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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 9 Novembre 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2020-02109
"BANDO 'RIGENERAZIONE URBANA E PERIFERIE'" PRESENTATA IN DATA 6 OTTOBRE 2020 - PRIMA FIRMATARIA ARTESIO.
Interventi
FERRERO Viviana (Vicepresidente)
Verifico solo la presenza dell’Assessore Giusta per passare all’interpellanza successiva.

GIUSTA Marco (Assessore)
Sì, Presidente, buongiorno, ci sono.

FERRERO Viviana (Vicepresidente)
Perfetto. Allora parliamo della interpellanza n. mecc. 202002109/002:

“Bando ‘Rigenerazione urbana e periferie’”

FERRERO Viviana (Vicepresidente)
È stata presentata in data 6 ottobre del 2020, la prima firmataria è la Consigliera
Artesio, a cui segue anche la Consigliera Montalbano. Passo subito la parola
all’Assessore Giusta per la risposta. Grazie.

GIUSTA Marco (Assessore)
Grazie, Presidente. Ringrazio anche gli interpellanti perché questo è un tema molto
interessante, di sviluppo, soprattutto di progettualità e di visione per la nostra Città.
Faccio solo una piccola premessa: il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, il Ministro
delle Economie e Finanze, il Ministro per i Beni e le Attività culturali e il turismo hanno
firmato il Decreto interministeriale attuativo del programma innovativo nazionale per la
qualità dell’abitare, di cui alla Legge 160/2019 in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale. Non so se io…, questa è una risposta che avevo preparato, anzi gli uffici
avevano preparato per la scorsa settimana, non so se nel frattempo è già uscito in
Gazzetta Ufficiale, ma comunque siamo nei tempi. Questo Decreto mette a disposizione
dei Comuni capoluoghi delle Città Metropolitane e delle Regioni risorse per oltre 853
milioni di euro per gli anni 2020/2033 destinati al programma innovativo per l’abitare al
fine di concorrere alla riduzione del disagio abitativo, culturale e alla coesione sociale.
Quando il bando sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale da quel momento partirà la
procedura che prevede un periodo di 120 giorni per presentare le candidature. Con la
pubblicazione del bando saranno anche chiare le modalità di presentazione delle
domande. Ciò che è chiaro adesso in virtù dei criteri di valutazione delle proposte è che
il tema della residenza riveste un carattere centrale, quindi per ogni proponente è
possibile presentare fino a tre proposte di candidatura con la richiesta di un contributo di
15 milioni di euro per ogni proposta o, se è possibile, di provvedere alla definizione di
una proposta strategica fino a 100 milioni. Questo forse è ancora un po’ da comprendere
e lo comprenderemo nel momento in cui uscirà il bando. Alla luce di questo quadro la
Città ha avviato una ricognizione al fine di raccogliere tutti gli elementi necessari a
costruire tre programmi che rispondono ai criteri del bando, secondo un approccio
integrato e non settoriale e che insistono su tre ambiti con caratteristiche di criticità.
Questa è un’applicazione di quanto previsto dal Decreto che prevede che le imposte
siano realizzate attraverso un insieme di interventi misura anche tra loro coerenti e
funzionalmente connessi e che insistono in ambiti che si trovino in situazioni di disagio
abitativo e socio-economico non dotate di un adeguato equipaggiamento urbano locale.
La ricognizione avrà il compito di individuare le tre aree di oggetto della proposta a
partire dall’osservazione fatta dai diversi servizi alla città in modo da garantire
l’approccio multisettoriale di cui si è detto tenendo in conto la priorità di quanto emerge
appunto il tema della edilizia sociale. La redazione delle proposte sarà poi seguita da
una unità che avrà il compito di coordinare le diverse aree della città interessate dalle
azioni contenute nelle proposte in modo da costituire quell’insieme organico di
interventi e misure tra loro coerenti e funzionalmente connessi di cui dicevamo prima.
L’obiettivo è quello di dare risposte durature anche attraverso l’adozione di strumenti e
modelli innovativi volti a ricercare le migliori soluzioni sotto i vari aspetti che
caratterizzano i processi di rigenerazione e facilitare percorsi di condivisione e
partecipazione. In questo caso, ad esempio, strumenti quali offerti dal Regolamento 391
sulla gestione condivisa dei Beni comuni possono rappresentare un importante
strumento operativo. Inoltre è stata già avviata l’interlocuzione con la Città
Metropolitana per il coordinamento delle attività, che rappresenterà delle proprie
proposte affiancandolo a quelle della Città e sarà avviata una collaborazione per
verificare in modo da presentare in modo congiunto un progetto pilota ad alto
rendimento. Aggiungo, e con questo chiudo, che tutto questo inquadramento di
progettualità e di visione deve inserirsi a mio avviso obbligatoriamente all’interno di
una prospettiva un po’ più ampia che mette insieme anche la riprogettazione dei fondi
Pon Metro che appunto avvengono quest’anno, del Next Generation EU ovvero quei
fondi che arrivano ancora di più dall’Unione Europea in merito a questa situazione
critica all’interno della quale stiamo vivendo e se posso aggiungere ancora all’interno
magari di una prospettiva condivisa, di una rivisitazione di un piano o di un progetto
periferie, che il mio Assessorato sta cercando di presentare e che presenterà spero in
breve tempo al Consiglio Comunale. Mi fermo qua.

