| Interventi |
| GIUSTA Marco (Assessore) Grazie, Presidente. Cerco di restare all’interno dei tempi. Innanzitutto, ringrazio tutte e tutti per il dibattito che come sempre è molto acceso, molto vivo e, in qualche maniera, restituisce anche una situazione di interesse. Ci tengo però a chiarire alcuni aspetti perché altrimenti ci reiteriamo le stesse tipologie di interventi, le stesse tipologie di inesattezze che, in qualche modo, ci portiamo dietro un po’ da troppo tempo e poi mi sento quasi di proporre un’idea al Consiglio Comunale, ma al di là dei ragionamenti. Allora, da cosa siamo partiti nell’istituzione della figura del Disability Manager? Da, in realtà, non un ragionamento a livello locale, ma da un ragionamento a livello Europeo. Ovvero, in una Direttiva, se non sbaglio, la 43 del 2000, che trattava il tema delle discriminazioni, principalmente quelle fondate sull’etnia, sul contrasto al razzismo, eccetera, l’Unione Europea dava mandato agli Stati membri di istituire degli Enti che, in qualche modo, avessero la funzione di difendere le persone e di rappresentarle all’interno, diciamo così, soprattutto in un’ottica di parità di genere e di contrasto al razzismo. Da quella teorizzazione nasce ad esempio l’UNAR l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali; successivamente, però l’Unione Europea nel 2012 e nel 2013 con la Commissione Europea di contrasto al razzismo, eccetera, eccetera, riprende più volte l’Italia dicendo: “Fai attenzione perché tu hai creato un Ente che è dipendente e incardinato all’interno della presidenza del Consiglio dei Ministri e come tale politicamente e funzionalmente dipende da esso, mentre invece quello che io ti avevo detto di fare era di creare un Authority indipendente”. Quello che noi abbiamo provato a fare a livello locale, è stato non tanto di chiamare qualcuno e fargli fare delle cose e quindi ovviamente sì, di dargli anche un contratto di consulenza e corrispondere una funzione, ma è stato quello di provare a immaginare, nella mancanza della prospettiva nazionale di un Authority sul tema della disabilità e delle persone con disabilità, di poter sovvenire a livello locale istituendo una figura che, in qualche modo, provasse a rispondere a questa necessità e infatti insieme alle associazioni di persone con disabilità è stato scelto di intraprendere questa strada. Questa strada è innovativa a livello totale, a livello italiano, siamo l’unica Città che fa questa cosa, perché siamo l’unica Città che ha avuto il coraggio di immaginare questa prospettiva nuova, ovvero di dare la possibilità alla figura del Disability Manager anche di stimolo e critica rispetto all’operato dell’Amministrazione, ruolo che l’attuale Disability Manager ha svolto in una maniera talmente imparziale e pulita che non possiamo che lodarlo e infatti le lodi arrivano da tutte le parti, quindi da tutte le componenti del Consiglio Comunale. Questo è stato l’elemento innovativo estremamente forte; qual è la difficoltà principale? È che non esiste una normativa nazionale in merito a questo. La normativa nazionale identifica solo altri due Authority indipendenti che sono la Consigliera di Parità, che è una figura istituita solitamente a livello provinciale - adesso forse solo più a livello regionale, non mi ricordo più - e la figura del Garante dei detenuti che, in qualche modo, era stata anticipata dall’Amministrazione parecchi anni fa, ma che, in qualche modo, è riuscita a rientrare all’interno di quella copertura, perché l’impedimento che noi abbiamo non è la Legge Madia, ma è una legge del 2012 che vieta ai Comuni o meglio limita la loro possibilità di istituire nuovi Enti, organismi, eccetera per svolgere le funzioni a loro affidate. Questa legge però… in qualche modo, noi siamo riusciti a trovare uno spazio all’interno di quella legge, ma, come diceva bene il Presidente Versaci prima, immaginando che quella roba lì, per non, diciamo, entrare all’interno di quella trappola, l’unica segnalazione e l’unica possibilità, strada che poteva essere percorsa, così come consigliatoci dall’allora Segretario Generale, era di farla a titolo gratuito. Se vi ricordate bene, la prima proposta che noi avevamo portato in discussione nel Consiglio e nelle Commissioni competenti semplicemente avvicinava la figura del “Disability” alla figura del Garante anche per quanto riguarda il tema di un rimborso