| Interventi |
| UNIA Alberto (Assessore) Sì, grazie Presidente. Sono rimasto un po’ così, perché io avevo soltanto contezza di uno di emendamento della Consigliera Montalbano, comunque li vediamo dopo, non è un problema. Allora, presento la deliberazione. L’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile, sottoscritta nel settembre 2015, prevede 17 obiettivi che dovranno essere realizzati entro il 2030 a livello globale da tutti i Paesi membri dell’ONU. Ciò significa che ogni Paese del Pianeta è chiamato a fornire il suo contributo per affrontare in comune le grandi sfide e perseguire i suddetti obiettivi, tenendo conto ovviamente in maniera equilibrata delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, ossia economica, sociale ed ecologica. In particolare, l’obiettivo n. 13 prevede l’adozione di misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e le loro conseguenze, al fine di rafforzare la resilienza alle catastrofi naturali provocate dai mutamenti climatici. Il cambiamento climatico rappresenta, infatti, una delle maggiori sfide che l’umanità dovrà affrontare nei prossimi anni, poiché i rischi per il Pianeta e per le generazioni future sono enormi e ci obbligano ad intervenire con urgenza. L’analisi dei dati meteorologici relativi a Torino consente di evidenziare, anche a livello locale, alcuni cambiamenti nelle variabili meteorologiche, sia sul trend di lungo periodo, sia sulla variabilità interannuale e il verificarsi anche sempre più frequente di eventi climatici estremi. In generale, le temperature tendono ad aumentare, il numero dei giorni di pioggia mostra una tendenza al ribasso, mentre l’intensità di pioggia mostra una tendenza al rialzo. La Città di Torino da anni mostra un forte impegno nella lotta ai cambiamenti climatici, ha aderito già a gennaio 2009 al Patto dei Sindaci e ha approvato il proprio Piano d’Azione (il TAPE) a settembre 2010, ponendosi un ambizioso target di riduzione delle emissioni di CO2 del 30% al 2020 rispetto alle emissioni del ‘91 attraverso la pianificazione e realizzazione delle azioni di mitigazione. Il secondo report di monitoraggio, realizzato nel 2019, con i dati relativi al 2017, ha permesso di verificare che Torino ha già ridotto le proprie emissioni di CO2 del 33% rispetto all’anno di base. Grazie agli importanti risultati raggiunti e ai progressi compiuti negli ultimi anni, la Città ha ottenuto il premio europeo “Covenant of Mayors 2020 for Climate Change and Energy”, come riconoscimento per gli sforzi che la Città sta facendo per il clima, la transizione energetica e, più in generale, per la protezione dell’ambiente. Questo premio identifica Torino fra le città di grandi dimensioni come esempio di riferimento per l’intera comunità del Patto dei Sindaci, e non solo. I cambiamenti climatici sono però in atto, progrediscono più velocemente del previsto e la necessità di prepararsi a eventi meteorologici estremi ha spinto la Città di Torino ad aderire nel 2015 all’iniziativa “Mayors Adapt”, impegnandosi a sviluppare una strategia di adattamento locale, al fine di contribuire alla strategia di adattamento dell’Unione Europea. Data la natura trasversale della tematica, che richiede un approccio integrato, intersettoriale e interdisciplinare, è stato formalmente istituito il suddetto Gruppo di Lavoro, individuando i rappresentanti di ben 15 Servizi e Uffici coinvolti: l’Area Edilizia Privata, Edilizia Pubblica, Infrastrutture, Area Mobilità, Area Politiche Sociali, Area Protezione Civile, Urbanistica, Qualità dell’Ambiente e Costruito, Area Verde, Servizio Progetti Europei, Innovazione, Progetto AxTo, Beni Comuni, Periferie e Uffici ONG Management. Il Gruppo di Lavoro ha lavorato, appunto, in modo congiunto e coordinato per l’individuazione delle misure di adattamento a breve e lungo termine, esaminando, nell’ambito dei diversi settori, le eventuali buone pratiche e le misure già esistenti, nonché favorendo la definizione di nuove