FERRERO Viviana (Vicepresidente)
Allora grazie, Assessore Giusta. Passo la parola alla Consigliera Artesio.

ARTESIO Eleonora
Grazie. Ritengo che questa interpellanza possa rappresentare l’avvio di un confronto
con l’intero Consiglio Comunale intorno alla programmazione della riqualificazione
urbana. Voglio solo ricordare che quando si è insediata questa Amministrazione sulla
Città di Torino sono stati assegnati una serie di fondi legati ai progetti Periferie varati
dai Governi nazionali e in quel contesto la molteplicità delle iniziative, la loro diversa
caratterizzazione e i differenti territori rispetto ai quali erano dedicati, aveva
rappresentato all’insediamento di questa Amministrazione, almeno per quello che mi
riguarda, un punto di osservazione particolare avendo chiesto la ragione per la quale si
fossero previsti così tanti interventi frammentati piuttosto che un disegno organico in
contesti territoriali considerati bisognosi di particolari attenzioni ed innovative azioni a
causa delle loro caratteristiche di tipo socio-economico. In allora si era detto che la Città
era stata obbligata a procedere con la progettazione esistente che doveva essere
presentata già a livello avanzato e successivamente da quella che sembrava una
originaria situazione di condizionamento obbligato si era enfatizzata la scelta
chiamando l’insieme di questi programmi: “La politica dell’agopuntura urbana”. Ora gli
stessi indirizzi nazionali hanno mutato filosofia e hanno recuperato la filosofia dei
programmi Urban dell’Unione Europea, (incomprensibile) dei contratti di quartiere, dei
programmi di recupero urbano, introducendo criteri di definizione delle priorità da parte
dei candidati che obbligano a una lettura sulla base di più indicatori delle caratteristiche
di ciascun territorio e introducendo, col tema della qualità dell’abitare, anche la tematica
del bisogno abitativo e dei livelli insoddisfacenti di soddisfazione dello stesso bisogno
abitativo. È quindi molto interessante sia condividere gli elementi di definizione per
scegliere le priorità ma anche verificare come intenderà l’Amministrazione determinare
l’approccio integrato e multidisciplinare da tempo, da almeno vent’anni raccomandato
da tutta la programmazione urbana di carattere europeo che avrebbe dovuto dare adito
non solo a uno stile di progettazione delle Pubbliche Amministrazioni, ma anche
strutture permanenti di coordinamento capaci di lavorare esattamente nella modalità
integrata e multidisciplinare, strutture delle quali, mi dispiace dirlo, la Città ha
abbandonato le prime forme subito dopo la fase del Progetto Periferie dell’inizio degli
anni 2000. Per questa ragione penso che il percorso che la Città ha annunciato di voler
intraprendere ovviamente per accedere ai fondi, ma io mi auguro altrettanto ovviamente
per qualificare i propri interventi a livello territoriale, debba essere un progetto di
coinvolgimento del Consiglio e attendo nei prossimi lavori delle Commissioni
Consiliari un momento informativo da parte dell’Assessore Giusta su questi aspetti
preliminari alla costruzione delle candidature della Città di Torino e della Città
Metropolitana. Grazie, ho finito.

FERRERO Viviana (Vicepresidente)
Allora grazie, Consigliera Artesio.
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