| Interventi |
| SICARI Francesco (Presidente) Possiamo procedere adesso con il punto n. 9 del nostro Ordine dei Lavori, la proposta di deliberazione n. mecc. 202001476/009, presentata dall’Assessore Iaria che ha come oggetto: “Proposta Tecnica del Progetto Preliminare della Revisione del Piano Regolatore Generale - Articoli 14, 15 e 17 della Legge Regionale n. 56/1977 e s.m.i. - Adozione.” SICARI Francesco (Presidente) Comunico, inoltre, che sono stati presentati 16 emendamenti, cinque dal Capogruppo Tresso, cinque dal Consigliere Carretto, tre dal Consigliere Curatella, cofirmati dalle Consigliere Pollicino e Montalbano, e anche tre emendamenti di Giunta. Ricordo a tutti che, trattandosi di Piano Regolatore, i tempi di intervento sono raddoppiati; lascio, ora, la parola all’Assessore Iaria per l’illustrazione della deliberazione. Prego, Assessore, ne ha facoltà. IARIA Antonino (Assessore) Grazie Presidente, buongiorno a tutti. Sono molto contento oggi di portare in Aula questa delibera di adozione della Proposta Tecnica del Progetto Preliminare; come tutti sapete, in questa settimana abbiamo approfondito molti dei temi legati a questa Proposta Tecnica. Se oggi la Proposta Tecnica sarà approvata, partirà l’ulteriore fase dell’iter che porterà poi, con la sua conclusione, alla proposta del Progetto Preliminare e sua relativa approvazione. Come ho già detto più volte, questa è una fase importante della nostra Amministrazione, della nostra Città, anche perché, diciamo, lo strumento urbanistico che noi andiamo a revisionare, partendo da questa Proposta Tecnica, è uno strumento urbanistico che ha ormai 25 anni, ha ormai 600 modificazioni tra Varianti e altre modificazioni, e aveva un’idea di città e di sviluppo urbanistico legata, chiaramente, a una Torino e ad una città che non esiste più. Il Piano Regolatore del 1995 era tra l’altro definito “Piano Progetto” proprio perché andava a riprogettare la città con un dettaglio tale che era sicuramente necessario all’epoca e che, però, nel corso degli anni, si è rivelato molto complicato da gestire, questa è la prova delle numerose Varianti e delle numerose modifiche. Qual è l’approccio nuovo di questo Piano Regolatore? L’approccio nuovo del Piano Regolatore è andare a creare uno strumento che guarda al futuro, guarda al futuro già semplicemente analizzando chi sono gli abitanti che vivranno nella Torino futura o che già la vivono, e, per questo, abbiamo fatto già la più importante analisi che va a definire uno dei capisaldi della Revisione del Piano Regolatore, cioè l’identificazione degli abitanti equivalenti, cioè il numero di abitanti per cui noi dobbiamo garantire tutta una serie di servizi che si prevedono, si propongono con questa delibera. Come abbiamo già detto più volte, la parte più interessante non è semplicemente il numero che è 1.098.062 abitanti, per la precisione, ma è interessante come è modificata la tipologia degli abitanti, abitanti residenti, negli anni hanno avuto un piccolo aumento nei primi anni, dal ’95 in poi, e poi costantemente c’è stata una stabilità se non un decremento con uno spostamento di abitanti residenti, specialmente nella prima cintura; quello che è aumentato dal ’95 ad adesso - ed è l’aspetto più interessante, ed è l’aspetto che anche ci dà un’idea di come la città sarà nel futuro - sono gli abitanti cosiddetti “fluttuanti”, abitanti che sono un numero pari a circa 134.000 unità e sono divisi, in particolare, tra studenti fuori sede dei principali Atenei, UniTo e Politecnico di Torino ma anche altri, e la presenza costante di turismo calcolata come presenza continua durante l’anno, e questi numeri sono per gli studenti circa 100.000 unità e la presenza turistica costante durante l’anno è di circa 36.000 unità, perché dico questi numeri? Perché noi abbiamo così un quadro di una città chiaramente che, dal punto di vista degli abitanti, si sta spostando verso un’altra richiesta di servizi, richieste di servizi che sono più legate ad una città che attrae, diciamo, studenti universitari ma che, in un futuro, questi studenti universitari potrebbero anche diventare residenti stabili e portare anche impresa, innovazione all’interno della città; quindi è un target su cui puntiamo molto e il fatto di pensare ad una città con questo tipo di aumento di abitanti, chiamiamoli “fluttuanti”, fa ripensare anche a tutta una serie di studi sui servizi, su come ci dobbiamo muovere, su come dobbiamo vivere i nostri quartieri, su come, appunto, la Città dovrà aumentare la qualità anche ambientale. Abbiamo detto, più volte, che il Piano Regolatore ha un altro chiaro obiettivo, proprio l’aumento della qualità ambientale della città, qualità che va a definire un percorso che deve inserirsi in un concetto molto comune adesso, che è quello del benessere interno lordo, un benessere interno lordo che vuol dire, semplicemente, diminuire l’inquinamento, aumentare la mobilità sostenibile, aumentare la parte di servizi ludici, ma anche di prossimità, ma anche Servizi Sociali, insomma aumentare tutta una serie di possibilità che il cittadino, che vive Torino, deve avere per migliorare il proprio benessere, ma questo benessere deve essere coniugato anche con un aumento del prodotto interno lordo. Questa è una grande ambizione di questo Piano Regolatore, per questo noi viaggiamo su due binari paralleli, attraverso una spinta molto forte nella snellezza delle procedure, dal punto di vista urbanistico, e ne è prova l’accorpamento delle destinazioni urbanistiche, la semplificazione delle norme, il fare riferimento, nelle norme, non più a un dettaglio così specifico, che arrivava quasi ad una qualità progettuale della norma stessa - cosa non propria del Piano Regolatore -, ma a prevedere delle norme snelle che facciano riferimento ad altre norme che possono essere Regolamenti Comunali, Leggi vigenti o altro, in modo da rendere più flessibili le trasformazioni; tutto ciò porterà, sicuramente, un aumento della possibilità di investimento. Stiamo parlando tutti, in questo periodo, di burocrazia zero, snellimento delle procedure, si è capito che è molto necessario, specialmente nel lavorare in una città in cui il tessuto consolidato è il target su cui intervenire per recuperarlo, nell’ottica della riqualificazione, rigenerazione urbana, rigenerazione che, anche a livello nazionale, come vedete, è molto sentita perché tutte le proposte già del Decreto Rilancio - basti pensare soltanto al Superbonus del 110% - vanno nell’ottica di creare un nuovo mercato dell’edilizia della riqualificazione che si porta dietro tutta un’altra serie di vantaggi perché non è soltanto lavorare sull’edilizia, che è molto importante - perché è un mercato anche di lavoro che è in crisi da molto tempo -, ma è anche lavorare sulla qualità del costruito e, come detto, nel Piano Regolatore noi abbiamo molti temi che riguardano la qualità del costruito. Abbiamo citato tantissime volte il non consumo di suolo, noi ricordiamo avere... abbiamo proposto proprio tre linee di indirizzo: consumo di suolo zero, o a saldo positivo, o consumo di suolo reversibile. Quindi, abbiamo dato degli indirizzi molto precisi sempre nell’ottica ambientale, ma abbiamo anche dato delle precise indicazioni sul fatto della possibilità di riprogettare spazi, specialmente aumentando gli spazi legati ai cosiddetti “spazi comuni”, scusate la ripetizione; abbiamo lavorato molto sulla possibilità di aumentare e dare incremento di residenzialità di superficie costruibile, se si aumenta la parte di edilizia legata ai nuovi tipi di residenze: sociale, convenzionata ma anche cohousing o altro. Abbiamo lavorato moltissimo nell’idea di una mobilità sostenibile che sarà implementata, nel corso della redazione del Progetto Preliminare, con anche l’importante avvio della redazione del Piano Urbano di Mobilità Sostenibile a livello metropolitano, Piano Urbano di Mobilità Sostenibile che, chiaramente, sarà un’ottima integrazione su cui noi abbiamo già fatto dei ragionamenti insieme a Città Metropolitana e che è un Piano che, tra l’altro, sarà adottato a dicembre di quest’anno, quindi in perfetta sincronia di tempi per poter influenzare la Proposta Tecnica e di Progetto Preliminare. Abbiamo un altro importantissimo elemento, dal punto di vista della mobilità, che cambierà moltissimo i nostri quartieri, la nostra città, cioè l’avvio del progetto della Metro 2, la Metro 2 che, chiaramente, anche questa, si inserisce tra una delle opere fondamentali - fra l’altro, a cui stiamo già lavorando, come anche il Tavolo di lavoro, per una Variante legata al tracciato della Metro 2 -, ma anche questa influenzerà moltissimo il nostro modo di vivere i quartieri, i nostri quartieri torinesi, il nostro modo di spostarci, oltre a tutta l’evoluzione che la mobilità sostenibile sta avendo in questo ultimo periodo. Abbiamo capito benissimo, appunto, che uno degli strumenti più importanti per lo sviluppo è la flessibilità. Abbiamo, nel Piano Regolatore, come ho già detto prima, ridotto le aree normative da 23 a 13; tutto ciò permetterà di riuscire a proporre delle modifiche - specialmente sul tessuto consolidato, ma anche in altre zone di trasformazione o altro - molto più semplici dal punto di vista dell’iter burocratico, ciò porterà a un’idea di città che, chiaramente, va in contrasto con l’idea di città che viene regolata tramite Varianti Urbanistiche e permessi in deroga, che, sicuramente, nel futuro, non possiamo, certamente, dire che non ci saranno più, ma saranno molto molto limitati e saranno anche non più legati al processo di trasformazione della città, ma la città sarà accogliente verso progetti che, ad oggi, magari, non conosciamo ancora; proprio per questo, l’idea di fare un Piano Regolatore snello va verso questa direzione. Non voglio aver dimenticato nulla delle parti importanti; ho già detto che, appunto, il discorso sul consumo di suolo (incomprensibile) è uno degli aspetti più importanti. Sulla parte ambientale, chiaramente, noi, nella fase dell’avanzamento della Proposta Tecnica per il Progetto Preliminare, integreremo tutti gli altri Piani che già le altre Divisioni, in particolare l’Ambiente, stanno portando avanti: c’è il Piano sugli Adattamenti Climatici, il Piano di Forestazione Urbana, il Piano del Verde, eccetera. Abbiamo anche un’enorme attenzione sulle aree agricole presenti nella città di Torino, proprio perché, in un’ottica di non consumo di suolo e di mitigazione degli impatti che il consumo di suolo porta nella crescita della città, preservare le poche aree agricole che noi abbiamo a disposizione, all’interno della città, diventa importante e per questo abbiamo creato una nuova destinazione specifica: le Zone Agricole Ecologiche. Ricordo, appunto, però, che non è limitante lavorare sulle aree agricole, all’interno della nostra città, ma, è inserito in un contesto che, per la prima volta, sul discorso dell’ambiente, del verde, ma anche sulla mobilità, si sta facendo a livello metropolitano: per la prima volta, questo è un Piano Urbanistico per la Città di Torino, ma con molte molte collaborazioni e anche spunti con l’Ente più limitrofo, che è la Città Metropolitana, ma anche con la Regione; e, su questo, infatti, mi permetto di ringraziare oltre agli Uffici, che hanno fatto un ottimo lavoro - e, devo dire, forse è l’unico Piano in Italia redatto…, una Revisione del Piano Regolatore redatta all’interno del personale del Comune, con a capo del progetto l’architetto Gilardi -, ma ringrazio anche della collaborazione con gli altri Enti, in particolare Città Metropolitana, ma anche gli apporti di Politecnico, Università e altri Enti, che hanno proposto tutta una serie di quaderni interessanti da leggere, che hanno portato alla redazione di una nostra Proposta Tecnica. Come dicevo prima, appunto, questo discorso sull’ambito metropolitano va anche, chiaramente, a legarsi alla revisione delle Tavole sul dissesto idrogeologico, ma anche a pensare alla Città di Torino come possibile collegamento o attrattore di percorsi, anche importanti, dal punto di vista ciclabile, fluviale e di collegamento tra i vari parchi che contornano la nostra città. Infatti, molto interessante è proprio il concetto di riprendere tutto un discorso di città all’interno di una rete di parchi, di una rete di fiumi, che, chiaramente, anche questi, vanno valorizzati per aumentare la qualità ambientale. Come abbiamo detto prima, come abbiamo detto nelle Commissioni - e poi chiudo questa, spero chiara, presentazione -, abbiamo anche portato nuovi tipi di proposte dal punto di vista delle aree normative, in particolare, le aree legate al Temporary Use, aspetto molto importante che è già stato ripreso da una Legge Regionale appena approvata, ma che permetterà di, facilmente, utilizzare degli spazi, ancora non utilizzati o che non hanno trovato una destinazione precisa, in maniera temporanea, in modo da limitare, diciamo, il degrado collegato al non utilizzo. Abbiamo semplificato le Zone Urbane di Trasformazione, come ho detto prima, abbiamo creato delle possibilità molto più..., come dire, concertative e un po’ meno stringenti per applicare tutto il discorso sulle trasformazioni; abbiamo lavorato anche su un riordino della viabilità comunale e analizzato le viabilità non ancora realizzate, previste dal vecchio Piano Regolatore, con già delle prime indicazioni, che sono poi confermate chiaramente dal Piano… relazionandosi con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, dicevo, abbiamo già lavorato sulla revisione della rete viaria, andando già ad eliminare alcune proposte di collegamenti viari, che erano previsti nel Piano Regolatore e altri saranno man mano analizzati e poi, eventualmente, modificati nella Proposta di Progetto Preliminare. Chiaramente, abbiamo anche fatto un’ulteriore analisi del patrimonio storico, della nostra archeologia industriale, abbiamo ridefinito anche la zona urbana, il nostro Centro storico, annettendo, per esempio, la parte di piazza della Repubblica, che era considerata fuori dal Centro storico, e direi che - per chiudere - stiamo lavorando su un progetto di Piano che è sempre stato, anche già nelle delibere di indirizzo, legato ad un certo policentrismo, ma, più che altro, e si è visto anche come, purtroppo, nel periodo di lockdown abbiamo potuto anche percepire, sia molto importante una nuova identità di quartiere, nuova identità di quartiere che, chiaramente, andrà a legarsi con tutto quello che ho già detto prima, cioè la possibilità di riprogettare spazi pubblici e spazi privati - in particolare, riprendo l’esempio, gli spazi privati, con la possibilità di creare spazi di aggregazione all’interno dei condomini, all’interno degli spazi già costruiti, che possono essere facilitati, proprio perché, magari, potrebbe anche essercene bisogno - ma, più che altro, arrivare a dei quartieri dove i servizi di prossimità, quali che siano, siano molto più raggiungibili sia a piedi che con una mobilità leggera. Tutto questo è presente, tutti questi spunti, nei quaderni allegati alla Proposta Tecnica e anche, chiaramente, nella Proposta Tecnica. Grazie, Presidente. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei, Assessore Iaria, per l’illustrazione. Passiamo, quindi, adesso, alla discussione in merito alla deliberazione. Il primo intervento sarà del Capogruppo Lo Russo, il quale ha venti minuti a disposizione, prego. LO RUSSO Stefano Grazie, Presidente. Mi sentite? SICARI Francesco (Presidente) Sì, sì, la sento. Prego. LO RUSSO Stefano Okay, grazie. Oggi, arriva in Aula un provvedimento molto importante che è stato un po’ la bandiera, in questi anni, dell’Amministrazione pentastellata e cioè la cosiddetta “Revisione del Piano Regolatore”, che è stata impropriamente venduta mediaticamente come un nuovo Piano Regolatore, pur essendo, invece, una cosa un po’ diversa, cioè una mera Variante normativa (incomprensibile). Perché, innanzitutto, occorre fare questo primo passaggio? Perché è del tutto evidente che la scelta che fu fatta dall’allora Vicesindaco Montanari - poi giubilato in malo modo dalla Sindaca Appendino per sostituirlo con il buon Iaria - era una scelta, oggettivamente, che giocava al contenimento, mettiamola così, della prospettiva e della visione che avrebbe potuto e, anzi, avrebbe dovuto avere una Variante Generale al Piano Regolatore, che si proponeva l’ambizioso obiettivo di rivedere lo sviluppo urbano della città di Torino. La scelta di mettere al servizio di questa importante progettualità i soli Uffici Comunali andava, infatti, in questa direzione; Uffici Comunali che hanno svolto un lavoro gigantesco in condizioni improbe, condizioni, ovviamente, legate all’assenza, alla carenza di personale, che hanno costretto tutti gli Uffici Comunali, che hanno ricevuto questo incarico, a sviluppare contemporaneamente l’attività ordinaria e questa progettualità e, anche, in qualche termine, una sorta di difficoltà ad individuare una direzione verso cui muoversi. E, quindi, anche a nome dei miei Colleghi del Gruppo del Partito Democratico è doveroso, innanzitutto, un ringraziamento nei confronti della struttura tecnica che ha operato in condizioni proibitive perché, come dire, è tanto facile, tanto comodo per un politico dire che occorre costruire un viadotto, se poi mancano gli elementi essenziali diventa complicato per chiunque mettere in attuazione, e quindi, nelle condizioni date, il lavoro che è stato fatto è comunque un lavoro che ha una sua dignità di essere presentato. È un pochino stucchevole continuare a sentire parlare sia la Sindaca Appendino - che ha prontamente rimesso le deleghe, diciamo così, non essendo proprio il suo campo operativo quello dell’Urbanistica e della visione strategica di Torino - sia l’Assessore Iaria di un nuovo Piano Regolatore. Perché non si tratta di nuovo Piano Regolatore? Un nuovo Piano Regolatore avrebbe dovuto fare delle cose che questo documento che abbiamo in approvazione non fa; prima di entrare nel merito delle cose che, tendenzialmente, avrebbe dovuto fare un nuovo Piano Regolatore, mi permetto di eccepire una questione che abbiamo sollevato anche in Commissione insieme ad altri Colleghi relativamente al metodo. Arriviamo, infatti, a discutere in Aula di un provvedimento importante - che, sicuramente, rispetto alle aspettative iniziali, che erano state date e che avrebbero dovuto ridisegnare completamente il quadro della città, aggiungo io, fortunatamente non lo fa, però che comunque ha una sua importanza -, alla fine del mese di luglio, in un modo oggettivamente stravagante. Dopo aver passato quattro anni ad elaborare questi documenti, si è calendarizzata una sequenza, un filotto di Commissioni, le cosiddette “tematiche”, rivolte ai soli Consiglieri Comunali, che si sono esaurite in dibattiti piuttosto autoreferenziali, in quanto sviluppati dai soli Consiglieri Comunali, evitando accuratamente quello che, in realtà, andava fatto, e cioè un’apertura e una discussione con tutti quelli che sono, a vario titolo, coinvolti in quello che dovrebbe, teoricamente, essere un Piano Regolatore, e cioè le Organizzazioni di Categoria, il mondo datoriale, il mondo imprenditoriale, il mondo professionale, tutti i soggetti che, in qualche modo, vivono la nostra città e che avrebbero avuto, secondo me, anche titolo a poter dare le loro considerazioni, in maniera tale da rendere la nostra discussione di oggi un po’ più compiuta, relativamente a quelli che sono, effettivamente, gli elementi di impatto sulla città di quella che potrebbe essere l’approvazione di questa documentazione. Questa cosa, pur essendo stata richiesta, non è stata fatta, rimandando, in maniera del tutto fittizia e artata, la discussione di eventuali... e le audizioni di queste categorie, in una fase successiva all’adozione in Consiglio del provvedimento che, oggi, è all’esame dell’Aula, sapendo benissimo… mentendo e sapendo di mentire perché è sufficiente dare un’occhiata alle slides con cui sono state presentate le (incomprensibile) per capire che, in realtà, dopo l’approvazione, è prevista la pubblicazione di questo provvedimento per 30 giorni. Cioè, in qualche modo, questa (incomprensibile), che è quella che ha fatto della retorica partecipativa… - la chiamo retorica partecipativa perché, ovviamente, mai discussione è stata più opaca sulle scelte della Città che in questi quattro anni, ricito il Collega Lubatti, pensiamo alla ZTL, per cui apprendiamo di decisioni assunte non si sa bene dove, salvo poi, come dire, evitare accuratamente di discuterne nelle sedi proprie, cioè delle istituzioni - dicevo, questa retorica della partecipazione, questa retorica partecipativa è stata completamente bypassata da un meccanismo che prevede che questi signori - che hanno a cuore la città, forse più di tanti Consiglieri del Movimento 5 Stelle - dovrebbero esaminare il provvedimento e fare le osservazioni nei 30 giorni che decorrono dalla pubblicazione, cioè nel mese di agosto. Poi, certo, per gentile concessione, l’Amministrazione Comunale può certamente estendere questo tempo, però questo è un primo segnale che, forse, come dire, tutta questa voglia di far discutere la Città intorno a questo provvedimento non c’è, e perché non c’è? Non c’è perché la Città, che non è fatta propriamente da persone che non capiscono di cosa stanno parlando, si accorgerebbe, in maniera piuttosto plastica, della totale inconsistenza e insussistenza di tutte le retoriche, di tutte le cose che vengono dette e sproloquiate a mezzo stampa, sui social network, difendendo, come dire, come provvedimento strategico, che risolverà (incomprensibile) della Città di Torino, questa delibera che stiamo andando ad esaminare. Quali sono le cose che fa bene questa delibera? Questa delibera fa bene alcune cose, fa bene