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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Ottobre 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 20
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2020-01849
LINEE DI INDIRIZZO GENERALE SULLE MODALIT? DI AFFIDAMENTO DELL'OPERA DI PROGETTAZIONE DEFINITIVA DELLA SECONDA LINEA DI FERROVIA METROPOLITANA DELLA CITT? DI TORINO.
Interventi
SICARI Francesco (Presidente)
Quindi, riprendo, adesso iniziamo con il Consigliere Carretto e dopo con il Capogruppo
Lo Russo. Prego, Consigliere Carretto.

CARRETTO Damiano
Sì, mi sentite?

SICARI Francesco (Presidente)
Sì, io la sento. Prego.

CARRETTO Damiano
Grazie. Mi scuso con il Vicesegretario, ma prima non riuscivo a parlare, nel senso che
avevo un problema con il microfono. Io in realtà intervengo non tanto sulla delibera su
cui mi sono già espresso in Commissione e quindi lascio ad altri eventualmente il
compito di esprimere la posizione sulla delibera, io faccio solo una brevissima
illustrazione delle mie due mozioni che diciamo si inseriscono sul discorso legato alla
Metro 2. La prima è quella sul finanziamento semplicemente chiede alla Giunta di
valutare altre forme di finanziamento rispetto all’ipotesi ventilata sul mutuo da, si era
detto circa 600 milioni che appunto ricadrebbe sul bilancio della Città di Torino pur con
condizioni tendenzialmente favorevoli in questo momento e spostate avanti nel tempo,
però diciamo che andrebbe a gravare per decenni sulle casse della Città, diciamo, un po'
vanificando tutto quel lavoro di risanamento del debito che si è fatto in questi anni per
cui si manterrebbe fondamentalmente la condizione debitoria della Città o all’incirca,
quindi diciamo che la richiesta è unitamente al procedere con la progettazione del
progetto definitivo della Metro 2 anche quella di valutare altre forme di finanziamento e
di lasciare come ultima, ultimissima ratio quello dell’indebitamento della Città.
Aggiungerei anche che se l’opera è come è stata definita opera strategica a livello
nazionale credo che dovrebbe essere diciamo il Governo nazionale a farsi carico
interamente dei costi sulla Metro 2, a maggior ragione in un sistema di mobilità globale
che sta andando sempre più in un’ottica di sostenibilità e in un’ottica di trasporto
pubblico, un’ottica di mobilità attiva e diciamo verso l’abbandono progressivo dell’auto
privata. Quindi, quest’opera di inserisce assolutamente in questo tipo di strategia
globale e quindi credo che il Governo dovrebbe attivarsi per finanziare l’opera con il
piano decennale, 15 anni, 20 anni, non lo so, bisognerebbe parlarne, però oltre al
finanziamento ha dato (incomprensibile) milioni che già è stato previsto credo che il
Governo dovrebbe prevedere la copertura dell’intera opera, credo che sarebbe un
vantaggio per tutti, per la Città, per i cittadini torinesi, anche per le casse pubbliche,
ecco, perché alla fine ci sarebbe una distribuzione maggiore, meno impattante del costo
di quest’opera. Quindi, io con questa mozione chiedo semplicemente di non ripetere gli
errori dell’indebitamento della Città di Torino diciamo attuato negli scorsi decenni che
sappiamo tutti cosa hanno e quali conseguenze hanno portato sulla Città di Torino e
soprattutto sappiamo tutti che a pagarne le conseguenze sono poi stati i cittadini che
hanno visto progressivamente tagliare i propri servizi dovuti appunto a un bilancio della
Città di Torino assolutamente deficitario. Invece, la seconda mozione, è una mozione un
po' più puntuale e riguarda quella che viene definita l’area “Gondrand” che immagino
tutti sappiano dove sia, diciamo, a fianco alla stazione Rebaudengo-Fossata tra via
Cigna e Parco Sempione, io mi ricordo sia già via Lauro Rossi e via Breglio, comunque
e corso Venezia, quindi credo che l’area sia nota a tutti. In questi mesi è più volte
rimbalzata la proposta dei proprietari dell’area di trasformare appunto l’ex Gondrand
nell’ennesimo centro commerciale, può essere che nei prossimi mesi arrivi una proposta
di Legge 106 in tal senso e io invece vista la conformazione dell’area, vista la posizione
dell’area secondo assolutamente strategica in tema di mobilità perché appunto c’è la
stazione Rebaudengo-Fossata, ci sarà il Terminal Bus, c’è l’uscita di corso Grosseto
quindi il proseguimento di corso Venezia e ovviamente era previsto lì il capolinea della
Metro, perché sappiamo che il tratto quello cosiddetto del “Trincerone” partiva da
Cimarosa, anzi parte, partirà da Cimarosa e arriverà fino a Rebaudengo-Fossata e questa
è la proposta, credo che quell’area diventerà un’area di mobilità importantissimo e
credo che quell’area dovrebbe essere inserita nel progetto più ampio della Metro 2. È
ovvio che questo comporterebbe un esproprio o comunque un’acquisizione dell’area da
parte del soggetto pubblico, è ovvio che non è un processo semplice, ma io credo che la
Città non provando nemmeno a ipotizzare un percorso del genere perderebbe
un’occasione di costruire e di modellare e di programmare lo sviluppo di quell’area in
ottica ragionata e soprattutto con un progetto anche futuro della Città ,credo che se
quell’area diventasse un centro commerciale inizialmente ci guadagnerebbero i privati,
cioè ci guadagnerebbe molto poco la Città di Torino, quindi il senso della mozione è
appunto almeno studiare, valutare, cercare di capire se è possibile inserire quell’area
all’interno del più ampio progetto della Metro 2, magari con un parcheggio di
interscambio per evitare magari un domani di trovarsi a fare un parcheggio interscambio
magari sotto Parco Sempione quindi andando a scavare sotto un parco, sotto un’area
verde e quindi diciamo andando a creare delle serie problematiche ambientali. Quindi,
questo è il senso delle due mozioni, non mi dilungo oltre, auspico che appunto il
Consiglio Comunale possa valutare positivamente la richiesta di queste due, diciamo, di
questi due studi, di queste due valutazioni in merito sia al finanziamento della Metro 2,
che in merito alla realizzazione stessa dell’opera quindi come inserirla all’interno del
tessuto della Città. Per quel che riguarda la delibera il mio voto sarà favorevole. Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Ribadisco perché forse non è abbastanza chiaro che si interviene una volta
sola perché la discussione è congiunta vedo tante richieste nella chat e quindi possiamo
procedere con l’intervento del Capogruppo Lo Russo che ha un divertente sfondo.
Prego.

LO RUSSO Stefano
È la nostra Città, Presidente, non so se…

SICARI Francesco (Presidente)
Assolutamente, non ho problemi in tal senso, si può fare con questa applicazione. Prego.

