| Interventi |
| MONTALBANO Deborah Sì, grazie Presidente. Mah, abbiamo dedicato due sedute di Commissione alla discussione di questo Piano e anche di questa delibera; io ho accentrato le mie sollecitazioni su un versante, che è quello della procedura metodologica di sviluppo dell’iter e del Piano stesso, mentre non ho voluto intervenire rispetto al merito del Piano, e vi spiego il perché: non ho voluto fare sollecitazioni in tal senso perché dalla lettura della delibera, ma anche del Piano, si evince sostanzialmente che siamo di fronte oggi a un documento che è di indirizzo, cioè che raggruppa una serie di intenti e a cui si rimanda poi concretamente l’attuazione, la programmazione, lo sviluppo, non solo, ma anche varie e possibili integrazioni e anche modifiche al futuro. È un lavoro che si svilupperà negli anni concretamente; probabilmente i protagonisti anche politici che potranno intervenire rispetto a tutti gli elementi oggettivi che riguardano interamente e complessivamente tutto il Piano saranno i nostri successori e probabilmente anche i successori dei nostri successori; quindi, io ho voluto concentrarmi sul versante della metodologia. Questo non vuol dire che all’interno del merito del Piano non abbia intercettato alcune criticità, nel senso che io mi auguro e auspico che negli anni a venire ci saranno delle integrazioni e delle modifiche anche al Piano, in quanto non so se parliamo di ampliamento del verde sulla città, oppure di manutenzione dei tombini per contrastare poi gli allagamenti stradali a seguito delle piogge, o di efficienza del trasporto pubblico. Ecco all’interno di questi intenti e queste azioni sostanzialmente ritengo che non ci si bisogno di un piano per definire che queste azioni siano necessarie, e rientrano anche un po’ in realtà in quelle che dovrebbero essere le azioni ordinarie da mettere in campo all’interno di una città come quella di Torino, ma credo anche in tutte le città, non solo a Torino. Ecco, quindi non è che non ci siano delle criticità sul merito, ma ho voluto concentrarmi proprio sulla metodologia e l’iter di sviluppo del Piano stesso in quanto all’interno poi delle proposte, oggi in oggetto all’attenzione del Consiglio, sia al punto 2 che al punto 3 impegnano sostanzialmente la Divisione, le Aree e i Servizi della Città a attuare, favorire e sostanzialmente soddisfare anche tutta una serie di azioni concrete che rappresentano proprio l’iter di sviluppo del Piano stesso; e quindi, io continuo a ribadirlo anche qui in Consiglio, ho sostanzialmente trovato una mancanza, e cioè il confronto e il rapporto tra la parte a cui si dedica tutto questo lavoro, quindi a cui si dà incarico di svolgere tutto questo lavoro - e quindi la parte tecnica/amministrativa, i nostri uffici - con quella politica, da qui la presentazione dei miei emendamenti, perché laddove noi andiamo a impegnare gli uffici per l’operatività e il periodico monitoraggio anche dello stato di avanzamento del Piano, credo che questa sia una delle responsabilità che stia anche in capo alla parte politica di una città e di un’Amministrazione, e quindi sì, questo è assolutamente col pieno rispetto anche del lavoro degli uffici e dell’Amministrazione tutta, però può avvenire solo a seguito di un dibattito politico, come ad esempio anche l’adozione delle strategie di settore. Credo che anche quelle siano un lavoro che gli uffici potranno svolgere in piena legittimità solo a seguito, anche qui, di un dibattito politico attraverso le Commissioni competenti; così la pianificazione operativa, ma anche e soprattutto, un altro elemento non marginale, quello della programmazione degli investimenti, perché anche su questo ad oggi non abbiamo una certezza, nel senso che la delibera cita un accordo fatto con la Banca Europea ma noi non abbiamo una