sicuramente nell’accorpare alcune destinazioni urbanistiche di carattere omogeneo, penso alla buona operazione fatta sulle attività residenziali, e, in generale, producendo una semplificazione; ma, anche in questo caso, lo fa bene, in maniera, diciamo così, un po’ pericolosa per il futuro. Ho avuto modo di sollevare la questione in Commissione e lo rifaccio in Aula, in maniera tale che resti chiaro a verbale, poi so che sono parole che, per il livello di recepimento che mediamente sortiscono queste considerazioni, tenderanno a rimanere nei verbali del Consiglio Comunale. Come forse l’Assessore Iaria sa - non sono sicuro che lo sappia la Sindaca Appendino, però l’Assessore Iaria, e forse qualche Consigliere di Maggioranza, sa -, in virtù dei dispositivi previsti dall’articolo 16 del 380/2001, che è il Testo Unico sull’Edilizia, sa bene l’Assessore Iaria che, ogni volta che il Piano Regolatore varia, in maniera parziale, la disposizione urbanistica per una certa area della città, introducendo questa Variante Parziale - votata dal Consiglio Comunale -, una valorizzazione urbanistica a vantaggio del proprietario, sia esso pubblico o sia esso privato… - pensiamo, ad esempio, a tutta la querelle che c’è stata sul valore degli immobili regionali che avrebbero dovuto essere alienati dalla precedente Giunta Regionale, penso a piazza Castello o a via San Francesco da Paola - e, proprio sulla questione della plusvalenza urbanistica, si ricorderà certamente l’Assessore Iaria, che all’epoca sedeva tra i banchi del Consiglio, quando sollevammo il problema che quella Variante Urbanistica doveva essere, in qualche modo, monetizzata da parte della Città, ebbene, questa monetizzazione è assolutamente codificata dalla disciplina nazionale, quindi è una questione che riguarda tutti i Comuni d’Italia, peraltro, disciplina introdotta proprio su spinta di ANCI, che ha voluto riconoscere nel Testo Unico sull’Edilizia esattamente questo tema, che prevede l’obbligatorietà da parte del proprietario, che beneficia di una Variante Urbanistica, in incremento di valore, di riconoscere al Comune la metà della plusvalenza di carattere urbanistico. Ora, se c’è uno, come dire, che è stato anche accusato, non sempre con grande generosità, nel passato, di andare verso un’ottica di semplificazione, quello è sicuramente il Partito Democratico, però attenzione perché, da questo punto di vista, arriviamo all’assurdità che un Piano Regolatore, che esaspera questo concetto di semplificazione di categorie urbanistiche, arriva a rendere del tutto inutili le Varianti Parziali e conseguentemente priva, in termini generali, il Comune di Torino di potenziali incassi economici derivanti da operazioni corrette di valorizzazione del proprio territorio. Quindi, se arriviamo all’estremo, ovviamente teorico, di arrivare non da 24 a 13 ma da 24 a 3 categorie urbanistiche, chiunque si rende conto che tutto questo tipo di procedura renderebbe estremamente pericolosa, per le casse del Comune, una questione, appunto, legata al fatto che cesserebbe l’obbligatorietà di legge in capo al privato di riconoscere queste somme in carico, appunto, alla Città di Torino. E potrebbe dirsi: “E certo, perché voi avete sempre pensato di utilizzare l’Urbanistica per fare cassa”, qualcuno, peraltro, l’ha già anche detto in Commissione; allora, io mi sono preso lo scrupolo di fare qualche conticino di questi anni e ricordo a tutti i lor signori che, se io vado a prendere i valori economici, per cui questa Amministrazione, quella pentastellata…, cioè quella che spiega, a noi del PD, che siamo quelli brutti e cattivi, che l’Urbanistica non si usa per fare cassa, ha incassato nel 2017 circa 29 milioni mal contati di oneri, nel 2018 siamo scesi a 13 e nel 2019 siamo scesi a 14, ma se io vado a prendere i soli Decreti 106 Sviluppo, quelli, per intenderci, dei supermercati, che hanno un contributo di valorizzazione, che viene assimilato a quello dell’articolo 16 del 380, proprio in virtù del fatto che andiamo a fare deroghe… io sono contento di sentire che Iaria dice che questa semplificazione di fatto ridurrà le deroghe, benissimo, ridurrà le deroghe ma ridurrà anche l’entrata finanziaria del Comune di Torino che, per inciso, è stata di 1,4 milioni circa nel ’17, di circa 4 milioni e mezzo nel 2018 e di oltre 6 milioni di euro nel ’19. Allora, va bene tutto, però io credo che il concetto di semplificazione, forse, non è tanto quello che, in qualche modo, viene erroneamente… o comunque viene un po’ mistificato nell’illustrazione, da questo punto di vista. Gli operatori immobiliari, in realtà, al Comune, più che chiedere di non fare la Variante Urbanistica, che, ovviamente, li agevola perché evitano di versarli questi milioni di euro nelle casse del Comune, chiedono che, quando si inizia una procedura, finisca; che, quando si va a verifica di Valutazione Ambientale Strategica, non ci si mettano otto mesi; chiedono che, quando si va a prendere una pratica edilizia in piazza San Giovanni, non ci si metta sei mesi e, per fare questo, l’unica azione da fare, vera, è quella di potenziare le strutture tecniche del Comune, siano esse all’Edilizia Privata, siano esse all’Urbanistica, cioè tutto quello che non è stato, praticamente, fatto in questo mandato. Questo è il punto della semplificazione. Poi, ben venga, certamente, se si riescono a snellire pratiche e procedure; è sicuramente utile, per carità, con questa piccola accortezza, che credo debba essere tenuta in considerazione - almeno quanto un’osservazione formale a questa Proposta Tecnica Preliminare di Variante normativa del nostro Piano Regolatore - quando andremo a descrivere compiutamente e poi eventualmente ad approvare, in Consiglio Comunale, le norme; e cioè mettere una clausola di salvaguardia che, quantomeno, consenta al Comune di valutare, di volta in volta, se applicare o non applicare questa valorizzazione che, ricordo, è una valorizzazione dovuta per Legge e, a meno che non sussista un interesse pubblico prevalente, deve essere chiesta dall’Amministrazione Comunale. Questo che è, apparentemente, un dettaglio tecnico, si tiene con tutta una serie di altri elementi molto più strutturali. Perché affermiamo che questo è tutto fuorché un nuovo Piano Regolatore e poco si avvicina anche (audio interrotto) una Variante strutturale un Piano Regolatore, perché è palese (audio interrotto) dall’illustrazione di quello che è stato, in qualche modo, evidenziato da parte dello stesso Assessore, che questo Piano Regolatore non fa le seguenti cose: non fa una riverifica e ripianificazione delle zone e degli addensamenti commerciali, che è il vero tema con cui un’Amministrazione Comunale pianifica la propria offerta commerciale. C’è un vecchio... come dire, c’è una vecchia questione che riguarda, ad esempio, la numerosità dei mercati, che a Torino è dimensionata su una popolazione, sia essa fluttuante o residente, cambia poco… il tema della popolazione, che è stato così tanto enfatizzato, in realtà, ha un unico effetto che è quello di contabilità urbanistica, poi per carità, sarebbe interessante disquisire come sono state fatte le stime e su quali basi sono state fatte, ma non è questo il punto, il tema vero è che dopo quattro anni non c’è nessuna relazione con il Piano degli Addensamenti Commerciali, che resta immutato e manco viene citato nell’illustrazione da parte dell’Assessore Iaria, come se niente fosse. Cioè, voi dite di fare un nuovo Piano Regolatore e non prendete in esame minimamente il tema della distribuzione commerciale, che è molto più importante, sotto l’aspetto realizzativo e, soprattutto, sotto l’aspetto pianificatorio, di tantissime delle cose che sono state dette, relative, appunto, all’offerta commerciale in senso stretto. In questo senso, l’ha detto invece Iaria, il rapporto con la mobilità è tendente al nullo; cioè, cosa viene fatto? In questo Piano Regolatore vengono duplicate e replicate le stesse, identiche infrastrutture viabilistiche del ’95, penso al ponte su corso San Maurizio, e vengono eliminate alcune previsioni di carattere viabilistico, diciamo così, senza - così ci è stato detto in Commissione - alcuna valutazione di carattere tecnico- ingegneristico che verifica come sono cambiati gli spostamenti all’interno della città, quali sono le nuove viabilità da prendere in considerazione, come si relaziona la città con queste infrastrutture: pensiamo alla Linea 2, ma pensiamo anche al collegamento con Caselle e pensiamo al collegamento con l’alta velocità ferroviaria con Lione, pensiamo a come ha cambiato la città il collegamento ad alta velocità con Milano, tutte cose che non entrano minimamente, minimamente, minimamente nei ragionamenti che sono sottesi a questo tipo di attività di pianificazione. Cito un terzo argomento, ne avrei molti ma mi limito a questi tre perché sono forse quelli che, come dire, sono più oggetto di dibattito politico e anche più facilmente intuibili, ma ce ne sono molti altri: il tema dell’offerta sanitaria e dell’offerta socioassistenziale. Questo Piano Regolatore non prende minimamente in considerazione il fatto che l’offerta sanitaria di questa città è un’offerta sanitaria che strutturalmente è modificata dal ’95; ci sono delle aree che sono oggetto di valutazioni, relative al progetto del Parco della Salute e della Scienza, pensiamo a che cosa capiterà o a cosa può capitare agli ospedali, che la pianificazione regionale giudica in dismissione, e di come riorganizzare la rete dei Servizi Sociosanitari, proprio alla luce di un’emergenza post-pandemica come quella che stiamo vivendo; cioè, neanche la pandemia di Covid- 19 ha fatto venire il dubbio a qualcuno che di queste cose bisognava tenerne conto. Ci si arrovella dietro cose piuttosto scontate. Assessore Iaria, non si offenda ma l’agricoltura nelle aree a parco fu introdotta con la Variante normativa 301 già nello scorso mandato, quindi, diciamo che, sotto questo profilo, se non un cambiamento nominalistico, c’è molto poco di nuovo. E, poi, ci sono alcune cose che lasciano un pochino, onestamente, perplessi: penso, ad esempio, all’argomento di come vengono considerate le..., penso alle Sale del Commiato, che vengono assimilate ai Servizi Pubblici, pensiamo ai Cimiteri per animali di affezione nei parchi pubblici o anche ad alcune cose sulle quali, come dire, anche laicamente, sarebbe stato utile discutere e sarebbe stato utile fare un approfondimento, sarebbe stato utile, in qualche modo, coinvolgere non solo il Consiglio Comunale - che, per carità, è fatto tutto da super esperti di Urbanistica, che è gente che, oltretutto, è in grado di avere elementi di riflessione ampi -, ma, magari, anche qualcun altro da fuori che, invece, è stato completamente tagliato fuori, forzando dei tempi per arrivare, oggi, in Aula a votare, ripeto, una Proposta Tecnica che, nella sua impostazione, se fosse stata presentata non come è stata presentata, avrebbe avuto una sua - e ce l’ha - dignità, da questo punto di vista, fatte salve tutte le eccezioni di merito che abbiamo detto. Questa città ha bisogno, in realtà, non di questa cosa, questa cosa non avrà effetti, e mi spiace dirlo con questa franchezza, mi spiace che siano stati sprecati quattro anni; questa città ha bisogno di un nuovo Piano Regolatore, cioè uno strumento di pianificazione che fa esattamente le cose che non sono state fatte e cioè integra la trasformazione urbana, rispetto a come è cambiata la demografia, come sono cambiati i trasporti, come è cambiata la distribuzione commerciale, come sono cambiate le domande sociali, le domande sanitarie e lo fa, con tutto il dovuto rispetto, investendo le giuste risorse, anche di carattere professionale, perché questa cosa qui non è pensabile che venga fatta con questo tipo di impostazione. Ma l’elemento essenziale con cui dovrà configurarsi il nuovo Piano Regolatore - e io credo che la prossima Amministrazione dovrà occuparsi fin dall’inizio di avviare questo tipo di attività - è, certamente, quello di analizzare queste cose in un’ottica di area metropolitana, non tanto in quanto istituzione Città Metropolitana, ma in termini di conurbazione, cioè di come questo tipo di dimensione di pianificazione strategica si coniuga con quelli che sono, quantomeno, i Comuni contermini, che è vero che sono unità amministrative differenti dalla nostra, ma che, per ragioni fisiche e di prossimità fisica, sono, invece, intimamente connesse a tutti questi ragionamenti. Per tutte queste ragioni - poi, sicuramente, nel dibattito, probabilmente, emergeranno anche ulteriori elementi -, ma, soprattutto, per una questione, come dire, di impostazione metodologica e di lacune nel merito - noi non ci sentiamo di contrastare con un voto contrario questo provvedimento perché, comunque, diciamo così, sarebbe, in ogni caso, difficilmente sostenibile, non fosse altro per il rispetto dovuto a tutti gli Uffici che hanno lavorato, davvero, ribadisco, in condizioni proibitive e a cui va il nostro ringraziamento politico, e aggiungo anche il mio personale, perché lavorare in queste condizioni dell’Amministrazione è stato davvero, credo, molto molto complicato - noi non parteciperemo alla votazione, anche per segnare un punto sul tema del metodo. Noi siamo sicuramente convinti che ci sia stata anche un po’ di buona fede; noi non neghiamo certamente che, molto probabilmente, partiti: “Armiamoci e partiamo”, all’inizio di questo mandato, forse, anche con un po’ di faciloneria - e, forse, poi, scontrandosi con una complessità che è la complessità della realtà della città di Torino, che non è certamente facilmente semplificabile - ci sia stata, in qualche modo, una certa qual difficoltà: non è un caso che arriviamo in limine mortis della Legislatura ad approvare la Variante Parziale Tecnica. Però, proprio alla luce di queste cose, ci saremmo aspettati - e lo dico con franchezza, anche per dare un segnale, di aver capito che forse non è che andando avanti contro un muro a tutti i costi si ha sempre ragione - che, evidentemente, ci fosse stato almeno un accoglimento sotto il profilo del metodo, cioè che, almeno sotto il profilo, non dico del merito… - noi avremmo anche avuto piacere di discutere nel merito delle previsioni contenute in questa deliberazione -, ma, diciamo così, un minimo di coinvolgimento in più della Città non ci avrebbe fatto certamente dispiacere. Crediamo, davvero, che sia paradigmatico questo provvedimento, la pochezza strategica e non certamente normativa sia paradigmatica di una pochezza di visione di pensiero; nessuno di questi temi che ho citato: il commercio, la viabilità, l’offerta sociale e sanitaria è stato minimamente preso in considerazione, e io sono convinto che, da questo punto di vista, non ci sono più, certamente, i tempi tecnici, ma non c’è neanche, se posso dire, forse, la volontà di farlo e, se vogliamo, anche, in qualche modo, la capacità di farlo. Per tutte queste ragioni, noi avremmo preferito discutere di questa cosa dopo la pausa dei lavori del Consiglio Comunale ad agosto; ci è stato spiegato che, senza questo provvedimento, la città si sarebbe fermata, noi siamo convinti che, purtroppo, nonostante questo provvedimento, non ripartirà - come forse dichiarato - e non è certamente questo approccio e questa pochezza di contenuti che potranno, in qualche modo, dare le risposte alle grandi, grandissime problematiche che ha Torino e che non sono state, purtroppo, affrontate in questi quattro anni con l’adeguatezza di una squadra di governo, che - supportata da una Maggioranza che ha fatto, della cieca abnegazione, della totale incapacità di critica, rispetto all’esecutivo, la sua cifra distintiva - non è stata in grado di dare risposte, e, ovviamente, questa è stata una gravissima, gravissima occasione mancata per Torino e per i torinesi. Grazie, Presidente. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Prego, Consigliere Curatella. CURATELLA Cataldo Grazie, Presidente. Allora, arriviamo dopo quattro anni alla discussione di questa Revisione del Piano Regolatore: Adozione della Proposta Tecnica del Progetto Preliminare, documento per cui - associandomi a quello che diceva poc’anzi il Capogruppo Lo Russo - bisogna fare i propri ringraziamenti agli Uffici della Città che hanno lavorato in carenza di risorse e cercando, per quanto loro possibile, di predisporre tecnicamente un documento che, però, manca di tutta una serie di indirizzi politici, perché i tecnici possono muoversi solo nel momento in cui hanno chiaro l’indirizzo politico in cui devono muoversi. Però, finalmente, questo documento rappresenta quello che, esattamente un anno fa, venne detto in Consiglio Comunale, quando eravamo ancora in presenza: si toglie, finalmente, il freno a mano al Comune di Torino, peccato che lo si toglie al Consiglio Comunale, perché non si lasciano i tempi necessari ai Consiglieri Comunali per poter approfondire questa proposta, potersi confrontare con quelli che sono stati definiti gli stakeholders della Città: Enti, Associazioni di categoria, professionisti. Ed è per questo che avevo chiesto, aggiungendomi anche ad altri Consiglieri di Minoranza, di posticipare, aumentare la discussione, portandola fino a settembre, in modo tale da permettere di fare una serie di audizioni e consultazioni per permettere di approfondire e di avere… non fare solo delle Commissioni che fossero autoreferenziali, ma che permettessero, con i dovuti tempi, di poter approfondire gli argomenti, capire qual è la visione politica che si ha della città, come si vede la città svilupparsi nei prossimi 5, 10, 20 anni. Purtroppo, si è voluto accelerare, accelerare per arrivare obbligatoriamente, oggi, all’approvazione in tempi rapidi, lasciando poi... dicendo in Commissione “Ci saranno 30 giorni”; quindi, ad agosto, voglio vedere quante osservazioni arriveranno nel pieno del mese di agosto. Si cerca un po’, probabilmente, di nascondere il fatto che, come è già stato detto in precedenza, a parte alcuni aspetti che possono essere considerati positivi, dalla riduzione delle aree normative a tutta la parte legata a quelli che sono stati definiti i Cimiteri di affezione - anche se ci sono alcuni aspetti che andavano approfonditi -, però ci sono delle grosse lacune, ad alcune delle quali ho cercato di fornire almeno uno strumento con degli emendamenti, su altre non ho avuto il tempo, ma che, secondo me, rappresentano, tra gli altri, gli aspetti che vengono a mancare in questa Proposta Tecnica, perché questa Proposta Tecnica parte, nella sua delibera, col voler affrontare la città, la visione della città con un approccio olistico, non frammentario. Però, poi, all’interno di tutto il documento, sì, si accenna al fatto che si vuole andare in un’ottica di risparmio energetico, risparmio energetico che vuol dire soltanto un risparmio di tipo economico, manca completamente, ad esempio, tutto il tema delle Comunità Energetiche che è un tema che, a livello nazionale, già da qualche tempo, sta emergendo, perché le Comunità Energetiche permetterebbero un lavoro di riqualificazione delle periferie della città, permetterebbero di creare nuovi lavori, di far ripartire le attività, non solo in ambito edilizio, ma in ambiti legati alla mobilità, mobilità sostenibile, produzione di energie da fonti non rinnovabili, l’indipendenza energetica dalla rete. A livello normativo si sta lavorando molto per andare in un’ottica di Comunità Energetica, partendo anche dal singolo condomino che consenta di non essere allacciati alla rete e di poter autoprodursi l’energia o condividerla all’interno di una determinata Comunità. In questo Piano manca completamente una visione di città che va in un’ottica di Comunità Energetiche, sviluppo del Piano Energetico; si parla di generiche certificazioni che arriveranno, quindi penso al Protocollo LEED, al Protocollo ITACA, va bene, singoli protocolli, certificazioni, però vogliamo parlare di progettualità, di visione a lungo termine? Quindi, tutti gli aspetti legati a Comunità Energetiche, a produzione di energie rinnovabili, sviluppo su grandi assi viari per consentire quello che viene chiamato, in alcuni punti d’Italia dove è stato già sviluppato, il “Reddito Energetico”, quindi poter andare in aiuto delle famiglie che hanno dei problemi dal punto di vista economico, mediante la produzione di energia da fonti rinnovabili garantite dalla Città. E quindi c’è questo tema che manca. Un altro tema mancante - su cui ho cercato, con degli emendamenti, di porre, in qualche modo, rimedio - è quello degli aspetti, che sono stati già accennati in precedenza, legati ai Servizi Sanitari, perché, purtroppo, una cosa che questa emergenza, l’emergenza Covid, il lockdown conseguente, ha portato, è che è necessario avere una rete di Servizi Sanitari Territoriali, non serve avere delle grosse reti accentrate, è necessario avere il decentramento dei Servizi, aumentare l’offerta sanitaria; si è dovuto correre in emergenza con la predisposizione delle OGR per cercare di andare a creare un numero aggiuntivo di posti letto per cercare di superare la fase emergenziale. Purtroppo, noi viviamo in una città in cui il Piano Sanitario è stato sviluppati negli anni 2000, ad inizio 2000, col Patto della Salute che è già stato nominato, dove si pensava soltanto ad una privatizzazione della Sanità, e abbiamo visto cosa ha significato il modello privatizzato della Sanità, ma, soprattutto, si andava sempre in un’ottica di riduzione dei posti a disposizione, dei posti letto. Ricordo l’Assessore Saitta, l’allora Assessore Saitta nella precedente Amministrazione Regionale, che, parlando del Parco della Salute, si vantava del fatto che, partendo dai 2.411 posti potenzialmente disponibili, col futuro Parco della Salute si arrivava a 1.490 posti, quindi si