LO RUSSO Stefano
Posso avere lo sfondo della Città? Credo di sì. Grazie, Presidente. Questa deliberazione
arriva all’attenzione del Consiglio Comunale dopo una lunga gestazione, dopo la
revoca, non revoca di un precedente deliberazione ancora di luglio che per un puro
incidente di percorso non è stata incautamente votata dal Consiglio Comunale. È una
deliberazione che noi abbiamo contestato nel metodo, nel senso che non riteniamo
essere competenza del Consiglio Comunale neanche della Giunta Comunale la
decisione in ordine all’applicazione del Codice Appalti e riteniamo che l’atto che verrà
votato dai Consiglieri che decideranno di esprimere il proprio voto a favore, sia un atto
che presenta notevoli profili di problematicità dal punto di vista della tenuta
amministrativa in quanto entra nel merito di una procedura appunto che è quella
l’affidamento di incarichi di progettazione di lavori pubblici che il nostro Codice
Appalti diciamo disciplina in maniera piuttosto puntuale e piuttosto precisa. In
particolar modo, faccio una premessa di fondo, quando nel 2015 avviamo questa lunga e
complessa fase che oggi consegna l’onere a quest’Amministrazione alla fine del suo
mandato di essere in qualche modo di essere l’Amministrazione che avvia al proseguo
di questa fase della progettazione appunto definitiva, ci interrogammo su quale poteva
essere in qualche modo la strategia che in qualche modo si poteva mettere in campo e
intorno alla discussione che fu fatta all’epoca abbiamo ritenuto che la strategia migliore
fosse quella di prendere in esame le migliori competenze professionali esistenti al
mondo e per questa ragione fu, dal punto di vista strutturale, avviata una gara di
progettazione internazionale che fu anche molto combattuta e che ha consentito di
consegnare alla Città un progetto di enorme qualità come quello che è il progetto
preliminare. All’epoca non c’erano neanche le condizioni tecnico-giuridiche per affidare
direttamente a Infra.To la progettazione in quanto non era previsto dello Statuto della
medesima Società l’addizione progettazione. Oggi ci sono, ma al di là di questo
ovviamente quindi si sarebbe potuto già fare all’epoca questo ragionamento non fu
neanche abbozzato perché l’impostazione era proprio quella di in qualche modo di
andare verso una gara evidenza pubblica, peraltro eravamo anche in una fase in cui il
codice del contratti pubblici non era quello che oggi è vigente quindi il quadro
normativo dell’epoca in qualche modo e la sussistenza nella Società Infra.To,
l’insussistenza dei presupposti statutari per l’affidamento alla medesima società indusse
l’allora Amministrazione di avviare la gara internazionale. Il giudizio sulla qualità
progettuale lo lasciamo ovviamente a chi l’ha potuto esaminare, il nostro è
estremamente positivo. È stato un progetto fatto bene che è stato fatto dai migliori soci.
Ci saremmo aspettati che quella che poi è la parte più importante che non a caso anche
in termini di importo lavori è ancora più delicata perché è in questa fase che si scelgono
le tecnologie del materiale rotabile quindi in qualche modo si preconfigura anche in
termini prospettici chi sarà l’operatore che fornirà le vetture della Metro 2 e
conseguentemente avrà, va detto con grande franchezza, la possibilità di fare il fornitore
del Comune di Torino per decine e decine d’anni senza alcuna procedura a evidenza
pubblica in quanto ovviamente mentre è possibile cambiare un bus ogni dieci anni
facendo una gara e quindi aprendo al mercato ovviamente nel momento in cui si sceglie
una tecnologia per la Metropolitana quella è e quella resta quindi in qualche modo è
chiaro che è una scelta estremamente delicata sia per quello che riguarda l’efficacia
tecnica e tecnologia, sia per quello che riguarda in qualche modo il vincolo che si crea
rispetto al tipo di soluzione tecnica e alle forniture di successivo materiale che verranno
essere messe in campo e questo a maggior ragione dovrebbe rafforzare l’ipotesi di
andare verso un meccanismo che sia autenticamente competitivo. Dicevamo che questo
tipo di procedura a nostro vostro modo di vedere non è competenza del Consiglio
Comunale che a nostro modo di vedere, a modo di vedere di chi parla è come dire
molto, molto, molto borderline nel dare un indirizzo così forte come quello di avvalersi
di una società in house e a questo elemento di metodo giuridico, di legittimità formale
dell’atto si aggiunge un tema piuttosto evidente a nostro modo di vedere di sostanza.
Citerò alcuni passaggi della richiesta di parere, delle due richieste di parere che io ho
formulato e che non hanno trovato alcuna risposta nei numerosi mesi, anzi
settimane/mesi che intercorrono da quando sono state presentate le due delibere, la
prima e poi anche la seconda che è quella che è andata oggi in votazione, mi sfugge la
ragione per cui alle domande che ho posto non è stata data compiuta risposta, ma ci si è
soffermati unicamente in una disertazione tutta amministrativa sulla competenza o meno
del Consiglio Comunale a deliberare in ordine allo svolgimento di questi lavori di
progettazione. Allora, riassumo brevemente che nessuno contesta la sussistenza del
requisito del “in house providing” in capo a Infra.To in quanto Infra.To è sicuramente
rispondente a questo tipo di caratteristiche. Forse qualche riflessione la merita il tema
della capacità tecnica attualmente in capo alla medesima Società, infatti l’articolo 23,
5 comma, del nostro Codice dei contratti pubblici, prevede infatti con specifico riguardo
alla progettazione, io ricordo che il Codice Appalti ha una riserva di legge per gli
incarichi di progettazione questo fu peraltro per chi andrà a vedere gli atti parlamentari
una profonda discussione fatta con gli ordini professionali che giustamente all’epoca
reclamarono una specifica riserva di legge per evitare che in qualche modo venisse
sottratto al mercato della progettazione da parte della stazioni appaltanti ivi presenti i
Comuni, tra cui Comuni e ovviamente il Comune di Torino, diciamo così quella che è di
per sé una fonte primaria di qualità di lavoro che appunto sono gli incarichi di
progettazione. Ecco, questo comma, l’articolo 23, comma 5, recita che
“Indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto affidatario, l’incarico è espletato
da professionisti scritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali,
personalmente responsabili e nominativamente indicati già in sede di presentazione
dell’offerta, con la specificazione delle rispettive qualificazioni professionali. All’atto
dell’affidamento dell’incarico, i soggetti incaricati devono dimostrare di non trovarsi
nelle condizioni di cui all’art. 80 nonché il possesso dei requisiti della capacità di cui
all’articolo 83, I comma”, quest’ultimo articolo che fa espressamente riferimento a: i
requisiti di idoneità professionale, la capacità economica-finanziaria, la capacità tecnica
e professionale e che secondo il comma 2 devono essere attinenti e proporzionali
all’oggetto dell’appalto. Ora, dall’insieme di tutte queste norme che ho richiamato,
risulta evidente infatti che qualsiasi soggetto svolga attività di progettazione, rileggo,
“Indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto affidatario, sia essa una società
di ingegneria sul mercato una società in house e quindi anche le società in house devono
possedere requisiti di idoneità professionale nonché di capacità economica e tecnica
proporzionati all’incarico ricevuto, che come è evincibile dall’allegato alla
deliberazione, della vecchia deliberazione presente anche in questo, fa riferimento a un
importo lavori di progettazione definitiva nella tratta Rebaudengo e il Politecnico di
euro 31.599.446 euro e una redazione con un piano di sicurezza con oltre 4 milioni di
euro. Con particolare riguardo ai requisiti di capacità tecnica un riferimento è
rappresentato dalle linee guida dell’ANAC, numero 1, che recano indirizzi generali
sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria. In queste linee
guida si precisa che per individuare la capacità tecnica e la tecnica dei soggetti si
devono indentificare le opere a cui appartengono gli interventi oggetto dell’incarico,
secondo quando riportato nella tabella Z-1 del citato Decreto Ministeriale, 17 giugno
2016 e le corrispondenti classi e categorie di cui alle precedenti disposizioni tariffarie.
In tal modo, infatti, è possibile: 1) richiedere il possesso del requisito professionale
costituito dall’aver svolto servizi tecnici per interventi in quelle specifiche classi e
categorie; 2) determinare l’entità del predetto requisito applicando all’importo
dell’intervento cui si riferisce il servizio, un coefficiente moltiplicatore, da stabilire nei
documenti di gara, secondo le indicazioni fornite con le presenti linee guida”. Ora,
anche a voler ritenere queste linee guida dell’ANAC si applichino solo alle gare e
quindi alla scelta di un progettista esterno all’Amministrazione, la stessa rappresenta
comunque un utile parametro di riferimento anche per gli affidamenti in house anche
perché altrimenti non si comprenderebbe come mai il professionista esterno deve essere
in possesso di specifici requisiti, mentre la società in house per il medesimo incarico
può farne a meno. Il momento di verifica della capacità tecnica è quella
dell’affidamento dell’incarico anche tale principio è del tutto evidente soprattutto
nell’ambito dei servizi di progettazione, laddove la componente del personale tecnico è
molto importante in quanto contribuisce in modo significativo a formare la capacità alla
progettazione, non si affidano incarichi di progettazione a fronte di un gruppo di lavoro
i cui componenti al momento dell’affidamento stesso devono essere ancora identificati e
di conseguenza di cui non possono essere valutati i requisiti e le capacità e non è un
caso, infatti, che nelle ordinarie procedure di gara viene richiesta l’indicazione
nominativa di chi farà parte del gruppo di lavoro. Ora, a fronte di queste considerazioni
io ho formulato delle domande a cui non ho ricevuto risposta, le domande le riassumo
molto brevemente in questi termini, mi sembra di poter capire che l’intendimento è
quello di andare verso una successiva adozione di incremento di capacità tecnica della
Società Infra.To e allora il tema che sarebbe utile che venisse chiarito, visto che non è
stato chiarito in queste lunghe settimane di discussione e se questa verifica è stata
effettuata sulla base della struttura tecnica esiste al momento della formulazione da
parte di Infra.To dell’offerta economica o come invece risulterebbe dagli atti in nostro
possesso che ci sono stati trasmessi in base alla struttura ancora da costituire, cioè in
altri termini, peraltro la stessa Infra.To nella seduta del 23 luglio 2020 quando si
esaminò la deliberazione meccanografico 202001515/034 che è quella che poi è stata
ritirata e sostituita a quella che abbiamo oggi all’Ordine del Giorno, sostanzialmente ha
ammesso di dover ricorrere a competenze tecniche esterne per lo svolgimento della
progettazione. Questa dichiarata incapacità tecnica di poter effettuare direttamente le
prestazioni ingegneristiche potrebbe configurare il rischio, io lo dico lo lascio a verbale,
l’ho detto fino adesso e lo ripeto qua in Aula virtuale, ma sempre a verbale, di
frazionare l’appalto da 31.599.000 euro in più parti potando sotto soglia e quindi senza
più obbligo di gara le singole componenti tecniche che verrebbero non svolte
direttamente dalla società, ma affidate da Infra.To stessa a privati esterni con procedura
di affidamento diretto, procedura questa del frazionamento esplicitamente vietata dalla
legge. Ora, io mi sono interrogato del perché c’è questa pervicace volontà di proseguire
rispetto a questo tipo di quesiti e la ragione l’ho posta per iscritto nei quesiti che ho
sottoposto all’attenzione del Segretario Generale indirizzata a lui, ma la cui risposta era
trasmessa a tutti, sia la domanda che la risposta, a queste domande non è stata data
risposta e onestamente è la cosa che in qualche modo mi lascia davvero più perplesso.
Ora, ci sono tutta una serie di ulteriori elementi, però il punto cruciale qual è? Il punto
cruciale riguarda il fatto che ad oggi sulla base degli elementi che ci sono stati forniti e
rappresentati e sulla base della stessa ammissione di Infra.To, Infra.To non ha le
competenze tecniche per fare la progettazione delle linea 2 della Metro, non le ha, le
acquisirà, ma acquisendole ovviamente andrà a reperirle sul mercato attraverso
procedure sotto soglie e quindi con affidamenti diretti raffigurando potenzialmente una
cosa che giustamente la legge impedisce perché se no farebbero tutti così e
sostanzialmente non ci sarebbe più nessuna gara europea, se tutte le Amministrazioni
d’Europa ragionassero come sta ragionando l’attuale Maggioranza, la Sindaca
Appendino, l’Assessore Lapietra che sono gli estensori e firmatari della deliberazione e
i Consiglieri di Maggioranza che in più riprese hanno ribadito con forza e con interventi
puntuali e nominativamente individuabili l’esigenza di andare a una procedura di questo
tipo mi pare difficile immaginare che questo non possa accadere e quindi sottraendo una
gara da circa 30 e passa milioni di euro al tema…