azioni e indirizzi per costruire la capacità adattativa a livello locale. Il Gruppo di Lavoro ha inoltre lavorato a stretto contatto con diversi attori locali, in primis ARPA e Regione Piemonte, ma anche le Università torinesi e SMAT. Nel corso del 2018/19, il Gruppo di Lavoro ha identificato le principali vulnerabilità della Città e ha definito una serie di azioni, complessivamente circa 80, finalizzate a ridurre gli impatti causati principalmente dalle onde di calore e dagli allagamenti, che, dall’analisi di vulnerabilità climatica predisposta da ARPA Piemonte, sono risultati i principali rischi connessi ai cambiamenti climatici a cui è esposta la città di Torino. Con atto di deliberazione di Giunta Comunale, oggi approva il Piano di Resilienza Climatica della Città di Torino che si compone principalmente dell’analisi di vulnerabilità climatica, dell’analisi di vulnerabilità del territorio e della strategia di adattamento, con l’elenco delle azioni definite per contrastare gli impatti locali del cambiamento climatico. Le suddette azioni sono state organizzate, per entrambi i rischi, ondate di calore e allagamenti, in due assi principali: il primo, “Come prepararsi”, quindi azioni finalizzate a creare un’Amministrazione resiliente, che gestisce le emergenze, che comunica e che sensibilizza i suoi cittadini; secondo, “Come adattare la città”, quindi azioni per ridurre il manifestarsi di un fenomeno e per fronteggiare le criticità. In sintesi, le misure chiave riguardano la realizzazione degli NBS - Nature- Based Solutions - per mitigare l’effetto isola di calore, nonché per aumentare la permeabilità del suolo e rallentare il deflusso delle acque meteoriche in fognatura attraverso la realizzazione di aree di drenaggio urbano sostenibile; la riqualificazione del tessuto urbano attraverso l’utilizzo di materiali innovativi che consentano il raffreddamento delle pavimentazioni urbane; misure di sensibilizzazione e specifiche campagne informative per i cittadini sui corretti comportamenti da adottare in occasione di ondate di calore, sull’identificazione delle aree a rischio allagamento e sui sistemi di allerta per il rischio esondazione e sui sistemi di autoprotezione; specifici programmi di formazione per i tecnici comunali con l’obiettivo di diffondere la progettazione di soluzioni innovative rese indispensabili dalle nuove condizioni climatiche; adeguamento delle norme urbanistiche che riguardano essenzialmente l’adattamento dei principali strumenti pianificatori e regolamentari che governano le trasformazioni sul territorio, in particolare la revisione del Piano Regolatore Generale e dell’Allegato Energetico-Ambientale del Regolamento Edilizio consentirà di adottare criteri climate proof nelle nuove edificazioni e, principalmente, nelle ristrutturazioni edilizie che costituiranno la maggior parte degli interventi sul territorio comunale, già fortemente urbanizzato; interventi infrastrutturali che prevedono il recupero delle acque piovane, la de-impermeabilizzazione di aree nell’ambito di nuove realizzazioni o interventi di manutenzione, l’utilizzo di materiali innovativi per mantenere le pavimentazioni più fresche e permeabili, la realizzazione di tetti e pareti verdi, l’utilizzo di materiali di rivestimento “cool” con albedo elevato, l’installazione di sistemi mobili per l’ombreggiamento al fine di ridurre le condizioni di disagio indoor estivo, soluzioni innovative per un trasporto pubblico anche fresco e confortevole; interventi per un trasporto pubblico - appunto fresco e confortevole - in grado di assicurare la fruibilità del Trasporto Pubblico Locale anche nelle giornate più calde; l’incremento delle alberature per contrastare le isole di calore e valorizzazione del verde come “rifugio climatico”. Al fine di verificare sia il grado di sensibilità delle comunità torinesi e i rischi climatici, sia l’eventuale efficacia delle azioni considerate, attraverso il supporto tecnico- scientifico dell’Università