| Interventi |
| ROLANDO Sergio (Assessore) Presente. ROLANDO Sergio (Assessore) Si sente? ROLANDO Sergio (Assessore) Si sente? ROLANDO Sergio (Assessore) Mi scusi. Con riferimento all’interpellanza in oggetto, che è composta da cinque domande, si forniscono i seguenti elementi: allora, non sarebbe legittima alcuna direttiva proveniente da parte politica con riferimento ai parametri utilizzati per aprire provvedimenti disciplinari. Questo perché, ai fini disciplinari, le frasi offensive rivolte a titolari di uffici pubblici (incomprensibile) o a soggetti di scelta politica o a dipendenti sono equivalenti in materia, norma l’articolo 10 del DPR 62 del 2013 e l’articolo 13 del Codice di Comportamento della Città. I dipendenti comunali godono, nello svolgimento dei loro compiti, di tutte le garanzie previste dall’ordinamento, tra le quali anche quelle attinenti alle prerogative sindacali. Con riferimento a quanti procedimenti disciplinari siano stati avviati negli ultimi quattro anni, relativamente alla fattispecie in questione sono stati avviati otto procedimenti disciplinari. Nessun procedimento disciplinare è mai stato aperto per assolvimento di compiti in relazione alla corretta esecuzione delle funzioni ex articolo 81, ex articolo del Decreto Legislativo 81. Invece, per quanto riguarda procedimenti nei confronti dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, non c’è domanda con riferimento a questa tipologia, però questa è un’altra questione e rientrano in altre tipologie di comportamenti. Non avendo chiesto niente, gli Uffici non hanno preparato una risposta. Per quanto riguarda la domanda 4), che fa di nuovo riferimento agli indirizzi politici, si ribadisce quello che ho già detto nella prima risposta, non si tratta di direttive di parte politica, perché la materia dei provvedimenti disciplinari è di esclusiva competenza della parte amministrativa. Con riferimento all’ultima domanda, che chiede se, in quanto Ente pubblico, si tenga conto del messaggio politico che viene dato quando si decide di sanzionare una dipendente che esprime con toni educati un proprio personale parere, si risponde che nessun provvedimento disciplinare risulta inflitto a personale che ha espresso personali pareri educati nell’ambito o meno dei propri compiti, rispettando l’articolo 3 del DPR 62 e l’articolo 3 del Codice di Comportamento della Città. I dipendenti sono cittadini che intrattengono un rapporto di lavoro con la Pubblica Amministrazione, alla firma del contratto dichiarano di essere a conoscenza del Codice di Comportamento, quello che è citato nella risposta; da tale situazione professionale derivano alcuni rilevanti maggiori obblighi, la responsabilità disciplinare attiene a tali maggiori obblighi. Questo è quanto. |