| Interventi |
| LO RUSSO Stefano Ah sì, scusi. LO RUSSO Stefano Grazie. Questo assestamento recepisce un’iniziativa piuttosto importante mossa da ANCI e non da lei, Sindaca Appendino, anzi le cronache di questi famosi incontri che avete avuto come Sindaci delle Città Metropolitane col Governo l’hanno sempre vista piuttosto defilata e hanno visto altri Sindaci, invece, in prima linea a battere i pugni relativamente a quelle che erano le somme in qualche modo dovute e che poi con grande fatica sono state in qualche modo erogate ai Comuni. Poi noi siamo abituati ai suoi atteggiamenti di prendersi meriti di altri, però se avessimo dovuto aspettare un’iniziativa del Comune di Torino per ottenere i fondi dal Governo, temiamo che non avremmo avuto grandissimo conforto. Come giustamente faceva rilevare lei, in questo assestamento sono incluse somme piuttosto rilevanti derivanti da questa capienza finanziaria che vengono via via allocate secondo scelte che, evidentemente, mi si passi il termine, non potrebbero essere diverse, e che sono state decise, in termini di importi, in maniera del tutto unilaterale. Allora, noi non abbiamo ben capito questo appello all’unità e buoni sentimenti che sostanzialmente dovrebbero regolare i rapporti tra Maggioranza e Minoranza, perché se fosse un appello sincero sarebbe applicato su tutte le questioni che riguardano questa Città, mica solo sull’assestamento di Bilancio al Bilancio previsionale. Sarebbero state applicate alle decine di deliberazioni che sono state imposte dalla Maggioranza consiliare in questa Sala Rossa in questi anni, ma senza andare tanto lontano banalmente penso alla questione della linea 2 della Metropolitana, Sindaca Appendino, dove di fatto non solo non c’è stata alcuna concertazione con le Minoranze, ma proprio le Minoranze vengono sbeffeggiate tutte le volte che sollevano una questione. Allora noi ovviamente con garbo le diciamo che di buoni sentimenti - ovviamente ci fa piacere, meglio i buoni sentimenti e gli auspici all’unità che gli insulti eh, attenzione bene - meglio i buoni sentimenti e in qualche modo questo afflato che vedo che coinvolge in maniera assolutamente partecipe Forza Italia, da un po’ di Consigli a questa parte, che in quest’Aula continua a garantire il numero legale e di fatto a garantire la sopravvivenza di una Maggioranza politica perché, caro collega Napoli, la cito esplicitamente, sarà tutto vero quello che lei dice, le segnalo sommessamente che questa Maggioranza vive col suo voto, perché una volta non c’è uno, un’altra volta non c’è l’altro, l’altra volta sbaglia a votare, però quello che capita è questo di fatto e lei sa bene che poi in politica conta cosa diciamo e poi conta cosa votiamo, anzi talvolta agli atti resta più quello che votiamo di quello che diciamo. In questo assestamento, come ha ricordato l’Assessore Rolando, sono presenti i recepimenti di una manovra che noi non abbiamo minimamente condiviso, che riguarda la dilazione di un debito, ad incremento, di oltre 50 milioni di euro di mutui, e riteniamo pertanto, certamente, di trovare una collocazione, nella nostra espressione di voto, mediana, tra un istinto, non condividendo né l’impostazione di bilancio e conseguentemente anche l’assestamento perché, ribadisco, qui l’unica cosa che è stata fatta è stata umiliarla l’Opposizione, la Minoranza consiliare in questi anni, su tutte le scelte, a furia di numeri, a furia di votazioni, a furia di schiaffoni, e che adesso, io la capisco Sindaca Appendino, siete 20, lei è la ventunesima, se lei esce da quest’Aula non avete più i numeri, stiamo andando verso la fine del mandato, lo capisco che adesso c’è un cambio di rotta, però questo cambio di rotta deve poi avere una concretezza che va oltre i suoi auspici in Sala Rossa, Sindaca Appendino. Dimostri concretamente di costruire, sotto il profilo politico, le strategie unitarie nell’interesse di questa città, lo dimostri, ha enne mila occasioni per farlo, non ne azzecca una. Cioè, quando ha i numeri per farlo, se ne strafrega della concordia istituzionale, quando i numeri traballano viene qua e fa i generici auspici al “Volemose bene”. Allora, noi con coerenza, come abbiamo sempre fatto, stiamo al merito delle deliberazioni e di questi giochi e giochini relazionali... diciamo così, li lasciamo per altre sedi, siamo indecisi ovviamente su cosa votare perché una parte delle azioni che verranno fatte in recepimento le condividiamo, non le condividiamo tutte e per questa ragione non parteciperemo alla votazione. |