| Interventi |
| POLLICINO Marina Grazie, Presidente. In realtà non credo che ci sia bisogno di un lungo intervento per illustrare la mia mozione, perché già l’oggetto indica esattamente qual è il tema e l’obiettivo che si prefigge: il corretto smaltimento di mascherine e guanti dopo l’uso negli spazi pubblici. Non abbiamo avuto il tempo di ritornare alla normalità, che l’emergenza sanitaria è in rotta nuovamente e in modo preoccupante nella nostra vita sociale e in quella lavorativa, e ci prospetta una convivenza prolungata con le misure del distanziamento sociale di prevenzione del virus. Tuttavia, l’assunzione di responsabilità individuale collettiva rispetto all’emergenza pandemica, non ha impedito che con una frequenza allarmante fossero e continuato ad essere abbandonati per strada sui marciapiedi, nei giardini, nei mercati, nei parcheggi, davanti alle fermate dei mezzi pubblici, insomma un po’ dovunque, mascherine e, in una fase iniziale, oggi un po’ meno, anche i guanti. Si tratta, come sappiamo bene, di materiale potenzialmente infetto perché non possiamo conoscerne la provenienza e quindi è doppiamente pericoloso per la salute umana e per l’ambiente; ma al tempo stesso siamo consapevoli del fatto che questo materiale farà ancora parte della nostra vita e ci accompagnerà nel prossimo futuro, negli uffici, nelle scuole, nei posti di lavoro, ovunque. Le stime pubblicate dall’ISPRA indicano per l’Italia una quantità di rifiuti di dispositivi anti Covid-19 da smaltire che si aggira tra le 160.000 e le 440.000 tonnellate. Si è ipotizzato che se solo l’1% delle mascherine utilizzate in un mese venisse smaltito in maniera non corretta, si avrebbero 10 milioni di mascherine al mese disperse nell’ambiente, e si tratta di numeri onestamente impressionanti. Poiché non è solo l’Italia alle prese con i problemi di corretto smaltimento di mascherine, campagne di sensibilizzazione sono partite in molti Paesi che, come noi, si trovano a far fronte alle stesse criticità. Da noi la campagna istituzionale era partita nei mesi scorsi dal Ministero dell’Ambiente, grazie anche alla simpatia dell’attore Enrico Brignano, si invitavano i cittadini a gettare sempre tutto nella raccolta indifferenziata e, se positivo in quarantena, a mettere tutto in un doppio sacchetto. Si invitava poi ad utilizzare il più possibile i prodotti riutilizzabili. Il Ministro Sergio Costa aveva osservato che mascherine e guanti monouso sono diventati un problema per l’ambiente in Italia e nel resto del Mondo, problema che più di recente può essere simbolicamente rappresentato dall’immagine del pellicano che ad Ancona ha cominciato ad estrarre dall’acqua del porto le mascherine celestine che galleggiavano sul filo della corrente, e non è un’esagerazione perché le mascherine sono state trovate anche nei boschi, al mare, secondo il percorso che si può facilmente immaginare: pioggia - fognature - torrenti - fiumi - mare. Quindi è necessario un forte senso di civiltà da parte di tutti, ma anche uno sforzo coordinato per incentivare e accompagnare i cittadini a un comportamento virtuoso, tenuto conto del fatto che alcune persone vivono per motivi più vari come una costrizione il fatto di dover indossare le mascherine. Per questo mi preme sottolineare l’importanza dell’accompagnamento all’interiorizzazione di comportamenti virtuosi, interiorizzazione che può essere incentivata se i cittadini si trovano nella condizione di reperire con facilità cestini dedicati, ad esempio nei luoghi di maggiore affluenza come metro, fermate dell’autobus e mercati, ma soprattutto davanti alle scuole, tenuto anche conto del fatto che con la raccolta differenziata porta a porta partita in città non è facile reperire cassoni per lo smaltimento dell’indifferenziato. Vorrei evidenziare, fra l’altro, che la mozione è stata presentata il 18 maggio 2020, epoca in cui non era ancora ricominciata la scuola in presenza, ma già allora era facile prevedere l’intensificazione dell’uso dei dispositivi di protezione individuale, e infatti alla vigilia della riapertura delle scuole, durante la conferenza stampa del 9 settembre il Premier Conte aveva annunciato la consegna quotidiana di 11 milioni di mascherine chirurgiche per studenti e personale, quindi l’arrivo di una quantità enorme di mascherine, una mole di molto superiore a quella sperimentata dall’inizio della pandemia, che avrebbe da lì a poco presentato l’esigenza del loro corretto smaltimento. E proprio l’esperienza dei mesi scorsi avrebbe dovuto suonare da campanello d’allarme per un’Amministrazione oculata, e magari indurre una Maggioranza che si dice attenta ai problemi dell’ambiente a porre la mozione tra i provvedimenti da approvare con una certa sollecitudine, per arrivare preparati all’apertura delle scuole, prevedendo l’incremento o la collocazione di cestini dedicati davanti alle scuole, ma anche nei giardini, nei parcheggi, vicino alle fermate dei mezzi pubblici, e non essere invece costretti ad inseguire una situazione che è già degenerata, come le mascherine abbandonate in ogni dove della città purtroppo palesano, né ci sembra sostenibile l’affermazione che i cestini dedicati non sempre rechino l’utilità sperata in quanto poi l’utenza ci butta dentro di tutto, in quanto siamo davvero convinti di quanto sia importante la ricaduta sociale dell’esempio reciproco, non solo e non tanto tra adulti, quanto dei piccoli nei confronti degli adulti quando riportano a casa le buone pratiche che trovano rinforzo a scuola. È proprio per evitare comportamenti scorretti che pensiamo sia necessaria, oltre all’installazione dei cestini dedicati, anche una campagna… (voci sovrapposte). POLLICINO Marina Concludo, concludo subito; attraverso il portale della Città, sul sito di AMIAT e in senso lato nella comunicazione diffusa alla città. Anche perché, prendiamone atto, il problema non si esaurirà a breve scadenza, ma ci accompagnerà - auspichiamo solo in forma preventiva - ancora a lungo. Grazie. |