SICARI Francesco (Presidente)
La invito a concludere.

LO RUSSO Stefano
… di rango europea. Per tutte queste ragioni e ovviamente anticipando in conclusione
avendo solo questo intervento a disposizione che non solo abbiamo emendato, ma
sosterremo la mozione che prevede di estendere la progettazione anche alla diramazione
verso Pescarito è evidente che questa deliberazione non dovrebbe neanche essere in
Aula, non dovrebbe neanche essere discussa e dovrebbe, la discussione che è in corso in
questo momento, essere appannaggio unicamente dei nostri tecnici che dovrebbero
verificare la compatibilità di legge e applicare la normativa che sulla base di queste
considerazioni che io ho ribadito oggi in maniera sintetica e di questi tempi purtroppo
contingentata, ma che ho messo nero su bianco dovrebbe indurre io credo a un ritiro di
questa deliberazione e a una assunzione di responsabilità della struttura tecnica che
dovrebbe, la struttura tecnica, verificare quali sono le procedure conformi alla legge per
l’approvazione, per la progettazione definitiva della line 2 della Metropolitana. Grazie,
Presidente.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Procediamo adesso con i successi interventi, ho il Consigliere Malanca,
prego ne ha facoltà.

MALANCA Roberto
Grazie, Presidente. Anche se le devo segnalare che c’è una richiesta di Ordine dei
Lavori da parte del Consigliere Mensio.

SICARI Francesco (Presidente)
Lei proceda con l’intervento e dopo recupererò Mensio.

MALANCA Roberto
Okay, grazie. La ringrazio per la parola e volevo esprimere in quest’unico intervento, mi
riserverò eventualmente di illustrare separatamente poi gli emendamenti, dicevo volevo
esprimere in quest’unico intervento quello che è la valutazione complessiva su questa
serie di atti deliberazione del Consiglio e mozioni di accompagnamento o di non
accompagnamento di cui sono arrivati in Aula con l’articolo 48 e che quindi hanno,
mentre come diceva l’Assessora questa deliberazione ha subito non questa quattro, ma il
tema sicuramente quattro passaggi in Commissione, purtroppo sulle altre mozioni non
c’è stato modo di poter affrontare una discussione in Commissione e quindi siamo qui a
farla oggi in quest’Aula di Consiglio. È evidente che sulla delibera di indirizzo di cui ho
firmato molti degli emendamenti, noi siamo assolutamente favorevoli per i motivi che
esporrò tra un attimo, sulle altre mozioni il giudizio è leggermente diversificato. Per
quello che riguarda in particolar modo tutte le obiezioni così ampiamente e dottamente
esposte dal Consigliere Lo Russo e che quindi sono state sicuramente vagliate negli
ultimi tre mesi dalla parte dell’Amministrazione, io devo anche render conto del fatto
che questa delibera è stata oggetto di un approfondimento intenso da parte degli uffici,
da parte di questa Amministrazione e anche i quesiti che sono stati via via posti dai
Consiglieri di tutte le parti di questo Consiglio sono stati poi risolti attraverso la
presentazione degli emendamenti. È evidente che quella che viene posta non è tanto una
questione di tipo amministrativo, come ricordava giustamente il Consigliere Lo Russo,
ma piuttosto è una questione di tipo politico, ovvero di indirizzo che si intende dare alla
Giunta e agli uffici per quello che riguarda l’affidamento della progettazione definitiva
di quest’opera. Progettazione definitiva in cui qualcuno come ha già espresso
preferirebbe una gara internazionale in cui affidare ad aziende di caratura internazionale
con un bando di gara, un capitolato, un percorso per arrivare a questo bando di gara e
poi l’affidamento e poi gli eventuali ricorsi e poi dopo tutte le riserve che potrebbero
essere espresse, io ricordo a tutti che anche il bando di gara per la progettazione
preliminare è stato assegnato a una ditta di rilevanza, di caratura assolutamente
internazionale e che però già soltanto l’espletamento della gara e la preparazione del
bando ha richiesto parecchio tempo. L’idea e la possibilità che ammessa e anzi è una
delle ultime tendenze di tutte le Amministrazioni comprese quelle a livello europeo così
ampiamente citate prima di poter affidare in via ordinaria a delle società che sono in
house e che quindi non soltanto hanno nello Statuto l’attività precipua prevista
dall’affidamento che si vuole dare, ma che soprattutto hanno una maggiore possibilità di
controllo da parte dell’Amministrazione, di indirizzo da parte dell’Amministrazione
perché sono controllate al 100% dall’Amministrazione e che hanno quindi una
maggiore flessibilità, una maggiore velocità perché l’affidamento diretto è molto più
veloce di un affidamento di una gara e io credo che i cittadini di Torino abbiano
espresso più volte e con forza la voglia di avere questa linea di Metropolitana nel più
breve tempo possibile. È chiaro che ci sono ovviamente state, come dicevo delle
obiezioni più o meno formali, più o meno sostanziali e molte possono apparire oppure
sono apparse di tipo sostanzialmente dilatorio perché forse non si vuole che questa
Amministrazione sia colei che dà il via vero e proprio alla progettazione e alla linea di
Metropolitana e poter usare questo argomento magari in termini elettorali. Detto ciò, io
credo che non ci siano dubbi da parte della Maggioranza verso questa delibera e che
quindi avrà finalmente il suo corso e la Giunta potrà addivenire a quelle che sono le
decisioni relative secondo gli indirizzi che saranno stati approvati dal Consiglio. Per
quello che riguarda le altre devo dire quattro mozioni perché velocissimamente per
quello che riguarda quelle che richiedono di considerare il tratto diciamo da Tabacchi -
Pescarito come tratto da considerare assolutamente nella presentazione definitiva io
vorrei soltanto dire due cose: una che è prevista nella progettazione definitiva quella
tratta anche perché, a differenza della Giunta precedente dove era sparito con un tratto
di penna il tratto di Orbassano, uno dei nostri requisiti per poter andare avanti con la
linea della Metro 2 che questa fosse sostenibile anche da un punto di vista trasportistico
e questo si può fare soltanto attraverso le estensioni a Nord verso Pescarito e Sud verso
Orbassano. Ora, si chiede anche di ripristinare due stazioni con ciò invalidando i
risultati della progettazione preliminare, perché a differenza di quello che viene detto in
una della due mozioni quelle due stazioni che si chiede si ripristinare in realtà sono già
stata subito cassate dalla ditta di rilevanza internazionale che ha fatto uno studio,
trasportistica ha deciso che quelle due stazioni non avevano lo stesso senso che una
stazione (incomprensibile). È chiaro che andare a cassare con una mozione un risultato
di una progettazione definitiva che si basa su dati, su analisi con dati a riferimento in
merito assolutamente oggettivi forse è un atto che la politica non dovrebbe avere il
coraggio di fare, per cui io credo che su queste due mozioni quelle che chiedono
l’estensione verso Pescarito e il ripristino di due stazioni che non c’erano chiedo anche
visto che sono tre anni che parliamo di questo progetto dov’erano i Consiglieri che
stanno promuovendo queste due stazioni quando abbiamo presentato il progetto
definitivo, il progetto, scusate, con le stazioni e con il tracciato definitivo quindi su
queste due mozioni voterò contro. Per quello che riguarda la due mozioni del collega
Carretto, a me spiace dover dare un’interpretazione particolare di queste due mozioni,
ma diciamo quella che più riguarda l’area “Gondrand” obiettivamente è un’area che non
ha la superficie necessaria per poterla includere nella linea 2 della Metropolitana come
un deposito perché non è sufficientemente grande. Oltretutto, su quest’area credo che ci
sia la necessità di fare un ragionamento a tutto tondo, quindi non esclusivamente
limitato alla linea 2 della Metropolitana, ma in genere per la città e per il futuro di
quell’area all’interno del quartiere.
Per quello che, invece, riguarda la questione dei mutui, io ricordo che ci fu
un’interlocuzione, fatta per quello che riguarda la possibile estensione degli 828 milioni
necessari ad ottenere un primo lotto funzionale della Linea 2 della Metropolitana, e fu
fatta una valutazione insieme all’Assessorato al Bilancio su quali potessero essere le
strade. L’escludere a priori qualunque tipo di finanziamento da parte della Città credo
che porrebbe un vincolo troppo stretto a quello che è il finanziamento di questa tratta, e
questa è una di quelle cose che chiede questa mozione, per cui io personalmente sarei
per non votare favorevolmente questa mozione.
Mi fermo qui, lasciando spazio anche agli altri Consiglieri e, come ho detto, mi riservo
di intervenire per quello che riguarda l’illustrazione degli emendamenti ed
eventualmente anche come Presidente di Commissione, per quello che riguarda ulteriori
aspetti che riguardano il percorso che ha avuto questo atto in Commissione. Grazie,
Presidente.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Adesso ho segnato il Consigliere Lubatti. Prego, ne ha facoltà. Consigliere
Lubatti? Il Consigliere Lubatti non risponde, quindi procediamo con i successivi
interventi. Ho il Consigliere Mensio. Prego, Mensio.

