| Interventi |
| ARTESIO Eleonora Intervengo sulla mozione Tresso? In un unico... In tempo? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora, cominciamo così. Parto dalla mozione del Consigliere Tresso, perché ricordo molto bene la discussione avvenuta in videoconferenza in V Commissione in occasione della prima presentazione da parte del Collega. In quella situazione la Commissione, per bocca della Giunta e per interventi di altri Colleghi, aveva, in qualche modo, sottolineato la ridondanza dell'atto del Collega, nel senso che moltissimi degli indirizzi riportati in quella mozione, dalla necessità di una comunicazione diffusa, alla responsabilità rispetto alle offerte educative durante il periodo estivo, alla cooperazione con le altre organizzazioni di carattere educativo, sembravano, oltre che storicamente radicate all'interno della nostra città, anche già ampiamente praticate e valutate in funzione della programmazione della versione Estate Ragazzi 2020. Devo dire che questa certezza raccontata in Commissione sicuramente si fondava sulla buona volontà ed anche sul lavoro dell'Amministrazione. Purtroppo, non è stata premiata dalle reazioni delle iscrizioni e delle famiglie. E allora probabilmente bisogna interrogarsi se fosse davvero un'organizzazione così comunicata ed un'organizzazione così efficace. Io sono certa di quello di cui sto parlando, perché ho acquisito i dati degli andamenti e so bene che, mentre "Bimbi Estate" ha avuto una frequenza pressoché totale, una/due unità in meno rispetto ai posti programmati, quindi significa che l'impianto, che si era strutturato e che è anche storicamente riconosciuto nella nostra Città da parte delle scuole per l'infanzia comunali, ha trovato l'apprezzamento, come ogni anno, da parte delle famiglie; in realtà per le iscrizioni di "Estate Ragazzi", noi siamo ad un terzo di frequenza rispetto ai posti disponibili. Quindi, sostanzialmente, su una capienza di più di 1.800 posti, nei momenti di massima partecipazione abbiamo avuto 800 iscrizioni e questo è un dato clamoroso. E allora è doveroso ovviamente interrogarsi rispetto alle difficoltà che le famiglie avranno incontrato, perché certo non può essere stato un problema di sfiducia o di timore, altrimenti le opportunità offerte dalle strutture estive private non avrebbero avuto una frequenza al 100% e addirittura delle liste di attesa. Quindi, probabilmente esistevano questioni di ritardo nella comunicazione. Sicuramente, c'è stato un grosso imbuto nella modalità di iscrizione, perché chiedere alle famiglie di acquisire, per potersi prenotare, con soli quattro giorni di fascia aperta per le prenotazioni, bisognava acquisire lo SPID e in quattro giorni fare l'iscrizione, ha prodotto questo tipo di disaffezione. Allora, si vorrà in funzione di un miglioramento, riconoscere gli errori quando sono avvenuti? Io credo che se fossimo, meno male che non lo siamo, perché certo non è il mio modello, ma all'interno di un contesto aziendale se un amministratore delegato presentasse questi esiti su un progetto importante del proprio Ente, della propria azienda, qualche problema lo avremmo, a meno che non sia colpa degli Uffici, perché poi su questa materia ovviamente c'è sempre una responsabilità amministrativa e scarsamente ci misuriamo con la responsabilità politica. Vengo invece all'illustrazione dell'atto che ho proposto, che è del 22 aprile e non aveva avuto la fortuna di andare in Commissione Consiliare, ma che è tuttora valido. Nel senso che io in allora pensavo alla possibilità di impiegare i cortili scolastici come momento di incontro e di relazione tra gli allievi impossibilitati a frequentare e i loro insegnanti e i loro educatori, utilizzando quella straordinaria possibilità che l'intuizione del Comune di Torino nel tempo aveva avuto, di regolamentare l'uso degli spazi scolastici esterni, al di fuori dell'orario di utilizzo da parte delle attività scolastiche e di poterlo fare con modelli organizzati, fondati sul volontariato delle famiglie, sulla partecipazione delle organizzazioni di caseggiato, sull'attivazione delle associazioni di un quartiere o di un territorio. La mia idea in allora era facciamolo ora, in modo che non ci sia un vuoto relazionale, e seppure non potendo simulare nulla di paragonabile alla frequenza scolastica, diventerebbe un momento di incontro. Non si è fatto questo, gli insegnanti, con la loro creatività, si sono mossi da soli. Penso agli insegnati che hanno organizzato nel giardino davanti al Tribunale l'incontro ed il saluto con i loro allievi delle classi V; penso ai gruppi di genitori che a San Salvario hanno organizzato nel mercato un altrettanto momento di saluto conclusivo della classe; penso a quel Direttore Didattico che ha chiesto al Comune di essere aiutato per organizzare una cosa analoga, i soggetti si sono mossi nell'assenza di un supporto dell'Ente Locale, il quale però ha bene utilizzato, e io ne sono lieta, questa possibilità nel momento in cui per la scuola per l'infanzia ha organizzato gli incontri che poi la nostra Sindaca ha comunicato e confrontato con la popolazione, congiuntamente all'Assessora in questa diretta Facebook, dove spiegava l'organizzazione delle attività educative negli spazi esterni delle scuole per l'infanzia e sono lieta che almeno per le scuole per l'infanzia si sia fatto. Ora, scontato che non lo si è usato in quell'occasione in modo diffuso, come si sarebbe potuto, l'invito contenuto in questa mozione è tuttora contemporaneo. Abbiamo un Regolamento, lo abbiamo in anticipo rispetto ad altre Amministrazioni, gli spazi esterni sono una risorsa, in gran parte, nelle prime settimane di inizio dell'anno scolastico i Dirigenti delle autonomie li utilizzeranno anche per strutturare il tempo scuola in un momento in cui la scuola comincia con grandi difficoltà di carattere logistico, peraltro affrontate, come abbiamo ascoltato in Commissione venerdì scorso, con un concerto di tutti gli Enti, ai fini di garantire a tutti di poter frequentare nelle scuole conosciute e con poche realtà che hanno dovuto riorganizzarsi in rapporto ad altre sedi. Quindi, l'opportunità di questa risorsa continua ad essere valida. Le ipotesi di farla vivere, perché normativamente è possibile, attraverso delle relazioni, delle convenzioni e delle collaborazioni con questi soggetti anche, quindi mi auguro che, come atto di impegno per il futuro possa essere comunque giudicato ancora condivisibile. |