Città di Torino

Consiglio Comunale

Città di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 27 Luglio 2020 ore 12,00
Paragrafo n. 24
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2020-01227
RENDICONTO DELLA GESTIONE PER L'ESERCIZIO 2019.
Interventi
TRESSO Francesco
Grazie, Presidente. Io intervengo anche sulla dichiarazione di voto, in quanto mi sembra
che questo Bilancio…, il Consuntivo del 2019 potesse segnare un anno importante, in
quanto avveniva dopo un periodo consistente di governo di quest’Amministrazione. In
fondo, eravamo oltre la metà del mandato, era finalmente l’anno in cui ci si poteva
scrollare di dosso questa “sindrome dell’eredità”, era l’anno in cui si poteva vedere
quale fosse veramente l’intenzione di poter dare un indirizzo chiaro, una linea di
investimenti. Questo, al netto della politica che sembra aver incentrato tutta la linea di
indirizzo della Giunta, che era quella del Piano di rientro e che però non poteva essere
un elemento giustificativo bastante, per supportare una mancanza di approcci e anche di
investimento, nell’ottica di uno sviluppo, di uno sviluppo di una Città che non fosse
solo a ridurre, solo una Città in contrazione, solo una Città che era in diminuzione. Si
noti bene che quando parlo di diminuzione, non intendo solamente degli indici
demografici o degli indici di sviluppo urbanistico, c’è uno sviluppo che, comunque, è
immateriale, che, invece, deve essere segnatamente riconosciuto e deve dare delle
occasioni concrete di lavoro innanzitutto, perché sappiamo che dal lavoro poi si genera
welfare; trovo che, viceversa, su molti aspetti, non emerga... Questo, di fatto, lo
vediamo anche da quello che è il Rendiconto che, di fatto, si avvalora di alcune misure -
è già stato detto - sul sociale, come la possibilità di alcune misure temporanee, abbia, di
fatto, contratto delle spese, questo segnando una mancata attenzione, invece, a certe
realtà. Il fatto che, per la prima volta, le spese sociali sono in contrazione nella storia
della Città di Torino, è un elemento di riflessione importante, perché, in ogni caso, da lì
poi si riparte, quindi da una contrazione e, come sempre - mi sembra che sia stato anche,
in parte, detto, dall’intervento che mi ha preceduto -, quando si fa conto su misure
temporanee, proprio in virtù della loro temporaneità, nel momento in cui venissero a
cessare, si riparte ulteriormente arretrati. Questo è un elemento politico importante, un
elemento che ci deve far riflettere, al di là del fatto di quello che sia poi un giudizio su
misure come il Reddito di Cittadinanza e la possibilità di valutarle poi in termini di
impatto effettivo sulla forza lavorativa, sulla possibilità di creare occasioni di lavoro, su
cui ancora non abbiamo questi elementi. Però, il discorso di aver ridotto la spesa… e
notate bene che, quando si parla di attenzione alle fragilità, così come è stato
riconosciuto in alcuni aspetti che io potevo anche condividere nell’assestamento di
bilancio, però non si riconosce questo tipo di attenzione poi fattuale e concreta in quello
che è stato il Bilancio dello scorso anno - in cui gli stanziamenti sono al lordo, per
esempio, degli introiti delle valorizzazioni IPAB, che ben sappiamo essere state oggetto
anche di una mozione che avevamo votato all’unanimità nel 2017, ma di cui si continua
a non tener conto -, allora, mi sembra che, di fatto, quest’attenzione all’investimento, sul
recuperare quelle che sono delle diseguaglianze ed il contrastare questi fenomeni di
differenziazione… io non voglio più parlare di periferie, perché mi sembra sia, ormai,
un termine che, veramente, inizia ad essere stucchevole, però parliamo di grosse
diversità, all’interno delle realtà dei quartieri della Città di Torino, che rappresentano, in