vantava di quella che viene chiamata una “ottimizzazione” dei posti letto, andando a ridurre di quasi 1.000 unità il numero di posti letto disponibili. Abbiamo visto in emergenza, siamo dovuti correre ai ripari per cercare di fornire ulteriori posti in terapia intensiva e sub intensiva, qui si parla di solo 50 posti per la terapia intensiva e sub intensiva. E quindi è per questo che io ho presentato degli emendamenti; ho presentato degli emendamenti in cui, innanzitutto, chiedo di introdurre il tema dello sviluppo urbanistico, anche dal punto di vista dei Servizi Sanitari, tema che manca completamente, sia all’interno del corpo della delibera, sia all’interno degli allegati, è completamente mancante questo aspetto; e quindi vogliamo definire le varie aree normative dello sviluppo della città? Andiamo ad integrare anche questi aspetti? Perché questi aspetti non vivono a sé stanti, devono tenere conto anche di come fare la mobilità e quindi il tema di come stanno cambiando i flussi nella mobilità. Cosa ne facciamo del Maria Adelaide, del Valdese, dell’Oftalmico, dell’Einaudi? Sono strutture che sono state praticamente abbandonate; vogliamo restituire alla destinazione sanitaria pubblica tali strutture, in modo tale da non dover di nuovo correre, in emergenza, a trovare strutture aggiuntive e quindi ritrasformare l’OGR in un ospedale, in emergenza? Vogliamo fare una valutazione sulla città di Torino, sul territorio di Torino, essere proattivi, non attendere un’emergenza e non attendere che sia la Regione (incomprensibile). E, soprattutto, visto che il Parco della Salute risale ormai agli inizi dell’anno 2000, in un’ottica di privatizzazione e di riduzione - quella che veniva chiamata “l’efficienza dei posti letto”: cercare di ridurre i posti letto, mentre invece dovremmo andare in un’ottica di strutturazione della città, recupero di tutti i vari posti, recupero il più possibile delle Molinette, rendere alla funzione pubblica il Maria Adelaide - probabilmente, è necessario fermarsi sul Parco della Salute e ripartire con una nuova progettazione, non è questo il momento di andare avanti con un Parco della Salute che, oltretutto, andrebbe in un’ottica di consumo del suolo, andrebbe in un’ottica di centralizzazione, quando si dovrebbe andare in un’ottica di decentralizzazione dei Servizi Sanitari, per essere più agevoli, più velocemente reattivi in caso di nuova emergenza. Già gli esperti ci dicono che con l’autunno dovremo aspettarci una seconda ricaduta, cosa faremo? Ritrasformeremo le OGR? Vogliamo cominciare a ragionare su come rendere operative delle strutture sul territorio? Come vediamo la città anche in quest’ottica? Ed è per questo che ho richiesto di aggiungere nell’allegato 2 - che ho scoperto c’è un allegato... è stato cambiato in corsa, oggi, dalla Giunta, allegato 2 bis -, all’interno dei Piani di Settore anche il Piano Urbano dei Servizi Sanitari Territoriali per prevenire, curare gli abitanti, cercando di fornire cure domiciliari da una parte e filtrare opportunamente dall’altra i ricoveri, evitando quindi affollamenti e congestioni negli ospedali. Cerchiamo di prevenire, di avere dei piani di azione, dei piani di reazione, non aspettiamo l’emergenza per poi dover dire: “Ah vabbè, vediamo”, per fortuna sono arrivati i medici da Cuba che tutti quanti abbiamo ringraziato per il loro intervento; vogliamo aumentare anche il numero di risorse? Vogliamo richiedere alla Regione e al Governo di aumentare le risorse economiche anche per le nuove assunzioni? Andiamo in quest’ottica; questa Revisione del Piano Regolatore può essere - secondo me è - lo strumento giusto per iniziare a pianificare la città anche in ottica di Servizi Sanitari Locali. Grazie, ho concluso. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei, Consigliere Curatella. Adesso ho segnato il Consigliere Carretto. Prego, ne ha facoltà. CARRETTO Damiano Grazie, buongiorno a tutti e tutte. Vabbè, eviterò di scendere in polemiche, ma, lasciatemi dire, mi fa piacere che, essendo un po’ la mia materia, il Piano Regolatore della Città venga un po’ considerato il contenitore di tutto ciò che governa il mondo, cosa che mi piacerebbe fosse così, ma non è. Detto questo, allora partirei con ordine. Presidente, posso già illustrare anche gli emendamenti? SICARI Francesco (Presidente) Se vuole, sì, sennò facciamo anche dopo. Veda lei. CARRETTO Damiano Okay, va bene. Perfetto. Allora, partiamo appunto dalla Revisione del Piano Regolatore: il Piano Regolatore - come sappiamo, come è già stato detto - ha 25 anni, era uno strumento che, ormai, si è rivelato rigido, non attuale e non rispondente più alle esigenze della città e non è un caso che, appunto, abbia subito, negli anni, una miriade di Varianti e solo oggi, con questa Amministrazione, si sia deciso di procedere ad una Revisione. Fa anche sorridere che chi poteva magari... e ci accusa, oggi, di aver fatto una... così, un provvedimento debole, quando ne ha avuto l’occasione ha preferito fare Varianti su Varianti su Varianti, senza preoccuparsi, minimamente, di come modificare e come ammodernare questo Piano Regolatore, ma oggi viene a dirci che questo provvedimento è un provvedimento debole che non merita neanche una partecipazione al voto, ma va bene. Invece, questa Amministrazione, seppure con tutti i problemi, legati principalmente al Bilancio…, perché tutti avremmo voluto avere 5 o 10 milioni di euro da investire nel nuovo Piano Regolatore, ma, purtroppo, quando hai un Comune sull’orlo del pre- dissesto 5-10 milioni sul Piano Regolatore non riesci a metterli, a meno di non iniziare a tagliare i servizi ai cittadini, cosa che è comunque stata fatta, anche se in parte molto minore di quanto si sarebbe fatto se, appunto, i soldi fossero stati spostati su questo Piano Regolatore. Si è scelto di fare il Piano Regolatore appunto internamente, e io in questo mi unisco al ringraziamento agli Uffici, che hanno dimostrato grande competenza e grande capacità di lavoro, mi unisco anche..., ringrazio anche i tecnici della Città Metropolitana, che hanno collaborato, Urban Lab, per quel che riguarda tutta la parte de “I Mercoledì del Piano”, e in generale tutta la struttura tecnica che ha lavorato a questa Revisione. Si è scelto appunto di farlo internamente e abbiamo finalmente un PRG - un Piano Regolatore - che è stato portato nel 2020; portato nel 2020, quindi con tutte quelle modifiche che si sono rese necessarie in 25 anni di vita di questo Piano Regolatore, quindi tutto ciò che, diciamo, è stato frutto dell’esperienza dell’applicazione di questo Piano Regolatore si è cercato di correggerlo; così come si è cercato di fare in modo che questo Piano Regolatore, questa Revisione, guardi avanti verso il 2030 e anche oltre, che immagini una città diversa, una città con infrastrutture diverse, una città che ha bisogno di, principalmente, semplificazione di una dimensione ambientalista molto più spinta, di, appunto, un’attenzione ai trasporti, alla mobilità e un’integrazione sui trasporti e sulla mobilità che è sempre mancata, e un’ottica metropolitana, cosa che, in realtà, si è fatta, si è fatta anche con la questione della revisione del PUMS, quindi il PUMS redatto dalla Città Metropolitana, che verrà approvato entro fine anno, salvo altre problematiche, e che verrà poi recepito nel PRG. Quindi, sono stati tre anni di lavoro, tre anni di condivisione col territorio; chi ci accusa di non aver condiviso, forse, si è perso tutta la parte di condivisione col territorio, con gli stakeholders, con gli incontri pubblici, sia con l’ex Assessore Montanari, quindi con “I Mercoledì del Piano”, sia tutti gli altri incontri sul “Torino 2030”, e quindi, che ci si venga a dire che non si è voluto discutere, fa sorridere. Quindi, tre anni di lavoro, di confronto, e credo che il risultato sia assolutamente positivo, sia positivo perché la città aveva bisogno di uno strumento urbanistico più semplice, più snello che abolisse, no abolisse, che non rendesse necessarie molte Varianti che, ovviamente, appesantiscono il lavoro degli Uffici, che fanno perdere tempo agli investitori, che, a volte, fanno anche scappare gli investitori, quindi io credo che la semplificazione normativa che è stata effettuata sia fondamentale; qualcuno diceva “Non farà ripartire Torino”, io credo che, invece, aiuterà molto la città nel suo sviluppo futuro. Faccio un piccolo inciso su questo tema: io sarei per discutere sul tema del contributo di valorizzazione perché, per quel che mi riguarda, il contributo di valorizzazione si applica anche a seguito di una Revisione Generale del Piano Regolatore che va a modificare i valori delle aree e il contributo di valorizzazione, solitamente, in altre realtà, si paga al ritiro del... o in sede di permesso di costruire, solo la Città di Torino, negli anni, aveva deciso di farlo pagare in sede di Variante, forse per avere questo controllo dell’Urbanistica come bancomat per il Bilancio: io faccio la Variante, so che incasso tot; sui permessi di costruire, il permesso di costruire io non so quando il privato lo richiederà, di conseguenza non ho questo controllo fermo sul contributo di valorizzazione. Se ne può discutere, andrebbe chiesto un parere, io darei questa interpretazione normativa, chi mi ha preceduto ne dà un’altra... onestamente, da un certo punto di vista io, come ho già detto, non sono neanche così contrario, anzi sono proprio favorevole al fatto che l’Urbanistica non venga più vista come un bancomat e che quindi si spingano Varianti, contro Varianti, eccetera, eccetera, solo per tenere in piedi il Bilancio; perché? Perché, alla fine, non si fa l’interesse della Città, si fa l’interesse di un investitore privato per salvare il proprio Bilancio e si ottiene poi una città che si sviluppa in una direzione non controllata e direi che di esempi, nella Città di Torino, negli ultimi 20 anni, ne abbiamo parecchi e sotto gli occhi di tutti. Faccio un’altra considerazione, così, faccio un piccolo appunto, sulla questione dei Cimiteri per gli animali d’affezione. Forse, qualcuno non ha letto gli emendamenti della Giunta, ma credo che sia un po’ diversa, con gli emendamenti, la situazione rispetto a quanto prospettata nella settimana scorsa; credo sia stato, diciamo, messo in ordine quell’aspetto che, forse, effettivamente, era un po’ sfuggito di mano ed è stato, così, corretto con questo emendamento. Faccio anche notare che questo Piano Regolatore, cioè questa Revisione del Piano Regolatore va a toccare molti temi che, appunto, avevano necessità di essere toccati, dalle Zone Agricole Ecologiche quelle che vengono definite ZAE, la questione degli spazi, appunto, condivisi nei condomini o comunque negli edifici, diciamo, tutte questioni che sembrano di poca importanza, ma che, in realtà, vanno a toccare aspetti spesso sollecitati proprio dagli stakeholders. Faccio anche notare che questa Proposta Tecnica è, per definizione, il primo step, che non è il Progetto Preliminare, che, da qui al Progetto Preliminare, potranno essere affrontati molti altri temi, anche su sollecitazione degli stakeholders, dell’Associazione ambientalista, delle Consulte e via dicendo; io credo che, a differenza di quanto pensi qualcuno, invece, le osservazioni ci saranno, saranno molte, saranno puntuali, saranno pertinenti e daranno, sicuramente, spunti di riflessione ed eventualmente di modifica. Quindi, credo che, appunto, questo passaggio tra Proposta Tecnica e Progetto Preliminare riserverà ancora aspetti da approfondire. Faccio anche notare che, parallelamente, dovrà andare avanti anche la revisione del Regolamento Edilizio, perché sappiamo che tra Piano Regolatore e Regolamento Edilizio ci deve essere una sinergia di intenti e di vedute, quindi sappiamo che anche il Regolamento Edilizio è in fase di revisione e quindi, sicuramente, anche quell’aspetto andrà approfondito e credo che anche la Giunta, a breve, porterà una proposta di modifica del Regolamento Edilizio. Concludo con un piccolo appunto sul fatto che sono d’accordo con chi dice che la struttura tecnica vada potenziata, mi fa un po’ più sorridere che chi l’ha detto non ha fatto nulla, nulla, per potenziare la struttura tecnica; ci siamo trovati, appunto, la struttura molto depotenziata da pensionamenti, da organico ridotto, sottodimensionato e via dicendo e, ovviamente, di questo aspetto ci si poteva rendere conto ben prima del 2016 e quindi è una critica che, davvero, non accetto anche perché chi la fa sa benissimo la situazione del Bilancio del Comune di Torino, la questione delle assunzioni bloccate e via dicendo, quindi, onestamente, io rimando, assolutamente, al mittente questo tipo di impostazione e questo tipo di accusa, quindi, diciamo, che eviterei certe affermazioni quantomeno per una questione di, diciamo, onestà intellettuale, mettiamola così, onestà intellettuale che, spesso, viene un po’ dimenticata. Già che ci sono, se mi rimane ancora tempo, illustrerei velocemente gli emendamenti così faccio un intervento unico. I cinque emendamenti che ho presentato, di fatto, vanno a porre l’accento su uno dei concetti che sta alla base della Revisione del Piano Regolatore, quindi di tutti gli atti che in questi anni (incomprensibile) sono stati approvati, ed è il consumo di suolo. Nella Proposta Tecnica vengono stralciate due aree che sono appunto l’Ambito 2.4 “Strada del Francese” e l’Ambito 6.1 “Strada di Settimo”, che sono due aree attualmente utilizzate come utilizzo agricolo e sono circa 260.000 metri quadrati di area attualmente agricola su cui, semplicemente, tramite degli emendamenti, chiedo di applicare la salvaguardia e quindi di mettere, su queste due aree, la cosiddetta “salvaguardia”; ovviamente, per comodità, diciamo, questo concetto è stato spezzato in cinque emendamenti: tre sulla narrativa, di cui uno in cui vengono spiegate le motivazioni, e due in cui si fa, appunto, riferimento a questi due ambiti, e altri due emendamenti che poi, ovviamente, riprendono queste indicazioni e le inseriscono nel deliberato. Quindi, questi sono emendamenti che vanno a mettere in salvaguardia queste due aree, quindi sono, appunto, ripeto, 260.000 metri quadrati di aree attualmente agricole. Per il resto, credo che, ripeto, la discussione sulla Revisione del Piano Regolatore sia appena iniziata; come è stato detto in Commissione, verranno fatte tutte le audizioni del caso, tutti i confronti del caso, verranno analizzate le osservazioni e mi auguro che si riesca ad arrivare, nel più breve tempo possibile, alla Proposta del Progetto Preliminare, ovviamente dipende poi dalla Conferenza di Copianificazione con tutti gli altri Enti interessati, però, diciamo che la mia speranza è che si arrivi ancora in questa Amministrazione ad approvare il Progetto Preliminare. Questo, ovviamente, è un mio augurio, spero che venga rispettata questa tabella di marcia. Grazie, avrei finito. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei, Consigliere Carretto. Adesso ho la Vicepresidente Ferrero, ne ha facoltà per dieci minuti, prego. FERRERO Viviana (Vicepresidente) Grazie, Presidente. Innanzitutto, io (incomprensibile) è stata una grandissima intuizione quella della Revisione del Piano Regolatore di cui oggi parliamo solo come un primo step, ma è la dimostrazione che esista una progettazione che, in qualche modo, riesca a riassumere internalizzando, e quindi è un grande lavoro degli Uffici del Comune, di cui io ringrazio tutti quelli che hanno partecipato, e chi, meglio degli Uffici, sa quale sia la situazione del Comune, sappia quali siano state le Varianti, sappia mettere insieme e ricucire questo tessuto sfrangiato delle 300 Varianti Edilizie. Credo che questa intuizione di questo nuovo Piano Regolatore internalizzato sia un riordino, ma anche una visione ed ancora un ascolto dei portatori di interesse, e qui io, veramente, rispedisco al mittente quello che è stato detto sul fatto di non aver ascoltato i portatori di competenze perché con “I Mercoledì del Piano” si è voluto proprio dare un grandissimo spazio iniziale, che temevamo anche che questo spazio iniziale dato portasse poi a non riuscire a chiudere, appunto, il Piano, ma era importante, invece, proprio, ascoltare tutti i portatori di competenze: le Categorie, le Associazioni, tutti quelli che partecipano, appunto, alla Città con le varie competenze. Quindi, un tipo di Urbanistica che vuol fare prossimità, che vuole stare vicino al cittadino, che su città molto costruite - come già è Torino -, in realtà, va ad intercettare quelle che siano le mancanze, quelle che siano le necessità, e quella che sia, appunto, la razionalizzazione degli spazi. Un grosso merito, appunto, è avere avuto questa intuizione di fare questo Piano che ha sortito per il Comune di Torino, tra l’altro, un risparmio di diversi milioni di euro e di cui io vorrei ringraziare personalmente, oggi, l’ex Vicesindaco e Assessore all’Urbanistica Guido Montanari. Una sfida ben impostata che ha messo in collegamento, appunto, tanti operatori. Sul discorso delle grandi opere, credo che tutto il discorso sia ancora aperto; soprattutto sulla questione, lo vorrei dire, della Torino- Lione, c’è anche il nuovo Sindaco ambientalista di Lione che ha espresso un suo parere sull’opera, credo che il Comune di Torino, in qualche modo, si sia già espresso e quindi anche questo argomento direi che è semplicemente pretestuoso. Un’importanza era, appunto, riuscire, in qualche modo, a rivendicare una visione di questa Amministrazione, di questa Consiliatura ambientalista, quindi il ricercare spazi, il ricercare spazio per le agricolture, cercare spazi per una visione di una città verde che reclama i suoi spazi per mantenere quell’identità di città verde perché noi abbiamo una città invidiabile sotto tanti punti di vista e il consumo di territorio sull’edificazione è una di quelle cose che, in qualche modo, snatura sempre e ci porta, appunto, a sottrarre quello spazio di quel verde che abbiamo ancor più imparato ad apprezzare e a vivere proprio nel periodo del Covid e quindi del lockdown, della chiusura. Perché? Perché ci siamo accorti di quanto fosse importante per noi avere il verde vicino. Io credo che questo lavoro abbia dei grandissimi pregi e metta in discussione quello che era, invece, il vecchio metodo, e qui parlerei proprio di un cambio di paradigma, è veramente un cambio di paradigma l’aver rimesso in discussione quei vecchi Piani Regolatori che costavano tantissimo, mettevano in campo dei tempi lunghissimi di ridiscussione e davano, spesso, spazio ai grandi architetti, che prendevano in mano la piantina della città e la giravano, dicevano: “Ma dove sistemiamo le cose?”