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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 17 Dicembre 2007 ore 15,00
Paragrafo n. 30
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2007-05041
ATTIVITA' FINALIZZATE ALLO SVILUPPO POST-OLIMPICO. FONDAZIONE 20 MARZO 2006. APPROVAZIONE MODIFICHE STATUTARIE.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Riprendiamo l'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200705041/101, presentata dalla Giunta Comunale in data 24 luglio 2007, avente per oggetto:
"Attività finalizzate allo sviluppo post-olimpico. Fondazione 20 marzo 2006. Approvazione modifiche statutarie"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Abbiamo valutato, insieme ai colleghi dell'opposizione, di votare in maniera contraria a questo provvedimento, in quanto riteniamo che l'ingresso del Coni all'interno di questo Consiglio di Amministrazione e un ulteriore istituzione di un comitato esecutivo annacqui un po' il principio di efficacia, efficienza, trasparenza e pubblicità, che dovrebbe regnare nella Pubblica Amministrazione.
Non ultimo anche (lo sottolineo a beneficio dei Consiglieri che sono stati interessati) la Finanziaria prevede la riduzione degli organi elettivi, compresi anche gli organi di gestione.
Di conseguenza crediamo che votare a favore di questo provvedimento non sia in linea con le attuali azioni che il Governo sta facendo in Italia e, quindi, voteremo contro.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Naturalmente voteremo a favore perché siamo convinti che sia indispensabile procedere questa sera all'approvazione delle modifiche dello Statuto per rendere operativa la Fondazione e, quindi, consentire quella valorizzazione dell'esperienza olimpica che può avvenire solo se noi, quanto prima, la mettiamo nelle condizioni di poter operare concretamente.
Dal punto di vista politico, sono abbastanza colpito, ma forse si tratta solo di cogliere il vero significato delle dichiarazioni poc'anzi ascoltate, perché, se ho inteso bene, c'è stata una dichiarazione da parte del Consigliere Cerutti che, senza alcuna reticenza o ipocrisia, ha lamentato un mancato coinvolgimento della sinistra nell'organismo ristretto. Di conseguenza ha ritenuto di non condividere l'approvazione dello Statuto con un voto a favore.
L'esponente di Forza Italia, invece, ha dichiarato un voto contrario, perchè sarebbe troppo ampia la composizione del Consiglio di Amministrazione e dell'esecutivo. Quindi, con una ragione specularmente opposta.
Mi sembra che dal significato di queste due dichiarazioni si possa ragionevolmente trarre una semplice e preoccupante conclusione: c'é una indisponibilità di queste diverse forze politiche a prendere parte al governo di questa Fondazione nelle forme in cui la Città, dopo questa approvazione, dovrà procedere alla nomina di tre rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione.
Quindi, se interpreto correttamente le dichiarazioni che ho appena ascoltato mi sembra che l'unico modo di darne un significato sia quello di intenderle come una indisponibilità, di tutti coloro che oggi non se la sentono di condividere l'approvazione dello statuto, a prendere parte al governo di questa Fondazione.
Quindi la Città che dovrà, dopo questa approvazione, procedere a nominare in tempi brevi i tre rappresentanti del Consiglio di Amministrazione, deve, a malincuore, registrare l'indisponibilità dell'opposizione e di una parte della maggioranza a sentirsi parte dei processi di governo di questa realtà che, spero, parta quanto prima.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Coppola.

COPPOLA Michele
Presidente, intervengo come membro della I Commissione, che si è occupata di questa deliberazione.
Intervengo, perché credo sia corretto provare a puntualizzare meglio le considerazioni del Capogruppo del Partito Democratico, nel senso che c'è stata sin dal principio una disponibilità della minoranza a ragionare su un percorso e su un metodo relativi alla gestione delle infrastrutture olimpiche nel periodo postolimpico, però il metodo individuato ha visto differenti stop and go. Ad esempio, la Fondazione si chiama 20 marzo, ma è arrivata in Sala Rossa nel mese di settembre, per cui questo già aveva significato un ritardo nei tempi di attuazione e quando noi parlammo della necessità di addivenire quanto prima ad una gestione delle infrastrutture postolimpiche, va da sé che volevamo che il Consiglio Comunale ponesse l'attenzione sul rispetto dei tempi che ci eravamo dati nella fine del mandato precedente.
