piaccia. Infine, avendo già votato un documento che, secondo me, era più che
sufficiente a dare il pronunciamento del Consiglio Comunale di Torino, voterà anche
stavolta favorevolmente a questi ulteriori atti pur considerandoli meramente
compassionevoli e anche facilmente aggirabili attraverso accordi sovracomunali, penso
ad esempio alle Regioni, soprattutto di poter ora rammaricandomi delle occasioni perse
e in fondo della scarsa convinzione se non di facciata che la Sindaca e la Maggioranza
hanno esibito durante la Consiliatura, dentro e fuori da quest’Aula, e che il ritardo con
cui si votano questi atti non fa che confermare. Per quanto poi riguarda la mozione che
invita attraverso un’arzigogolata “impegna” l’Amministrazione a sottoscrivere un
documento comune con il Sindaco della Città di Lione, cito testualmente: “Per arrivare
alla sottoscrizione di un documento comune da estendere possibilmente nella Città di
Grenoble con cui esercitare a ogni livello una pressione politica che con la presenza di
due città come Lione e Torino” - e risparmio il seguito - non si può non ripetere ancora
una volta come una sì fatta tardiva iniziativa, anche rispetto alla tempistica delle
dichiarazioni dei Sindaci d’Oltralpe da poco eletti, da parte di un’Amministrazione in
scadenza, fa tanto buon vicinato ma è difficile che possa avere esiti concreti…

SICARI Francesco (Presidente)
La invito a concludere.

POLLICINO Marina
Ho concluso. In altri termini, fa fine “l’impegna” ma non impegna. Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Adesso la Vicepresidente Ferrero, prego ne ha facoltà.

FERRERO Viviana (Vicepresidente)
Grazie, Presidente. Interrompo solo il video perché così abbiamo una linea migliore.
Allora, questa mozione ha un significato ben più grande di quello che queste due
pagine, di fatto, rappresentano, è veramente un’assunzione di responsabilità di
quest’Amministrazione. Si tratta di restituire voce ai cittadini, ai territori per essere
attori nelle decisioni sulle grandi opere, opere che non possono, anche se decise a livello
nazionale o transnazionale, tappare la bocca alle Città, alle valli, ai piccoli Comuni che
ne vengono interessati. Nel caso in particolare della Torino-Lione che nell’analisi costi-
benefici che fu redatta dal Professor Ponti, nel caso appunto dell’ultimo tracciato, e
ricordiamoci che si sono susseguiti ben 7 diversi tracciati, questa linea non aveva
caratteristiche di sostenibilità ambientale e soprattutto economica. Già nel 1990, il
Sindaco Zanone, della Città di Torino, aveva accolto il Sindaco di Lione e
contraccambiato la visita. Allora i due Sindaci erano in accordo per realizzare quel
tracciato. Sono passati 30 anni, il mondo è cambiato e sono cambiate le emergenze, lo
ha ricordato bene il collega Malanca e questa Amministrazione cittadina
democraticamente votata è anche, a nome della sua Sindaca, un’Amministrazione
contraria a questa linea ferroviaria della Torino-Lione, anche i Sindaci di Lione
all’indomani della elezione, il Sindaco ecologista Grégory Doucet all’indomani della
sua elezione chiaramente in un’intervista dichiarava e si esprimeva dicendo: “Che esiste
già un’infrastrutturazione ferroviaria che è sufficiente ed è su quella che dovremmo
investire”. Ma non basta, anche il Sindaco di Grenoble, Éric Piolle, ha manifestato in
ogni sede la sua posizione all’opera ritirando, già nel 2016, il proprio appoggio
economico al progetto, ribadendo che lo Stato debba puntare sulla rete esistente e non
dilapidare soldi in progetti di un’altra epoca. E sempre nelle premesse non possiamo
non ricordare la testimonianza di una portavoce del Movimento no TAV, che è Dana
Lauriola, trattenuta in carcere da mesi e su questo caso la stessa Amnesty International
si è espressa con le parole che cito: “Esprimere il proprio dissenso pacificamente non
può essere punito con il carcere. L’arresto emblematico del clima di criminalizzazione
del diritto alla libertà di espressione e di manifestazione non violenta garantiti dalla
Costituzione e da diversi meccanismi internazionali”. Per concludere, crediamo che i
due Comuni debbano essere portavoce dei loro cittadini, insieme arrivare alla
sottoscrizione di un documento comune per esercitare una pressione sui diversi Governi
per non procedere al prossimo finanziamento settennale ma che vengano indirizzati ad
altri finanziamenti come le linee locali, la mobilità del Trasporto Pubblico Locale
perché, ricordiamoci, nell’opera principale di questa settimana linea non si è ancora
scavato un metro, non è ancora iniziata come appalti né come opera. Grazie, Presidente.

