| Interventi |
| GRIPPO Maria Grazia Presente, Presidente, buongiorno. GRIPPO Maria Grazia La ringrazio. Sono un po’ colpita e quasi un pelino offesa, Presidente, perché mi sembra che siano passati i secoli dall’anno di fondazione del Centro Piemontese di Studi Africani nelle parole di un Assessore che, in punta di diritto, eh, per l’amore del cielo, dice che, a canone pieno, il CSA avrebbe potuto andare nella nuova sede. Ma ci mancherebbe altro, anche io, probabilmente, se mi dilettassi a comperare i biglietti della lotteria vivrei in una mega villa e non in un semplice appartamento. Le banalità che ho dovuto sentire e che, francamente, devo dire, non mi aspettavo, mi fanno credere che, sì, se è vero che da un lato la Città non ha abbandonato la nave, e qui continuo a citare l’Assessore Giusta, dall’altro 18 mesi per dare una risposta, anche questa qui imbarazzante che mi dà oggi l’Assessore, sull’opportunità o meno di una riduzione di canone che consentisse al Centro Studi di occupare un immobile che è di proprietà della Città di Torino e che, quindi, è soltanto gestito dall’ATC, mi sembra che 18 mesi siano un tempo che definirei infinito, perché il problema della sede non si è posto nel corso della pandemia. Nel corso della pandemia, probabilmente, si è posto il problema della scadenza effettiva del contratto d’affitto che ha messo in ulteriore difficoltà il Centro Studi, che, peraltro, continua in una sopravvivenza gloriosa, direi, se il CeSPI ha deciso, mentre altri hanno abbandonato la nave, invece, di diventare socio. Questa del CeSPI, tra l’altro, visto che parliamo di voler rivedere la storia, è vicenda piuttosto recente. Ma la transizione a cui fa riferimento l’Assessore nel suo intervento è piuttosto datata e quindi mi sembra piuttosto datata la necessità da parte del Comune di decidere in che modo vuole relazionarsi con questa realtà, che viene considerata non soltanto dalla sottoscritta, ma da numerosi soggetti - alcuni esternamente valevoli come il CeSPI, che citavo prima -, una realtà che non solo va conservata nelle sue caratteristiche, ma che va ulteriormente sviluppata. Io, Presidente, di fronte all’idea di ritrovarmi con un Assessore che mi dice che il 29 di giugno ha ancora proposto due scenari che sono stati presi in esame dall’Assemblea dei soci dopo che sono state scritte quintalate di lettere sullo stesso argomento, quintalate di lettere, non posso che alzare le mani e dire che, probabilmente, c’è stato un errore anche da parte della sottoscritta e da parte delle Commissioni competenti, da parte del Consiglio Comunale, ad aver un po’ abbassato la guardia perché quando ci si occupava più frequentemente, nelle Commissioni, del destino del Centro Studi Africani e delle sue potenzialità, l’atteggiamento dell’Amministrazione era un pochino meno lassista e un pochino meno orientato a spiegarci qual è la nuova natura dei rapporti che lega la Città al Centro Studi. Perciò annuncio, Presidente, che prendo per buono quello che è stato detto. Peraltro, non è servito un dispositivo con tre domande per capire ancora oggi una prospettiva di tempistica, cioè proprio una data da segnarsi sul calendario per poi andare a vedere che cosa è successo. Mi riservo, Presidente, lo annuncio, di riportare la questione in Commissione, spero con la collaborazione della Presidente Carlevaris, in modo tale che il Consiglio Comunale, sia la Minoranza, che ho l’onore di rappresentare in questo momento, sia la Maggioranza, potranno fungere da pungolo nei confronti della (incomprensibile). La ringrazio. |