. Ecco, chi più degli uffici comunali, chi più delle persone che lavorano da anni all’interno dei nostri uffici, è in grado di dire dove mettiamo le cose, chi più delle persone che vivono all’interno della Città, dei portatori di competenze degli ordini professionali, sono in grado di dire dove mettiamo le cose? Ecco, sottrarre alla volontà del singolo, ma invece mettere e diffondere la cultura della progettazione condivisa, credo che sia un grande merito che possiamo, in qualche modo, prenderci. Ci sono due o tre cose su cui io credo che la nostra Amministrazione si possa appuntare delle stelle, una è la mobilità sostenibile, la mobilità dolce, oppure... questo nuovo tipo di individuare e di intendere la mobilità e credo che anche questa del Piano Regolatore, sia una grande opportunità per noi, di far valere una modalità nuova di intendere l’urbanistica, che poi nella declinazione è la piccola urbanistica che vive il cittadino tutti i giorni, e anche su questo io ho inteso che l’Assessore Iaria, nel voler portare avanti un lavoro già intrapreso, abbia invece voluto dare un suo apporto personale su questa parte, e conto, appunto, di aiutarlo nel portare ancora... nel rendere ancora più forte, appunto, quell’urbanistica della prossimità e soprattutto la piccola urbanistica dei luoghi, che rendono i nostri luoghi migliori e soprattutto la nostra qualità di vita migliore. Grazie, Presidente. SICARI Francesco (Presidente) Ho adesso segnata la Capogruppo Artesio. Ne ha facoltà per venti minuti, prego. ARTESIO Eleonora Grazie, Presidente. Devo dire che si interviene con una certa fatica in questa discussione, che è complessa per il merito, ma la complessità è aggravata dal modo, assolutamente, altalenante con il quale la Maggioranza e la Giunta rappresentano questo appuntamento. Un modo partito in Commissione Consiliare con l’annuncio trionfale del nuovo Piano Regolatore Generale è un modo che, correttamente, torna a quella che è la esatta definizione della questione, vale a dire la presentazione di una proposta tecnica che avvia il procedimento dopo quattro anni. Allora, io in questa altalenanza di presentazione, tra quello che probabilmente la Maggioranza desidererebbe, ma non è ancora riuscita a fare e quello che di fatto ci sta presentando, mi attengo strettamente agli aspetti formali, che ho richiesto venissero precisati dal Segretario Generale, e quindi leggo l’oggetto di cui stiamo parlando oggi: “La proposta tecnica, più che un atto di pianificazione in senso tecnico, pare invece configurarsi qui per contenuti, struttura e funzioni come un atto meramente preparatorio, espressione dell’autorità proponente destinata a sfociare nell’adozione della proposta preliminare”. E questo è quello di cui stiamo parlando, senza nulla togliere al valore delle competenze professionali che ci sono dedicate, ma neanche chiedendo alle competenze professionali di sopperire alle mancanze che i colleghi che mi hanno preceduta, segnalavano, cioè le mancanze di un indirizzo politico. La seconda questione è, che conviene obbligatoriamente a questa Giunta e a questa Maggioranza, attenersi ai confini del parere che ho appena richiamato perché, non lo facesse, si troverebbe nelle condizioni di dire che questo atto omette una serie di consultazioni, che invece sono obbligatorie nel progetto preliminare, vale a dire, ad esempio, le osservazioni dei Consigli di Circoscrizione e i relativi pareri, oltre che tutte le osservazioni che emergeranno, appunto, nella fase successiva alla pubblicazione della proposta tecnica. È una proposta tecnica, quindi, che dà avvio al procedimento e che nel farlo - per quello che mi riguarda - suscita alcune preoccupazioni in ordine, appunto, alla capacità di contaminare un indirizzo politico che non rileviamo chiaro ed evidente, con tutte le osservazioni dei vari soggetti che spero, davvero lo spero proprio, nella fase di partecipazione si attiveranno. E quali sono le preoccupazioni in ordine alla mancata capacità di orientamento politico, che vorrei qui segnalare? Ne cito, solo a titolo esemplificativo, tre, per dire che, se non si è al momento presenti alle osservazioni della Città, tante volte non si è nemmeno presenti a se stessi in questa Maggioranza, perché all’interno di questa proposta tecnica non figurano nemmeno degli indirizzi strategici nel tempo annunciati o adottati con atti parziali, che non trovano, nel disegno complessivo un punto di rilievo, di significato, di presenza. Cominciamo da una questione, quella che a me sembra una questione strutturale. Con grande annuncio, anche in questo caso, con sintonia con i livelli nazionali, la Sindaca ha annunciato che Torino è stata dichiarata area di crisi, ed è vero che il tema del lavoro è un tema centrale nel nostro territorio, basti ricordare i dati che oggi gli organi di informazione riportano, sul ricorso al reddito di cittadinanza e al reddito di emergenza. Ora, in una città dichiarata area di crisi, in una città in cui sono in corso profonde trasformazioni, che ci auguriamo, non diventino riduzioni dell’attività manifatturiera, in una città in cui gli istituti di formazione e ricerca scientifica possono supportare l’evoluzione della manifattura in una direzione di sostenibilità ambientale, tutti questi temi dove stanno nel Piano Regolatore Generale? Perché avranno bisogno di definire territori e ambiti di ricaduta, avranno bisogno di potenziare o meno le aree ad attività produttive già destinate, avranno bisogno di definire (incomprensibile) di mobilità con il resto della città? Dove sono i temi delle attività produttive in questo atto, che appunto, abbiamo detto, è propedeutico ed è di avvio, è una proposta tecnica? E ancora, all’interno del ragionamento di carattere più sociologico, che accompagna la presentazione della proposta tecnica, si fa, a mio modo di vedere, correttamente, riferimento al tema di una città che non è abitata solo dai residenti, ma che è attraversata, vissuta e a lungo abitata, sia pure non definitivamente, da una popolazione fluttuante, e tutti ragioniamo, oltre che sui siti users, anche sulla questione della popolazione universitaria. Ora, la domanda che pongo in un quadro nel quale abbiamo una capacità di attrazione degli atenei torinesi, che registra delle difficoltà e delle impasse, una situazione di vivibilità abitativa da parte della popolazione studentesca universitaria, che registra ancora un’insufficiente offerta, sia pure con le varianti parziali adottate, una situazione nella quale non definiamo i luoghi di vita al di fuori dello studio, da parte di questa popolazione, se non in termini di conflitto relativamente alla questione degli assembramenti, del rumore, dei modelli di consumo, eccetera, eccetera. Dove sta tutta questa relazione con le espressioni della popolazione universitaria diversamente organizzata anche in forma associativa? Dove è stata tutta questa partecipazione? E come ragioniamo del tema delle abitazioni temporanee, che valgono per questa popolazione che desidereremmo mantenere da noi come futuri cittadini e il tema complessivo del bisogno abitativo in questa città, a cui si dedica, sì, un riferimento in ordine alla possibilità dell’aumento dell’indice di edificabilità per l’edilizia residenziale pubblica, ma non si ragiona relativamente al tema dell’accessibilità all’abitazione, senza produrre ulteriore consumo di suolo, come dice lo slogan inserito, che percorre la proposta tecnica dalla città del nuovo alla città del riuso, dove sta questa discussione? Eppure, sono temi che vi dovrebbero essere presenti, perché sono temi ripetutamente enfatizzati nelle dichiarazioni pubbliche. Oppure ancora: anche io che sono persona che ha seguito i mercoledì del piano, che ha pure seguito tutte le conferenze con i soggetti intermedi per Torino 2030 sostenibile, resiliente e che legge quello che voi, Maggioranza, avete scritto, e voglio leggerlo per ricordarlo a voi: “La revisione del Piano Regolatore Generale offre l’opportunità di ripensare la città nelle dimensioni di equità e inclusione, la visione di una città policentrica, in cui ogni quartiere ha un proprio centro vitale, ricco di commercio e servizi alle persone e alle famiglie interconnesso e accessibile e vuole valorizzare la pluralità di comunità che compongono la città”. Questa è la premessa di Torino 2030, mi volete, cortesemente, spiegare quali sono questi centri vitali che in ogni quartiere di una città policentrica avete individuato? È per questo che io mi auguro, davvero, che la partecipazione in fase di osservazione, possa essere la più ampia e la più ficcante, significativa, incisiva possibile. So bene, che non sono questi i tempi della partecipazione che accompagnò un grande dibattito cittadino, quello sulla variante dei servizi, la famosa Variante 17 della fine degli anni ’70, che mobilitava le persone, perché le interpellava sui loro luoghi di lavoro, sul modo di raggiungerli e sulle dotazioni standard dei rapporti tra casa, verde e servizi. Ma, volendo e avendo annunciato questi principi, cortesemente, dove li troviamo all’interno della proposta tecnica? Forse nel fatto che avete nella Tavola 1 9A... avete non indicato nell’attuale proposta tecnica quello che figurava nelle tavole del vecchio Piano Regolatore, sulle aree degli ospedali Einaudi, Maria Adelaide, Valdese, che erano destinate attrezzature sociali, sanitarie e ospedaliere? Altri colleghi, hanno già sottolineato il tema dell’articolazione dei servizi dalla speciale visuale dei servizi sanitari e sociosanitari, ricordandovi che, l’emergenza non va vissuta come un fatto straordinario che non ha strascichi, va anche vissuta come un modo per ripensare le condizioni preesistenti che si sono rivelate inadeguate. Ma io voglio ricordarvi, sempre per rendere presente a voi stessi, che questo Consiglio Comunale, quando aveva senza colpo ferire, adottato il parere per la conferenza dei Servizi funzionale alla Regione, per la realizzazione del Parco della Salute e della Scienza, aveva, contestualmente, adottato una mozione di accompagnamento per iniziativa della Maggioranza, che chiedeva di articolare a livello territoriale e a dimensione raggiungibile dalla popolazione, i servizi sanitari e socio- sanitari di prossimità, a cominciare dalle case della salute. Ci ha creduto così tanto, questa Maggioranza, che ce l’ha ricordato, ripetutamente, durante tutte le discussioni sull’emergenza COVID, peccato che non abbia mai chiesto, da due anni, la verifica di quella mozione, e peccato che noi oggi ritroviamo nella proposta tecnica, una situazione che non valorizza, anzi non individua come presidi sanitari una serie di reti di presidi ospedalieri precedentemente riconosciuti e riconoscibili. Quindi io mi auguro, davvero, che l’accompagnamento che sarà necessario, per aprire la partecipazione, quella che è formalizzata nell’istruttoria per arrivare alla redazione del progetto preliminare, porti questa Città ad interrogarvi, ad interrogare voi, oltre che noi tutti come cittadini di Torino, su quali siano gli indirizzi che questo Piano Regolatore Generale vuole fare propri, attraverso leve operative che potrà mettere in campo, perché ad oggi il lavoro degli uffici è pregevole, ma la competenza tecnico-professionale, non può sostituire la funzione di indirizzo politico. Allora io, da questo punto di vista, non posso accompagnare l’elogio trionfalistico, tantomeno l’entusiastica aspettativa. Mi pare che siamo all’inizio di un percorso, mi auguro che il dibattito nella Città, possa veramente crescere ed affermarsi, e che quindi i passi successivi possano essere accompagnati da quel livello di partecipazione consapevole all’altezza dei problemi e delle sfide di queste Città di cui abbiamo bisogno. SICARI Francesco (Presidente) La ringrazio. Adesso ho il Capogruppo Tresso. Prego, ne ha facoltà anche lei venti minuti. TRESSO Francesco Si, grazie, Presidente. Dunque, arriviamo a questo momento importante, com’è stato detto, dopo quattro anni di lavoro, ricordiamolo, dopo che era uno dei punti che aveva segnato il programma di Governo della Giunta e che era già stato espresso, anche in campagna elettorale da parte del Movimento che costituisce la Maggioranza. Era un obiettivo importante, quello di una revisione generale al Piano Regolatore, che sostanzialmente ridisegnava quelli che erano un poco gli obiettivi della Città, che ci ritraguardava in un arco temporale di medio termine, quella che era l’idea della Città che la Maggioranza aveva in testa. È già stato ampiamente detto, anche nelle fasi di discussione che ci hanno preceduto, quale sia stato il percorso di discussione. Io insisto ancora nel dire che, effettivamente, questa approvazione così rapida, peraltro a valle di un periodo, insomma, piuttosto significativo, anche per rivedere i contesti della spazialità, i contesti della vivibilità di una Città. Insomma, abbiamo vissuto una pandemia, forse un momento di riflessione un pochino più approfondito, non era un’idea peregrina di aspettarselo, anche perché, anch’io ribadisco il grande lavoro degli uffici che sicuramente hanno fatto un lavoro intenso e molto articolato e doveva, comunque, essere rivisitato anche nei termini di quelle che sono delle scelte che l’emergenza che abbiamo vissuto, deve necessariamente porci, insomma, di affrontare e di valutare sotto il profilo anche politico. Però è proprio questo il tema. Io mi ritrovo in alcune espressioni usate dalla Capogruppo Artesio che mi ha preceduto, è proprio un po’ mancanza dell’impronta politica di questo lavoro che si coglie, e lo si coglie bene, leggendo il documento di…, diciamo, la sintesi, ma in realtà una vera sintesi manca, proprio perché è un documento di sintesi a valle delle 1.500 pagine che ci siamo dovuti scaricare e cercare di leggere frettolosamente, richiedono una sintesi che esprima gli aspetti proprio concettuali di politica che stanno dietro a questo, no. Invece qui è un po’ il trionfo del… anche (incomprensibile) dei valori espressi nella parte della premessa o addirittura quando anche ci si rimanda al documento di programma della Giunta o al documento di indirizzo. Anche qui c’è un’elencazione dei valori, alcuni generici, tipo il garantire il benessere dei cittadini e delle cittadine, ma manca… cioè questo egualitarismo astratto di fatto comporta, come dire, un’indifferenza dei luoghi, una mancanza di spazializzazione di questi concetti. Allora qui, davvero, abbiamo un elenco di aspetti e che se si esclude la parte di analisi del contesto, si potrebbe dire che questo tipo di piano, potrebbe adattarsi anche ad altre città, a qualsiasi altra città in fondo. Quindi, come dico, se si esclude quella che è la valutazione di quello che è il contesto iniziale, non si evincono poi degli elementi forti, dei segni che ci dicano: “Stiamo adattando la nostra visione di città a Torino, in questo contesto, la vogliamo con questa dimensione e con questo concetto di evoluzione, di produzione e quant’altro”. Io mi rendo conto…, anche questi valori che sono espressi con delle lunghe elencazioni, sono dei valori astratti di fatto, se non vengono poi resi spaziati. Mi rendo anche conto che siamo in un contesto… se uno vede quello che era magari il contesto storico, sociale, se vogliamo, appunto, in cui nasceva la genesi del precedente Piano Regolatore, che è stato adottato sì nel ’95, ma, insomma, la genesi risale ad una trentina di anni fa, se vogliamo. Quindi in un contesto completamente differente, Torino proprio in un momento completamente diverso. E c’erano dei segni, dei segni pesanti che erano stati delineati, non da parte degli autori di quel Piano Regolatore, c’erano dei segni forti in termini di infrastrutture, c’era la volontà di dare un valore elevato, alla Spina pensiamo, a corso Marche, al collegamento tra Stupinigi e Venaria. Ecco, c’erano comunque degli elementi di riconoscimento, che poi sono stati attuati, alcuni non completamente, ma che hanno avuto un ruolo importante nel definire poi dopo come si è sviluppata la Città. Adesso, al di là poi di certe, magari, declinazioni che possono essere non state felici in alcuni casi, però, ecco, c'era sicuramente un'idea forte che emergeva. Mi rendo conto che è anche vero, lo dico, come dire, anche a beneficio dell'Amministrazione, che oggi non è più il tempo di… forse avere dei segni così pesanti, che diano un indirizzo, perché è una crescita diversa, non è una crescita in espansione, però, attenzione, perché la crescita non è solo una crescita in termini reali, in termini di popolazione, di demografia, c’è una crescita immateriale a cui non possiamo sottrarci ed è questo l'elemento mancante dal punto di vista politico. Cioè oggi forse è corretto dire che pesano di più un insieme di piccole azioni che vanno a definire qual è l'idea di città che abbiamo in testa, però il tema vero è come metterle a sistema queste piccole azioni, come renderle efficaci. È vero che, per esempio, devono essere riviste tutta una serie di funzioni, però mi sembra che dalla lettura degli elementi del piano si riconoscono cose che già esistono, sono cartografate, messe sulla carta delle cose che già esistono, ma non ci si pone il problema di dire: “Sì, già c'erano, ma io come le vedo nel futuro?”. Manca una lettura di questo… di questo senso, è quello che mi sembra molto poco di prospettiva e c'è una carta che riassume lo stato di attuazione del piano, adesso non mi ricordo più il numero, insomma, da lì poi però non c'è un'analisi di dire: “Questo è quello che c'è, ma come io me lo vedo in una città che è profondamente cambiata e che quindi deve capire quali siano le prospettive di rivedere quelle funzioni in un’ottica…”, come dico, “… in un arco temporale di un ventennio”, supponiamo. Allora, questo è veramente l'elemento mancante. Gli uffici hanno fatto un ottimo lavoro, un lavoro impegnativo, ma certo completamente in autonomia, senza una guida politica che desse delle indicazioni e loro, giustamente, hanno fatto un lavoro da tecnici, ecco, questo era. Mi sembra, viceversa, che anche, forse è stato accennato anche in qualche intervento che mi ha preceduto, anche un’idea sui luoghi di effettuazione, non c’è questo…, non emerge questo tessuto, questa idea, questa visione. Diciamo, se non siamo neanche in grado di dire quali sono le produzioni che vogliamo, almeno dire quelle che non vogliamo e quindi in questo senso manca anche un poco di…, come dire, di capacità di inventiva, di innovazione. Per esempio, anche il concetto di dire: “Sì, è vero, ci sono state alcune cose che si possono anche apprezzare, come la riduzione, anche in termini di destinazioni, quindi un minimo di semplificazione, questo è vero, i Temporary Use” e quindi una visione che può semplificare alcuni aspetti, è vero. Però per esempio, non so, la densità, i coefficienti sono variabili, ma non vanno a capire se ci sono certe aree in cui ammettiamo delle densità maggiori. Io penso, si è parlato, l’Assessore ne ha accennato, alla metropolitana, bene, però probabilmente (incomprensibile) che noi possiamo anche accettare che in corrispondenza dei quartieri che verranno toccati dalla metropolitana, nelle prossimità della stazione, noi possiamo anche accettare una densità maggiore, magari. Quindi ci vuole anche un’interpretazione di questo senso. Ci sono delle…, non ci sono più i grandi segni di una volta, ma ci sono delle realizzazioni importanti. La Città della Salute è uno di quelli, ma non si avverte come sia effettivamente concepito il tema di un grande insegnamento che ha una concezione fortemente innovativa di sinergia tra una funzione, non è un ospedale, no, è un luogo dove vivono in sinergia tutta una serie di funzioni diverse, che vanno dalla ricerca, dall’assistenza, all’ospedalizzazione, alla residenzialità, allo studio (incomprensibile), ma poi ci vuole questa lettura invece del territorio di come venga mantenuta, un presidio della salute dei cittadini, e oggi più che mai, a valle di quello che viviamo, questo deve essere una chiave di lettura importante, altri prima di me l'hanno fatto notare, e questo è assolutamente mancante. Il tema è dire: “Un Piano Regolatore può essere un buon Regolamento Edilizio?”. Perché questo oggi affrontiamo. Noi abbiamo un buon lavoro di un Regolamento Edilizio. Insomma, il Piano Regolatore è un documento politico, ci dice appunto che cosa sarà la città. Un Regolamento è un oggetto, è uno strumento che fa manutenzione. Ecco, forse, diciamo, quello che è, insomma, ci siamo accontentati di fare un buon Regolamento Edilizio, ecco, manca completamente l’approccio, direi, la prospettiva di un Piano Regolatore. Ancora altri temi che mi sembra, non so, adesso mi viene in mente, per esempio anche sotto il profilo ambientale, che pure è un tema che a sentire gli interventi di chi mi ha anticipato, della Maggioranza, sta molto a cuore, è molto nelle corde del Movimento 5 Stelle, ma poi andiamo a vedere che cos'è esattamente dal punto di vista ambientale. Io penso, per esempio, se penso ad una città che si pone davvero questo tema, io vorrei una città che abbia l'economia circolare, una città circolare. Guardate, Amsterdam ha approvato (incomprensibile) un documento del Consiglio, un documento molto molto snello, credo sia una ventina di pagine, che parla proprio della “Città ciambella”, la “City Doughnut”, ed è interessante, perché lì emergono però delle chiavi di lettura molto interessanti, ma con un documento snellissimo, come dico, in cui ci fa capire come siano degli elementi di valore… e come li concretizziamo. Io, francamente, non lo evinco da questo, non capisco neanche una dimensione geografica. Pensiamo, dico una cosa che chi mi ha conosciuto in questi anni sa che mi sta a cuore, ho presentato anche delle mozioni in questo senso, il rapporto tra la Città e i fiumi, la città, i parchi e i fiumi, perché sono anche degli oggetti, sono dei tasselli fortemente interconnessi. Manca completamente questa dimensione geografica e Torino, invece, è radicata fortemente su un contesto fluviale, perché il corso fluviale vuol dire anche un sistema di connessioni che è Torino con le sue (incomprensibile), la dimensione metromontana di Torino, la connessione con Susa, con Lanzo, che corre verso valle, verso la pianura, ma non c’è questa, non emerge questa dimensione, non vengono concepiti i corsi d’acqua fluviali, come delle risorse che, effettivamente, sono delle connessioni tra il tessuto, diciamo, della collina, del verde collinare, con tutta una serie di corridoi ecologici che invece connettono con tutta la parte fuori. Non vedo assolutamente questo tipo di lettura e anche il verde non viene, quindi, definito e valutato secondo dei criteri che possono essere di diverse funzioni che deve assolvere e quindi anche in funzione della loro spazializzazione queste funzioni possono essere più o meno esaltate. Come dico, si potrebbe continuare ancora molto, poi vabbè, c’è una parte che per la mia provenienza, insomma, anche più professionale, io trovo che, per esempio, sotto il profilo anche di quello che è l’assetto idrogeologico…, in generale c'è stato un lavoro accurato, ma molto compilativo. Allora, visto che non si metterà mano alla parte geologica ancor poi per parecchio tempo, perché non è che lo si fa tutti i momenti, forse valeva la pena di tentare degli approfondimenti su tematiche specifiche o su particolari porzioni del territorio un po’ più approfonditi. Ne cito due veloci, abbiamo avuto modo di parlarne in Commissione, io ho fatto delle domande, ma non è che mi sia stata data molto risposta. Ci sono, per esempio, degli aspetti legati all’aggiornamento degli strumenti propedeutici per il piano, per esempio l’adeguamento del piano di gestione dei rischi (incomprensibile) fluviali che di frequente è stato aggiornato, però attenzione che sono ampie di importazione edificate, per esempio, lungo la Dora Riparia, che sappiamo essere un corso d’acqua estremamente antropizzato e quindi costretto nel suo percorso cittadino, che in passato sappiamo e ricordiamo (incomprensibile) i problemi che ha causato, ma non si ritiene… non si è ritenuto di mantenere limiti di progetto con la fascia B di progetto, cosiddetto, adesso non voglio entrare sopra negli aspetti tecnicistici, ma per motivazioni di tipo paesaggistico, probabilmente anche coerenti, non si è ritenuto di potere realizzare degli argini e allora questo rimarrà con un vincolo piuttosto forte sotto un edificato di una porzione ampia, finché non verranno realizzate delle opere a monte, le famose casse di espansione di Alpignano, ma di cui nulla si sa, si dice, in che stato siamo di attuazione. Quindi rimaniamo con una classificazione pesante, i vincoli premessi da Cassa 3B2, però anche questo, comunque, avrà delle ripercussioni, così come in altri casi. Per esempio, trovo che anche il fatto di non aver considerato sul progetto preliminare