| Interventi |
| RUSSI Andrea Mi sente, Presidente? RUSSI Andrea Grazie, Presidente. Intanto, ringrazio il Collega Chessa per aver presentato questa interpellanza al Consiglio perché finalmente è l’occasione per parlare di una questione che affligge davvero tutti... moltissimi, in questo periodo, cittadini torinesi, ma tantissimi anche piemontesi perché la situazione è veramente disastrosa. Nella prima fase abbiamo avuto davvero tutti modo di cogliere le carenze di questa Giunta Regionale; io le ho vissute anche da operatore sanitario e ho visto che la prima ondata di contagi è stata veramente disastrosa, ho vissuto sul campo tutte le innumerevoli difficoltà a reperire proprio i più elementari dispositivi di protezione individuale, dalle mascherine filtranti ai camici idrorepellenti, dopo che nel frattempo il Piemonte stava diventando la seconda regione d’Italia per numero di contagi. Professionisti sanitari, medici e infermieri si sono ammalati e alcuni sono addirittura morti; ho anche dei colleghi che sono morti a causa della mancanza di adeguati strumenti di protezione negli ospedali, dopo, tra l’altro, non aver ricevuto tamponi promessi e io stesso farò il secondo tampone dall’inizio della pandemia soltanto mercoledì prossimo e anche questa è veramente una questione da affrontare, purtroppo non in questa sede ma... questa è la sede giusta anche per parlarne. Poi, come dimenticare scelte scellerate come l’autorizzazione al trasferimento di pazienti positivi all’interno delle residenze per anziani o il pasticcio delle segnalazioni dei medici di base andate perdute con centinaia di casi sospetti che svanirono nel nulla. Era una gestione in seguito alla quale anche qui a Torino avevamo chiesto il commissariamento della Sanità piemontese e si sperava dunque che ci fosse stato tutto il temo per prepararsi a gestire una seconda ondata, che era ben nota a tutti, sia a chi lavorava nel settore che anche a chi seguiva la questione dall’esterno che questa seconda ondata sarebbe arrivata soltanto nell’autunno. E invece dopo il disastro - perché è stato un disastro - di marzo e aprile ci troviamo di fronte, di nuovo, ad una gestione della seconda ondata per certi versi ancora peggiore, soprattutto perché era preannunciata da molto tempo e perché il tempo per correggere il tiro ci sarebbe stato. L’inefficienza di questa gestione tocca i diversi punti e sono già stati anche citati dai colleghi, però le code chilometriche per i tamponi negli hotspot le stiamo vedendo tutti, le persone recluse in casa in attesa degli esiti degli esami per il Covid, l’aumento costante e vertiginoso dei contagi e il maggior numero dei decessi rispetto ad altre regioni, fatta eccezione per la Lombardia, o la dotazione di posti letto ogni 100.000 abitanti più carente d’Italia. È assente un piano sugli ospedali da destinare all’emergenza Covid e il tessuto economico produttivo della nostra regione è in ginocchio. I posti letto per i pazienti Covid semplicemente sono creati sottraendoli ad altri reparti, succede anche nell’ospedale dove lavoro io, con centinaia di persone che potrebbero avere bisogno di cure che vengono lasciate a casa, con tutte le conseguenze del caso e ovviamente le gravi ripercussioni per esami e visite di routine. È una situazione che andrà inevitabilmente ad allungare ancora di più i tempi delle liste di attesa delle ASL piemontesi, ancora una volta abbandonate a se stesse in quanto non esiste al momento alcuna indicazione chiara nel piano pandemico. Questa volta però non parlo solo da operatore sanitario perché ho avuto la terribile sventura di assistere a queste inefficienze anche dall’altra parte della barricata in quanto ho i miei genitori che sono appunto malati di Covid con 39 di febbre da giorni e hanno dovuto attendere per il tampone dopo essersi recati due volte negli hotspot piemontesi, due, e una volta sono stati mandati indietro perché appunto c’era troppa gente in coda e sono dovuti tornare due giorni dopo; immaginate una persona di 65 anni distesa in macchina con vari problemi a dover aspettare quattro ore in coda per un tampone; e ho mia zia che dopo aver atteso per giorni un tampone domestico in quanto non può spostarsi, non ha la patente, non ha la possibilità di farlo, è stata portata via da casa con l’ambulanza e io mi auguro che nei prossimi vada migliorando, però, insomma, questa è veramente una gestione delinquenziale della Sanità pubblica. Nulla è cambiato dunque dalla prima ondata dei contagi, la Regione Piemonte era impreparata allora e lo è anche adesso con la seconda impennata dei casi; e se a marzo scorso la Giunta poteva avere qualche giustificazione plausibile parlando magari di ciò che aveva ricevuto in eredità, adesso non c’è alcun tipo di giustificazione. Io davvero non riesco ancora a capire cosa debba ancora fare questo Assessore, l’Assessore alla Sanità regionale, per farsi sfiduciare; non riesco a capire se stia venendo difeso per un braccio di ferro politico o perché davvero viene ritenuto meritevole di ricoprire quel ruolo, però qui si sta parlando di vite umane, bisogna mettere davvero al primo posto l’interesse e la salute dei piemontesi agli interessi di Partito. Serve davvero un Assessore alla Sanità che possa risolvere i problemi attuali eh, il problema non sono davvero, come ho sentito, i sei giorni di luna di miele in piena emergenza sanitaria, il problema è che pare che l’Assessore alla Sanità regionale sia in vacanza da quando è stato eletto. Grazie, Presidente. |