certezza di risorse che questo patto produrrà e quindi anche che avremo a disposizione per lo sviluppo e la concretizzazione delle azioni all’interno del Piano. Quindi gli emendamenti, Presidente, qui mi rivolgo a lei, presentati sono due ma hanno lo stesso oggetto. Sono due perché il punto 2 e il punto 3 “impegna” la parte amministrativa della Città di Torino nello sviluppo del Piano, e quindi ho dovuto fare due emendamenti ma essendo che questa delibera è presentata dall’Assessore Unia, rimango un po’ perplessa quando prima di intervenire, a seguito di quando lei gli ha dato la parola, sosteneva sostanzialmente che si aspettava un unico emendamento, per una questione tecnica quindi ho dovuto farne due perché i punti dell’impegna sono diversi, dove inserire il raccordo, il confronto politico con le Commissioni preposte. Inoltre, faccio presente sempre a lei Presidente, io venerdì, a seguito di un contatto telefonico col Presidente della VI Commissione, ho mandato il testo degli emendamenti in Assessorato e in copia anche al Presidente della Commissione competente; insomma, più di così non so bene cosa fare. Mi immagino che una Giovanna d’Arco si potrebbe anche trovare in difficoltà a questo punto eh, nel senso che non so se devo anche passare dagli uffici per dirvi che c’è una mail da guardare, io basta dirmelo e poi lo faccio eh, non è un problema, però più di così sostanzialmente Presidente non so bene cosa fare. E quindi invito l’Assessore Unia a rivedersi o a chiedere ai suoi uffici di rivedere la posta arrivata venerdì pomeriggio. Ho concluso il mio intervento, grazie Presidente. MONTALBANO Deborah Sì, scusi Presidente, ma mi rivolgo direttamente a lei. Allora, le faccio un piccolo preambolo, all’interno delle due sedute di Commissione, nella prima Commissione sollecito l’istanza che poi ho messo per iscritto attraverso gli emendamenti, mi viene detto che la Giunta si farà carico di effettuare l’emendamento; nella seconda Commissione chiedo conto alla Giunta se aveva provveduto, e anche al Presidente di Commissione, ad effettuare l’emendamento, mi viene risposto che l’accordo in realtà era che la Consigliera Montalbano protocollasse gli emendamenti; mi prendo carico di protocollare gli emendamenti, li porto oggi in Commissione, avviso Assessorato, avviso il Presidente della Commissione preposta, tanto che gli emendamenti arrivano anche a tutti i Consiglieri. Dopodiché arriviamo qui oggi, inizia la discussione, l’Assessore Unia prima sostiene che l’emendamento da me proposto avrebbe dovuto essere 1 e non 2, quindi dà dimostrazione di non aver letto la mail degli emendamenti e anche di avere qualche mancanza di conoscenza dei punti che all’interno della delibera si propongono al Consiglio Comunale, dopodiché vengono recepiti però con una versione riscritta dalla Giunta, portata qui in Consiglio Comunale senza aver avvisato la Consigliera interessata. Ma a lei pare tutto normale Presidente? Allora, io le chiedo e questo in risposta anche all’Assessore che assolutamente non accetto il punto riscritto dalla Giunta in quanto avete voluto voi che io protocollassi gli emendamenti e lasciandoli invece suddivisi in due, sia al punto 2 che al punto 3, entrano direttamente all’interno dell’iter come esattamente io avevo posto la questione. Con il punto, invece, aggiunto e quindi trasformando i due emendamenti, sostanzialmente con il punto 6, aggiungendolo diventerebbe 6 o 4 scalando poi gli altri, sostanzialmente si trasforma la mia istanza in un “periodicamente si faranno delle Commissioni dove poi sostanzialmente gli uffici verranno a raccontare ciò che hanno già deciso, avviato e attuato”, non è questo l’oggetto della mia istanza, scusatemi. Presidente, guardi, io sono molto in difficoltà mi rivolgo a lei. MONTALBANO Deborah Parzialmente. |