le ricadute per ragione vincolistico che determina una redazione della Carta idrogeologica, che invece viene rimandata, fa pensare che poi, per esempio, per tutti quelli che sono delle realizzazioni di interrati, in alcuni settori del territorio comunale, può comportare dei vincoli piuttosto pesanti. Quindi, adesso non voglio andare oltre su questi aspetti che sono molto specifici, però per dire, anche in questo caso, vista l’eccezionalità di uno strumento del genere, l’eccezionalità, voglio dire, perché non si fa tutti gli anni, ecco. Abbiamo visto che passano comunque dei decenni, forse vale la pena di approfondirlo e approfondire la discussione, perché ancora una volta qui non c'è stata. Checché se ne dica, avremmo fatto anche i famosi mercoledì del PRGC in cui c’erano 20-30 persone che venivano a sentire Montanari che parlava, però, voglio dire, forse è un po' diverso poi confrontarsi sui temi veramente, i cosiddetti stakeholders che richiama il Consigliere che mi precedeva. Allora, qui bisogna veramente capire cosa vuol dire, però, condividere degli strumenti di piano di questo genere, anche condividere un’impostazione, come dico, sotto il profilo politico, perché è questo che, invece, mi sembra che non si sia voluto tanto attuare. Anche queste tempistiche così contratte ci restituiscono una situazione che, forse, risponde proprio a questa logica, che è una logica, abbiate pazienza, un pochino di tipo elettorale, cioè dopo quattro anni c'è bisogno di far vedere che qualcosa si è concluso, che non si è perso tempo, (incomprensibile) gli uffici parecchio, allora cerchiamo di portare a casa un (incomprensibile) risultato. Cosa possiamo dire? Niente, possiamo dire che è stata una buona attività di manutenzione, probabilmente da riproporre e ripartire con la prossima Amministrazione e bisognerà dire bene: “È stata una mancata occasione”, peccato perché i prodromi c'erano tutti, c’erano le volontà di farlo, c’era il programma elettorale, c’erano nel programma di Governo, già dal momento di indirizzo si era capito che era un documento un po' debole, proprio perché mancava, c’era un riconoscimento, diciamo, degli argomenti, ma mancava proprio un criterio di priorità. Quindi l’elencazione, se poi non è seguita da una priorità di strategia, ben poco vale. Da qui bisognerà ripartire. È un'occasione mancata, non è un vero Piano Regolatore, come dico, è un documento più di manutenzione e certo non ci dice bene quale sarà la visione della Città, uso un termine, lo so che il bandito spiace anche all'Assessore, che gli crea un po’ di orticaria, questo è proprio il paladino, questo Piano Regolatore, di quello che è stato il Governo di questi quattro anni. Cioè si fanno molte elencazioni, si fanno molti elenchi di valori, di buone intenzioni, poi manca proprio la capacità, però, pragmatica di metterli in una linea di indirizzo precisa o comunque che ci dica quale sia lo sviluppo e la visione di una città che deve evolvere, non dico che debba crescere numericamente, che debba crescere in termini spaziali, ci mancherebbe, non solo da rigenerare, però deve crescere comunque perché ha bisogno di sviluppo, ha bisogno di portare lavoro, ha bisogno di portare prossimità nella sua concezione. Un'occasione mancata e va bene, sapremo poi da dove bisognerà ripartire. Grazie, Presidente. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei, Capogruppo Tresso. Adesso ho il Capogruppo Napoli. Ne ha facoltà per venti minuti. NAPOLI Osvaldo Grazie, Presidente. Saranno la metà di sicuro. Ascolti, Presidente io ammetto con profonda umiltà di non essere un tuttologo e quindi sotto l'aspetto di edilizia e il resto, non sono certamente un uomo o un Consigliere preparato. Ho ascoltato interventi estremamente interessanti di cui scrivo sempre, leggo e scrivo, perché sono importanti da parte di tutti i Consiglieri. Quindi, dico già in maniera anticipata, non essendo un tuttologo come molto spesso vedo per televisione, anche dei colleghi Parlamentari che parlano di tutto e di più, io in alcune cose sono preparato ed in altre non sono preparato, e dovuto a questo fatto dico già in maniera anticipata, che il mio voto sarà di astensione. Prendo spunto da due o tre cose. Ho sentito il collega Lo Russo, preparatissimo, non ci sono dubbi, che però diceva una cosa per me importante, per chi come me vive il territorio, di tenere presente l’Area Metropolitana, perché ormai piaccia o non piaccia dall'area metropolitana ormai fa tutto riferimento alla grande città. Quindi dobbiamo tenere presente, lo dico al Sindaco, come Presidente dell’Area Metropolitana e in modo particolare, che è estremamente importante avere un rapporto con tutti i trecento e oltre Sindaci della Provincia di Torino, sono Sindaci, al di là del loro colore politico, che facendo già il Sindaco fanno già dei sacrifici e ricevono meriti e non (incomprensibile). Però, io dico che tenere presente l’Area Metropolitana è estremamente importante. Il ringraziamento anche da parte mia, sicuramente alla struttura, però io dico anche un ringraziamento alla politica, quindi lo dico anche alla Giunta, ai Consiglieri Comunali di Maggioranza, al di là che abbiano fatto bene o male, perché fare un progetto di questo genere, le critiche le avrà sempre e sicuramente si espongono ad un progetto di cui se ne assumono le responsabilità. Quindi anche a loro, nel lavoro che hanno fatto, uno può essere d'accordo o meno, già il fatto stesso di averlo fatto e di averlo messo in Consiglio Comunale, ripeto, positivo o negativo, è estremamente importante. Ecco, io voglio fare soltanto alcuni accenni. Vedete, quello che io, e lo dico da profano, al di là della Metro 2, estremamente positivo, al di là di quella che sarà dalla Stazione di Porta Susa, Caselle, estremamente positivo, però girando la città, è per questo che mi pongo alcuni problemi, il (incomprensibile); la vecchia borsa di Torino; il Palazzo del Lavoro, pensate Nervi; Torino Esposizioni; il PalaStampa; il grattacielo della Rai; l’ex mercato ortofrutticolo del Lingotto; il Motovelodromo. Quando passo per via Cigna ricordo quand’ero giovane e che andavo in quell’ospedale che è la vecchia Astanteria Martini, si chiamava, che è ancora in uno stato pietoso soltanto a passarci davanti. Ecco, ho voluto soltanto fare dei riferimenti, di cui chi arriverà dopo, io non sto lì a fare tante parole, ma certamente dovremmo riprendere in mano tutte queste situazioni, che sono situazioni estremamente importanti, credo che tutti siano d’accordo, sulla Città di Torino. Ripeto, ho voluto mettere giù questi nomi che oltretutto, devo dire la verità, li ho anche presi in parte, alcuni giorni or sono, su un quotidiano torinese che facevano questi riferimenti, ma che sono riferimenti obiettivamente veri e di peso. Guardate, per quanto riguarda la sanità, io condivido buona parte di quello che hanno detto, però permettetemi un esempio, che non è certamente un esempio buttato in aria. Ma voi ci pensate se un Direttore Generale un paio d'anni fa, avendo l’intuizione di programmare, attraverso la programmazione regionale, oppure la propria indipendenza, se ne ha, di vedere avanti rispetto a qualsiasi tipo di virus, avesse fatto dei reparti di terapia intensiva o avesse comprato dei respiratori o avesse comprato dei materiali di ventilazione, beh, quel Direttore Generale avrebbe avuto sicuramente, da parte di qualcuno, una denuncia alla Procura della Repubblica per soldi buttati in aria e poi alla Corte dei Conti, avrebbe anticipato al limite i tempi, ma se l’avesse fatto, sicuramente sarebbe caduto in queste due cose, e per farvi dire come il vedere avanti è estremamente importante per quanto riguarda la Sanità. Allora io credo che su questo la futura Amministrazione, certamente è ovvio e naturale, perché è di competenza regionale, insieme alla Regione, dovranno rivedere le situazioni che io sentivo nel dibattito di oggi. Ho voluto fare un esempio di un ospedale, ripeto, me lo ricordo adesso, ma dieci anni fa ci passavo davanti a via Cigna. Finisco. Devo dire alla Consigliera Ferrero, io non parlo di TAV oggi, però io mi aspettavo da lei che, al di là delle critiche alla TAV, avesse avuto anche parole contro la violenza che sta avvenendo in questi giorni in Val di Susa, ed è una violenza che non arriva dalla popolazione della Val di Susa, arriva in buona parte, quasi totalmente, come tutti i giornali, come tutto quanto l’ordine e la solidarietà alle Forze dell’Ordine, che stanno lavorando in maniera egregia, ecco io mi aspettavo solidarietà da parte sua nei loro confronti, perché, ripeto, non è la popolazione della Val di Susa che ormai butta le bombe carta e qualcos’altro, non è nel DNA della popolazione della Val di Susa. (incomprensibile) potrebbe anche essere, ma non ha mai dimostrato questo tipo di violenza. Allora, mi aspettavo da lei, al di là del Sindaco di Lione, che potrei, anche lì, rispondere, ma non lo faccio per correttezza, io mi sarei aspettato da lei questa solidarietà, perché la violenza non è di nessuna parte politica e la Val di Susa con quella violenza ne esce male davanti alla gente nazionale, perché appare la Valle come una Valle violenta, invece non lo è, perché arrivano da altre parti, non arrivano da questi paesi, non arrivano dai nostri paesi Consigliera Ferrero e mi sarei aspettato da lei, anziché una critica, anche alla TAV, ci mancherebbe, per chi mi conosce se Dio vuole, mi sarei aspettato da lei, invece, qualcosa di diverso. Finisco dicendo quello che ho detto all’inizio. Per una questione di correttezza ed enunciando la mia, tra virgolette, “ignoranza”, per quanto riguarda tutta la problematica di un Piano Regolatore, ecco, ho detto alcune cose che ritengo altrettanto interessanti, se non limitative, la mia astensione sulla delibera è dovuta al fatto che credo che ci siano persone che sappiano valutare molto più di me questa situazione e quanto proposto dall’Amministrazione Appendino. Grazie, Presidente. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei, Capogruppo Napoli. Adesso ho il Presidente Russi. Prego, ne ha facoltà. Dieci minuti. RUSSI Andrea Grazie, Presidente, parlerò molto meno. Vabbè, visto che si parla di TAV, a questo punto volevo esprimere solidarietà alla popolazione della Val Susa, su cui ricade una scelta scellerata e inutile che porterà dei danni indiscutibili alla Valle su cui per fortuna anche altre istituzioni si stanno ravvedendo. Questo ci tenevo a dirlo, visto che si può parlare di tutto, quando si parla del Piano Regolatore, quindi lo dicevo. Comunque, io volevo intanto ringraziare... NAPOLI Osvaldo (Incomprensibile) è stata la Consigliera Ferrero che ha parlato. Mi scusi l’interruzione. RUSSI Andrea Posso finire? SICARI Francesco (Presidente) Sì, non ho fatto in tempo a richiamare Napoli. Prego, Presidente Russi, vada avanti. RUSSI Andrea Grazie, grazie mille. Io intanto volevo ringraziare la Giunta e gli Uffici per la mole di lavoro che hanno fatto, è sicuramente un lavoro di livello, non è vero che è poco coraggioso, anzi, ci voleva coraggio a rivoluzionare, insomma una…, e a portare all’approvazione del Consiglio Comunale questa proposta preliminare, per quanto riguarda il Piano Regolatore della nostra Città. Io, però volevo porre il punto su ciò di cui si è occupata la mia Commissione, soprattutto nell’ultimo periodo, in questi anni abbiamo affrontato in Commissione Commercio, le analisi dei dati relativi alla mortalità delle imprese e abbiamo visto anche alla presenza gli studi della Camera di Commercio e Artigianato della Città di Torino e del Centro Einaudi, quando è stata presentata (incomprensibile) quanto l’attività di e-commerce impatti sul tessuto commerciale della Città. Ancora più delle grandi piattaforme commerciali che cominciano a subire una concorrenza, appunto, da parte dell’e-commerce su tutti…, come dire è un’attività che impatta su tutti i livelli, impatta dal punto di vista dell’inquinamento, impatta dal punto di vista dell’abitudine, del tessuto commerciale della città. Ciò non vuol dire puntare il dito contro l’e-commerce, tutt’altro, anzi è giusto aiutare e indirizzare politicamente una scelta che tanto non dipende da noi e delle abitudini che non dipendono dalla politica. Ma sicuramente è anche giusto limitare una concorrenza che diventa più forte con i pochi strumenti che si hanno a disposizione. Di conseguenza, a me spiace non vederlo, spero che poi nei successivi passi di approvazione del Piano Regolatore della Città si possa intervenire, ma spiace avere visto, comunque, nella proposta del…, nella proposta semplificativa del Piano Regolatore la categoria della logistica e-commerce all’interno delle attività produttive, industriali o artigianali. Io sinceramente spero che si possa fare in futuro, è un invito alla Giunta per i prossimi passi. Mi sarei augurato di vederlo all’interno delle attività commerciali ed economiche di servizio, in un capitolo a parte in modo che gli si possa conferire una destinazione urbanistica che sia differente da quella del commercio di vicinato, dalle medio-grandi strutture di vendita, ma è assolutamente doveroso cominciare ad affrontare questo tema, ponendo dei paletti e rendendo l’attività di e-commerce, insomma, un po’ meno concorrenziale nei confronti delle attività del commercio di vicinato. Ovviamente, come ho già detto in più sedi, e questo va al di fuori dell’attività del Piano Regolatore, io proporrò una modifica al Regolamento oneri, in modo da equiparare le attività della logistica e-commerce, alle attività commerciali vere e proprie, anche perché non può essere inserita all’interno di un contesto di attività produttive, in quanto, come ho già detto più volte e ci tengo a ripetere, a lasciarlo a verbale: “Una grande piattaforma di logistica e-commerce è un’attività, è una grande piattaforma commerciale diffusa su tutto il territorio della Città di Torino, perché arriva a casa del cliente che fa un’ordinazione ed è come avere un centro commerciale grande come tutta la città ed anche oltre e di conseguenza non può essere trattato come attività produttiva in questo caso specifico”. Spero che questo suggerimento venga accolto, ovviamente, sulla proposta preliminare, sono favorevole. Grazie. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Procediamo adesso con l’intervento della Consigliera Scanderebech, ne ha facoltà per dieci minuti. Prego. SCANDEREBECH Federica Si, grazie, Presidente. La revisione del Piano Regolatore Generale è un momento storico, per un reale rilancio della nostra città. Oggi più che mai una nuova impostazione urbanistica ed edilizia potrebbe ridare uno slancio immediato e una rinascita indispensabile per Torino e la sua economia. Sarebbe necessaria una nuova ondata di investimenti sulla nostra città, abbiamo bisogno, politicamente, di un progetto coraggioso che dia un futuro florido. Rinascita è la parola giusta per esprimere quello che dovrebbe avvenire dopo l'approvazione di un documento simile. Per la mia storia personale, ho avuto modo negli anni, di intercettare una domanda molto elevata che è quella dettata dai tanti studenti fuori sede, che da tutte le parti d'Italia ed in particolare dal Sud, vengono a studiare nei nostri atenei e nel nostro Politecnico, che restano eccellenze del nostro territorio, eccellenze italiane e sono su Torino. Questa domanda più volte è stata anche confermata ed è oggetto di dibattiti nei vari convegni e di interventi nel merito di diversi ordini professionali, ma non vede, ad esempio, in questa revisione alcun accoglimento, né accorgimento. Questa popolazione fluttuante, come diceva la collega Artesio, non vede alcun intervento concreto nella revisione, altra occasione mancata di accogliere un'esigenza e darne una soluzione. Non è puntando a soddisfare l'esigenza di qualche ambientalista, che si rilancia l'economia di una città. Non è uniformando degli acronimi che si può essere soddisfatti di una revisione di un Piano Regolatore Generale. Mi auguro seriamente ci sia ancora lo spazio necessario per poter intervenire politicamente e con coraggio in una revisione che sia audace e all'avanguardia. Semplificare la burocrazia e intercettare nuovi strumenti urbanistici, per attrarre nuovi investimenti, è necessario se ci teniamo al futuro della nostra amata Torino. Per questo motivo, anticipo ora la mia personale non partecipazione al voto, in attesa di vedere gli aggiornamenti del dibattito in Commissione, nelle varie Commissioni e nelle sedi opportune. Grazie, Presidente. Ho terminato. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Procediamo adesso con l’intervento del Consigliere Versaci. Prego, ne ha facoltà. VERSACI Fabio Grazie, Presidente. Ringrazio, ovviamente, l’Assessore Iaria e gli uffici per il lavoro fatto. Non mi dilungherò, ovviamente, sulla discussione, troppo, in particolare sulle questioni puramente tecniche, dove ci sono colleghi che sono intervenuti prima di me che sono molto più competenti e più bravi di me e quindi non mi dilungherò. Io, Presidente, ho imparato una cosa in questi quattro anni, ogni qualvolta che questa Amministrazione o questa Maggioranza porta a termine o inizia un lavoro che è sicuramente molto importante, molto complesso come quello del Piano Regolatore, quando si arriva al dunque ho imparato una cosa, che sicuramente dovevamo avere più coraggio, che si poteva fare meglio, che si poteva fare di più, che si doveva fare prima, che si doveva ascoltare di più, che bisognava coinvolgere tutti. Io ho imparato questo, ormai su questo argomento, come su tutto, ho imparato questi mantra che si ripetono all'infinito. Cioè nel senso che, qualsiasi cosa noi facciamo, anche se tutti ammettono che è un momento storico, cioè è una cosa storica, perché effettivamente è una cosa storica, però si poteva sempre fare di più, perché, è ovvio che sia così, ma non perché, nel senso, perché lo fa questa Amministrazione, ovviamente è una roba storica, come hanno detto praticamente tutti i miei colleghi, anche di Minoranza e, ovviamente, non è che possono dire: “State facendo un buon lavoro, avete fatto qualcosa, abbiamo cercato...”. Si cerca sempre in qualche modo, comunque, di dire che: “Non va bene, non va bene”, perché, ovviamente, bisognava coinvolgere tizio o caio e poi mi permetto di dire una cosa, che è una cosa importantissima, però non è che c’è proprio questo dibattito acceso all'interno dei torinesi sull'argomento, anche perché è un argomento complicato, complesso, dove bisogna essere una persona abbastanza..., conoscere veramente il tema per entrare nel dibattito. Quindi diventa anche un po' difficile, io lo capisco che il torinese medio domani mattina non si sveglierà a leggere i giornali, sperando che sia stato approvato il Piano Regolatore, anche perché, davvero, io ho seguito un po' le Commissioni, anche il dibattito di oggi diventa anche un po' difficile, perché è molto tecnico. Però su questo, Presidente, io dico una cosa, sicuramente, come sempre si può fare sempre prima, meglio l'hanno già detto i miei colleghi, evidentemente, qualcuno lo poteva fare prima ma non l'ha fatto. Noi abbiamo fatto questa cosa qui, cioè nel senso che è un inizio e si proverà a fare sicuramente meglio, però ogni tanto, cioè io dico ogni tanto si viene qui in Consiglio Comunale, va bene che ognuno ha i suoi ruoli, ormai abbiamo capito che sarà così fino alla fine, però ogni tanto un po' di onestà intellettuale, come diceva il mio collega Carretto, bisognerebbe tirarla fuori, ogni tanto. Ma ormai io lo dico, Presidente, lo dico a me stesso anche eh, perché anche io spesso sono disonesto intellettualmente che non riconosco ai colleghi delle minoranze il loro grande apporto che portano in questo Consiglio Comunale, soprattutto stimolandoci su tanti argomenti. Ma io non lo dico con ironia, io ascolto sempre i colleghi delle Minoranze, non mi crederanno pensano che stia scherzando, ma non sto scherzando, li ascolto soprattutto quando so che ci sono dei colleghi che, sicuramente, come il collega Tresso, Lo Russo, su questo argomento sicuramente, come si dice in gergo: “Mi mangiano in testa”, perché non è un mio argomento. Però ogni tanto mi piacerebbe sentire delle cose un po' diverse, perché se no mi diventa poi difficile credere a tutto quello che viene raccontato e narrato. Cioè, nel senso che se uno, se uno per quattro anni mi ripete sempre le stesse quattro cose all'infinito, dicendo che: “Si poteva fare di più, bisognava avere più coraggio”, la visione, si perde un minimo di credibilità. Capisco che ognuno ha il suo ruolo, teniamoci il nostro ruolo fino a quando dura, però, speriamo che magari l'estate porti buoni consigli per il futuro. Grazie, Presidente. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Procediamo adesso con l’intervento della Consigliera Montalbano. Prego, ne ha facoltà. MONTALBANO Deborah Grazie, Presidente. Ma io parto da un presupposto, non sono una tuttologa, non mi occupo e non riesco ad occuparmi di tutti i temi in maniera approfondita e quindi cerco di intervenire su quelle che sono le questioni che ritengo di conoscere al meglio e che in maniera coerente ho lavorato, ho dato il mio supporto, ho sollecitato ancora quando ero in Maggioranza, su quella che è la parte di questo grande e imponente lavoro che è la revisione del Piano Regolatore. Quindi, anche per rispondere a chi mi ha preceduto in maniera molto onesta, molto onesta, eviterò di fare molti preamboli, ma partirò da quella che fu la delibera di indirizzo politico e quindi la prima delibera che dava il via a questo lavoro, che poi in questi quattro anni si è sviluppato, per alcuni, si sarebbe dovuto sviluppare per altri, non si è sviluppato per altri ancora. Io ricordo molto bene era…, l’Assessore preposto era Montanari e io durante la Commissione sollecitai uno di quei temi che poi, tra l'altro, era anche un cavallo di battaglia rispetto a questo lavoro di revisione del Piano Regolatore, che era quello dell'incremento sull’edilizia sociale pubblica, perché ritenevo importantissimo, rispetto anche al programma alle posizioni politiche espresse, sia in campagna elettorale, sia quindi, poi al momento di esercitare il ruolo che la cittadinanza ci aveva assegnato. Proprio per andare anche incontro al Presidente della IV Commissione che poco fa sollecitava: “Diteci qualcosa di concreto e non le solite cose”, io vado a prendere la delibera e la leggo testualmente, proprio perché questo intervento è centrato nel sollecitare i Consiglieri di Maggioranza, la loro coscienza e la loro onestà intellettuale, rispetto alla parte sull'edilizia sociale pubblica e cito testualmente: “Per quanto riguarda, in particolare le zone da trasformare per Servizi ZTS al fine di valorizzarne ulteriormente la finalità pubblica e di incentivarne la trasformazione, si tratta di ambiti con indici ridotti ed obbligo di cessione di aree per servizi pari all’80%, è stato previsto un lieve aumento dell'indice di edificabilità vincolato alla realizzazione di edilizia residenziale sociale, contribuendo così ad incrementare la disponibilità di alloggi riservati all'emergenza abitativa”. Allora, consigliando i Consiglieri di Maggioranza, scusate il gioco di parole, ad andarsi a guardare quelli che sono i dati sulla domanda per l'emergenza abitativa e per la richiesta di casa popolare, non a livello regionale, ma solo sulla Città di Torino già in fase pre COVID e mettendo in conto quello che sarà da questo autunno tutta la nuova povertà che andrà a cadere, inevitabilmente, su questa Città, allora io invito i Consiglieri di Maggioranza, perché, già portare una delibera di questo tipo in Consiglio Comunale avreste dovuto minacciare le dimissioni, tutti, e far cancellare quel lieve aumento dell'indice di edificabilità, se davvero l'edilizia sociale pubblica era una bandiera. Ma voglio sollecitarvi di più, il paragrafo dopo è molto chiaro: “In sede di P.T.P.P. è stato, altresì, condotto apposito approfondimento sulle attività emergenti, posto che sempre più di frequente nascono nuove forme di attività difficilmente riconducibili alle tradizioni di categoria urbanistica:…”, quindi qui parliamo di edilizia sociale pubblica: “… nuovi modi di abitare, tra i quali social housing, cohousing, alloggi protetti per anziani”, che certo in maniera parallela sono utili sulla città ma, cari ex compagni Consiglieri, non vanno ad intercettare le famiglie che sono in emergenza abitativa, che, per intenderci non hanno modo di poter pagare 350 euro gli alloggi, come può succedere a casa all'interno del social housing o del cohousing, sono quelle famiglie che fanno difficoltà a mantenersi una casa popolare e in questo grande lavoro, questa era una delle grandi bandiere che bisognava portare avanti e invece ci troviamo dopo quattro anni, scusatemi se ve lo dico, con una seconda delibera di intenti di indirizzo molto timida. Cioè, qui non c'è nulla del nulla. “Lieve aumento” che cosa vuol dire? Traduco per chi ci ascolta. Vuol dire che, a seguito di questo lavoro, se questo permane, riusciremo ad avere quaranta alloggi in più in tutta la città e avrete il coraggio di vendervela come un incremento di edilizia sociale pubblica. Perché poi siete capaci anche di queste cose e lo avete dimostrato in questi quattro anni. Quindi, Presidente, andando veramente a riassumere, ma ho voluto veramente…, considerando anche tutti i vari interventi che mi hanno anticipato, andare proprio sul merito e prendere parte di questa delibera e leggerla in Consiglio Comunale, perché poi in Commissione, quando sentiamo raccontare questi lavori abbiamo magari l'Assessore Iaria che parla, di grande incremento per quanto riguarda l’edilizia sociale pubblica, poi vai a leggere gli atti e purtroppo, l'amara verità e l'amara realtà è ben altra. Quindi, assolutamente, io mi auguro, come vi hanno già detto alcuni altri Consiglieri, che il percorso di partecipazione porterà a farvi riflettere e, scusatemi, a sviluppare e lavorare il più possibile ad una certa onestà intellettuale, rispetto alla vostra posizione in Consiglio Comunale e rispetto all’esplicitamento di questo atto e mi auguro, appunto, che si potrà migliorare…, migliorare attraverso questo percorso, tutta una serie di questioni che magari non vado neanche a citare, come la parte anche di presidi sanitari territoriali, specialmente su alcuni territori, anche a seguito di alcuni ragionamenti fatti in fase pre- COVID sul Parco della Salute, sulla nuova riorganizzazione delle sedi territoriali delle ASL, quindi cercando di raccogliere anche un po', tutto quello che attraverso questa pandemia, abbiamo potuto valutare, non funzioni, o non vada a coprire i bisogni e le esigenze, riaprendo delle discussioni con coraggio, perché non possiamo perdere anche questa occasione, anche un'occasione così delicata non la possiamo perdere, perché altrimenti dobbiamo dirci, guardandoci negli occhi: “Che cosa ci facciamo a stare seduti all'interno delle istituzioni e in un Consiglio Comunale?”. Grazie, Presidente. SICARI Francesco (Presidente) Adesso ho l’intervento del Consigliere Lubatti. Prego. LUBATTI Claudio Presidente, spero che mi si senta… si senta la mia voce. SICARI Francesco (Presidente) Sì, la sento. LUBATTI Claudio Grazie. Eccomi qua. Allora, io intervengo dopo aver seguito, limitatamente a quanto mi ha permesso la connessione, il dibattito di oggi, perché, ci tengo a lasciare a verbale una valutazione anche del sottoscritto, di azione, del lavoro che è stato fatto. Perché io non credo che sia stato fatto un lavoro negativo o che siano stati fatti degli errori, credo che si sia, intelligentemente, seguito il Consiglio, come al solito prezioso, dei nostri uffici tecnici, che vanno ringraziati e ai quali va riconosciuta, anche in questa occasione, come spesso ci succede di fare nelle sedi di Commissione, una professionalità non banale, che va a sfatare il falso mito che ogni tanto si sente dire in giro, che nella Pubblica Amministrazione non c’è qualità. Credo che si sia fatto un buon lavoro. Mi permetto di dire, analizzando la documentazione che ci è stata messa a disposizione e che abbiamo ascoltato nelle varie illustrazioni, che il lavoro è semplicemente incompleto. Incompleto perché ci sono ampi margini e ampie aree di interesse proprie di una revisione così importante del Piano Regolatore, che sono state completamente ignorate e questo, ovviamente, non va ad inficiare la qualità del lavoro che è stato fatto, ma permettetemi, deve portarci tutti ad avere l’onestà intellettuale di non definire questo lavoro come un lavoro epocale, perché sembra, quantomeno, eccessivo, bene quanto è stato fatto. Ma vi sembra naturale che in uno strumento di pianificazione così importante, in una delibera così alta, un lavoro così approfondito che parte da così non lontano, com’è stato descritto dall'Assessore, dalla Sindaca, dagli Assessori nelle varie Commissioni, in tutte le occasioni possibili e immaginabili, non ci sia una parola su come immaginiamo la nostra Città da un punto di vista viario? Che non ci sia stata una valutazione nel merito di flussi viabili di traffico della nostra città per arrivare a decisioni di pianificazione urbanistica e che l'unico tema sul quale si dice una parola sulla viabilità, è la questione del Meisino? Tra l'altro, segnalo già ampiamente attenzionata dalla precedente Amministrazione. Allora, io…, è questa la domanda che faccio all'Assessore e alla Sindaca, che tra l’altro mi spiace che non presenzi e non partecipi, non abbia fatto lei l’illustrazione di un atto, evidentemente, così importante per tutti quelli che sono intervenuti, tranne che per chi deve valutare le priorità nell’agenda della Sindaca, che è una Sindaca che non è on time e non mette la faccia nella presentazione di un’occasione così alta, fa dubitare sul fatto che sia ampiamente condivisa questa valutazione dell’importanza del documento. Detto questo, torniamo al merito, allora io mi chiedo delle due l'una, o è stata fatta una clamorosa sottovalutazione dell'importanza di una visione e di una analisi di quello che è il futuro della viabilità e dei flussi di traffico nella nostra città, che denota quindi questo lavoro come incompleto, oppure, come ha derubricato in poche parole il nostro Assessore Iaria nella sua illustrazione del Consiglio di oggi, che invece quella sì, sono riuscito a seguire in maniera completa, ma purtroppo era comunque incompleta, ha derubricato tutto questo ragionamento al PUMS. Guardate, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, è un documento sicuramente molto importante, che mi onoro di aver anche studiato e analizzato nella precedente Amministrazione, grazie al prezioso contributo dell’allora Consiglio Comunale e di tanti interlocutori che abbiamo avuto la possibilità di portare a bordo nella discussione, dell'Assessore Lavolta, che con me aveva seguito alcuni aspetti, dell’Assessore Lo Russo, che era allora l’Assessore all’Urbanistica. Cioè un documento che aveva visto ed abbracciato tutto un insieme di strutture, non soltanto, ovviamente, l’Assessorato alla Viabilità e al Traffico, ma è evidente che il PUMS è un’altra cosa, il PUMS ha un altro obiettivo ed è un’altra missione quella che viene consegnata a quello strumento di pianificazione. Quindi, il dire nell’illustrazione che non si parla di, perché tanto c’è il PUMS, è un errore clamoroso che un Assessore all'Urbanistica non può fare, se ha rispetto del Consiglio Comunale di Torino. Ci dica piuttosto che ha voluto correre, ci dica piuttosto che non ha fatto fare sufficienti analisi di studio del traffico, ci dica che è stata una scelta politica quella di non entrare nel merito, perché magari non c’era intenzione di entrare nel merito in quella particolare circostanza sulla questione della viabilità e del traffico, ma che non si dica però, che questa parte qui, di una variante, che ripeto, tutto questo è vero, se com'è vero, in tutti gli interventi della Maggioranza, a partire dall'Assessore, hanno definito questo lavoro, come un lavoro epocale. Benissimo, è un lavoro molto importante, questo nessuno non lo riconosce, è un lavoro che ha alcune lacune, forse di merito, ha fatto bene il collega Lo Russo ad entrare nel merito su alcune questioni, perché vista anche la sua competenza passata, probabilmente, è entrato ancora meglio di quanto non sia possibile al sottoscritto entrare nel merito delle singole questioni, ma c'è un evidente buco, clamoroso buco, che io voglio con tutta la mia forza sottolineare. Da qui ne consegue, e tutto questo è una conseguenza delle cose che ho detto fino ad adesso, un’assenza a cascata di alcuni titoli che sono strategici per la nostra città. È vero che noi siamo reduci da una clamorosa presa di posizione dell'Assessore Lapietra, coperta da tutta la Giunta, che se ne infischia della richiesta di 22 Sindaci della Città Metropolitana, alla faccia di tutte le dichiarazioni che vengono fatte sul fatto che la Sindaca di Torino è anche la Sindaca della Città Metropolitana, che le nostre politiche non sono di area del Comune di Torino, ma sono di area vasta, cioè tutte le cose che state dicendo nelle varie sedute di Commissione e Consiglio, Convegno e poi in qualsiasi altra occasione pubblica, vengono poi sconfessate, puntualmente, dall'atteggiamento assolutamente local che vi ha guidato nella decisione sulla Metropolitana 2. Ma detto questo, che non ci sia qui un tema di approfondimento sul tema della Metropolitana 2, lo dico anche verso il polo universitario, la Sindaca l’altro giorno è andata all'inaugurazione…, alla presentazione del polo Universitario di Grugliasco e si è intelligentemente vantata di fare un ragionamento di area vasta nella sua seconda veste di Presidente della Commissione della Città Metropolitana, ma quando poi entriamo nel merito delle singole questioni la Sindaca della Città Metropolitana, ci dimostra di avere questa visione. Quando noi approviamo un documento di questo genere vi sembra normale che non si discuta del tema della fermata di Dora e Zappata? Che non si discuta del tema della fermata di Orbassano, piuttosto che della SFM5, piuttosto che della Torino-Ceres? Perché, in questo uno poi dimostra e nel merito la possibilità di fare un ragionamento di area vasta e non soltanto un ragionamento con la visione legata, quando va bene, ai confini della Città, se non addirittura ai confini di una singola Circoscrizione, perché su queste scelte io credo, e sui temi della mobilità è fin troppo facile dirlo, c'è una tale necessità di fare un ragionamento che va oltre i confini della cinta daziaria, che è scontato, eppure in questa occasione vediamo la clamorosa mancanza di una capacità di approfondimento sui temi della mobilità. Allora, Presidente, io vado verso la conclusione e penso di aver anche occupato buona parte del tempo a mia disposizione, la valutazione che viene fatta sul documento non è una valutazione negativa nel merito della proposta che è stata avanzata, perché se si analizzano le cose che sono state avanzate devo dire in buona parte delle questioni che sono state affrontate c’è un’attenzione a quella che è la semplificazione, alla riorganizzazione di alcune pratiche amministrative che probabilmente qualcuno apprezzerà anche all'esterno, credo che si siano anche fatti sentire per arrivare a questo risultato per usare un eufemismo, e quindi bene su alcune scelte, bene su alcune decisioni, detto che alcuni processi andranno forse governati, dovremo vedere quale sarà la ricaduta sui nostri conti, sulle nostre previsioni di entrata, perché non è stato sufficientemente chiaro io credo, Assessore Iaria, nell'illustrare quali sono le ricadute sul Bilancio di queste scelte che vengono inserite nel Piano Regolatore. Ma, detto questo, quindi non c'è una valutazione preconcettuale (incomprensibile) io ho provato ad entrare nel merito di una questione che invece è clamorosamente assente in questo documento e, visto e considerato che questo è un documento invece completo per definizione ed è un documento sul quale, se non ce la presenza approfondita di tutti i tasselli, non possiamo arrivare (incomprensibile) questo come un documento epocale, come qualcuno lo ha definito, un lavoro di grande visione verso il futuro della Città. Non avete fatto gli studi di traffico, non si parla di cosa succederà alle persone che vogliono muoversi nella nostra Città e quale sarà la propensione che noi metteremo a disposizione nello sviluppo di una pianificazione verso le infrastrutture della mobilità pubblica e privata. Piuttosto che riempirci la bocca di mobilità sostenibile, riempire la Città di strisce per terra facendo finta di fare piste ciclabili o casette avanzate per la ciclabilità, noi dovremmo in queste occasioni, ha ragione il collega che mi ha preceduto, forse non tutti i cittadini sono così attenti allo sviluppo urbanistico della Città o al contenuto del vostro documento, ma proprio perché noi invece siamo chiamati a fare gli Amministratori pubblici, siamo chiamati ad averla quest’attenzione agli strumenti amministrativi, perché siamo a tutti gli effetti amministratori, tra l’altro ormai non più amministratori da qualche settimana e che quindi possono permettersi di dire ho votato senza capire o semplicemente non mi hanno detto e non mi hanno spiegato. Qui siamo davanti a un voto di grande responsabilità del Consiglio Comunale, uno dei voti più importanti che questo Consiglio Comunale esprime all'interno di questo mandato, ma non si può esprimere questo voto, se non si ha la piena consapevolezza della visione del contenuto complessivo che ha questo documento. Non cado nella provocazione di parlare di TAV quando si parla di Piano Regolatore, sulla TAV io credo che si dovrebbe terminare questa lunga discussione che c’è stata all'interno della Città di Torino tutta ideologica, tutta, se volete, fatta soltanto per racimolare qualche voto ancora di qualche no TAV che c’è in giro per il territorio, se davvero ce ne sono ancora, e provare a immaginare che quella sia un'infrastruttura capace anche qui di ridare uno slancio alla nostra Città, al nostro territorio, al triangolo del Nord-Ovest. SICARI Francesco (Presidente) La invito a concludere. LUBATTI Claudio Concludo, Presidente. Concludo proprio con questa valutazione, cioè la capacità di leggere tra le righe nei documenti che sono usciti dal Ministero, che preoccupano, perché ci sono alcuni elementi che bisogna essere molto molto cauti a non cogliere. Quindi, Presidente io ascolterò con attenzione ancora le considerazioni che l'Assessore vorrà fare o la Sindaca, se ci degnerà di una parola su questo documento, prima di valutare come esprimere il mio voto finale e lo dichiarerò ovviamente nelle opportune dichiarazioni di voto, che avrà la gentilezza di concedermi. Grazie Presidente. SICARI Francesco (Presidente) Prego, Capogruppo Petrarulo. Ne ha facoltà per venti minuti. PETRARULO Raffaele Sì. Sarò molto più breve perché, come dico sempre io riusciamo a fare tante parole, ma poi nei fatti... Non è colpa di chi ci governa oggi, ma nulla è stato fatto. È un piano importante, io dico sempre che è un libro dei sogni. Io ho avuto, lo dico non per vanagloria, per chi ci ascolta, per chi non lo sapesse, nel 2001 venni eletto Consigliere (incomprensibile) Circoscrizione, nel 2001 e nel libro dei sogni, lo dico parlando all’amico Lubatti che non c’era ancora lì, forse lui era a Mirafiori, se non mi ricordo male, Consigliere di Circoscrizione, nel libro dei sogni in cui non c’era il PD, ma c’era il Centrosinistra che governava, DS e Margherita mi pare, c'era un progetto che vado a far menzione per far capire anche all’Assessore Iaria ed alla Sindaca che cosa significa il progetto Manifattura Tabacchi. Vi dice niente? Zona Nord importantissima, sull’asse della Linea 2, Variante 200 via Bologna, per capirci che non stiamo parlando della casa o del dell'edicola di vicolo Miracoli, del vicoletto, quindi una zona molto importante, quindi anche il Capogruppo Lo Russo, che ha fatto l’Assessore ultimamente, sa di cosa stiamo parlando perché con la Giunta Chiamparino fu votato poi fu ancora votato con la Giunta Fassino con delle varianti e oggi ce le abbiamo ancora in piedi, variato. Dopo 20 anni la Manifattura Tabacchi grazie a chi ci ha governato, perché io dico sempre che a me non piace criticare il passato, perché passato non deve essere... Uno dice oggi siamo al presente. No, no, fermi tutti, il presente è frutto del passato; il futuro è finito, perché le promesse di matrimonio spesso e volentieri non convogliano, non portano le persone nella chiesa per sposarsi. Una promessa è una cosa, il matrimonio è un’altra. Qui abbiamo avuto in 20 anni promesse disattese, sempre varianti in corso d’opera al Piano Regolatore, integrazioni, piccole cose che venivano spostate, cubature da una parte all’altra, che hanno fatto qualcosa. Oggi noi, e la scommessa è questa, infatti su questo mi trova con un ni, né un sì, né un no. Perché mi trova un ni, perché dice diamo ancora ai cittadini la possibilità di poter esprimere come e dove fare, ma i cittadini si sono già espressi. Oggi abbiamo una possibilità, e c’è purtroppo una nuova collocazione urbana e metropolitana, urbana per la diminuzione di oltre 200.000 in Torino, parliamo di tanti anni fa, oggi, e di una collocazione tutto sull'area metropolitana. Quindi, Torino sopporta i costi, perché la Città Metropolitana non esiste (incomprensibile) non è fattibile come discorso, esiste sulla carta, ma non è una Città Metropolitana come può essere Parigi, come può essere Barcellona, come può essere Madrid, come può essere Londra, lasciamo perdere Londra che è grandissima o parliamo di Berlino e via discorrendo. Torino non è così, non è Milano, non è Roma, e quindi noi abbiamo una Città Metropolitana in cui chiediamo che cosa? L’unica cosa che è servita e che serve è questa benedetta Variante 200 è stata abbandonata per quello che è successo della crisi di impresa anche, ma quella che riguarda la Metropolitana 2, che per forza è parte integrante del Piano Regolatore, perché dove c'è la Metropolitana 2 il Piano Regolatore deve fare quelle integrazioni doverose e dovute, sia per quel che riguarda le imprese, sia per quello che riguarda i cittadini, sia per quello che riguarda l’edilizia. Qualcuno parlava di edilizia sociale pubblica, ma ben venga, però attenzione, non è possibile che tutto quello che la stessa Circoscrizione, me la ricordo benissimo, (incomprensibile) ha il carico di case popolari maggiori di tutte le altre otto circoscrizioni (incomprensibile) non è così. Si va a spalmare su tutta la Città di Torino, quella che è l’edilizia pubblica residenziale, perché se no non ci sono zone di serie A e serie B, ci sono oggi, e le periferie sono oggetto di risorse non zona serie B, ma zona di serie C, dove è stato promesso da tanti, molte cose e pochissime sono state fatte. L’ultima adesso proprio di pochi giorni fa il secondo accesso alla Falchera, da anni, anni e anni che doveva passare, ben venga, ci mancherebbe. Io non sto a criticare se l’abbia fatto la Sindaca Appendino, comunque è stata fatta in questo periodo. Si poteva fare 10 anni fa, 5 anni fa, 20 anni fa, mai stata fatta, però Manifattura Tabacchi, tutti parlavano, tutti i partiti, tutti, il Centrosinistra allora, in cui io ero con Di Pietro (incomprensibile) ma non ero in Giunta, sempre Opposizione, lì c’era nel 2001 la Presidente era l’Artesio, se lo ricorda bene quello che sto dicendo sicuramente. Tutti parlavano, venivano a fare i progetti preliminari e