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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 9 Novembre 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 14

Comunicazioni della Sindaca su “Grave situazione delle scuole d’infanzia, conseguente all’emergenza sanitaria in corso”.
Interventi
DI MARTINO Antonietta (Assessora)
Grazie, Presidente. La richiesta di comunicazione del Vicepresidente Lavolta fa
riferimento alle conseguenze dell’emergenza sanitaria in corso, che nelle ultime
settimane sta vedendo un forte incremento dei casi di positività al Covid-19 a livello
nazionale, regionale e locale. Le criticità del Sistema Sanitario, messe bene in evidenza
dai Consiglieri, anche per esperienza personale, durante la recente discussione in Sala
Rossa in occasione dell’interpellanza generale, ovviamente impattano anche nei Servizi
Educativi su due fronti: sulle chiusure delle sezioni, previste dalle misure nazionali e
regionali alla segnalazione di questi casi, e sulle assenze di personale legate a
quarantene non disposte nelle nostre strutture, ad esempio per familiari e conviventi
positivi o per sintomi correlati al Covid. Spesso di queste assenze non si conosce la
durata, essendo legate all’attesa dei tamponi. Per quanto riguarda i dati complessivi,
dall’inizio dell’anno scolastico, in seguito alle segnalazioni, sono state interessate 36
sezioni di scuola dell’infanzia su 257 e 44 sezioni di nido di infanzia su 140, le quali
hanno sospeso le attività al massimo per 14 giorni, secondo quanto previsto dalle
disposizioni di prevenzione. In linea di massima, possiamo riscontrare come, salvo un
caso, non ci sia stata propagazione del virus tramite la convivenza in sezione.
Dall’apertura dell’anno scolastico ad oggi, a 132 sezioni - il 30% circa del totale - è
capitato di dover anticipare la chiusura almeno una volta per mancanza di personale, per
un totale di 463 giornate, 178 alle 13.30-14.00 e 136 alle 15.30-16.00, pari al 2,6% delle
giornate totali. Inoltre, si è verificata la necessità di chiudere le sezioni per l’intera
giornata in quattro casi, per un totale di 10 giornate, pari allo 0,05% delle giornate totali.
Pur essendo percentuali che potremmo definire limitate e che testimoniano, grazie
all’impegno di tutti, della tenuta dei servizi di fronte alle immani difficoltà da superare
per garantirli, è evidente che il disagio per le famiglie interessate è stato importante,
soprattutto per quelle sezioni in cui la riduzione dell’orario si è protratta per alcuni
giorni.
Sulla sostituzione del personale assente occorre dire che la Città ha per tempo
programmato un importante investimento di risorse per affrontare le presumibili
difficoltà; oltre ad aver coperto tutti i posti vacanti, anche con la soluzione di 35
insegnanti di scuola dell’infanzia a tempo indeterminato e le assenze lunghe del
personale, ha provveduto ad assegnare personale di rinforzo nelle situazioni più fragili,
sia assegnando personale in aggiunta, sia ampliando l’appalto di pulizia e di assistenza
in sezione, il quale ha consentito di concentrare i nostri assistenti educativi in un
numero più limitato di sedi. In totale, sono più di 300 le nuove assunzioni effettuate
finora, e sono programmate altre circa 100, come si dirà più avanti. Nonostante questo
impegno e la disponibilità del personale, pur avendo reso fruibili dall’inizio dell’anno
scolastico, in previsione di maggiori necessità, gli stanziamenti per assumere il
personale necessario, le numerose assenze in contemporanea nei casi sopra richiamati
ha determinato la necessità di contrazione di orario, sia per la difficoltà a reperire
persone disponibili a supplenze brevi, sia (incomprensibile) richiesta di personale
proveniente dalle scuole dello Stato. Non si tratta, come qualcuno ha ipotizzato, di aver
trascurato l’attivazione delle graduatorie, infatti le procedure per l’assunzione del
personale insegnante a tempo indeterminato, valide anche per le supplenze, e quelle del
personale educativo per le supplenze, essendo quasi esaurita la graduatoria vigente per
le assunzioni a tempo indeterminato, sono state avviate nei primi mesi del 2020, poi
sospesi obbligatoriamente nel periodo del lockdown e riattivate subito dopo. Le
procedure per le graduatorie degli insegnanti si sono concluse in agosto e le stesse
graduatorie sono già state utilizzate; per le educatrici sono state utilizzate a settembre le
graduatorie vigenti che il Decreto Governativo di agosto ha prorogato ancora di un
anno, e si è recentemente approvata la nuova graduatoria per le supplenze brevi nei nidi
d’infanzia. Ulteriori azioni previste sono: l’assunzione di ulteriori 60 assistenti educativi
con contratto di somministrazione, i cosiddetti “interinali”, che a giorni saranno
assegnati alle sedi maggiorente sofferenti; l’ulteriore ampliamento dell’appalto del
servizio di pulizia e assistenza in sezione per assegnare maggior orario al personale, e
l’avvio del procedimento per assumere a tempo indeterminato ulteriori 50 unità di
personale tra insegnanti ed educatrici, procedimento che richiede passaggi
amministrativi che per forza di cose si concluderanno presumibilmente all’inizio del
2021.