MENSIO Federico
Sì, mi scusi Presidente, non riuscivo ad attivare il microfono. No, ma il mio era più un
Ordine dei Lavori, che... mi dispiace farlo, ma non ho inteso bene qual era, come dire, la
ratio della mozione sull’area “Gondrand” del Consigliere Carretto. Siccome l’ho letta
adesso e la spiegazione che ha dato il Consigliere non mi è chiara, non so se può farlo
intervenire per specificare meglio, ma soprattutto sul fatto che lui ha parlato di un
parcheggio di interscambio e ritengo che un parcheggio di interscambio, seppur, come
dire, funzionale nell’ottica generale della mobilità... come dire, dell’intermobilità, io
devo dire che l’esperienza che io ho personalmente con un parcheggio di interscambio,
che è quello della Venchi Unica, è una delle esperienze peggiori che uno possa fare
vivendoci sopra, perché, se, come tutti i parcheggi di interscambio, immagino sia a
pagamento, mi viene in mente Fermi, mi viene in mente Venchi Unica, mi vengono in
mente tutti i parcheggi che conoscono di interscambio a pagamento, dove in una zona
fuori è totalmente gratuito, quel parcheggio di interscambio rischia di essere un buco,
oltre che un buco nel terreno, proprio un buco nei conti del gestore. Quindi, volevo
proprio capire che cosa intendeva lui con quella mozione, ecco, se effettivamente
pensava questa roba. Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Allora, grazie. Ci sono altri interventi da parte...?

CARRETTO Damiano
Presidente, posso rispondere?

SICARI Francesco (Presidente)
Non lo so, se lei ritiene di dover rispondere essendo stato citato direttamente, le concedo
un minuto. Prego, le concedo un minuto.

CARRETTO Damiano
No, semplicemente perché, dando per scontato che al capolinea della Metropolitana,
così come è a Fermi e come sarà in piazza Bengasi, diciamo, sono presenti due
parcheggi di interscambio, anzi, Fermi forse ne avrebbe bisogno di uno un po’ più
strutturato, visto che poi l’area ha la fortuna di non avere tantissima, diciamo, residenza
e quindi riesce, diciamo, a distribuire il parcheggio su un’area molto ampia, invece lì
praticamente, in zona Rebaudengo Fossata, se l’unica area libera, disponibile è l’area
“Gondrand”, e viceversa se quell’area fosse occupata da un centro commerciale e se si
volesse realizzare un parcheggio di interscambio, e dal mio punto di vista credo che,
appunto, essendoci il capolinea della Metro, la stazione Rebaudengo Fossata, il
Terminal Bus dall’altra parte, diciamo, quindi essendo un hub di intermobilità forte,
credo che la necessità di un parcheggio di interscambio sia fondamentale, anche perché
lo scopo sarebbe quello di evitare che le auto, uscite da corso Grosseto, prendano corso
Venezia e vadano fino al centro città, almeno, la mia idea di mobilità sarebbe cercare di
tenere le auto il più esterne possibile rispetto al centro città. Quindi, credo che quell’area
“Gondrand” potrebbe essere inserita all’interno del progetto, ovviamente studiando,
studiando la modalità di acquisizione dell’area, la fattibilità, la sostenibilità economica e
via dicendo, però credo anche che in un’opera che andrà a costare tra i 3 miliardi e
mezzo e i 4 miliardi, diciamo che anche...

SICARI Francesco (Presidente)
La invito a concludere.

CARRETTO Damiano
Sì, adesso concludo, ...l’acquisizione di quell’area, diciamo, potrebbe essere
strategicamente importante all’interno di quel progetto. Ripeto, partendo dal
presupposto che al capolinea della Metro, delle linee di Metropolitana, sono sempre
presenti dei parcheggi di interscambio, quindi se uno conosce un po’ l’area non ci sono
tantissime soluzioni in quell’area lì. Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Recupero l’intervento del Consigliere Lubatti. Prego, ne ha facoltà.
Consigliere Lubatti?

LUBATTI Claudio
Eccomi, mi sente adesso?

SICARI Francesco (Presidente)
Sì, adesso la sento. Prego.