tutto quanto, un mega Piano Urbano sulla parte proprio prospiciente Manifattura Tabacchi (incomprensibile). Ma tanti di quei valori che poi nulla fu fatto, e furono fatte scelte da parte dell’Amministrazione, per quella periferia fu anche bistrattata sul Lungo Dora Siena, sulla parte di Grugliasco, sulla parte... Io non faccio le guerre, però non si può dire a qualcuno ti voglio bene, (incomprensibile). Così come, per fare un esempio tipico, quando si parla del Suk, governava il PD, noi non volevamo il Suk nella Circoscrizione 6 e c’era la Sinistra che governava fu fatto dalla Circoscrizione 6. Cioè, questa discrasia o questa schizofrenia in cui si chiede agli altri di fare quello che non ha fatto qualcuno prima, occorre che sia un po’ limitato e occorre (incomprensibile). Dico questo perché la Chiara Appendino Sindaco e l’Assessore Competente e tutto il Consiglio Comunale tutto, siccome stiamo per finire il nostro mandato, ci mancherebbe, non cadiamo nell'errore di demandare sempre agli altri (incomprensibile) o di andare a variare quello che hanno fatto precedentemente, poi parleremo del Decentramento, si chiedono 5 Circoscrizioni e si portano ad 8, (incomprensibile). Occorre anche cercare di capire che il lavoro è cambiato. Il Covid ha cambiato tutto quello (incomprensibile). Ci sarà ancora il lavoro nel centro di Torino? Si sposterà sulle aree? Ci saranno aziende che saranno attratte ad andare a costruire? Ci sarà solamente un lavoro a distanza? I trasporti pubblici sono obbligatoriamente, debbono passare in quelle aree? Di sicuro le aree dismesse, ha detto bene l'Onorevole Napoli il quale ha detto il Martini di via Cigna 20 anni che è così. Il Martini, via Saint Bon, il tratto che poteva unire ed andare a finire sul lato, è un altro dei progetti della visione del Piano Regolatore, che cosa se ne fa? Sono cose grosse queste. Sul piano Sud di Mirafiori, tutte le aree dismesse, quelle relative al (incomprensibile) che ha già alcune cose, perché bene o male la parte Sud di Torino ha avuto il beneficio di avere tutte le Olimpiadi, gli impianti sono (incomprensibile) Sud di Torino. Io non sto perorando la zona Nord perché vivo nella zona Nord, però bisogna essere anche obiettivi e io vorrei che quest’Amministrazione che sta governando oggi, le promesse fatte quattro anni fa, per cui è stata votata, le porti a termine. Faccia delle migliorie, ci siano delle cose, non si demanda sempre agli altri perché a me non interessa chi va poi a governare a maggio: Centrosinistra, Centrodestra, 5 Stelle, la nuova formazione x, y, o z, ma se facciamo altri cinque anni di parole come adesso, noi avremo di sicuro un Piano Regolatore che farà acqua da tutte le parti. Demandare sempre ad altri quello che c’è da fare. No. Si dicono indicativamente 4, 5 o 10 direzioni, che cosa si vuole fare di Manifattura Tabacchi? Cosa si vuole fare di via Saint Bon? Zappata che viene fatto? Linea 2? Okay, cosa facciamo intorno alla Linea 2, sulla zona Nord, sulla zona Sud o su quello che sia. Cioè, fatte queste cose noi (incomprensibile) non un mandato, due mandati, tre mandati e quattro mandati, arriveremo forse a chi ci sarà ancora (incomprensibile), però questo (incomprensibile) su questo io vorrei interventi, sull’edilizia sociale (incomprensibile), il consumo di suolo. Torino, per quello che riguarda il verde è la città migliore d’Europa, ha tanto di quel verde che metà ne basta. È considerata la città più verde d’Italia, occorre mantenerlo, occorre avere dei fondi, occorre avere quello che tutti chiedono, che oggi purtroppo non ci sono, perché (incomprensibile) degli Enti Locali non c’è questa grande possibilità di poter fare tutto quello che si chiede. Allora bisogna fare delle scelte, delle scelte coerenti, non demandate da terzi, a quarti, a quinti, come succede spesso e volentieri, perché poi alla fine, quando si fanno dieci scelte partecipate, alla fine si arriva ad una fine che poi non si capisce cosa sono. Allora, io mi aspetto su questo, per quello ho una titubanza su questo atto, che comporta già solo di pagine, già solo di allegati io penso che chi lo legga si spaventi solo a leggerlo. Cioè, bisogna imparare un po’, da commercialista lo dico, adesso ho 140 scadenze, una cosa vergognosa quella che riguarda il fisco, occorre imparare ad avere dei testi snelli, come succede in Francia, 3 articoli, 4 articoli, 2 pagine con 4 o 5 cose, che la gente capisca veramente cosa si va a fare, perché se no veramente qui ci prendiamo in giro uno con l’altro. Sulla Linea 1, purtroppo o per fortuna, mentre per le stazioni a Sud, 10 anni stiamo ancora aspettando l’apertura, per quello che riguarda la zona Ovest, verso Collegno e Rivoli c’è stato un interesse e stanno andando avanti. Quindi, dove c’è interesse, dove ci sono delle forze che stanno lavorando c’è la possibilità di poterlo fare perché il Governo ha dato i finanziamenti. Dove c’è interesse e si rimane così tra mille cose, come sulla Linea 2, e facciamo la Linea 2 e facciamo lo svincolo per Pescarito e facciamolo per San Mauro, e facciamolo per (incomprensibile) e facciamolo per Nichelino, per Grugliasco. Ma dove si possono fare tutte queste cose contemporaneamente? Io questo mi domando. Allora, bisogna cominciare a dire quello che si può fare, dando una priorità, dando delle regole, facendo capire naturalmente a chi ha già avuto, faccio un passo indietro, ma non per accontentare chi c’è a Nord, perché a Nord è la possibilità di una ripresa economica non indifferente. Chi si incontra nelle borse di New York sa benissimo che dopo che ci fu (incomprensibile) il Sindaco, quelle case si rivalutarono, ci fu una ripresa economica per quello che si legge (incomprensibile) da molti fondi, ma fu una cosa veramente importante. Quello che succede in Barriera di Milano, che succede anche nella zona di Le Vallette, ma quello che succede nelle zone periferiche. Il centro oggi ha una sua valenza, ma questa è dettata dal turismo, dal lavoro, da quello che sia, noi oggi siamo qua, io sono a palazzo comunale, c’era pochissima gente nei bar e nei ristoranti, però la sera si ripopolano, non c’è quella ripresa possibile e il Piano Regolatore per questo serve. Se riusciamo sempre a fare in centro, alla crocetta, la zona Nord, le zone più importanti, tralasciando tutto quello che è le periferie, che tutti si riempiono le bocche naturalmente e poi quando saremo ad aprile o a maggio avremo la corsa di tutti i partiti, liste e via discorrendo. È questo che purtroppo o per fortuna per questa gente qua che va a vendere il fumo, ma per sfortuna dei cittadini che non capiscono che alla fin fine è una presa per i fondelli (incomprensibile), perché una cosa mia mamma mi ha sempre insegnato di dire, buonanima, diceva sempre questo: “non ti devo dire ti voglio bene, devo fare i fatti per volerti bene”. Ecco perché dico a questa Giunta, facciamo i fatti prima. Quando si parla di sicurezza, facciamo i fatti, non parliamo di mettere dei presidi, perché quando poi li mettiamo e non li facciamo è come il Piano Regolatore, facciamo degli interventi che poi non si possono fare. Il libro dei sogni, per capirci, è importante, va valutato, però avendo l’esperienza del 2001, del 2006, del 2011, perché io prendo quell’esperienza lì, perché c’ero e ci sono stato Consigliere Circoscrizionale, Comunale e Provinciale, quindi sugli Enti Locali non ho problemi ad avere l’esperienza che molti sicuramente hanno, sicuramente molto più di me, molti hanno (incomprensibile) per andare anche a Roma, dove devono andare, vadano dove vogliono loro, a me non interessa nulla a me interessa che questa Città abbia, soprattutto le periferie, quel riconoscimento che tutti parlano e non hanno dato, perché le periferie oggi sono il futuro, quella che è l’attrazione, perché la gente non sta in periferia, ma va nei Comuni limitrofi, ma poi usa i servizi cittadini. Allora, anche su questo bisogna capire le periferie oggi sono quelle cose lì futuro quello che la trazione perché la gente non sta in periferia, ma non nei comuni limitrofi, ma poi usa i servizi cittadini, allora anche su questo bisogna capire come poterlo gestire. Londra è diversa, per chi prende le metro di Londra avete visto che sono a zone, quindi non è che chi sta alla zona 5, paga come alla zona 1, però occorre anche che poi dopo i servizi che vengono resi dalla Città di Torino, vengono anche naturalmente valorizzati e pagati, se no poi cosa facciamo, noi eroghiamo un servizio e poi ne beneficia qualcun altro. Chiudo andando a guardare quello che è un discorso che abbiamo visto sul come andare poi a chiedere i vari pareri (incomprensibile). Cioè, che siano molto snelli, che siano molto chiari, che ci siano pochi punti da andare a rivedere, che non sia il solito pamphlet di 2.000 pagine, 100 pagine o di 54 allegati in cui si vedono 54 progetti e poi non se ne fa più uno. Si mettano delle priorità in cui si dica a, b, c, d, se si possono fare si devono fare subito, immediatamente e f, g, h, sono nel secondo (incomprensibile), bisogna avere il coraggio però di dire che cosa si deve fare. Qualcuno mi ha preceduto dicendo alcune cose, perché poi dopo, alla fin fine, è vero, se fossero fatte queste cose, nonostante alcune sono marginali (incomprensibile) di sicuro è meglio di quello che c’era prima. Non possiamo contestare quello che c’è oggi, meglio di quello di prima c’è di sicuro. Se abbiamo avuto 10 anni per fare le due stazioni di Lingotto e di Bengasi, vuol dire che qualcosa non ha funzionato. Non me ne frega niente se sono finiti gli appalti o il fallimento o quello che sia, perché in altri posti d’Italia e d’Europa non è mai successo che per dieci anni (incomprensibile) non ha funzionato. Chi ha governato ha delle responsabilità, si deve prendere delle responsabilità, non può sempre dire che la colpa è degli altri. Chi ha portato il degrado in barriera di Milano si deve prendere delle responsabilità, col Piano Regolatore non ha voluto fare delle scelte diverse. Chi ancora oggi sta ancora tentennando su dove far partire la 2, la 1, ha delle responsabilità del Piano Regolatore. Chi sul Piano Regolatore non prevede cosa fare su via Cigna ha delle responsabilità. Chi non sa cosa fare in via Saint Bon (incomprensibile) ha delle responsabilità. Chi non sa cosa fare in piazza Rebaudengo ha delle responsabilità, chi non le vuole fare a Mirafiori... Cioè, tutto questo perché, perché naturalmente, quando si scrivono 7 pagine, ci sono qualcosa come allegati, non li riesco neanche a contare, 15 pagine, più altre sugli elaborati fanno bene, ci mancherebbe, occorrono che ci siano degli elaborati per fare un Piano Regolatore completo, ma quando c’è troppo si perde il particolare. Va bene il Testo Unico, come si dice sempre in gergo professionale ma poi occorrono le circolari, la circolare deve essere immediata. Il Decreto attuativo, per farla breve, non mi devo scervellare due anni, quando poi c’è un’altra Giunta che poi cambia di nuovo le carte in tavola. L’esempio molto tipico, lo faccio perché mi viene in mente la questione del Decentramento, non me ne voglia qualcuno, è che cinque anni fa nello Statuto fu previsto 5 Circoscrizioni ed oggi andiamo a variarne 8, questa è l’intenzione. Però è stato previsto 5 anni fa. È la stessa cosa, giusta o sbagliata che sia, poi lì parleremo nel merito, la stessa cosa è questa, io demando al prossimo mandato di fare un Piano Regolatore perché il tempo non c’è. È sbagliato, abbiamo sbagliato (incomprensibile), abbiamo sbagliato, Sindaca, occorre fare scelte chiare, non come il suo nome ma, chiare come limpidezza di scrittura, dire, prendersi le responsabilità. Di sicuro accontenteremo molti, qualcun altro no, chi ci criticherà (incomprensibile) o prima o dopo, ma i fatti rimangono. Come le ho detto, Sindaca, quando abbiamo inaugurato la seconda (incomprensibile). Tutti possono criticare, l’ha fatto il PD, l’avrà fatta il Centrodestra, l’avrà fatta Babbo Natale 20 anni fa, è stata inaugurata nel 2020 a luglio, punto. Se qualcuno era più bravo la inaugurava nel 2015, se qualcuno era più bravo nel 2010, purtroppo è così. Non è che qui, chi fa dopo dovrà farlo prima, chi fa prima dovrà farlo dopo. Il Piano Regolatore è importante, è uno degli atti più importanti che c’è all’interno di un Consiglio Comunale, forse è il numero 1, fa variare in una maniera esponenziale tutto quello che è il valore di una città, sia per quello che sono gli oneri, sia per quello che sono i futuri insediamenti. Non si può sbagliare, non si deve sbagliare. Occorre Assessore Iaria, che sta in una zona (incomprensibile) sa che significa la periferia. Spero, e chiudo, spero e penso che di sicuro avremo qualcosa di diverso, qualcosa di migliore, me lo auguro, perché veramente peggio di così io credo che Torino oggi non possa restare. SICARI Francesco (Presidente) La ringrazio Capogruppo Petrarulo. Al momento non ho altri interventi da parte dei Consiglieri per quanto riguarda quella che deve essere la discussione in merito alla delibera, quindi procedo con la replica da parte dell’Assessore Iaria. Prego, Assessore, ne ha facoltà. IARIA Antonino (Assessore) Grazie, Presidente. Innanzitutto mi tocca ribadire che abbiamo ascoltato e ascolteremo cittadini, portatori di interesse, li abbiamo ascoltati in passato, li ascolteremo dall’approvazione della proposta tecnica di progetto preliminare, quindi la prima fase dell’iter, tra agosto e settembre. Ribadisco che le osservazioni possibili alla proposta tecnica del progetto preliminare potranno essere fatte fino al 20 di settembre. Quindi, se approviamo oggi ci saranno quasi 60 giorni per fare delle osservazioni alla proposta tecnica. Ricordo che gli elaborati che finalmente esistono e quindi è un altro aspetto che tutti dimenticano, avere a disposizione gli elaborati già dal 3 luglio elaborati su cui fare delle considerazioni, è un fatto che è di per sé importantissimo e permette finalmente di non dire che faremo la proposta tecnica, ma l'abbiamo fatta la proposta tecnica. La proposta è tecnica è qui, ha tutta una serie di elaborati, ha tutta una serie di quaderni associati dove ci sono dei dati, ed è sbagliato dire che non ci sono dati associati a questa proposta tecnica ci sono tutte delle analisi che vanno nell’ottica di far partire l’iter di Piano Regolatore con i documenti necessari che la Regione Piemonte, la Legge Urbanistica ci chiede per cominciare l’iter di revisione del Piano Regolatore e in più ci sono tutta una serie di quaderni che danno tutta una serie di informazioni, anche con dati. Il famoso PUMS citato, che è una cosa che da qui a poco arriverà in approvazione, ma non è stato considerato nella proposta tecnica è una falsità, non è vero. Nel quaderno 8 ci sono dei dati per esempio del vecchio PUMS e ci sono dei dati e che riguardano studi del traffico aggiornati al 2018 che hanno chiaramente portato altri elementi per poter andare avanti su un’analisi della proposta tecnica del Piano Regolatore che, vi ricordo, il Piano Regolatore è uno strumento che il governa il territorio. Abbiamo detto più volte che la scelta dell'Amministrazione sulla semplificazione, che non ho capito bene, a volte è osannata, a volte viene definita pericolosa, bisogna anche un po’ decidersi. La scelta sulla semplificazione delle norme non vuol dire fare, aver fatto un Piano Regolatore a ribasso, ma aver adottato una visione, parola tanto cara a qualcuno, per progettare il futuro della Città di Torino molto più aperta, non così dettagliata che poi nel 90% non si è mai realizzata come era stata prevista e ha portato a tantissime varianti per poter adattarsi ai cambiamenti che diciamo le società hanno, perché le società per fortuna si evolvono, in positivo o negativo non devo dirlo io, però le società e le città si evolvono e i Piani Regolatori devono governare dal punto di vista urbanistico questa trasformazione. Abbiamo detto più volte che questo che lanciare questo spauracchio del dire ci saranno poche varianti e quindi i Comuni soffriranno dal punto di vista finanziario a me sembra che i Comuni soffrano dal punto di vista finanziario da molto tempo e non è con le varianti, che ricordo, sono di iniziativa, la maggior parte sono di iniziativa privata, possano essere la panacea per risolvere i problemi finanziari dei Comuni. Questa proposta tecnica del Piano Regolatore va nell'ottica di attirare sviluppo, attirare sviluppo nelle aree normative che sono state semplificate, ma definite. Non andiamo a definire esattamente tutto quello che ci può essere in quell'area, ma la cosa interessante è proprio questa, perché attrarrà attraverso questa flessibilità molte proposte, molte proposte con dei paletti fondamentali, che sono quelli che abbiamo più volte detto: il non consumo di suolo, la qualità ambientale e chiaramente, l’abbiamo già detto più volte, la flessibilità, la velocità per portare investimenti e direi che è un piano fortemente attrattivo verso tutti i settori del commercio, dell’impresa, della ricettività, dà tutte le maggiori opportunità che riguardano anche, cosa che avete citato, che non devono essere per forza regolate all’interno del Piano Regolatore, ma tutta la parte legata al, qualcuno ha citato le comunità energetiche, non devono essere specificatamente inserite nel Piano Regolatore, ma un piano flessibile sul consolidato, una normativa più flessibile sul consolidato magari aiuta a fare tutti quegli interventi o quelle ipotesi progettuali che possono favorire la nascita di comunità energetiche e anche il fatto di riferirsi a strumenti più veloci da modificare e da adattare, come i Regolamenti Comunali, è una strategia che secondo noi vincente rispetto a inserire una norma urbanistica anche delle previsioni edilizie. Quello che è appunto la differenza tra norme tecniche dell'attuale Piano Regolatore e queste norme tecniche è proprio questa, le norme tecniche arrivavano a una precisione da Regolamento edilizio all’interno della norma, e questo cosa voleva dire, che anche per una minima modifica, che potrà essere tranquillamente gestita con una modifica del Regolamento edilizio, si doveva andare in Variante. Quindi ho già detto, maggiori opportunità. Ho già detto in Commissione che per quanto riguarda l'adeguamento dei criteri commerciali questi saranno fatti contestualmente con la proposta di progetto preliminare, perché come ha detto prima, noi siamo la prima fase dove abbiamo tutta una serie di documentazioni finalmente su cui poter fare dei ragionamenti, che può essere osservata, può aprire un dibattito interessantissimo nella Città, questo porterà delle osservazioni che per fortuna in maniera partecipata cominceranno a modificare la proposta tecnica di Piano Regolatore. Ma non si esaurisce lì la fase di partecipazione e compartecipazione stakeholder dei cittadini, perché poi inizia la fase di proposta del progetto preliminare, che anche questa avrà evidenza pubblica, ma tra l’altro avrà un’evidenza pubblica con delle basi ancora molto più forti, perché sono dovuti, per fortuna, al fatto che è stata è stata fatta la proposta tecnica del progetto preliminare ed è partito questo iter con tutta questa documentazione. Quindi io non accetto più la critica sull’abbiamo fatto tutto di fretta e che non portiamo a conoscenza i cittadini, gli imponiamo una trasformazione, perché non è vera, anzi noi abbiamo portato tutta una serie di elementi per chi vuole approfondire la questione molto interessanti proprio per ampliare un dibattito non dibattito con delle basi molto valide, basi che sono legate a dati, studi, ricerche, eccetera, non a proposte di intenti che possono su un piano strategico, ma non su una proposta tecnica di Piano Regolatore. Si è parlato anche delle modifiche viabilistiche. L’abbiamo detto prima, c’è già stato un approfondimento in Commissione, dove abbiamo detto che ci sono delle analisi del traffico, che la mobilità sta cambiando, che questo cambierà anche il modo di vivere il quartiere, eccetera, ma il Piano Regolatore ci dovrà dire esattamente come cambia la casa in via x, y numero 5? No, mi dirà che in quell'area residenziale è possibile fare tutta una serie di cose tra cui anche residenze di nuovo tipo, magari si può arrivare a diversificare il concetto di residenza, proprio per andare incontro a nuove esigenze per esempio dei cosiddetti fluttuanti, cioè case, diciamo, cohousing, residenza per studenti, che ricordo che è compatibile con la (incomprensibile) normativa residenza. La residenza sociale che appunto è uno dei plus che abbiamo messo nelle possibilità di aumento dell’SLP per quanto riguarda l’area (incomprensibile) della residenza, ma non vuol dire che noi abbiamo, come dire, l’idea che con questo risolviamo la necessità di case popolari, ma abbiamo aumentato per esempio l'obbligo di poter avere superficie destinata a residenza sociale per interventi sopra i 2.000 metri, prima questo limite era sopra i 4.000 metri. Cosa voleva dire, che sopra i 4.000 una percentuale di SLP doveva essere utilizzata a residenza sociale o residenza convenzionata. Abbiamo abbassato questo limite, vuol dire che molti interventi di edilizia residenziale, anche privata, daranno un contributo alla necessità di case per quanto riguarda l’edilizia sociale, lo abbiamo aumentato anche come indice nelle zone a servizio, eccetera. L’abbiamo detto più volte, ma queste indicazioni sono già state più volte dette e tra l’altro (incomprensibile) ancor più volte saranno molto approfondite nel prosieguo di questo iter che, come ho detto, non si esaurisce oggi, ma oggi è la partenza. Abbiamo anche, si è anche citato il discorso sull’offerta sanitaria, io ricordo che l’offerta sanitaria è gestita dal Piano sanitario regionale. Noi abbiamo nel Piano Regolatore confermato le destinazioni delle