Invece, la nostra disponibilità ad essere partner nel cammino intrapreso è stata fraintesa, perché noi eravamo disponibili ad assumerci alcune responsabilità nell'individuazione delle politiche e delle tematiche legate alle infrastrutture postolimpiche e al loro governo, ma va da sé che le ultime decisioni assunteci lascino perplessi. Non è che non siamo disponibili ad un Consiglio di Amministrazione che veda interessate e coinvolte tutte le espressioni politiche, ma siamo assolutamente convinti che la tutela delle minoranze e la loro possibilità di essere presenti in un Consiglio di Amministrazione sia un elemento fondamentale di maturità politica del governo del nostro territorio.
Il problema che oggi affrontiamo non è la tutela delle minoranze nel Consiglio di Amministrazione per l'indirizzo e il controllo, ma piuttosto lo svuotamento delle responsabilità e della capacità di governo di quelle infrastrutture da parte del Consiglio di Amministrazione.
Delle due l'una: se si voleva estendere alle minoranze il potere di controllo e di indirizzo di quelle infrastrutture, si doveva dire che uno dei membri del Comitato esecutivo era espressione delle minoranze presenti nel Consiglio di Amministrazione. Noi siamo contenti che il CONI abbia deciso di entrare a far parte della fondazione postolimpica; ci chiediamo per quale motivo debba entrare a farne parte - lo dico, perché me lo suggerisce il Collega Mina, non voglio essere io titolare di espressioni che appartengono ad altri -.
Noi eravamo pronti a seguire questo percorso. Evidentemente, a viaggio intrapreso c'è stato un evidente cambio di volontà politica; ci rendiamo conto che non siamo stati tenuti in considerazione. È un peccato, perché eravamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, ma sono state rispedite al mittente e quindi il voto contrario nasce in questa logica: dalla disillusione di non essere coinvolti in un percorso che è nato in ritardo, poteva essere corretto, ma evidentemente non si vuole porvi rimedio.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Devo dire che non ho gradito molto il tono e ancora meno il contenuto delle dichiarazioni del Capogruppo del partito che detiene la maggioranza relativa; dichiarazioni che di conseguenza hanno un peso particolare: non sono le dichiarazioni del Vicecapogruppo di AN, ma del Capogruppo del Partito Democratico del Consiglio Comunale di Torino, per cui anche affermazioni che avrebbero dato comunque fastidio, se dette da lui, forse, addirittura feriscono.
Dichiarazioni che, a mio avviso, sono state contraddistinte da un tono un po' frutto di un'interpretazione chiaramente pretestuosa e che sono state anche contraddistinte da un accento quasi di ricatto, come dire: "Bambini, non state al gioco? E allora ci guardate mentre siamo noi a giocare". Devo dire che mi aspetto qualcosa di più da una persona dell'esperienza del Capogruppo Giorgis, di fronte alla quale non posso che inchinarmi; mi aspetto qualcosa di più dal Capogruppo di questo partito che comunque, tra le difficoltà che sono quasi fisiologiche in una città complessa come Torino, amministra e governa la nostra comunità.
Anche perché si è trattato di un'interpretazione, a tratti, quasi volgare (mi permetta, Capogruppo Giorgis) di semplici perplessità manifestate da parte di Gruppi dell'opposizione che comunque, come lei, rappresentano qualcuno: nel momento in cui il Consigliere Tronzano, il Consigliere Ravello e il Consigliere Mina parlano, non sono solo il Consigliere Tronzano e il Consigliere Ravello e il Consigliere Mina, ma sono diverse migliaia di cittadini torinesi che, attraverso di loro, esprimono un pensiero che può non piacere, che si può non condividere, ma che comunque ha una sua legittimità.