LUBATTI Claudio
Avevo io disattivato involontariamente il secondo tasto di audio.
Allora, ma io intervengo, se è d’accordo Presidente, non tanto sulla deliberazione, o
meglio, sulla delibera e sulla mozione di accompagnamento collegata, che in realtà
nasce da un’esigenza di natura politica, perché avevamo segnalato all’Amministrazione
in tempi non sospetti l’interlocuzione, che prima era stata richiesta senza successo e poi
ottenuta con scarso successo nel merito dell’interlocuzione da parte dei Sindaci della
zona Nord di Torino, che chiedevano all’Amministrazione, per il tramite dell’Agenzia e
con la collaborazione dell’Agenzia della Mobilità Metropolitana, un’interlocuzione con
la Città di Torino che andasse a verificare e a modificare le condizioni della
progettazione, affinché quest’opera potesse risolvere e rispondere a esigenze di mobilità
che sono per loro natura sovracomunali. Questa interlocuzione poi nel tempo si è svolta,
anche se con scarso, dicevo, successo nel merito, perché poi l’Amministrazione, in
particolare, a nome dell’Amministrazione, l’Assessora Lapietra ha in più sedute... - io
ho recuperato anche i verbali tramite alcuni Comuni dell’Agenzie della Mobilità - ha
sostanzialmente tirato dritto, valutando come non sufficienti le motivazioni che i
Sindaci hanno portato a quei Tavoli per poter andare a modificare quelle che erano le
linee guida sulla progettazione.
Nel merito della delibera, Presidente, io mi sono già esposto e ho già raccontato la mia
posizione nell’ultima Commissione: la delibera ha un errore, fa un errore di fondo, che
noi proviamo a modificare e correggere andando ad aggiungere, grazie anche
all’apporto del collega Curatella, con alcuni emendamenti nella mozione, un errore di
fondo, che è quello di individuare in Infra.To..., e credo di poter dire che il collega Lo
Russo ha, con minuzia di particolari e con valutazioni non soltanto politiche, ma anche
tecniche, dato le spiegazioni puntuali sulle motivazioni che mi convincono e ci
convincono del fatto che questa delibera abbia un errore di fondo, cioè quello
dell’assegnazione ad Infra.To, e alla relativa struttura, del percorso da qui in avanti. Io
credo che qui ci sia una valutazione tutta politica, un’esigenza tutta politica, cioè quella
di dire, all’alba del 26 di ottobre 2020, di poter... anche con la consapevolezza ormai
abbastanza esplicita da parte dei Consiglieri della Maggioranza e dell’Assessore, di non
intraprendere oggi un percorso amministrativo che potrà sfociare davvero in un
qualcosa di concreto, ma c’è un’esigenza politica di invertire un po’ la rotta di questa
Amministrazione, che nell’ultimo mese - direbbe chi non parla bene - non ne ha più
azzeccata una e soprattutto non ha portato a casa un risultato concreto che uno, quello di
poter dire di aver mandato avanti almeno una delibera di indirizzo sulla Linea 2 della
Metropolitana. Procedura amministrativa che poi si scontrerà, così come si è scontrata la
ZTL, con tutti i problemi di natura amministrativa quando tutte queste procedure non
vengono sufficientemente supportate da interlocuzioni tecniche di livello e soprattutto
quando si vuole un po’ forzare il tempo e tentare di recuperare un clamoroso tempo
perso nella valutazione, ricorderete quanti ancora Consiglieri di Maggioranza, non più
tardi di qualche anno fa, dichiaravano che forse la M2 non era neanche poi così utile
alla nostra città. Bene capire che oggi invece questi Consiglieri intervengono in Aula
dicendo che questa, invece, è un’opera interessante, che è un’opera importante, che
vanno fatti i parcheggi di interscambio, ma si fa questo errore di fondo e si decide di
andare avanti forzando la procedura scientemente, cosa che ovviamente noi non ci
sentiremo di accompagnare; per quanto mi riguarda e per quanto riguarda il Gruppo di
Azione, io non credo che parteciperemo alla fine al voto. Questi Consiglieri si devono
prendere la responsabilità, Consiglieri di Maggioranza a questo punto, credo, si devono
prendere la responsabilità di votare questo atto e si assumano anche la responsabilità
non soltanto politica, ma anche personale delle eventuali conseguenze che questo voto
potrebbe andare a portare.
Ho sentito parlare di operazione dilatoria da parte della Minoranza, questo è al limite
del simpatico, per usare un termine non troppo formale, nel senso che noi abbiamo
assistito a un balletto della Maggioranza su questi temi, prima anche all’interno della
stessa Maggioranza, quanti dubbi sono stati espressi in sede di Commissione su questa
procedura, adesso la Maggioranza si è compattata perché evidentemente ci si è resi
conto che vale di più portare a casa un risultato e fare l’ennesimo titolo di giornale, che
non fare, invece, un controllo amministrativo aggiuntivo e fare qualcosa che poi
davvero si concretizzerà nella progettazione.
Ultimo, ma non ultimo, la nostra mozione, con gli emendamenti aggiuntivi di oggi, va a
chiedere a quelli che sono stati i paladini della trasparenza della scatola di tonno, dicevo
ad inizio Consiglio, della libertà dei soggetti di esprimere per Torino le migliori delle
competenze, la ricerca sul territorio internazionale delle migliori competenze, “Basta
con il Sistema Torino”, “Basta con questa solita cricca che governa Torino”, ebbene, noi
chiediamo una gara internazionale, cosa che questa Maggioranza si appresta a bocciare
come metodo, perché le gare internazionali evidentemente fanno paura, non so
esattamente a chi, non so esattamente per cosa, ma evidentemente la ricerca del metodo
della gara internazionale è una ricerca di metodo che non corrisponde evidentemente
più, oltre ai proclami che abbiamo sentito in campagna elettorale e nei primi mesi
dell’Amministrazione Appendino, evidentemente non risponde più a quelle che sono le
modalità, diciamo così, di governo: diventato Partito di governo, il Partito del
Movimento 5 Stelle sono diventati Partito anche che si sono immediatamente e
velocemente adeguati a nuovi strumenti. Quindi, quello che piaceva tanto, la gara
internazionale, la visibilità e la ricerca delle competenze, adesso viene totalmente
sconfessato. E anche qui, con il voto che, Presidente, io a questo punto le chiederei con
un testo coordinato tra gli emendamenti che abbiamo presentato, anche per velocizzare i
lavori del Consiglio - lo lascio ovviamente alla sua valutazione -, chiederei che questa
mozione venga messa al voto il più presto possibile, proprio perché, come ho chiesto
tante volte in Aula, abbiamo chiesto le comunicazioni, abbiamo chiesto all’Assessora
Lapietra le motivazioni che la portavano a rimbalzare 15 Sindaci in fascia sulle
motivazioni della modifica della progettazione, ebbene, almeno oggi, in seduta di
Consiglio Comunale, discussione della delibera e delle relative mozioni collegate, io
spero che l’Assessora Lapietra possa in qualche maniera fornire delle motivazioni, non
le motivazioni che abbiamo ascoltato in Commissione, che sostanzialmente
rimandavano ad altre responsabilità, ma che l’Assessora si prenda le sue responsabilità
e, insieme al Presidente dell’Agenzia, che improvvisamente è diventato Presidente
dell’Agenzia, (incomprensibile) Assessore di uno dei Comuni che richiedevano questa
modifica della progettazione, ha cambiato immediatamente posizione, ha ammorbidito
la posizione, ha un po’ abbandonato il fronte da quando è Presidente di Commissione...
da quando è Presidente dell’Agenzia, mi scuso, rispetto a questa battaglia ovviamente, e
si è completamento modificata anche la strategia. Quindi, da questo punto di vista, io ho
concluso, Presidente, attendo la votazione, propongo che questa mozione si possa votare
con un testo coordinato con gli emendamenti. Prendo atto delle dichiarazioni che sono
già state fatte in Commissione su questa mozione e anche rispetto al tema della
progettazione, però, per quanto mi riguarda - così varrà anche da dichiarazione di voto -,
io non parteciperò al voto della delibera, perché non ho nessuna intenzione di essere
corresponsabile di una scelta politica e amministrativa così sbagliata, come quella che
sta per assumere il Consiglio Comunale, e ovviamente sosterrò con forza questa
mozione, assistendo al voto con interesse che la Maggioranza, in particolare il
Movimento 5 Stelle, avrà per trarne le dovute, diciamo così, conseguenze e valutazioni
politiche. Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Prima di procedere con gli interventi, faccio un chiarimento in merito alla mozione n.
mecc. 202001131/002: gli emendamenti 4 e 5 non mi permettono in questo momento di
poter mettere in votazione il testo coordinato, in quanto sono uno il sostituto dell’altro,
quindi uno dei due decadrebbe in caso di approvazione. Sono anche firmati dal
Consigliere Lubatti, quindi, se nei prossimi minuti, anche mezz’ora o ora, è in grado di
dirmi se mantiene gli emendamenti, procederò con la votazione emendamento per
emendamento e non con il testo coordinato.
Procedo ora con l’intervento del Capogruppo Tresso. Prego, ne ha facoltà.