effetti, delle situazioni molto diversificate in termini di erogazione di servizi, in termini
di possibilità anche di riuscire a mantenere delle condizioni di vita e di impegno
sufficienti; allora, su questo bisognava investire con una maggiore attenzione, diciamo,
al territorio con una maggiore attenzione ai servizi diffusi e, invece, questo non è stato,
anzi si attesta, si riconosce una riduzione; come dico, questo è un cambio di rotta
importante in quelle che sono politiche decennali della Città e che, ahimè, può segnare
una pericolosa deriva che a me preoccupa sostanzialmente. Però, mi sembra che…,
ribadisco ancora questa mancanza poi di una visione di possibilità di investimenti, che
si può declinare su molti aspetti; alcuni sono stati richiamati, ma, sostanzialmente, direi
proprio l’anno passato è quello che è stato maggiormente evidente sul tentennamento di
alcune scelte. Se pensiamo anche a quello che è stato l’iter di alcune importanti scelte o,
meglio…, indirizzi che poi l’Amministrazione ha dovuto prendere, che vanno dalla
ZTL, su cui c’è stata una diversità, poi, di atteggiamenti, poi, di fatto, oggi, ancora…
per carità c’è stato di mezzo anche un evento che non era prevedibile, ma, ancora, ci
troviamo a ritornare su posizioni ancora completamente diverse. Pensiamo a quella che
è stata anche la linea sulla Metropolitana e di come procedere, come attuare, se sul
partenariato e poi andando su scelte diverse. Pensiamo ad una Variante Urbanistica, che
abbiamo avuto modo di discutere ancora ultimamente - lo richiamava anche il
Capogruppo Lo Russo - e che comunque, non ha prodotto una capacità di impattare
realmente sulle politiche poi di sviluppo della Città. Sicuramente, si fa una buona azione
di Regolamento Edilizio, di semplificazione anche, e questo può essere importante, ma
non si incide, concretamente, su quelle che sono delle politiche di attrattività, anche in
termini di potenzialità di attrarre risorse, di attrarre capitali, di attrarre menti. Ancora -
non so -, mi viene in mente, l’anno scorso, quello che è stato l’esito della Cavallerizza:
dopo quattro anni di tentennamenti, poi, alla fine, la Città rinuncia ad avere una sua
personale perimetrazione dell’idea almeno, nel senso di dire, almeno, quali sono le idee
da mettere sullo sviluppo di quel quadrante, ma deve poi essere costretta, proprio in
virtù dell’incapacità di aver avuto un’elaborazione, a raccogliere elaborazioni proposte
da altri, senza capacità di incidere; così pure Torino Esposizioni, in cui è mancata la
volontà di andare ad individuare soluzioni e altri se ne potrebbero trovare. Quindi, mi
sembra che, in sostanza, sia stata fatta, ancora una volta, un’operazione di bilancio
molto… di gestione, riuscendo anche a trovare qualche escamotage che va, per esempio,
da quello che è stata la riduzione delle spese per il personale in virtù di quota 100, che
comunque ha ridotto fortemente le spese di 400 esuberi che ci sono stati e quindi questo
ha permesso di fare cassa, ma di nuovo è un fare cassa con una mentalità un pochino più
da ragioniere, più che non di riuscire a vedere quali siano, davvero, delle possibilità di
investire anche in termini di…, anche sul discorso delle risorse interne, insomma, dei
dipendenti e quindi potenziare quelli che sono i settori che si ritiene veramente
strategici. Per tutti questi motivi, che, sostanzialmente, riassumo, appunto, in una
mancanza di una strategia e una capacità, in un anno che era importante di uscire, sì è
vero mi si dice: “Abbiamo ridotto in qualche misura il debito, ma era un trend che già
era avviato e forse è mancata, invece, una capacità di dare un indirizzo chiaro di un
investimento che nonostante il piano di rientro era necessario. Per questi motivi
annuncio il voto contrario alla delibera in oggetto.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)