di Torino, si è svolta anche un’analisi sociologica che ha rilevato alcune priorità per l’adattamento, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili. Il Piano Resilienza Climatica raggruppa le strategie, le azioni che l’Amministrazione comunale dovrà mettere in atto per garantire un’elevata qualità della vita e dei servizi a fronte degli scenari climatici futuri. È un Piano che richiede un’implementazione operativa e operatività negli anni, per questo motivo contiene indicatori di monitoraggio rispetto a ciascuna di queste azioni proposte, quindi ogni azione verrà monitorata con degli indicatori specifici. L’azione di monitoraggio è prevista con cadenza annuale per ciascuno dei servizi coinvolti, i quali sono chiamati a tenere in considerazione quanto determinato nel Piano... nell’adozione delle strategie di settore, nella pianificazione operativa e nella programmazione degli investimenti. Allo stesso modo, è necessario che per ogni intervento di trasformazione urbana venga valutata la sua capacità di ridurre i rischi legati alla vulnerabilità climatica. Con l’approvazione di questo Piano si apre non solo la fase operativa ma anche di coinvolgimento di diversi attori del territorio, che a loro volta potranno dare un importantissimo contributo all’adattamento del tessuto urbano e un miglioramento della qualità della vita. Si pensi alla grande industria che incide ancora in modo importante sul tessuto urbano, gli atenei e i rispettivi masterplan, alle istituzioni, da quelle sanitarie a quelle scolastiche e così via. Nelle prossime settimane e mesi si aprirà dunque una fase di consultazione e interlocuzione per allargare il raggio di azione a tutto il territorio. UNIA Alberto (Assessore) Presume correttamente. UNIA Alberto (Assessore) Sì, grazie Presidente. Prima mi vorrei soffermare, tanto poi ne parliamo nel senso che dopo vediamo gli emendamenti, ma vorrei soffermarmi un attimo sulla questione emendamenti. Gli emendamenti presentati dalla Consigliera Montalbano, che condividiamo in pieno assolutamente, abbiamo voluto riproporli in un’altra versione, cioè anziché metterlo su due punti separati, la frase, fare un punto specifico apposta dopo il terzo punto che dice “prevedere i periodici momenti di confronto con la Commissione consiliare preposta in fase di implementazione e monitoraggio del Piano”, quindi sostanzialmente i due emendamenti presentati dalla Consigliera li abbiamo concentrati in un punto a sé proprio per dare anche maggiore risalto a quanto richiesto dalla Consigliera, se ovviamente la Consigliera accetta questo ragionamento. Per quanto riguarda il resto ho poco da dire, nel senso che all’interno del Piano - basta leggerlo - ci sono tutti gli elementi, tutti gli strumenti di pianificazione e tutto quello che può servire c’è dentro al Piano di Resilienza Climatica. È chiaro che è un Piano fatto sicuramente molto, ma molto bene dagli uffici, veramente fatto bene, anzi io devo ringraziare sia gli uffici che lo staff che ha seguito in primis questo lavoro, ma non gli Uffici dell’Ambiente solo, ma tutti gli uffici degli altri Assessorati che hanno partecipato alla redazione di questo Piano che è un Piano politico, molto politico. È un Piano che prima non esisteva. È un Piano che prevede una serie di azioni importanti, molto importanti che possono cambiare il tessuto del territorio gradualmente, ma in maniera subito percettibile. Mi viene in mente la sperimentazione che stiamo per far partire sul Quartiere Valdocco a proposito di risorse. Questo non è il Piano Regolatore e non è neanche un Regolamento, come vorrebbe la Consigliera dell’intervento precedente. Questo è un Piano dove si danno delle indicazioni specifiche su come intervenire in maniera efficace in ottica di resilienza climatica; è questo l’obiettivo di questo Piano, non è un altro Piano, è questo Piano qua, fa quel mestiere lì, se no avremmo fatto un altro tipo di Piano. Secondo me questo veramente è un lavoro