di indennità rispetto alle cose che doveva fare. Quindi, è questo che ci manca, non manca qualcosa a noi del Comune di Torino e non manca, diciamo così, una situazione…, una volontà politica o una cosa di quel genere, manca una prospettiva a livello nazionale che stabilisca questo tipo di possibilità; strano che a livello europeo queste cose in realtà ci sono e ci vengono anche richieste attraverso delle direttive e attraverso delle successive raccomandazioni che ci arrivano dal Consiglio Europeo. Quindi, noi abbiamo agito all’interno di questa prospettiva, abbiamo provato a creare questa figura, abbiamo dato la possibilità a questa figura non solo di immaginare delle modifiche all’interno dell’Amministrazione, ma anche la possibilità di metterla in discussione, la cosa che può fare solo un Authority quando è indipendente da questo punto di vista. Quindi, io ringrazio davvero gli Uffici perché pure all’interno di quella strettoia sottilissima normativa, noi abbiamo identificato, prima la possibilità di creare quella figura e, secondo, la possibilità oggi di riconoscergli oggi un rimborso spese tipo quello degli Amministratori all’interno del loro incarico, però di nuovo si tratta di due parentesi, di due passaggi sottilissimi da un punto di vista giuridico, quello che ci potrebbe servire a questo punto è davvero il riconoscimento a livello parlamentare, a livello governativo di una figura universalistica di Disability Manager che abbia il ruolo proprio di mettere in discussione, così come la Garante dei detenuti fa sul tema delle persone private della libertà temporanea e così come fa la Consigliera di Fiducia e la Consigliera di Parità a livello provinciale e regionale. Questo ci metterebbe all’interno di una garanzia di poter tranquillamente e anche giustamente riconoscere un grande impegno, un grande lavoro che viene fatto dalla figura del Disability Manager così come noi l’abbiamo intesa e così com’è stata condivisa con le varie realtà. Io ci tengo a dirlo questo, Presidente, perché altrimenti noi rischiamo ogni volta di incartarci nelle stesse dinamiche e negli stessi discorsi che la prima volta dicevano: “Guardate che non si può fare”, la seconda volta dicevano: “Guardate che poi quella figura lì non sarà indipendente”, la terza volta ci dicevano: “Guardate che quella figura lì non la troverete perché nessuno verrà mai a farlo”, poi abbiamo trovato l’Avvocato Lepore che ha smentito ampiamente questa possibilità; la quarta: “Guardate che non sarà una figura che oserà criticare l’Amministrazione perché dipende dall’Amministrazione” e abbiamo visto anche le segnalazioni ricevute dall’Avvocato a cui la Giunta piano, piano sta cominciando a costruire e ha costruito una serie di risposte, tra cui le ultime, ad esempio, il tema della formazione ai dipendenti interni dell’Amministrazione che noi abbiamo avviato e avvieremo nel prossimo periodo, grazie ai consigli e agli stimoli dell’Avvocato Lepore recepiti dall’Ufficio del Personale con l’Assessore Rolando o tutte le altre iniziative di cui ci raccontava l’Assessore Iaria. Quindi, in realtà, noi ci muoviamo all’interno di questo panorama, se questo panorama lo vogliamo cambiare - e con questo chiudo, Presidente - indubbiamente oggi è un passo in quella direzione; un altro passo potrebbe essere quello di presentare un ordine del giorno o una mozione, io credo, a questo punto, verrà votata da tutto il Consiglio Comunale l’indirizzo al Parlamento che provi a legiferare in tal senso, predisponendo e attuando, magari a livello nazionale, una figura di filiera rispetto al tema della disabilità e al Disability Manager, dando quindi ai Comuni la possibilità, non solo di avere le due modalità classiche, uno interno nominato all’interno dell’Amministrazione oppure un consulente esterno pagato per fare delle cose, ma di dargli anche questa terza possibilità retribuendola e dandogli questa indennità di fare le operazioni, di rappresentare le istanze delle associazioni sul territorio e di contribuire alla creazione delle politiche, ma anche di fischiare i falli e assegnare i cartellini rossi nel momento in cui l’Amministrazione colpevolmente non risponde ai bisogni e alle istanze delle realtà che stanno al di fuori. Questo è un po’, credo, l’unico percorso che magari ci potrebbe trovare tutte e tutti favorevoli all’interno di questa direzione. Grazie, Presidente. |