TRESSO Francesco
Sì, grazie Presidente. Io intervengo per esprimere il mio parere in merito alla delibera in
oggetto e, contestualmente, come da lei indicato, illustro anche la mozione che ho
presentato.
In merito alla deliberazione - abbiamo già avuto modo di dibattere, mi sono già espresso
in sede di Commissione -, trovo che il percorso che oggi affrontiamo sia un percorso
tortuoso, poco lineare e sostanzialmente non corretto, sia nella proposizione di una
delibera che assegna al Consiglio Comunale il compito, come già è stato detto, di
scegliere e valutare delle responsabilità, che in realtà sono in capo alla Giunta, sotto il
profilo politico, e poi agli uffici nella sua attuazione, ma soprattutto quello che più mi
preme ribadire è che secondo me oggi andiamo a votare una delibera che
sostanzialmente individua strumenti non corretti per il tipo di funzione che è previsto. È
un po’ come se noi, quando dobbiamo progettare un’abitazione, ci rivolgiamo a un certo
tipo di professionista: se abbiamo già da fare un condominio di dimensioni maggiori,
cercheremo non il professionista, magari già la società più strutturata; ancora diverso è
quando andiamo invece a fare un progetto di una struttura di importanza leggermente
più complessa, come può essere, che ne so, un’opera autostradale o qualcosa del genere,
e dovrò avere delle competenze integrate che sono in capo, quindi, a delle società di
maggiore potenza di fuoco in termini di professionalità, di capacità di produzione,
eccetera. Ora, qui stiamo valutando di assegnare la progettazione di un’opera da
5 miliardi di euro, quindi non proprio uno scherzo, di un’elevata complessità di
problemi, che vanno da problemi tecnologici a problemi di natura ambientale e
quant’altro, a una realtà che, pur avendo delle competenze molte elevate, è sicuramente
sottodimensionata, in termini di completezza di professionalità e di capacità di
produzione, rispetto a quello che è previsto.
Quindi, in sostanza, io credo che, a valle di un percorso, che è stato, come dicevo,
piuttosto tortuoso, con una delibera già presentata, poi ritirata, poi ripresentata ancora
oggi in una forma un po’ diversa che non convince sostanzialmente, e a valle soprattutto
dei tentennamenti, che, ahimè, hanno pervaso questa Amministrazione, in periodi un
pochino meno recenti, ma che hanno di fatto però comportato poi dei ritardi, oggi, in
virtù del fatto che siamo a fine tornata amministrativa, la fretta, cattiva consigliera, vada
a far sì di approvare un atto che di per sé è monco, perché, come ci ha detto l’Assessora,
rimanda ad ulteriori delibere successive, lo stesso atto rimanda a successivo momento la
verifica della capacità tecnica per lo svolgimento del servizio da parte della Società
Infra.To, individuata come assegnataria del progetto. Allora, si tratta oggi di,
sostanzialmente, andare ad approvare delle intenzioni, che però di per sé sono monche,
non hanno un quadro complessivo e rendono difficoltoso poi un procedimento che
necessariamente vedrà nella figura di Infra.To sostanzialmente una stazione d’appalto,
che dovrà spezzettare il progetto per avvalersi di risorse esternalizzate, che allora tanto
valeva far che definire in capo ad Infra.To proprio come stazione appaltante vera e
propria, rivolgendosi poi a quello che è lo strumento adeguato per una progettazione di
questo tipo, che necessariamente deve essere una gara di tipo internazionale, ma lo dice
l’importo stesso, mi sembra sia abbastanza evidente, non stiamo parlando di qualche
milione di lavori, stiamo parlando di 5 miliardi. Quindi vorremmo davvero che una
complessità di questo tipo fosse affrontata da strutture che hanno il livello adeguato per
poter adempiere a questo tipo di compito. Credo sia già stato fatto notare in molte
maniere, mi sembra che non si voglia invece far conto su quello, si insiste sul fatto che
Infra.To potrà crescere e fare esperienza rispetto a questo, temo, però, a scapito di
nuovo dei tempi e della qualità finale, che potrebbe essere sostanzialmente allungata.
Intervengo velocemente anche per dire che quanto ha ribadito il Consigliere Lubatti mi
trova assolutamente d’accordo e infatti io ho firmato anche la sua mozione, che
sostanzialmente riguarda il fatto che la progettazione definitiva dello sfiocco per
Pescarito, già inserita in questa progettazione attuale, ribadisce l’importanza che la
Linea 2 della Metropolitana non è una Linea che va vista in un’ottica solo cittadina, ma
d’altronde viene allargata a tutti i Comuni contermini, non a caso 22 Sindaci dell’Area
Metropolitana hanno fatto sentire la loro voce scrivendo alle Istituzioni nazionali e
quelle locali per chiedere di aggiungere da subito la progettazione che riguardasse,
appunto, questa tratta. Come dire, mi lascio un attimo basito il fatto che il Consigliere...
che mi venga detto, da parte del Consigliere Malanca, che la politica non deve avere il
coraggio di contestare osservazioni e analisi oggettive svolte da parte della società che
ha redatto lo studio, ancorché siano ovviamente considerazioni svolte sotto un profilo
tecnico, ma credo invece che la politica debba proprio fare questo tipo di analisi, perché,
avendo i migliori consulenti che sotto il profilo tecnico danno delle indicazioni, dopo ci
sono delle considerazioni di tipo politico che devono essere fatte. Ci viene contestato di
farle tardivamente, ma io credo che questo tipo di discussione fosse in essere da un bel
po’ di tempo, io stesso ho presentato quest’atto a maggio scorso e troviamo il modo di
parlarne solo adesso.
Il mio atto cosa aggiunge a quello già presentato dal Consigliere Lubatti? Aggiunge solo
il fatto che trovo molto penalizzante per l’area la rivisitazione, rispetto alla versione
originale del progetto, delle fermate, che, in particolare per il quartiere Barca e Bertolla,
sopprimono, nell’ultima versione presentata, una delle due fermate a favore delle due
realtà di Barca e di Bertolla, prevedendone una unica circa a metà strada, diciamo, del
tratto che si sviluppa lungo la strada San Mauro. È una soluzione che penalizza molto
quest’area, che già ad oggi è riconosciuta essere molto periferica, nel senso proprio che
è poco collegata: ci sono solo due linee GTT, il 57 e il 27, che la collegano con
frequenze non certo assidue e che hanno sempre lasciato questa zona in una situazione
di oggettivo disagio. Allora, credo che valesse la pena - ed è per questo che ho
presentato questa mozione, che spero vorrà essere considerata da parte dei Consiglieri -
proprio perché i quasi 2 chilometri che intercorrono tra le stazioni precedenti e
successive, cioè rispettivamente quelle di piazza Sofia e di San Mauro Pragranda, sono
oggettivamente una distanza piuttosto lunga da percorrersi a piedi. Quindi, proprio per
favorire una zona, che è già particolarmente stata dimenticata per vari motivi dalle
Amministrazioni, credo che questa sarebbe una soluzione che oggettivamente potrebbe
dare maggiore garanzia di volere mettere, insomma, al centro anche i problemi di
quest’area Nord particolarmente svantaggiata. Quindi, io in sostanza chiedo
nell’“impegna” di ripristinare l’ipotesi originaria, prevedendo le due fermate a servizio
dei due distinti quartieri, uno di Barca e uno di Bertolla.
Chiudo dicendo, appunto, che, come ormai si è evinto delle parole ho pronunciato e da
quanto ho espresso in Commissione, sono fortemente contrario sostanzialmente alla
delibera proprio per i motivi che ho detto e credo che questa volontà di affrettare i tempi
in realtà si possa risolvere in una responsabilità ben maggiore, che sarà quella di
ritardare ulteriormente e non fornire strumenti adeguati a questo tipo di opera, che
invece avrebbe dovuto avere un’attenzione ben maggiore da parte
dell’Amministrazione, che senza tentennamenti avrebbe dovuto rivolgersi già subito e
con maggiore veemenza al tipo di soluzioni che questo tipo di interventi richiedono,
pensando da subito al tipo di strumento idoneo, cioè una gara internazionale, e
provvedendo solertemente a questo tipo di procedura. Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Adesso ho l’intervento del Consigliere Versaci. Prego, ne ha facoltà per
cinque minuti.

VERSACI Fabio
Grazie, Presidente. Allora, ci tengo a precisare un paio di cose che sono state anche
detto e risponderò anche ad alcune battutine e accuse da parte di alcuni colleghi.
Io su questa delibera avevo espresso delle perplessità durante le Commissioni, che sono
state quattro o cinque, adesso non mi ricordo. Giustamente penso che sia un argomento
molto importante e ci tengo a ringraziare l’Assessora Lapietra e anche il Presidente
Malanca per la produzione di questi emendamenti, che io voterò in maniera favorevole
e, dopo l’approvazione degli emendamenti, voterò a favore anche della delibera.
Vede, Presidente, io sorrido un po’, mi viene da ridere, non mi vede in video, ma sto
ridendo, ho il sorrisino sarcastico, perché, vede, come diceva il mio collega Malanca,
ovviamente c’è qualcuno dei Consiglieri di Minoranza che sperano ovviamente, ma io li
capisco, perché sono già in campagna elettorale, visto che mancano, ora non so
esattamente quanto, sei-sette mesi, non mi ricordo esattamente, sono già pronti e quindi
non potranno..., se questa cosa va avanti, se inizia la discussione della Metro 2, che loro
hanno sempre detto che noi eravamo contrari, così, non hanno mai capito che noi
eravamo contrari al loro progetto e non alla Metro 2 in sé, questa cosa abbiamo provato
a spiegargliela, ma evidentemente o non siamo bravi noi a esprimerci, sicuramente, o
forse loro fanno fatica a capire o sono in malafede, ma penso più la terza io; noi
eravamo contrari alla loro progettazione della Metro. Invece, questa Amministrazione,
che viene sempre raccontata come incapace, di poveri scemetti che amministrano,
hanno portato a casa dei soldi, ma guardi un po’ Presidente, questa Amministrazione
porta a casa dei soldi; come è riuscita anche ad attirare, a livello internazionale, cose
come le ATP Finals, un’Amministrazione di stupidotti, di incapaci, come dire, di gente
di basso livello, no? Mi fa sempre sorridere sentirlo dire, poi soprattutto da chi,
Presidente? Le dicono, queste cose, questi colleghi, che sono i responsabili del fatto...
perché loro non amministrano più, perché si lamentano del fatto che avrebbero voluto
farlo loro, ma siccome sono stati puniti nel 2016 dagli elettori, a livello politico sono
stati puniti, gli stessi sono qui a raccontare con i loro storytelling che noi non facciamo
niente, che siamo degli incapaci, che non vogliamo fare la Metro, addirittura ho sentito
dire durante le Commissioni che noi avevamo posto dei dubbi sulla delibera perché in
realtà, siccome eravamo contro la Metro 2, stavamo tirando un po’ di casino per non
farla proprio. Cioè, io li ammiro Presidente, perché veramente la loro capacità di
mettersi una maschera, cambiare, rivoltarsi, di cambiare partito, di provare a costruirne
un altro senza neanche riuscirci, cioè, sono capaci a fare delle cose fantastiche e li
ammiro sotto questo punto di vista, però non è così Presidente, noi siamo sempre stati
favorevoli alla Metro 2, in maniera diversa dalla loro idea politica. E ricordo a questi
colleghi che questa Città è stata amministrata per 23 anni da loro e alcuni di loro ne
hanno fatto parte per 10-15 anni, forse 20 no, ma 15 anni di amministrazione, quindi
loro sono i responsabili dei ritardi, dei fallimenti di questa Città, perché poi ho sentito
dire, come se mi dovessi spaventare: “I Consiglieri di Maggioranza, chi la voterà si
assumerà la responsabilità politica e personale”, ma dai?! Presidente, vorrei solamente
dire una cosa, mi faccia da tramite: dica a questo collega che sono quattro anni e mezzo
che ci prendiamo la responsabilità, cosa che loro non hanno fatto, anzi, ci siamo presi
responsabilità pure su delle loro scelte sciagurate, che hanno portato questa Città quasi
in dissesto economico e noi, in maniera responsabile, ci siamo assunti la responsabilità
di fare delle scelte anche difficili; invece loro, dei codardi politici veri, codardi politici
veri, cosa hanno fatto? Sono venuti qui, fanno finta di essere nuovi, di essere dei novelli
della politica, raccontando addirittura che noi eravamo i responsabili! Vale tutto in
politica, ho capito questo, quindi anche io comincerò a fare come loro. Io non cerco
voti, però incomincerò a fare anche io come loro, perché ho capito che in parte può
anche funzionare, perché pensano che i cittadini dopo un po’ si dimenticano; secondo
me non si dimenticano, perché io ho sempre avuto una reputazione alta nei confronti dei
cittadini, secondo me sono abbastanza intelligenti, non si dimenticano.
Quindi, Presidente, tutte le sciocchezze che ho sentito dire..., oggi è la seconda o terza
volta che sento parlare delle scatolette di tonno, questa battutina anche vecchia e banale,
nel senso che è un po’ vecchiotta, io gli direi di cambiare un pochettino, come dire, il
disco, mi fa sorridere. Io, ripeto, abbiamo fatto tantissime cose e questa è un’altra cosa
che abbiamo fatto e che rivendichiamo, però capisco che per loro non abbiamo fatto
niente, perché evidentemente tutte le cose che noi abbiamo fatto buone, loro non le
condividono, potrei fare un elenco infinito e magari troverò occasione di dirlo in un
altro Consiglio l’elenco di tutte le cose che noi abbiamo fatto e che loro non hanno
fatto: potrei parlare del MOI, ho parlato prima delle ATP, potrei parlare dei campi rom,
potrei parlare del Bilancio, potrei fare un elenco infinito, ma io lo capisco che per loro
non abbiamo fatto niente, perché sono cose che loro non condividono. Loro sono contro
la Metro 2, sono contro la Metro 2, perché loro tergiversano e cercano di mandare un
po’ tutto in vacca, per evitare, come dire, che venga portata avanti per il loro tornaconto
elettorale. Quindi, Presidente, io voterò in maniera favorevole alla deliberazione, dopo
la votazione degli emendamenti del collega Malanca. Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Prego, Consigliere Mensio.