SICARI Francesco (Presidente)
Proseguiamo con gli interventi, adesso la Consigliera Parlacino, prego ne ha facoltà per
cinque minuti.

PARLACINO Francesca
Sì, grazie mille, Presidente. Allora, io intanto vorrei aprire una piccola parentesi,
dunque, sulla pagina di Amnesty International e anche nel testo della mozione della
collega Ferrero si legge: “Esprimere il proprio dissenso pacificamente non può essere
punito con il carcere”, io vorrei fare una piccola precisazione: la signora Lauriola, la
portavoce dei no TAV è stata condannata a due anni per violenza privata, interruzione
aggravata di servizio di pubblica necessità. Ce lo ricordiamo tutti l’episodio accaduto il
3 dicembre del 2012 per cui all’altezza del casello di Avigliana si evitava che i cittadini
pagassero il pedaggio, questa è la motivazione per cui il Giudice le ha negato le misure
alternative perché appunto aveva già dei carichi pendenti. Personalmente so che la
signora Lauriola è molto impegnata nel sociale, quindi io apprezzo il suo lavoro e parto
anche dal presupposto che noi non siamo un Tribunale. Ci tengo però a sottolineare e a
ricordare a tutti colleghi che la legge vale per tutti e che quindi questi comportamenti io
ritengo che debbano essere condannati. Sottolineo anche che punire chi viola legge
tutela chi invece lo fa in modo pacifico, quindi se vogliamo poter affermare che i no
TAV non sono violenti è sacrosanto punire chi non rispetta la legge. Chiusa questa
piccola parentesi, entrando nel merito della mozione della collega trovo, insomma,
scorretto affermare che gli elettori di Torino si siano espressi contro la TAV
semplicemente perché nel 2016 avete vinto le elezioni. Io vorrei ricordarvi che quelle
successive che hanno in qualche modo potere in merito, quindi le politiche, le europee,
le regionali, hanno visto invece prevalere delle forze politiche che in realtà sono
favorevoli alla TAV, quindi trovo ingiusto che un’infrastruttura di respiro europeo
possa in qualche modo essere bloccata in una parte del tracciato e temo che questo
possa far rischiare a Torino di essere tagliata fuori da un progetto che è importante e che
faccia rimanere Torino in questa sorta di immobilismo, per cui concludo Presidente
dicendo che io sono assolutamente contraria a questi documenti. Ho concluso, grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Procediamo adesso con la Capogruppo Artesio ne ha facoltà per cinque
minuti, prego.