aree normative che ospitavano ospedali con la possibilità di nuovo di ospitare degli ospedali, quindi noi non abbiamo più che agire e lo stiamo già facendo dal punto di vista politico nel dire magari, proporre alla Regione di modificare il loro Piano sanitario regionale per riaprire qualche struttura ospedaliera come Piano Regolatore con questo cosa facciamo? Semplicemente teniamo quella destinazione di quegli edifici in modo che se si decidesse in questo senso e la compatibilità urbanistica è già verificata. Con i Comuni contermini abbiamo fatto più di una volta incontri, attiveremo anche adesso degli accordi di programma, poi (incomprensibile) sempre anche da Città Metropolitana specialmente per quanto riguarda tutto il discorso sulla fasce di laminazione della zona relativa alla Dora che è un dibattito che va fatto sia con i Comuni contermini, ma anche con la Città Metropolitana, quindi stiamo organizzando un dibattito molto interessante che da qui all’approvazione del progetto preliminare avrà ulteriori sviluppi, avrà ancora più dibattito pubblico, ma avrà un dibattito pubblico basato per fortuna finalmente sui dati oggettivi, reali sulle proposte che si possono criticare, modificare, implementare, eccetera, quindi abbiamo tutto il tempo di andare verso questa direzione. Io non vorrei continuare oltre anche perché adesso abbiamo anche gli emendamenti comunque si sbaglia quando si pensa che oggi siamo arrivati alla fine di un percorso frettoloso perché non è vero, oggi abbiamo dato l'occasione finalmente di parlare dello sviluppo urbanistico della Città di Torino con tutta una serie di dati, tutta una serie di proposte che apriranno finalmente un dibattito che non è solo fatto di parole, di visioni che non si concretizzeranno mai, ma che hanno un inizio e avranno poi una fine. SICARI Francesco (Presidente) Grazie, Assessore Iaria. Prego, Sindaca Appendino. APPENDINO Chiara (Sindaca) Grazie, Presidente. Ringrazio tutti i Consiglieri e le Consigliere che sono intervenute e devo dire che ringrazio l'Assessore Iaria perché ha risposto puntualmente a gran parte delle tematiche che sono state poste. Io in realtà intervengono solo per due specifiche, la prima è in realtà più che una specifica un ringraziamento all'Assessore, a tutti gli uffici, al Segretario Generale che ha coordinato anche il lato tecnico perché questo è stato il frutto di un lavoro non frettoloso, ma di un lavoro approfondito, complesso che porta come diceva giustamente l'Assessore a uno strumento di cui dotiamo la Città, uno strumento che, dal mio punto di vista, può essere evidentemente discusso e lo sarà perché come ha detto l'Assessore ci sarà quel periodo delicato le osservazioni, ma uno strumento che francamente è altamente atteso perché è anni che si discute, che si fanno piani strategici, che come dire molto spesso purtroppo rimangono sulla carta e anni che si dice che il nostro Piano Regolatore è come dire non adatto a accogliere quelle che sono le esigenze, i cambiamenti nella nostra società è anni che si dice che deve essere avviato l’iter, è anni che io non vedo e lo vedo oggi grazie al lavoro, ripeto, degli uffici e dell'Assessore e dello sforzo che è stato fatto anche con gli interlocutori che ci hanno come dire sostenuto dal punto di vista tecnico che vediamo finalmente e formalmente un iter partire e questo credo che sia un patrimonio della Città, cioè non è che abbia un colore politico e quindi io non sono un po' stupita del dibattito lato Minoranze, lo dico perché è corretto come dire puntualizzare, è corretto stimolare rispetto anche sensibilità diverse, però immaginare che questo documento, come oggi proponiamo, sia un piano strategico, voglio dire chi ha fatto amministrazione da anni lo sa bene, è una forzatura. È evidente che nell'ambito di questa fase, di questo percorso in questo progetto, in questo documento, in questa fase non esiste un piano strategico perché non è un piano strategico. Ho sentito parlare, da parte dell'ex Assessore ai trasporti, del fatto che qui manca una visione sui trasporti. Intanto i trasporti hanno un proprio piano e come di uno strumento di programmazione che sta nell'ambito dei trasporti e poi come dire per le priorità rispetto al tema trasportistico tipo Metro 2 che si diceva che non la volevamo fare e che stiamo facendo, tipo Metro 1 Torino-Ceres, eccetera, eccetera sono, come dire, elementi che sono evidentemente prioritari per una Amministrazione, ma che non vedono lo strumento di programmazione nell'ambito dell'oggetto, se così vogliamo definirlo che stiamo discutendo oggi. Ho sentito discutere, giustamente e condivido la sollecitazione forse adesso non mi ricordo della Capogruppo Artesio sul tema dell'industria, no? E quindi del tema del lavoro ed è corretto tant'è che questa Amministrazione, ma mi sento dire questa Città insieme a tutta una serie di soggetti che non vedete evidentemente qui dentro, ma che in altri strumenti di programmazione della Città che io auspico rimangano patrimonio della Città ha deciso, forse per la prima volta, di individuare la logica dei distretti e quindi insieme all'Unione Industriale, al Politecnico, all’Università di Torino, la Camera di Commercio, ai Sindacati, al Governo più che altro ha anche finanziato uno di questi distretti, ha iniziato a costruire le condizioni in cinque punti della Città è uno che invece è Grugliasco quindi anche al di fuori ragionando in area metropolitana, a proposito qualcuno discuteva, identificando le nostre competenze la Città della Scienza, il Polo della Salute, il Polo dell'Aerospazio, il Polo di TNE, quindi la manifattura 4.0 dei distretti che vedono insieme, come dire, tutte le competenze e capacità del nostro del nostro settore imprenditoriale, la formazione che sempre più connessa all’industria eccetera che si vanno ad insediare negli spazi (incomprensibile) urbana e come sapete non a caso insieme a tutti questi settori e anche col sostegno del Governo abbiamo iniziato a identificare oltre, mi sono dimentica l’Economia Circolare che ho sentito che è stata citata, la Digital House che dovrebbe nascere di fronte a quello che è (incomprensibile). Ecco, qui abbiamo identificati come prioritari i due distretti che sono TNE manifattura 4.0 e Aerospazio, ma faccio questi esempi perché, che è corso Marche come sapete, come sappiamo tutti, perché è evidente che tutto questo non lo si trova in questa fase, ma questo non significa che la Città in senso ampio, Amministrazione le sue parti economiche e sociali non siano indirizzati o non si stiano indirizzando su una serie di progetti che ritengono prioritari. Lo stesso potrei dire la per città universitaria, ci sta ragionando evidentemente su quanto, come dire che è una vocazione della Città perché ricordiamoci che abbiamo la vocazione industriale, turistico, universitaria che sono evidentemente tre pilastri importanti, è evidente che quella che anche la programmazione rispetto alle linee strategiche su questi fattori di sviluppo non si è tutto identificato, identificabile nell’ambito della discussione che stiamo facendo oggi sul progetto preliminare. Quindi, quello che vorrei semplicemente dire e chiudo perché l'Assessore, ripeto, ha risposto e che questa proposta che noi stiamo andando a discutere che vedrà il coinvolgimento anche fattivo come già stato, ma ancora più fattivo di una serie di soggetti che hanno interesse si svolgerà su dei documenti tecnici alla luce del quale ci sarà giustamente come dire un dibattito, ma di cui la Città ne aveva bisogno da tanti anni, quindi ben venga tutti, come dire, gli interessamenti, tutti gli stimoli però, anche io condivido quello che diceva l'Assessore, cioè qua non c'è nulla di frettoloso, qua c’è uno strumento che da anni la Città aspettava, che è stato costruito, che ha degli indirizzi, com’è stato ricordato anche su sollecitazione del Consiglio Comunale, in cui vede evidentemente degli indirizzi importanti e che va a cercare di rendere lo strumento più flessibile perché guardate e lo diceva l'Assessore, ma ne abbiamo discusso tante volte anche in Consiglio Comunale poi nell'ambito delle discussioni delle varie varianti, quello che rende una delle cose che rendono una città attrattiva è sicuramente la sua capacità universitaria, è sicuramente la capacità di attrarre turisti, è sicuramente la sua capacità di costruire i cosiddetti distretti dove oggi più che mai è importante mettere insieme le competenze come dire della formazione con le competenze dell'impresa, ma è altrettanto importante avere uno strumento che sia flessibile, agile e veloce nel rendere, perché poi identifica da questo punto di vista un territorio, attrattivo non attrattivo quando ci si trova a discutere con la possibilità di un insediamento al di là come dire della capacità di trattenere le aziende che già abbiamo sul territorio, ma quando noi andiamo a discutere sulla capacità e la nostra (incomprensibile) rispetto ad un insediamento è evidente che ha una validità il fatto se hai o non hai la Metropolitana, è evidente il fatto che se hai o non hai un basso o alta qualità della vita, ma è altrettanto evidente che è importante essere come dire flessibili, essere capaci con uno strumento urbanistico andare incontro alle esigenze di chi vuole investire che siano coerenti con le esigenze di sviluppo della nostra Città, quindi questo è quello che stiamo cercando di fare. Il mio auspicio lo dico anche perché comunque non è finita qui e lo sapete meglio di me che questo percorso possa essere il più costruttivo possibile non solo da parte di chi fa parte del Consiglio Comunale e io ringrazio perché gli interventi sono stati tanti, ma anche evidentemente a chi fa parte della nostra comunità in senso allargato e che ha già in parte contribuito sicuramente potrà ancora contribuire di più adesso però alla luce, permettetemi di dire di non parole come diceva l'Assessore e non come dire pensieri non scritti, ma a fronte di una proposta tecnica su cui si entra finalmente nel merito e si possono fare i passaggi successivi. Questo è lo spirito con cui noi portiamo questo progetto che io credo sia un grande risultato per la Città di certo atteso e che sono convinta permetterà alla Città un percorso che deve ancora andare avanti così faremo nei prossimi mesi, di poter come dire essere più capace a raccogliere e poter sfruttare l'opportunità su cui si sta lavorando anche con altri strumenti di programmazione. Non è immaginabile che il documento che andiamo oggi a votare possa esaudire nel senso proprio anche normativo, ma anche per il suo scopo quelle che sono tutta una serie di tematiche che sono state giustamente come dire più condivisibili o meno condivisibili alcune le condivido altre no, ma non credo che sia questo momento il dibattito per entrare in ogni singolo tema che è stato posto mi riferisco soprattutto alle Minoranze, ma non è qui troverete e troviamo le risposte a tutti i temi che sono stati sollevati e mai potrà essere così. Ogni settore ha dei suoi strumenti di programmazione ed è evidente che devono essere coerenti col piano e comunque con gli strumenti urbanistici, ma non è nello strumento urbanistico che trovi la risposta a tutte le domande che sono state poste non potrà mai essere così. Chiudo ringraziando davvero anche la Commissione Urbanistica che si è come dire ha lavorato sul tema non solo negli ultimi mesi, ma devo dire con grande costanza in questi quattro anni e il mio auspicio che si possa continuare a lavorare in questo modo per procedere con i prossimi passi necessari. Grazie, Presidente. Grazie a tutti gli intervenuti. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Possiamo chiudere quindi la fase della discussione. SICARI Francesco (Presidente) Iniziamo con tutti gli emendamenti iniziando dall’emendamento 1 presentato dal Capogruppo Tresso al quale chiedo se vuole illustrarlo, se vuole darlo come illustrato. TRESSO Francesco Ma se mi consente… SICARI Francesco (Presidente) Prego, assolutamente. TRESSO Francesco Una cosa molto veloce. Direi l’emendamento 1 semplicemente chiede di inserire nell’oggetto, laddove vengono richiamati gli articoli 14 e 15 della Legge Regionale 56/77, anche l’articolo 17 di cui do una lettura velocissima. Riguarda appunto le varianti di revisione al Piano Regolatore Generale, dice appunto “sono varianti generali al PRG, da formare e approvare con la procedura di cui all’articolo 15 per le quali deve essere effettuata la VAS, quelle che producono uno tra i più tra i seguenti effetti: a) interessano l’intero territorio comunale; b) modificano l’intero impianto strutturale, urbanistico o normativo, del PRG”. Per cui viene richiamato questo concetto, insomma, il richiamo della VAS che sarà importante richiamarlo. Questo si porta dietro, se mi consente, Presidente, anche il successivo emendamento che è il numero 7, in cui di nuovo, al punto 1) del dispositivo, dopo le parole di “adottare”, vengono richiamati gli articoli 15, cioè richiama appunto anche qui di adottare ai sensi “, degli articoli 14, 15 e 17 della Legge 56/77 e smi”. Quindi, con questo avrei anche illustrato l’emendamento, credo sia il numero 7. Grazie. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Ci sono interventi per quanto riguarda l’emendamento 1 da parte dei Consiglieri? Se non ci sono interventi, chiedo il parere alla Giunta. IARIA Antonino (Assessore) Parere favorevole, si tratta di una corretta specificazione. Parere favorevole sia all’1 che al 7 chiaramente. SICARI Francesco (Presidente) Okay, per il momento siamo sull’1, faccio che segnarmi anche il 7. Allora, possiamo procedere con la votazione dell’emendamento n. 1, quindi appello nominale. Grazie, Segretario. SPOTO Mario (Segretario Generale) Presidente? SICARI Francesco (Presidente) Eccomi, possiamo procedere con la votazione. SPOTO Mario (Segretario Generale) Okay, un attimo solo che… ecco, ci sono. (Votazione per appello nominale) Presidente, 29 favorevoli su 29 votanti. SICARI Francesco (Presidente) La ringrazio. Quindi, con 29 Consiglieri votanti, 29 voti favorevoli, il Consiglio approva l’emendamento n. 1. SICARI Francesco (Presidente) Passiamo ora all’emendamento n. 2 del Consigliere Curatella, vuole illustrare? CURATELLA Cataldo No, solo brevemente perché… SICARI Francesco (Presidente) Prego. CURATELLA Cataldo … già illustrati durante l’intervento. Questo emendamento, il 2, come da (incomprensibile) 15 e 16… sento delle voci. Ricadono all’interno appunto di definire, di integrare all’interno del Piano di questa revisione, il Piano Urbano dei servizi territoriali di base, di varie funzionalità, destinazione sanitaria pubblica a diversi Ospedali e agire a livello di Parco della Salute che richiederà ovviamente di essere rivisto. Segnalo solo che ho dovuto presentare 2 subemendamenti all’emendamento 8 perché questa mattina con l’emendamento di Giunta per rettificare un refuso associata alla parte di (incomprensibile) eccezione con quell’emendamento si è andato a modificare l’allegato, con l’allegato 2bis e quindi mi spiegavano che tecnicamente con l’approvazione di quell’emendamento automaticamente decadevano gli emendamenti 15 e 16, quindi i 2 subemendamenti all’emendamento 8 non sono nient’altro che l’emendamento 15 e 16 però riferiti all’allegato 2bis in relazione all’approvazione dell’emendamento 8. Volevo solo spiegare quest’aspetto perché comunque gli emendamenti li avevo già spiegati in fase di intervento. Grazie, Presidente. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Ci sono interventi su questo emendamento? Se non ci sono interventi, chiedo il parere alla Giunta in merito all’emendamento n. 2, Assessore Iaria. IARIA Antonino (Assessore) Sì, l’emendamento fa un ulteriore specifica (incomprensibile) della delibera che noi abbiamo già, come dire, più volte. SICARI Francesco (Presidente) Assessore Iaria non la sento. IARIA Antonino (Assessore) … normativa urbanistica relativa all’insediamento della struttura ospedaliera e quindi in sintesi, scusate devo ripetere? Tutto? SICARI Francesco (Presidente) Sì, per favore può ripetere. IARIA Antonino (Assessore) L’emendamento può anche essere accolto dalla Giunta perché fa un ulteriore specificazione sulle priorità di investimento economico legate alla destinazione delle strutture pubbliche sanitarie e quindi va bene, nel senso che ha parere favorevole anche della Giunta. Un ulteriore specificazione che aggiunge un ulteriore elemento. SICARI Francesco (Presidente) La ringrazio. Allora, possiamo procedere con la votazione dell’emendamento n. 2, con il parere favorevole della Giunta. SPOTO Mario (Segretario Generale) (Votazione per appello nominale) SICARI Francesco (Presidente) La Vicepresidente Ferrero esprime voto favorevole in chat. SPOTO Mario (Segretario Generale) Esprime voto? SICARI Francesco (Presidente) Favorevole. SPOTO Mario (Segretario Generale) Okay. Allora, sono 27 favorevoli e 3 astenuti. SICARI Francesco (Presidente) La ringrazio. Con 30 Consiglieri votanti, 3 voti astenuti e 27 voti favorevoli, il Consiglio approva l’emendamento n. 2. SICARI Francesco (Presidente) Chiudiamo adesso con l’emendamento n. 3 del Capogruppo Tresso. Prego, le lascio la parola. TRESSO Francesco Guardi, lo ritirerei in effetti perché ho visto il parere e ci sono modifiche riguardo (incomprensibile), quindi ritirerei. SICARI Francesco (Presidente) Va bene. SICARI Francesco (Presidente) Allora, possiamo procedere adesso con l’emendamento n. 4 del Consigliere Carretto, lo dà già per illustrato, Consigliere? CARRETTO Damiano Sì, sì. Li ho illustrati prima, quindi… SICARI Francesco (Presidente) Va bene, la ringrazio. Ci sono interventi sull’emendamento n. 4? Interventi no. TRESSO Francesco Posso? SICARI Francesco (Presidente) Prego, Capogruppo Tresso siamo sull’emendamento n. 4. Prego. TRESSO Francesco Sì, scusi. Voglio solo fare un (audio disturbato) generale al fatto che non sono state previste le applicazioni del (audio disturbato) assolutamente nella fase successiva, però rilevo solo questo che e questo vale anche per altri aspetti, per esempio anche per l’adozione dei nuovi dissesti a cui appunto io ho fatto riferimento nel mio intervento o comunque anche sospetti diciamo dal contenuto politico più evidente se pensiamo alla riduzione del consumo di suolo. Ecco, mi sembra solo che se si vuole la mancata adozione delle regole salvaguardia comporta, è un atto politico anche quello che di fatto dimostra che forse poi le regole salvaguardia servono diciamo a rendere poi cogenti, diciamo, le norme più restrittive tra la situazione vigente e quella che si può fare. Il fatto di non volerle applicare forse dimostra che non vi sono poi delle variazioni ritenute così sostanziali per cui se no si sarebbe fatto diversamente. Mi sembra un attimo, come dire, una situazione in cui la stessa Amministrazione se voleva fare delle scelte più coraggiose le avrebbe comunque orientate in questa direzione. Grazie. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Se non ci sono altri interventi sull’emendamento n. 4. IARIA Antonino (Assessore) Sì, Presidente. SICARI Francesco (Presidente) Prego, sì ora le chiedo il parere… prima i Consiglieri. Comunque, non ci sono altri interventi, chiedo ora il parere alla Giunta sull’emendamento n. 4. IARIA Antonino (Assessore) Il parere è favorevole. Vorrei solo mettere a verbale che dati i tempi tecnici ridotti non è stato possibile verificare se anche per (incomprensibile) sussistono condizioni analoghe tale verifica verrà auspicabilmente effettuata nelle fasi successive questo vale per tutti gli emendamenti presentati dal Consigliere Carretto. Grazie. SICARI Francesco (Presidente) Grazie a lei. Quindi, parere favorevole, allora possiamo procedere con la votazione dell'emendamento n. 4, con il parere favorevole della Giunta. SPOTO Mario (Segretario Generale) (Votazione per appello nominale) MAGLIANO Silvio Segretario, sono Magliano, io sono astenuto. Ho avuto un calo di linea. SCANDEREBECH Federica Scanderebech, astenuta. SPOTO Mario (Segretario Generale) Presidente, 22 favorevoli e 9 astenuti. SICARI Francesco (Presidente) Allora… sì, si sono sentiti i voti, Consigliera Scanderebech. Quindi, con 31 Consiglieri votanti, 22 voti a favore e 9 voti astenuti, il Consiglio approva l’emendamento n. 4. SICARI Francesco (Presidente) Io procederei con dare lo stesso esito, cioè procederei a dare lo stesso esito all’emendamento n. 5, a meno che non ci siano interventi da parte di altri Consiglieri. Per favore potete esprimermi indicazioni anche tramite chat per lo stesso esito? Allora, diamo lo stesso esito per l'emendamento n. 5. SICARI Francesco (Presidente) Diamo lo stesso esito per l'emendamento n. 6, sempre del Consigliere Carretto. L'emendamento n. 6, no lo stesso esito quindi ci sono interventi sull'emendamento n. 6? Non ci sono emendamenti sul n. 6, procediamo allora chiedo il parere alla Giunta sull'emendamento n. 6, Assessore Iaria. IARIA Antonino (Assessore) Sì, il parere è favorevole sull'emendamento del Consigliere Carretto. Sì, non voglio ripetere di nuovo a verbale quello che ho indicato prima, ma assolutamente (incomprensibile). SICARI Francesco (Presidente) No, va bene così, la ringrazio. Possiamo allora procedere con la votazione dell'emendamento n. 6, con il parere favorevole della Giunta. SPOTO Mario (Segretario Generale) Posso procedere? SICARI Francesco (Presidente) Sì, grazie. SPOTO Mario (Segretario Generale) (Votazione per appello nominale) SICARI Francesco (Presidente) Il Capogruppo Magliano esprime voto astenuto in chat. SPOTO Mario (Segretario Generale) Allora, sono 6 astenuti e 25 favorevoli, 31. SICARI Francesco (Presidente) Sì, con 31 Consiglieri votanti, 6 voti astenuti e 25 voti favorevoli, il Consiglio approva l’emendamento n. 6. |