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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 13 Luglio 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2020-01348
"IL CENTRO STUDI AFRICANI SNOBBATO DALLA GIUNTA E LASCIATO IN MEZZO ALLA STRADA" PRESENTATA IN DATA 17 GIUGNO 2020 - PRIMA FIRMATARIA GRIPPO.
Interventi
GRIPPO Maria Grazia
Presente, Presidente, buongiorno.

GRIPPO Maria Grazia
La ringrazio. Sono un po’ colpita e quasi un pelino offesa, Presidente, perché mi sembra
che siano passati i secoli dall’anno di fondazione del Centro Piemontese di Studi
Africani nelle parole di un Assessore che, in punta di diritto, eh, per l’amore del cielo,
dice che, a canone pieno, il CSA avrebbe potuto andare nella nuova sede. Ma ci
mancherebbe altro, anche io, probabilmente, se mi dilettassi a comperare i biglietti della
lotteria vivrei in una mega villa e non in un semplice appartamento. Le banalità che ho
dovuto sentire e che, francamente, devo dire, non mi aspettavo, mi fanno credere che, sì,
se è vero che da un lato la Città non ha abbandonato la nave, e qui continuo a citare
l’Assessore Giusta, dall’altro 18 mesi per dare una risposta, anche questa qui
imbarazzante che mi dà oggi l’Assessore, sull’opportunità o meno di una riduzione di
canone che consentisse al Centro Studi di occupare un immobile che è di proprietà della
Città di Torino e che, quindi, è soltanto gestito dall’ATC, mi sembra che 18 mesi siano
un tempo che definirei infinito, perché il problema della sede non si è posto nel corso
della pandemia. Nel corso della pandemia, probabilmente, si è posto il problema della
scadenza effettiva del contratto d’affitto che ha messo in ulteriore difficoltà il Centro
Studi, che, peraltro, continua in una sopravvivenza gloriosa, direi, se il CeSPI ha deciso,
mentre altri hanno abbandonato la nave, invece, di diventare socio. Questa del CeSPI,
tra l’altro, visto che parliamo di voler rivedere la storia, è vicenda piuttosto recente. Ma
la transizione a cui fa riferimento l’Assessore nel suo intervento è piuttosto datata e
quindi mi sembra piuttosto datata la necessità da parte del Comune di decidere in che
modo vuole relazionarsi con questa realtà, che viene considerata non soltanto dalla
sottoscritta, ma da numerosi soggetti - alcuni esternamente valevoli come il CeSPI, che
citavo prima -, una realtà che non solo va conservata nelle sue caratteristiche, ma che va
ulteriormente sviluppata. Io, Presidente, di fronte all’idea di ritrovarmi con un
Assessore che mi dice che il 29 di giugno ha ancora proposto due scenari che sono stati
presi in esame dall’Assemblea dei soci dopo che sono state scritte quintalate di lettere
sullo stesso argomento, quintalate di lettere, non posso che alzare le mani e dire che,
probabilmente, c’è stato un errore anche da parte della sottoscritta e da parte delle
Commissioni competenti, da parte del Consiglio Comunale, ad aver un po’ abbassato la
guardia perché quando ci si occupava più frequentemente, nelle Commissioni, del
destino del Centro Studi Africani e delle sue potenzialità, l’atteggiamento
dell’Amministrazione era un pochino meno lassista e un pochino meno orientato a
spiegarci qual è la nuova natura dei rapporti che lega la Città al Centro Studi. Perciò
annuncio, Presidente, che prendo per buono quello che è stato detto. Peraltro, non è
servito un dispositivo con tre domande per capire ancora oggi una prospettiva di
tempistica, cioè proprio una data da segnarsi sul calendario per poi andare a vedere che
cosa è successo. Mi riservo, Presidente, lo annuncio, di riportare la questione in
Commissione, spero con la collaborazione della Presidente Carlevaris, in modo tale che
il Consiglio Comunale, sia la Minoranza, che ho l’onore di rappresentare in questo
momento, sia la Maggioranza, potranno fungere da pungolo nei confronti della
(incomprensibile). La ringrazio.

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