ARTESIO Eleonora
Grazie. Non interverrò ulteriormente nel merito dell’atto che è stato presentato dal
Consigliere Malanca e nemmeno nelle argomentazioni e nelle ricostruzioni delle lotte
del Movimento e dei pronunciamenti di numerose formazioni politiche in questi
decenni, perché, come ho dimostrato nelle occasioni precedenti in cui il Consiglio
Comunale si è impegnato relativamente ad una dichiarazione propria di valutazione, di
inopportunità della realizzazione dell’Alta Velocità, ho aderito, in allora, e aderisco,
oggi, a questo tipo di valutazioni e di convincimenti, dopo averlo fatto anche in termini
di mobilitazione personale e delle formazioni politiche riunite in “Torino in Comune”.
Quello che però credo sia doveroso dire, proprio per la continuità e la coerenza di una
posizione politica e anche per la necessaria chiarezza nel rapporto con un territorio che
ha organizzato una propria resilienza rispetto alla realizzazione della linea ad Alta
Velocità e che ha costruito argomentazioni di evidenza scientifica, pratiche sociali,
proposte alternative di sviluppo di comunità e quindi merita la completa trasparenza, io
devo in questa occasione essere esplicita fino alla durezza dell’intervento nei confronti
di cosa penso del prosieguo di questi atti dal punto di vista della loro efficacia.
Purtroppo ho avuto e ho ricercato una conferma, volutamente, della possibilità che in
modo coerente quest’Amministrazione persegua gli obiettivi che abbiamo sottoscritto,
almeno per quello che mi riguarda e che per quello che riguarda il Gruppo consiliare
5 Stelle, negli anni precedenti, anche in momenti difficili quando la descrizione
prevalente e l’organizzazione prevalente delle forze sociali muoveva esattamente nella
direzione di non perdere l’opportunità; perché dico che trovo difficile perseguire
l’obbiettivo che Malanca e Ferrero ci propongono? Perché sono due atti che chiedono
alla Sindaca di condurre delle operazioni di ricostruzione, nel caso dell’ordine del
giorno Malanca, degli aspetti finanziari, nel caso della mozione Ferrero, di relazione
interistituzionale con altre Città per ricostruire una dimensione fondata sull’evidenza
relativa alla non necessità del TAV, anzi ai rischi collegati alla realizzazione dello
stesso. Ebbene, quando noi abbiamo adottato nel mese di luglio, quindi pochissimi mesi
fa, la proposta tecnica relativa alla Variante strutturale del Piano Regolatore Generale
della Città di Torino, abbiamo scritto, negli atti adottati da questo Consiglio e votati
solo dalla Maggioranza, la coerenza con i piani strategici della conferenza
Metropolitana e con il Piano territoriale della Regione Piemonte che ricomprendono
entrambi l’Alta Velocità. Quando ho interpellato, non più tardi del 9 novembre, la
Sindaca relativamente a questa coerenza, che io valuto come incoerenza, mi sono sentita
rispondere che certamente la Sindaca in quanto Sindaca rispetta il mandato del
Consiglio Comunale, in quanto Presidente della Città Metropolitana non può che
adottare e istituzionalmente è comprensibile e spiegare un indirizzo della conferenza
Metropolitana che va in direzione opposta. Ora a parte, come dire, la difficoltà del
doppio ruolo che non è una colpa ascrivibile al singolo ma alla legge che ha istituito le
Città Metropolitane, come si può pensare che una persona che non riesce nemmeno a
introdurre negli atti deliberati dal proprio Consiglio degli elementi di discontinuità o se
non può farlo in un atto deliberativo vincolato a determinate procedure nemmeno
sollecitando a quel punto allora magari discutendo in allora l’ordine del giorno del
Consigliere Malanca, almeno accompagnando, con atti squisitamente politici,
l’elemento di contraddizione tra il piano formale e la convinzione politica sostanziale di
questa Maggioranza e di questo Consiglio, come si può pretendere di affidarle le
relazioni con le altre Città, la diffusione di tutti i dati di evidenza, finanziari, territoriali,
ambientali, sociali che sono maturati negli anni di queste lotte per riuscire a costruire,
anche nei livelli politici e istituzionali, un senso comune, una consapevolezza, un
impegno contrastante sull’Alta Velocità alla narrazione dominante, come le si può
affidare questo compito se non risolve la contraddizione in sé? Banalmente tra il
Comune di Torino e la Città Metropolitana, tra il Comune di Torino e la Regione
Piemonte. Allora, forse faremmo meglio, ad esempio, ad affidare a quel gruppo di
esperti che la Sindaca ha nominato ma che non ha convocato, ad esempio, relativamente
a questo argomento della Corte dei Conti europea di cui ci ha parlato con grande
proprietà il collega Malanca; allora piuttosto, visto che siamo in una situazione in cui
quello che io giudico “un imbarazzo politico” ha congelato l’attività del gruppo degli
esperti che non abbiamo più incontrato in Commissione, vede la Sindaca in
rappresentanza dell’Amministrazione…

SICARI Francesco (Presidente)
La invito a concludere.