molto, molto politico, però credo che dia un indirizzo importante e fondamentale, un segnale importante e anche dei risultati importanti. Dicevo prima, citavo il progetto Valdocco, che tra l’altro abbiamo presentato sia in Commissione che anche in Commissione in Circoscrizione 7, tra l’altro è stato particolarmente gradito, ed è forse il primo vero intervento fatto in ottica di questo Piano che non è ancora stato approvato, lo approviamo adesso, per vedere i risultati, ovviamente il Piano dev’essere approvato, una volta approvato iniziano le azioni, ma in realtà le azioni sono già iniziate per la nostra Amministrazione, ma erano già iniziate anche prima, il problema è che non esisteva uno strumento che raggruppasse tutti gli elementi e lo trasformasse sostanzialmente in un Piano complessivo sulla Resilienza Climatica. Abbiamo visto quali sono i due indicatori a cui ci si riferisce e quali sono le due criticità, le due fragilità del territorio per quanto riguarda questo tema. Fossimo in un’altra città o in un altro paese parleremo di altro, in questo caso parliamo di ondate di calore e rischio di alluvioni quindi che sono quelli che sono stati monitorati duranti gli anni, negli ultimi anni da parte, appunto, di ARPA Piemonte e quindi sono diventati il fulcro dove ci si concentra nelle azioni di climate proof sul territorio; è questo lo scopo di questo Piano di Resilienza Climatica, non ce ne sono altri. Il coordinamento con il Piano Regolatore assolutamente sì, anzi stiamo non solo quello, ma anche a livello di coinvolgimento di Enti sovraordinati, mi viene in mente Regione Piemonte, proprio per ragionare sulla normativa che regola il consumo di suolo, eccetera. Insomma stiamo facendo un lavoro veramente che coinvolge non soltanto la Città di Torino, ma vorrebbe far diventare, almeno in Italia, perché all’estero, in Europa e nel mondo, molte città si sono già dotate di Piani di Resilienza, molte in realtà non molte, diciamo ci sono tante città che l’hanno fatto, vorremmo essere in Italia la prima città ad avere un vero Piano di Resilienza Climatica e poterlo trasformare veramente in quello che è la città… la Torino del futuro. Per cui, secondo me, dal mio punto di vista questo è un Piano molto politico e fatto grazie a un forte (incomprensibile) politico, ma grazie veramente alla dedizione e al lavoro scrupoloso degli uffici e anche dei partner che ci hanno supportato: ho citato ARPA, Università degli Studi e tutti gli altri, appunto, citati all’interno del Piano, quindi io sono convito che questo Piano sia un buon Piano e per questo chiedo al Consiglio di poterlo approvare. Faccio che illustrare gli emendamenti che sono, oltre a quello che citavo prima della Consigliera Montalbano quindi l’emendamento, abbiamo fatto un emendamento che è quello che ho citato prima e poi ci sono gli altri che sostanzialmente intervengono proprio nella discussione in merito al coinvolgimento del Piano Regolatore, tenendo conto della normativa sovraordinata su cui stiamo lavorando insieme agli Enti preposti. Ho finito. UNIA Alberto (Assessore) Sì, Presidente. In realtà non c’è nessun inghippo e nessun inganno per cui vorrei smarcare un attimo la discussione da questo. La Consigliera ha presentato due emendamenti che sono stati visti dagli uffici che stamattina in fase di redazione degli altri emendamenti che stavamo facendo li hanno inclusi pensando di metterli insieme in un punto unico proprio per dare maggiore risalto. Detto questo, non è mia assolutamente, come dire, intenzione o cura andare a imputarmi su questa cosa perché in realtà non c’è nulla su cui impuntarsi perché il contenuto è il medesimo soltanto che, appunto ripeto, i miei uffici che hanno riletto gli emendamenti hanno pensato di dare maggior risalto ai due emendamenti mettendoli come punto a sé stante non inserendoli all’interno di altri punti in questa delibera, quindi non vedo assolutamente il problema citato dalla Consigliera Montalbano, davvero. |