Infine, entro il mese di novembre saranno avviati i post nido e il post scuola, secondo le
modalità già stabilite con la delibera di Giunta del 10 settembre, e su questo farò un
breve approfondimento alla fine.
Io credo che, pur in questo difficilissimo frangente, anche di difficoltà economiche, la
Città abbia risposto con un ingente investimento di risorse, tenendo anche conto delle
necessità di tutti gli altri settori, proprio nella convinzione della priorità dei Servizi
Educativi per le bambine, i bambini e per le loro famiglie. Siamo già intervenuti sul
fronte delle tariffe, prevedendo esenzioni e rimborsi nelle rette di frequenza dei nidi e
nel pagamento della ristorazione delle scuole dell’infanzia per il periodo di chiusura
obbligatoria precauzionale per l’emergenza Covid-19; a questo si aggiunga che è stata
prevista nei nidi d’infanzia l’applicazione della tariffa per il tempo breve in tutti i casi in
cui ci sia riduzione dell’orario con termine del servizio prima delle 15.30.
È ancora il caso di precisare che le difficoltà della Città di Torino si riscontrano anche
negli altri Comuni, ed è quanto è emerso nella riunione che si è tenuta il 5 novembre
scorso del Tavolo nazionale permanente per il monitoraggio sull’attuazione delle linee
guida 0-6. Tra le azioni dell’Assessorato, infatti, va inserita anche la collaborazione con
ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. ANCI sta preparando un
documento, che riassume le criticità e le richieste al Governo, tra le quali vi sono: le
criticità legate all’interlocuzione con le ASL, che comportano ritardi e rallentamenti
nell’attivazione delle procedure sanitarie; si ritiene necessario per le scuole l’uso dei
tamponi rapidi. Sarebbe inoltre opportuno che, qualora un operatore scolastico o un
utente presenti sintomi, sia immediatamente inserito nel percorso di prevenzione
sanitaria, allo scopo di raggiungere un’opportuna e efficace tempestività
nell’individuazione e nel tracciamento dei contagi, per salvaguardare la continuità dei
percorsi educativi in presenza.
Poi un altro punto è stato anche segnalato dalle famiglie, la loro difficoltà ad ottenere
dalle ASL gli estremi del provvedimento di quarantena per accedere al congedo
parentale; si richiede, in proposito, che le Regioni forniscano indicazioni alle ASL di
provvedere con celerità all’adozione di tali provvedimenti. E poi ancora la carenza in
numero crescente di personale assente dal lavoro per positività, per familiari conviventi
positivi o in attesa di effettuare il tampone, e la difficoltà a reperire risorse col titolo per
le sostituzioni. ANCI suggerisce di prevedere deroghe alla normativa vigente, che
consentano, in mancanza di disponibilità alle supplenze di personale con titolo di studio
in base alla normativa, di utilizzare personale con titoli analoghi o studenti universitari
all’ultimo anno, come è consuetudine anche negli istituti statali, la cosiddetta “messa a
disposizione”. Si chiede anche di fare una verifica dell’aumento dei costi sostenuti per il
personale, per le altre misure anti-contagio, delle mancate entrate derivanti dalle
riduzioni di tariffe per le chiusure o contrazione di orario, situazioni che fanno sì che le
risorse già stanziate dai provvedimenti governativi nella prima fase di emergenza
sanitaria siano insufficienti.
Sul pre e post scuola, ritengo infine opportuno dare riscontro a una lettera inviata alla
Sindaca, alla mia persona e a tutti i Gruppi consiliari, pervenuta oggi e sottoscritta da 32
genitori. In questa lettera si imputa all’Amministrazione la volontà di voler privatizzare
la gestione educativa dell’orario dei servizi dalle 7 e mezza alle 8 e mezza e dopo le
15:30, quindi il pre e il post scuola, pre nido e post nido.