ARTESIO Eleonora
… in una contraddizione tra un ruolo e l’altro, allora io credo che gli atti siano nella
narrativa condivisibili e ancora una volta li voterò, ma siano nella pratica impraticabili
proprio per la contraddizione che ho cercato di sottolineare.

SICARI Francesco (Presidente)
Adesso l’intervento della Consigliera Montalbano, ne ha facoltà per tre minuti, prego.

MONTALBANO Deborah
Sì, grazie, Presidente. Io con tutto il rispetto per il Consigliere Malanca e anche per la
Consigliera Ferrero, un po' meno, però anche per la Consigliera Ferrero, voglio essere
generosa anche se a quest’ora sinceramente il mio livello di sopportazione e di offesa
anche della mia propria intelligenza è un po' più complicato da gestire ma cercherò di
impegnarmi al massimo. Quindi con tutti il rispetto di questi miei due ex colleghi di
Maggioranza e oggi colleghi del Consiglio Comunale, io vorrei porre alcune questioni.
Allora, io comprendo la necessità anche di autoconvincersi di stare ancora combattendo
rispetto ad alcune battaglie, comprendo la necessità anche di produrre atti per cercare di
dimostrare ancora certe amicizie, certi contatti e certe realtà che non ci è spostati da ciò
che avrebbe dovuto essere o che doveva essere, ma che non è stato, però, nello stesso
tempo, io chiedo a questi Consiglieri di rendersi conto che stiamo sfiorando quelli che
sono i calvari psicologici di demenzialità interiore. Ora, non avevamo bisogno, credo,
della Corte dei Conti europea per tornare a parlare di quelle che sono le criticità
dell’impatto ambientale su il TAV e questa grande opera, perché sono esattamente tutte
le condizioni che noi abbiamo, noi, io parlo in questo caso come ex “5 Stelle” abbiamo
sempre portato avanti da anni insieme al movimento no TAV e insieme alle relazioni
che la parte tecnica del movimento no TAV metteva a disposizione delle realtà politiche
che volessero ascoltare e raccogliere quelle istanze, non è di oggi, non c’è nulla di
nuovo sotto il sole, che cos’è che è cambiato? È cambiato che si è andati al Governo, è
cambiato che con il primo Governo Salvini-Movimento 5 Stelle mentre si andava in
Valle, mentre si cercava di far credere pur sapendolo, ed è questo che non accetto, pur
sapendolo, che le prerogative di chi era più in alto di voi erano completamente dirottate
su altri fronti, si cercava di convincere l’ambiente no TAV che la battaglia andava
avanti e che si sarebbe fermata la TAV. Risultato: mentre questo avveniva attraverso
anche la complicità dei Consiglieri che oggi producono…

SICARI Francesco (Presidente)
La invito a concludere.

MONTALBANO Deborah
Sì, concludo. Ma anche del resto dei Consiglieri rimasti dentro il Movimento 5 Stelle,
nel frattempo il Consiglio dei Ministri confermava la volontà degli investimenti, si
procedeva con i bandi e intanto la narrativa era tutt’altra. Ora portate ancora, ancora
oggi degli atti per impegnare la vostra Sindaca, vorrei capire bene a che cosa, perché la
vostra Sindaca dal giorno dopo che è stata eletta ha sempre detto, e qui mi tocca pure
riconoscere almeno a lei…

SICARI Francesco (Presidente)
La invito a concludere.

MONTALBANO Deborah
Concludo Presidente, un minimo di coerenza, ha sempre detto: “Io sono il Sindaco e
non posso intervenire sul TAV” okay, a differenza di molti Sindaci del Partito
Democratico che in Valle nei Comuni più piccoli hanno almeno avuto il coraggio di
portare avanti quella posizione pubblicamente con prese di posizione e presenze alle
manifestazioni. Ora io davvero, ma cosa vi devo votare? Ve li ho sempre votati gli atti,
ma vi son serviti per continuare a prendere in giro il Movimento no TAV. Io questi, con
tutto il rispetto non ve li voterò, perché la dovete finire, guardatevi allo specchio e se
volete…

SICARI Francesco (Presidente)
La invito ancora a concludere.

MONTALBANO Deborah
Concludo. Uscite dal Movimento 5 Stelle ma non venite a offendere la nostra
intelligenza; piena solidarietà al Movimento no TAV. Ho concluso.