MENSIO Federico
Grazie, Presidente. Ma, allora io, sulla scia di quanto detto dal Consigliere che mi ha
preceduto, il Consigliere Versaci, si è cercato di far apparire una spaccatura nel Gruppo
consiliare su questa deliberazione, perché non eravamo d’accordo sulla Metro: non è
assolutamente vero; sul tracciato della Metro 2 men che meno; sul fatto di dare... e mi
sembra anche sia stato espresso anche da qualcuno della Minoranza, come dire, un
affidamento sulla progettazione della Metro 2, in qualche maniera, in una forma che è
prevista dalla norma, cioè quale la società in house; men che meno sono state sollevate
alcune..., come dire, non obiezioni, ma richieste di chiarimento, che tra l’altro sono state
in buona parte - e di questo ringrazio il Consigliere Malanca, il Presidente Malanca
della Commissione - riprese negli emendamenti che lui stesso ha depositato e presentato
alla delibera. Quindi, ovviamente per il nostro Gruppo consiliare, e nello specifico parlo
per me, sicuramente è un progetto interessante, è chiaro che chi è contro l’idea della
nostra Linea di Metro 2 non può che... o meglio, dovrebbe votare contro se fosse
contrario, ma sappiamo che, per motivi politici, diciamo, di opportunità elettorale, non
voterà mai contro un’opera che è sentita, è necessaria alla città, sentita dalla città e
necessaria alla città, e quindi preferisce, come al solito, non partecipare al voto piuttosto
che dire: “No, io sono contrario, punto e basta”, perché così è tutto più semplice, è tutto
decisamente più semplice. Anche io sono capace a dire: “Guarda, sono contro, però non
voto perché in realtà non voglio espormi più di tanto”, no, invece uno dovrebbe avere il
coraggio di dire: “A me questa cosa non piace, non mi sta bene, voto contro. In scienza
e coscienza voto contro, perché non sono d’accordo”, poi ne risponderà ai suoi elettori.
Noi votiamo, penso quasi tutti, favorevolmente. Devo anche aggiungere che,
ovviamente, quello che mi stupisce è che uno non partecipi al voto su una delibera, ma
poi pretenda che si votino delle mozioni di accompagnamento a quella delibera, boh mi
sembra assurdo: se uno si astiene da un voto di una deliberazione, secondo me non è
previsto dal Regolamento, ma dovrebbe decadere anche la mozione di
accompagnamento che una persona presenta, perché non ha, secondo me, nessun senso
dire: “Io faccio una mozione di accompagnamento a una deliberazione, che poi decido
scientemente di non votare”. Boh, a volte ci sono cose, nel panorama politico cittadino e
nelle file regolamentari, anche se ogni tanto il Regolamento vedo che non viene sempre
appreso appieno, che evidentemente non mi quadrano; è una possibilità, però, per carità,
mi risulta un po’ strana.
Detto questo, aggiungo anche che, rispetto a quanto ho chiesto prima al presentatore
della mozione sull’area “Gondrand”, sono abbastanza poco convinto di votare
favorevolmente quella mozione per il semplice fatto, come ho già detto, che, sì, siamo
nel parcheggio di interscambio, questo nessuno lo vieta, è stato citato Fermi, lo cito
anch’io, andate a vedere la situazione di Fermi, che è un parcheggio di interscambio
veramente microscopico, dove vengono parcheggiate le auto e addirittura il centro
commerciale, quello sì è un centro commerciale, però costruito, guarda caso, il Comune
di Collegno ha dovuto chiudere il proprio parcheggio interrato e anche quello di
superficie a determinati orari, per evitare che diventasse il parcheggio di interscambio
della Metropolitana, ecco, io non credo che in quell’area lì un parcheggio di
interscambio sia l’ideale, ci sono sicuramente altri posti, ci sono sicuramente altre zone
in cui farlo, ma quella zona lì, per le mie, come dire, esperienze, non è la zona ideale per
costruire un parcheggio di interscambio. Se vogliamo parlare di intermodalità
facciamolo, ma non in quell’area specifica. Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Adesso ho il Consigliere Fornari, prego, ne ha facoltà per cinque minuti.

FORNARI Antonio
Sì, grazie, Presidente. Io ovviamente voterò a favore di questa delibera, anzi, non vedo
l’ora che questa delibera passi, perché, in maniera figurata, sono già qui pronto per
prendere la Metro 2. Invece c’è qualcuno che negli interventi precedenti, ovviamente,
cerca di temporeggiare, di perdere tempo, di parlare di bandi europei, di insinuare che
Infra.To sia una cricca, che sia un qualcosa di... chissà quale società di incapaci, non in
grado di riuscire a organizzare la progettazione della Metro 2, quando in realtà Infra.To
ha già progettato in parte la Metro 1, gestisce attualmente, ha già fatto dei lavori su
Metro 1, non vedo perché non possa anche progettare la Metro 2. E invece c’è qualcuno
che mette in giro queste insinuazioni, che obbiettivamente lasciano il tempo che
trovano, perché in realtà l’obiettivo, secondo qualche Consigliere, è solo quello di
temporeggiare e perdere tempo, perché c’è un effetto “rosicamento” su questa
deliberazione, perché questa Amministrazione è stata l’unica a trovare quasi un miliardo
di euro per far partire la Metro 2, e con questa delibera - dobbiamo dirlo - si riuscirà a
ridurre i tempi, se l’affidamento a Infra.To andrà a buon fine, perché questa delibera
non fa un affidamento a Infra.To, ma da un’indicazione ai nostri Dirigenti di fare una
valutazione tecnica, economica e di congruità sulla possibilità di affidare la
progettazione a Infra.To. Quindi, non votare questa delibera significa non avere fiducia
nei nostri Dirigenti comunali sui lavori di congruità e di verifica tecnico-economica
sull’affidamento a Infra.To, non aver fiducia su Infra.To, su una società che per anni ha
gestito... ha progettato in parte Metro 1 e adesso non si capisce perché Metro 2 non deve
essere affidata, e vogliono fare un bando europeo per affidare la progettazione a una
società di progettazione di Parigi o di Berlino, quando abbaiamo una società qui a
Torino e abbiamo le competenze, perché la terza questione è non avere fiducia nel
territorio torinese nel progettare una Linea Metropolitana. Ho fatto in Commissione
l’esempio di Milano: Milano è partita come noi, tanti anni fa, quando aveva una sola
Linea 1 di Metropolitana, negli anni ha progettato... creato una società di progettazione
e ha progettato le proprie linee, adesso attualmente hanno creato una società che lavora
a livello internazionale, ha progettato e sta progettando la Linea Metropolitana di
Napoli, ha progettato una Linea Metropolitana addirittura in Arabia Saudita a Riyad,
quindi è diventata una società internazionale. Noi, con queste indicazioni che daremo
con questa delibera, cerchiamo di creare lavoro sul territorio, perché è importante anche
quello: qualcuno andrà, poi, in campagna elettorale e che cosa dirà ai cittadini torinesi
quando chiederanno: “Cosa può fare il Comune di Torino per creare lavoro?”, questo è
un esempio classico, un esempio classico di una Città che investe sul proprio territorio.
Noi abbiamo una società, abbiamo il Politecnico di Torino, io mi chiedo: noi cosa
possiamo andare a raccontare a un giovane del Politecnico e dirgli: “No, qui a Torino
non c’è lavoro per te, perché abbiamo fatto un bando europeo e assegnato la
progettazione di Metro 2 a una società a Berlino o a Parigi o a Bruxelles, vai a lavorare
lì”, quando in realtà c’era la possibilità - con questa delibera noi diamo questa
indicazione - di dare e assegnare i lavori a una società torinese, in modo da dare lavoro
qui a Torino. Invece c’è un clima di sfiducia da parte di qualcuno, che poi, ovviamente,
non votando questa deliberazione, perché se non voterà questa deliberazione..., dovrà
giustificarlo in campagna elettorale ai torinesi e dire: “Noi non ci fidiamo dei Dirigenti
comunali, non ci fidiamo di Infra.To, non ci fidiamo del territorio torinese e del
Politecnico di Torino, non ci sono Ingegneri, Geologi in grado di progettare una Linea 2
della Metropolitana” perché questo è il messaggio che passerà. Se qualcuno ha il
coraggio di dire questo poi in campagna elettorale, non voti questa deliberazione. Io
invece ho fiducia nei Dirigenti comunali, ho fiducia in Infra.To, ho fiducia nel territorio
torinese e quindi mi auguro che la progettazione della Linea 2 della Metropolitana
venga assegnata a Infra.To e voterò convintamente questa delibera. Grazie.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei, Consigliere Fornari. Io non ho altre richieste di intervento.
Prego, Consigliere Giovara.