Spiace constatare che questa lettera si fondi su notizie prive di alcun fondamento, non
espresse in alcun documento, né affermazione e neppure verbale. Come è noto, con
deliberazione della Giunta Comunale del 10 settembre si è approvato un articolato
documento di indirizzo organizzativo, allo scopo di offrire il più ampio spettro di
servizio per l’infanzia, pur in considerazione dei vincoli, a scopo precauzionale,
prescritti dal quadro della normativa emanata dal Governo centrale. In questo atto si è
disposto, insieme a numerose altre indicazioni relative all’orario dei servizi, quanto
segue, cito alcuni stralci perché è veramente importante chiarire questa cattiva
interpretazione che è stata data. Allora, questa delibera dice che: “La gestione delle
sezioni richiede di assicurare la massima compresenza del personale educativo, in modo
da poter ovviare, per una parte importante della giornata, alle situazioni di eccessiva
concentrazione di bambini con tutto il gruppo sezioni insieme per lunghi tempi in un
solo spazio e consentire una proficua attività a gruppi più piccoli, diminuendo in questo
modo l’esposizione oraria del personale a contatto con gruppi numerosi e anche quella
reciproca dei bambini, assicurando nel contempo un’offerta educativa più adeguata”.
Ecco, ho letto questa premessa perché è attinente e importante al discorso che stiamo
facendo per quello che si dice dopo. Allora, questa gestione, che vuole assicurare la
qualità del servizio, comporta un’organizzazione del lavoro conseguente, per cui
l’orario del servizio è stato fissato tra le 08.30 e le 16.30, con l’eventuale anticipo
dell’apertura fin dalle 07.30, laddove richiesto dalle famiglie, e assecondando esigenze
inderogabili.
Per quanto riguarda invece il prolungamento orario oltre le 16.30, si ritiene, a fronte di
specifiche e motivate richieste delle famiglie per le ragioni esposte, di provvedere
attraverso collaborazioni esterne. Qui cito di nuovo la delibera: “Si evidenzia la
particolare difficoltà nell’organizzare tale servizio”, quindi mi dilungo perché è
opportuno spiegare perché si sceglie di provvedere attraverso collaborazioni esterne
solo per il post scuola, “Infatti, ovviamente, anche per le attività in questa fascia oraria
non sarà possibile comporre gruppi di bambini appartenenti, nell’orario scolastico
istituzionale, a sezioni diverse. Si tratterà quindi, presumibilmente, di dover prevedere
la presenza di personale incaricato del servizio anche per numeri esigui di bambini. Va
inoltre considerato che negli anni scorsi, vista la gratuità del servizio offerto, non sono
stati pochi i casi di bambini, iscritti al servizio di post scuola, che nei fatti non hanno
frequentato o lo hanno fatto assai sporadicamente. Si ritiene, pertanto, di dare mandato
agli uffici competenti per l’organizzazione del servizio di post scuola nido, nei limiti
delle risorse disponibili e fatti salvi i requisiti presenti nel regolamento, secondo i
seguenti indirizzi: l’organizzazione del servizio in presenza di almeno tre iscritti
articolato per sezioni; la decadenza dalla possibilità di usufruire del servizio se nel
periodo compreso tra l’avvio dello stesso e la pausa delle vacanze di fine anno, di tale
servizio non si è usufruito almeno mediamente tre volte alla settimana, non
conteggiando a tal fine le settimane nelle quali le assenze siano ascrivibili a ragioni di
salute o familiari. Risulta, quindi, infondato il rilievo contenuto nella lettera, in quanto il
pre-scuola/pre-nido sono sempre assicurati dal nostro personale, mentre il post-
scuola/post-nido sono assicurati con collaborazioni esterne, ma limitatamente al periodo
emergenziale e non in via di modifica definitiva alla gestione precedente. In questo
quadro e solo nei casi descritti in precedenza e per il tempo necessario, qualora non sia
possibile reperire personale disponibile a supplenze di breve durata, il post-scuola/post-
nido potrà coprire anche l’ora che va dalle 15.30 alle 16.30, proprio per non far pesare
ulteriormente alle famiglie la fatica di questi momenti, come essi chiedono, evitando
uscite anticipate. Rivendichiamo quindi, in conclusione, che grazie alla disponibilità e
all’impegno del personale tutto, che ringrazio, grazie anche alle assunzioni di cui si è
detto, l’Amministrazione nel suo complesso ha consentito e prosegue ad operare per
consentire la tenuta dei servizi, pur in un quadro di enorme difficoltà e complessità
dovuto a un contesto emergenziale che vede aumentare la sua gravità”.
Grazie, Presidente.

DI MARTINO Antonietta (Assessora)
Posso fare una piccola replica? Pensavo mi desse la parola in automatico, chiedo scusa.

DI MARTINO Antonietta (Assessora)
Va bene.

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