Sono perplessità che non pregiudicano la volontà di condividere con la Città un percorso di valorizzazione di qualcosa che la Città ha fatto; sono perplessità legate ad una superfetazione di organismi, che va (come già detto in maniera assolutamente più che egregia dal Consigliere Mina) in netta ed evidente controtendenza rispetto alla volontà politica e morale manifestata a più riprese da un Governo che cerca di dimostrare alla comunità italica la volontà di preservare le casse pubbliche.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Chiedo scusa, Consigliere Ravello. Consigliere Cuntrò, per favore!

RAVELLO Roberto Sergio
Dicevo che è un'operazione che va in controtendenza rispetto alla volontà di un Governo, di una maggioranza (ma anche dell'opposizione) che, a livello parlamentare, cercano di limitare un po' le uscite, le moltiplicazioni di organi e le sottomoltiplicazioni di sottorgani.
Un'altra perplessità che non mi pare sia stata ancora accennata (ne abbiamo discusso con i Colleghi di minoranza nei minuti di pausa che ci avete gentilmente concesso) riguarda l'ingresso del CONI, che avviene in forma del tutto gratuita, cioè il CONI entra nella Fondazione senza tirare fuori nulla: tira fuori solo il proprio nome, la sua faccia, ma non partecipa economicamente ad un progetto nel quale evidentemente dimostra di non credere. E io devo dire che, condividendo il pensiero di altri Colleghi di minoranza, non posso che preoccuparmi nel momento in cui vedo che un organismo del prestigio del CONI non intende sostenere la Fondazione 20 marzo con una partecipazione anche pecuniaria; intende entrarci, partecipare, ma non contribuire al suo successo.
Credo che queste due perplessità che ho appena espresso possano più che giustificare un voto contrario, ma che non necessariamente debbano significare la volontà, da parte dei Gruppi di minoranza, di non partecipare al percorso. Percorso che abbiamo sempre sostenuto, da prima ancora che iniziassero le Olimpiadi Invernali; percorso che abbiamo sempre sostenuto con responsabilità, mettendo da parte la faziosità e la partigianeria e che intendiamo continuare a sostenere. Certo è che, di fronte ad un'operazione che ci pare poco chiara e soprattutto poco utile, non possiamo essere favorevoli e non possiamo che opporci.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Riprendo da dove ha terminato il Consigliere Ravello: un'operazione poco chiara, un'operazione, oserei dire, molto poco utile. Ma non voglio entrare più di tanto nel merito: si è già detto abbastanza.
Devo dire una cosa e la dico con molto rammarico, anche se, da un certo punto di vista, serve, perché questa è una di quelle lezioni che servono. In questo quarto d'ora, ho capito di più che in un anno e mezzo di Consiglio; ho capito come viene gestita la Città, come viene comandata la Città; l'ho capito dall'intervento del Capogruppo Giorgis, l'ho capito dalle esternazioni del Sindaco al Gruppo di Forza Italia. Voterò contro sempre più convinto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Intervengo solo per rispondere ad alcune questioni che sono state poste e per ricordarci una logica che io pensavo ovviamente ci fosse e, almeno nelle discussioni che abbiamo fatto finora, era stata assunta.
Noi siamo di fronte ad una modifica statutaria per la ragione che tutti ricordavano e cioè il fatto che si ritiene necessaria una presenza del CONI per apportare significativamente la possibilità anche per i nostri impianti di ospitare iniziative sportive legate, in particolare, al mondo del ghiaccio, ma anche della neve, poiché riguarda sia il torinese che le valli.
Il CONI, per poter rappresentare le due federazioni, ha chiesto tre posti; a questo punto, io credo, non si poteva fare altro che considerare il fatto che la Città, la Provincia (che si è assunta l'onere di rappresentare il territorio) e la Regione fossero rappresentate meno del CONI all'interno della Fondazione stessa.