GIOVARA Massimo
Grazie, Presidente. “Ma cosa stanno facendo questi grillini?” “Stanno per fare la Metro
2”, “Ma come si fa? Come fai? Come fai a lasciargli fare la Metro 2? Bisogna trovare
un modo per rallentare questo processo”, “Ma perché? La Metro 2 è una buona cosa, la
volevamo anche noi” “Sì, ma non possiamo permettere che siano loro a farla”.
Caro, Presidente, scusi per lo scherzo, però io credo che, dopo questi quattro anni, sia
talmente automatico il percorso, e lo abbiamo visto con le ATP Finals, che è veramente
scontato quello che succede in questa Sala ogni triste lunedì, che è triste per quanto
riguarda il fatto che devo avere di fronte in Consiglio Comunale... dovevo, purtroppo
adesso non li posso neanche più vedere, peccato, soggetti di questo genere, perché io
non devo..., naturalmente in Maggioranza abbiamo valutato con attenzione, no? questo
atto che stiamo per andare a votare, ma avrei anche potuto non valutarlo e credo che nei
prossimi mesi potrò tranquillamente non valutare nulla, sentirò prima cosa dicono le
Minoranze, sento cosa dicono le Minoranze e faccio esattamente il contrario, e sono
sicuro che magari non sempre..., perché spesso abbiamo votato anche atti insieme, ed
era la mia speranza che su un atto di questo genere ci fosse un consenso diffuso in Sala
Rossa, ma purtroppo non è così, perché per le partite importanti è più importante il
partito, quando si tratta di cose così importanti, non è importante la popolazione
torinese, è importante il partito, soprattutto quanto di si avvicinano i mesi delle
votazioni, in cui poi, peraltro, sarà molto difficile che si esca vincitori completamente,
quindi si sta lavorando..., questi soggetti, tra l’altro alcuni sono partitini microscopici,
stanno lavorando per qualche piccolo voto, qualche sporca manciatina di voti, e intanto
quello che passa è il treno della Metro, della Metro 2, che gli passa davanti e che
purtroppo non li vede partecipare. Sì, anch’io sono abbastanza turbato dal fatto... mah
“turbato”, è una parola completamente sbagliata, sono abbastanza divertito, come il mio
collega Versaci, del fatto che spesso, quando ci sono degli atti interessanti, per creare un
po’ più di confusione si fanno mozioni di accompagnamento, in alcuni casi ho visto
addirittura emendare degli atti che poi non venivano votati, veniva chiesto di votare
l’emendamento, ma non si votava l’atto, come se fosse una roba assolutamente normale
questa. Ebbene, io voterò con forza questo atto, ringrazio per la seconda volta
l’Assessora Lapietra per lo sforzo immane che sta facendo, cercando di diradare dalle
corbellerie che ci circondano questa azione, che sta facendo a favore della mobilità
dolce, e per aver portato su questo territorio così tanti soldi per davvero e non così tanti
debiti per davvero, come qualcuno prima di noi ha fatto, e quindi grazie, grazie.
Grazie, Presidente.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei, Consigliere Giovara. Io non ho altre richieste di intervento.
Prego, Consigliere Napolitano.

NAPOLITANO Vincenzo
Sì, grazie, Presidente. Intervengo solo perché ci tenevo a ringraziare l’Assessora
Lapietra per l’enorme lavoro fatto insieme a tutti gli Uffici, i Dirigenti, i Tecnici, chi ha
contribuito a questo miracolo, perché di un altro miracolo si può iniziare a parlare, ed è
proprio questo che secondo me chi aveva già fatto un progetto per questa Metropolitana
2, un progetto che è stato bocciato dagli elettori, perché l’hanno fatto quando poi gli
elettori gli hanno detto che non volevano più che amministrassero questa Città, il fatto
che siano proprio loro a cercare in mille modi, con questa tecnica azzeccagarbugli,
cercando di spaventarci, di gridare: “Al lupo! Al lupo!”, “Attenzione, perché potreste
finire male se votate questa cosa”, insomma, non vogliono assolutamente che la si
faccia ed è, direi, anche comprensibile, perché, a furia di miracoli, cioè di miracoli
questa Amministrazione ne ha già fati tanti, ne hanno già citati tanti i miei colleghi, non
sto qua a ripetermi più di tanto, ma dal Bilancio, ai roghi tossici, via Germagnano, l’ex
MOI, tanti, gli ATP Finals sono stati già citati, la Cittadella dello Spazio, quanti
miracoli ha fatto questa Amministrazione, raccogliendo le briciole che ci hanno lasciato
proprio quelli che la Metropolitana 2 non sono mai riusciti a farla. E sa, Presidente, il
problema di chi sta cercando in tutti i modi di rallentare il più possibile questa cosa,
sperando che non vada in porto, è il fatto che, a furia di miracoli, è capace che poi
l’elettore incominci a credere al Santo e allora niente, l’unico modo è sempre cercare di
screditare, screditare, screditare, cioè la cosa triste è che non hanno una proposta, hanno
solo... così, l’unica cosa che gli rimane sono consigli che continuano a dare alla
Maggioranza, anziché darseli da soli e screditare, screditare e screditare. Ci chiedono di
prendere una posizione politica e di avere il coraggio di sostenerla, e noi è proprio
quello che stiamo facendo: stiamo sostenendo una scelta politica fatta con coraggio, con
un grande coraggio da parte dell’Assessora Lapietra, e ci stiamo apprestando a votarla,
almeno io la voterò convintamente questa delibera. Non vedo dall’altra parte, invece,
almeno nelle intenzioni di voto, il coraggio di sostenere la loro azione politica, che,
come al solito, va verso i privati; è una scelta politica ben precisa, l’hanno sempre fatta,
l’hanno fatta in passato, che ne so, per citarne una, la vendita dell’80% delle farmacie
comunali, era proprio questa intenzione di andare sempre verso il privato. Hanno
dichiarato prima che, fosse stato per loro, comunque quella Infra.To, che addirittura è
stata... per la quale si insinua che sia una cricca, non avrebbe mai ricevuto un appalto
così importante, “Figuriamoci, diamolo sempre ai privati, facciamo in modo che tutto
vada verso i privati”, perché i privati, si sa, votano, mentre magari il tornaconto di
affidare, iniziare a far sì che il pubblico inizi a funzionare, è sempre sconveniente,
perché il pubblico non deve mai funzionare. Tra i miracoli che abbiamo fatto, è stato
proprio risanare un’azienda come la GTT, cioè un’azienda che loro volevano vendere,
ma che non sono riusciti neanche a vendere perché era talmente messa male che non la
voleva nessuno. Quindi oggi si attaccavano ad articoli di giornale assurdi, che
raccontavano le storie di Babbo Natale e degli omini cinesi che costruiscono i bus
elettrici in nave, almeno questo all’andata mentre li portavano; chissà, io mi chiedo al
ritorno che cosa facevano gli omini cinesi, quando non avevano più da montare le
scatole dei Lego, cioè boh, forse si facevano una crociera. Insomma, ci stiamo
apprestando a votare un progetto veramente utile per i cittadini, io torno sempre a
parlare di “cittadini”, perché è un progetto assolutamente utile per loro, non è un
progetto che incrocia la Linea della Metropolitana già esistente, che va a servire tutta la
Città e non solo, mentre i progetti precedenti andavano a servire i cimiteri, cosa che...
per cui probabilmente i cittadini hanno deciso che non era il progetto giusto per loro.
Io voto con coraggio, mi pongo davanti ai rischi, a questi rischi paventati…

SICARI Francesco (Presidente)
La invito a concludere.

NAPOLITANO Vincenzo
Sì, concludo, mi scusi. Questi rischi paventati di finire male, che... non so, che ci
facciamo magari anche un esposto, pazienza, se dovremo essere condannati, saremo
condannati anche questa volta per fare qualcosa di utile ai cittadini. Grazie, Presidente.

SICARI Francesco (Presidente)
Grazie a lei. Io non ho altre richieste di intervento da parte dei Consiglieri.
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