| Interventi |
| PETRARULO Raffaele Che cosa dobbiamo discutere? PETRARULO Raffaele Grazie della facoltà, Vicepresidente. Io ho sentito la risposta dall’Assessore Unia, che naturalmente do come discorso, come data questa interpellanza è stata depositata il 24 settembre 2020. Io so che è da più mesi di tempo che quel pezzo di strada non è un discorso in cui si può passare. Io guardavo le foto, come spesso, com’è il mio costume, non è come spesso, spesso non è un costume, faccio le foto proprio per capire se quello che poi uno va a dire poi alla fine non venga poi smentito, perché poi sembrerebbe quasi che tutto è stato fatto, è stato fatto in maniera diversa. Falchera è una cittadina molto carina, molto bella, con il laghetto e tutto quello che sia, ed ha anche questo grande patrimonio di verde che è un polmone, non solo per Falchera, ma poi per quello che si ripercuote per le zone circostanti, le zone retrostanti, perché dobbiamo pensare benissimo a viale Falchera come ad un viale, ma così come crescevano, come crescono gli alberi, e così come scendono le foglie sul viale, sto guardando proprio adesso, non puoi neanche passare, non puoi neanche camminare, non puoi neanche fare quello che dice l’amica, Assessora Lapietra, una pista ciclabile, potrebbero andare in bicicletta, ma lì batterebbero la testa, qualcun altro qualcos’altro, ma queste sono battute che lasciamo per altri temi. Quello che invece non riesco a capire io è il Verde Pubblico, ho preso nota, dice: “Ogni sette anni si cerca di potare gli alberi”. Allora, su questo qui abbiamo già avuto degli approfondimenti in questo senso: noi abbiamo, purtroppo i torinesi, gli italiani, un popolo che sa tutto di tutto, io ho visto gente fermarmi ed essere i più grandi giardinieri d’Italia, nel senso che mi dicevano: “Ma perché hanno potato così gli alberi?”, parlo di piazza Bottesini, per capirci, perché poi arrivo alla Falchera. Io, che non sono giardiniere in questo caso e non ho l’accortezza di poter dire se un taglio è stato fatto bene o meno, certe volte guardo la capigliatura, quella che è la chioma dell’albero stesso e, quando lo vedo così fluente, che non fa passare la gente sotto, dico: “Ma scusatemi, dobbiamo lasciare l’albero così (incomprensibile), a questo punto, ci mancherebbe altro, chiudiamo quel pezzo di viale, lo facciamo diventare albero, quindi parco, giardino quindi”, oppure, se è invece un viale in cui si deve passare a piedi, in bicicletta o quello che sia, deve avere le giuste corrispondenze, se no non capisco che ci stanno a fare i lampioni se l’albero poi dopo invade i lampioni o è il lampione che ha invaso l’albero. Perché spesso e volentieri noi abbiamo questa brutta discrasia tra le due cose. Molte volte, mi diceva un Dirigente del Settore pubblico del Verde, di cui apprezzo la sua competenza, mi scordo il nome, ma poi lo dirò se me lo ricordo, che diceva: “Spesso e volentieri gli alberi sono lì e poi vengono messi i lampioni che sono diversi e quindi vengono coperti dagli alberi”, e quindi dice: “Chi ha messo i lampioni doveva capire che non poteva metterli ad una certa altezza, doveva fare diversamente.” E su questo ha ragione lui, perché occorre, Assessore Unia, adesso siamo a fine mandato, ci mancherebbe, però avere la lungimiranza di capire, di fare quegli interventi, a quello che sia le reti, a quello che sia l’illuminazione, in cui l’illuminazione abbia un senso, sia per quello che riguarda la circolazione, sia per quello che riguarda la sicurezza, sia per quello che riguarda la conservazione di tutto il nostro patrimonio arboreo che abbiamo in una città. Perché se mettere un albero che copre un lampione di cui paghiamo la luce, ma poi la sera non ha utilizzo per il lampione, ma non lo dà neanche per quello che riguarda la cittadinanza che ci passa sotto, noi abbiamo quello che succede in viale Falchera, perché viale Falchera, purtroppo e per fortuna, è uno dei viali secondo me, sia per la sua collocazione, sia per com’è messo, sia per come si innesca poi dalla piazza Astengo, anche lì abbiamo un’altra Anagrafe, di cui ho fatto l’interpellanza, chiusa purtroppo. Falchera su tante cose ha delle belle cose, ma poi alla fine, forse perché non vogliono farla decorare troppo, si hanno delle grandi mazzate: vedi il taglio dell’erba, vedi le (incomprensibile) che non ci sono, vedi gli altri servizi che non arrivano. Occorre anche, secondo me, dare lustro a quello che è il viale, il viale principale per entrare in Falchera, perché la seconda entrata è quella che viene da corso Romania, ma non è che poi uno entra di là per poi andare in Falchera, spesso e volentieri tutti passano da qui. Quindi, anche quello di dare un certo taglio, un certo aggrado a quella che è la veemenza, quindi a quella che è la bellezza di un quartiere, di una zona, come la Falchera stessa io reputo che sia, anche perché abitata da molte persone che sono veramente persone eccezionali per quello che fanno, vorrei anche che naturalmente poi ci siano..., c’è quest’agenda web che parla dei tagli, però occorre anche naturalmente che su certe zone non si agisca prima o dopo, ma si capisca che cosa fare, perché se questi tigli crescono nella maniera così giusta, rigogliosa, come la natura li ha delineati, occorre anche capire che cosa farci sotto, perché se questi crescono così sotto non ci passa più nessuno, e se non ci passa più nessuno quindi non ha senso tenere un viale in quella maniera. Allora, quindi, dobbiamo capire che cosa fare, che taglio fare e come fare. Non sono capace, non so se si può tagliare fino ad un certo punto (incomprensibile)... PETRARULO Raffaele Chiudo naturalmente, non con lo (incomprensibile), che non si addice in questo caso, ma naturalmente con un invito all’Assessore Unia a far sì che questa pianificazione poi in una prossima Commissione ci venga anche un po’ delineata e anche spiegata meglio per fare capire a tutti che forse potare non vuol dire lasciare a zero un albero, ma forse solamente fare una spuntatina per far sì che questo qui cresca e dia il suo giusto contorno alla città stessa. Grazie. |