Questo ci permetteva e ci permette di affrontare la rappresentanza anche dal punto di vista dei rapporti tra maggioranza ed opposizione nell'insieme dei suoi livelli, anche nelle articolazioni plurali che esistono, sapendo che, come è stabilito per le Fondazioni, non siamo legati alla Legge Finanziaria, che prevede cinque posti; inoltre, si è tenuto conto di questo aspetto, quindi, a differenza degli altri Consigli d'Amministrazione, non è previsto (se non la possibilità di un gettone per le riunioni del Consiglio d'Amministrazione) un emolumento per il periodo di presenza dei membri all'interno del Consiglio d'Amministrazione della Fondazione stessa. Quindi, siamo al solo rimborso spese.
Questa era l'impalcatura e questo è stato il punto di approdo su cui mi pareva che ci fosse un accordo tra la Regione, la Provincia e la Città.
Viene posto il problema dell'esecutivo sia da parte del Consigliere Cerutti che da alcuni Consiglieri di opposizione; in realtà, abbiamo discusso lungamente su questo punto, che non è cogente, perché non è detto che l'esecutivo sia uno stato di necessità e si debba necessariamente provvedervi.
In secondo luogo, vorrei rispondere al Consigliere Mina, il quale sostiene che c'è un problema di gestione dal punto di vista dell'efficienza, in modo tale che chi avrà deleghe, magari un po' più operative all'interno del Consiglio, possa riunirsi e preparare il Consiglio d'Amministrazione, come succede in tutti i C.d.A. Credo sia un errore non mantenere questa impalcatura. D'altra parte, noi non possiamo farlo; l'abbiamo tenuto ferma finora, perché il CONI non aveva approvato e non aveva nominato e questo ci ha permesso di tenerla aperta in tutti questi mesi. Noi, però, sappiamo bene che, in realtà, è bene superare la fase transitoria, che è bene superare e che abbiamo ancora qualche problema per quanto riguarda i nostri impianti, dal punto di vista della concessione, che abbiamo utilizzato per mettere a posto, ma che bisogna passare ad un'effettiva gestione della situazione, per cercare di trarre il meglio dal punto di vista delle possibilità per il nostro territorio, per quanto riguarda sia lo sviluppo turistico che l'attrazione.
Infine, credo che sicuramente, anche rispetto alle altre situazioni territoriali che hanno avuto le Olimpiadi, noi, pur essendo partiti in ritardo, se si vuole, rispetto alla Fondazione, finora non siamo andati male. Dal punto di vista dell'equilibrio con gli altri, il 2007 non è stato un anno di non attività: si è utilizzato l'anno per prepararci, però è evidente che, adesso, bisogna passare dalla preparazione al fatto che siamo in grado di mettere una marcia in più per poter dare tutte le sue possibilità all'insieme dei territori, che sono ampi e che hanno bisogno di poter contare su questi impianti per la loro attività e per l'attrazione. Ad esempio, dico una cosa che conosco meglio per le cose che seguo: per il prossimo anno, solo per l'Oval, sono previste 28 iniziative. Per cui, se abbiamo gli impianti a posto, non è impossibile riuscire ad attirare le situazioni, sia dal punto di vista sportivo che dell'intrattenimento, che, rispetto a gare e ad altri utilizzi, anche gli impianti di alta montagna quest'anno hanno sperimentato.
Questa era la logica e non capisco perché venga messa in discussione; penso che, da parte nostra, dovremo prendere atto di questa situazione (se c'è) e ritenere che gli accordi che sono stati presi, sono stati sciolti.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione:
(Presenti 41, favorevoli 23, astenuti 9, contrari 9).
La proposta di deliberazione è approvata.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
(Presenti 32, Favorevoli 23, Astenuti 9).
L'immediata eseguibilità non è concessa.
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