| Interventi |
| ARTESIO Eleonora Grazie. Io mi ero particolarmente rallegrata e anche motivata dalla lettura della Legge predisposta dal Governo per produrre atti straordinari in relazione ad una situazione eccezionale, ma nell'eccezionalità riconoscere situazioni di sofferenza o di esposizione a rischi sanitari e sociali tali per cui l'introdurre elementi particolari per un periodo particolare avrebbe poi potuto consentire alle politiche pubbliche di sviluppare cambiamenti di lunga durata. È per questo che avevo estrapolato gli elementi a mio avviso di maggiore interesse, immaginando che l'applicazione di una norma nazionale avrebbe anche sollecitato l'Amministrazione ad avanzare delle proposizioni nuove perché, in virtù di una norma nazionale, ci si trovava nelle condizioni non solo di essere garantiti negli interventi, ma anche di essere sollecitati. Francamente, le risposte che ho ascoltato sono risposte che mi lasciano intendere che se esisteva un impulso originario di innovazione nell'atto nazionale, e il "se" per chi non ha partecipato a quel dibattito è d'obbligo, certamente non esiste a livello locale una disponibilità al trasformarsi in funzione di questo tipo di sollecitazioni, perché ho sentito nella risposta fornita dagli Assessori la riproposizione di progetti antecedenti, di progetti in corso e non ho ascoltato alcuna disponibilità a introdurre delle modalità innovative in virtù di queste sollecitazioni nei futuri indirizzi. Banalmente, cito due esempi: il primo riguarda il fatto che non il Consiglio Comunale e non i Consiglieri di Opposizione, ma gli organi di informazione riproducono puntualmente le osservazioni di tutti coloro che in un segmento del mercato immobiliare hanno convertito la disponibilità delle loro abitazioni in direzione dell'ospitalità degli studenti, con le conseguenti difficoltà della fase attuale dovuta ai cambiamenti e agli stili diversi di frequenza degli istituti universitari che fortunatamente non hanno subito nel torinese calo di iscrizioni, ma evidentemente stili di comportamento diversi tra la sede fissa e invece il viaggio per studio. Ora, se questo è un tema che avvertono gli operatori e che i media riprendono, non sarebbe sensato riprendere il ragionamento di quella mozione che andava a valutare la distribuzione di queste opportunità abitative nei diversi quartieri, gli esiti di riqualificazione che quelle conversioni producevano o non producevano, i valori immobiliari messi a reddito in un contratto di locazione confrontati con le capacità di spesa degli studenti e magari confrontati anche con le previsioni che noi come Città abbiamo fatto quando, assumendo le concessioni per le costruzioni di nuove residenze avevamo anche definito determinati canoni per l'accesso e per la frequenza, che oggi risultano, stando a quel tipo di andamento della residenzialità studentesca, non più compatibili con la situazione generale di mercato? O ancora quando parliamo nel terzo punto di questa interpellanza dei servizi di prossimità, non chiedo di essere aggiornata sui numeri delle cure domiciliari in lungo assistenza o dei centri diurni per persone disabili, che conosco e di cui abbiamo discusso, chiedo di sapere se, ad esempio, in relazione alle questioni delle future Case della Salute, dei gruppi di cure primarie, delle forme di continuità sanitaria e assistenziale, la Città voglia farsi promotrice, mettendo a disposizione le proprie strutture, sollecitando le associazioni dei medici di famiglia, sviluppando localmente l'esperienza dell'infermiere di comunità. E ancora, per ritornare al primo punto, mi era sembrata interessante l'apertura, sia pure limitata nel tempo, a riconoscere l'accesso a diritti fondamentali di tutela della salute a quelle condizioni familiari o di nuclei o di persone che non abitano in un locale di cui possano vantare la residenza, su cui insistono a latere procedimenti che hanno altra natura di tipo giudiziario o di altra valutazione, ma che tutti diciamo, a fronte delle particolari condizioni di componenti della famiglia, ma anche del rispetto della persona, debbono poter avere accesso ai servizi essenziali come poter prenotare il medico di famiglia o il pediatra di libera scelta. Se questa è una sensibilità maturata nell'eccezionalità e quindi sospendendo un giudizio giuridico, sospendendo, per chi ce l'ha, un giudizio morale sulla questione delle occupazioni senza titolo, forse un ragionamento nella direzione dei casi che qui snoccioliamo seduta per seduta, sentendoci rassicurare che, sì, i minori sono tutelati, sì, le donne in gravidanza sono tutelate, sì, il disabile è tutelato, e poi veniamo a conoscere separazioni di nuclei, situazioni esposte pubblicamente, avrei sperato in qualche guizzo, in qualche intenzione più innovativa. |