SICARI Francesco (Presidente)
Finalmente. Procediamo con l’intervento dell’Assessore Iaria il quale è stato
direttamente chiamato in causa, prego Assessore Iaria.

IARIA Antonino (Assessore)
Eccomi, Presidente. Io intervengo semplicemente per chiarire un punto che è stato più
volte citato riguardo alla Revisione del Piano Regolatore, tra l’altro una critica che mi
ha anche accompagnato nella presentazione del Piano Regolatore e in giro per la Città.
Allora, il fatto di aver inserito dei tracciati che sono definiti da Piani urbanistici
sovraordinati al nostro è un atto dovuto in quanto la Legge Regionale impone
chiaramente questo tipo di percorso dal punto di vista amministrativo. L’atto in
questione il Piano territoriale di coordinamento Metropolitano, atto che è stato sempre
generato da una compagine politica, escluso il Movimento 5 Stelle, sempre favorevole
all’opera. Quindi se la narrazione che viene fatta dal punto di vista politico è dire che
avendo inserito i patti del tracciato previsto nel Piano territoriale del coordinamento
Metropolitano anche nel Piano Regolatore è di per sé un rinnegare il nostro essere no
TAV - e ripeto io sono no TAV e lo sarò sempre - è profondamente sbagliato, perché
l’atto prodotto dalla Città Metropolitana si può modificare con una modifica del
Consiglio Metropolitano che democraticamente potrebbe votare e cambiare idea, cosa
che non capita perché dal punto di vista, diciamo, dell’atto è legittimo che il Consiglio
Metropolitano si esprima con la sua Maggioranza che è diversa da una Maggioranza del
Consiglio Comunale, come è diversa la Maggioranza in Parlamento che è quasi tutta
favorevole al TAV, escluso sempre il Movimento 5 Stelle. Quindi semplicemente non
mettiamo in parallelo un atto dovuto dal punto di vista tecnico, cioè l’adeguarsi a Piani
urbanistici sovraordinati da un atto politico che è in discussione, tra l’altro oggi, ma che
noi abbiamo sempre ribadito con forza essere lo spirito del Movimento 5 Stelle e di
anche altre forze politiche presenti in Consiglio Comunale. Grazie, Presidente tenevo
solo a precisare questo punto.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie e ha fatto bene, trattandosi di PRG ha fatto benissimo. Adesso, prego, lascio la
parola alla Sindaca in quanto il tema affronta relazioni internazionali, prego.

APPENDINO Chiara (Sindaca)
Sì, grazie, Presidente. Sarò velocissima anche vista l’ora, volevo solo informare il
Consiglio rispetto all’indirizzo, sulla questione, in particolare del secondo atto, e cioè
delle relazioni con Lione e Grenoble che sono state anche oggetto di interventi in Aula,
che con Grenoble ovviamente le relazioni sono in essere, ci sono stati anche degli
incontri in passato anche sul tema specifico. Per quanto riguarda invece il neoeletto
Sindaco di Lione, le relazioni internazionali sono in contatto, in particolare con
l’attenzione rispetto alle politiche legate al tema ambientale anche alla luce
evidentemente dell’appartenenza del Sindaco, una forza politica attenta a questi
ambienti, cosa che ritengo che abbia fatto anche questa Amministrazione, anche per
nostra connotazione politica; l’incontro in realtà doveva, era già stato fissato poi alla
luce dell’emergenza della situazione attuale e anche quello che purtroppo è accaduto in
Francia, di cui conosciamo tutti, è stato oggetto, come dire, di notizie ovviamente
terribili di cui abbiamo tutti appreso, è stato rinviato ma da questo punto di vista c’è
appunto l’attenzione, c’è l’interesse dell’Amministrazione a continuare a riprendere il
dialogo, anche con l’attuale Sindaco di Lione, su tutta una serie di tematiche con
un’attenzione particolare, come dicevo, alle tematiche ambientali. Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei Sindaca. Io non ho ulteriore richiesta di intervento da parte dei Consiglieri.
Allora, possiamo a questo punto procedere con la votazione degli atti che avverrà atto
per atto.
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