| Interventi |
| CURATELLA Cataldo Sì, ci sono Presidente, buongiorno. CURATELLA Cataldo Sì, grazie. Ringrazio l’Assessore per la risposta, che comunque è un po’ articolata e quindi aspetterò di ricevere la nota di cui parlava lo stesso Assessore. Guardi Assessore, io ho presentato questa interpellanza, anche a valle di quello che era emerso il 26 ottobre scorso nella cabina di regia, in particolare, per quanto riguardava il fatto che erano emerse a quella data, ma non ho i dati aggiornati, diciamo, delle ultime settimane, era emerso, a quella data, che all’interno dell’Amministrazione pubblica di Torino erano presenti 43 casi positivi di dipendenti e di questi 43, ben 30 - quindi due terzi almeno - facevano capo a Polizia Municipale e Divisione Servizi Sociali. E quindi, c’era una forte preoccupazione che mi è stata segnalata da chi mi ha contattato, da alcuni dipendenti che mi hanno contattato, in relazione al fatto che questi sono i casi positivi e che queste due aree, in particolare, ed è il motivo per cui io anche le nominavo, le citavo nella mia interpellanza, erano preoccupate, perché non era ben chiaro tutto il sistema di tracciamento e come si poteva dare un minimo di garanzia che non avessero creato un piccolo focolaio, il numero elevato di personale coinvolto, e quindi che, a cascata, potessero aumentare l’incidenza di tale situazione non individuata, perché non presente un servizio di screening periodico di tutti i dipendenti, ed è il motivo per cui, nella prima domanda chiedevo se, un po’ seguendo le orme di altri Comuni che non hanno aspettato un’ordinanza regionale, una legge regionale, un’indicazione regionale, ma sono partiti in autonomia - come, ad esempio, è successo al Comune di Rivoli - per fare uno screening del personale e per dare delle garanzie a chi accede, a chi utilizza i servizi comunali e agli stessi dipendenti (incomprensibile) all’interno dell’Amministrazione Comunale, che c’era, comunque, un sistema di gestione, che permettesse di tenere sotto traccia, quindi fare un contact tracing interno mediante degli screening periodici, sistematici, in modo tale da avere sempre un’idea di come evolvono, all’intero dell’Amministrazione, i contagi e problematica maggiore che nasce, soprattutto, se parliamo di servizi come il Servizio della Polizia Municipale, come il Servizio della Divisione Servizi Sociali, soprattutto in questo periodo in cui andiamo verso il freddo. Quindi, ci saranno da gestire gli aspetti rispetto all’emergenza freddo, a cui dovranno aggiungersi tutti gli aspetti dell’emergenza Covid, ci troviamo, quindi, in una situazione in cui ci sono tutta una serie di dipendenti che, purtroppo, non possono svolgere le proprie mansioni in smart working, come può capitare ad altre tipologie di mansioni, e quindi gli effetti di quella legge che lei ha citato, Assessore Rolando, e che io riportavo anche all’interno della mia interpellanza, in particolare l’art. 37 comma 3, prevedeva in quel caso (incomprensibile) delle ferie solidali, ma che, non essendo più in vigore, io so che l’Amministrazione ha dato indicazione che, a partire dalla data, appunto, che diceva l’Assessore e fino a quando non ci sarà una nuova deroga, proroga, eccetera, i dipendenti che dovessero essere in attesa a casa, quindi in quarantena domiciliare, in attesa di un tampone, dovesse risultare negativo, è stato richiesto per i dipendenti che sono in una situazione precaria, perché, comunque sono in una situazione anche emotivamente difficile, visto che sono in attesa di un esito di un tampone che potrebbe avere delle determinate conseguenze successive, non possono svolgere la propria attività, l’Amministrazione ha chiesto di utilizzare le proprie ferie e i propri permessi, e io non credo che sia corretto e quindi chiedevo se, indipendentemente dal fatto che poi possa intervenire a livello governativo, noi, anche per venire incontro a dei risparmi che stiamo ottenendo dal punto di vista energetico, dal punto di vista di tutti gli impianti e le attività che non sono svolte più in presenza, ma remotizzate e quindi ci sono tutta una serie di servizi, ad esempio, il riscaldamento che, comunque, non è più necessario tenere a determinati livelli, soprattutto negli uffici dove… negli edifici e negli uffici dove... CURATELLA Cataldo Vado a concludere. Se l’Amministrazione si facesse attiva... fosse proattiva nel prevedere queste ferie, indipendentemente e in anticipo rispetto al Governo, perché non possiamo sempre aspettare che sia qualcun altro, perché intanto, parliamo di persone che si trovano costrette in una situazione che non è di loro volontà, non possono svolgere la loro mansione a livello domiciliare, quindi casalingo, però si trovano a dover far fuori tutto un istituto... a far fuori i propri giorni di permessi, ferie e via dicendo, senza trovarsi nessun tipo di salvagente da parte dell’Amministrazione. Io credo che l’Amministrazione, in questo caso, debba essere proattiva e spero, Assessore, si voglia andare in tal senso. Ho concluso, Presidente. |