Città di Torino

Consiglio Comunale

Città di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 13 Luglio 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 28
ORDINE DEL GIORNO 2020-01424
(ODG N. 17/2020) "NO ALL'ANNESSIONE DELLA CISGIORDANIA" PRESENTATA IN DATA 26 GIUGNO 2020 - PRIMA FIRMATARIA SGANGA. [Testo coordinato]
Interventi
ARTESIO Eleonora
Mi sente ora?

ARTESIO Eleonora
Grazie. Dicevo, stiamo attraversando un momento nel quale ciascuno, nelle esperienze
individuali e nell'esperienza di comunità ed i Paesi, ha compreso la reciproca
interdipendenza e quindi credo che ci sentiamo tutti più coinvolti e più responsabili
delle questioni che riguardano anche altre parti del Mondo. Sono per altro
profondamente consapevole del fatto che stiamo parlando di una questione che anche
nel nostro dibattito ha radicalizzato dei posizionamenti e io credo che proprio in
funzione della responsabilità da cui partivo dobbiamo dire ciascuno la propria parte di
valutazione di queste situazioni. Intanto si diceva lasciate adottare i giudizi di politica
estera a chi ne ha la competenza, cioè ai Parlamenti e questo ordine del giorno
ovviamente si rivolge al nostro Parlamento, io voglio però dire che è un ordine del
giorno che nei contenuti ha trovato già delle espressioni importanti di quei livelli
parlamentari penso all’espressione del Parlamento belga, penso all’espressione dei
deputati europei, ma non è sulle relazioni tra Stati che io mi vorrei soffermare, ma è
sulle relazioni tra comunità dei diversi territori e su quello che comporta nella vita di
queste comunità una decisione di annessione, quale quella richiamata e paventa
nell'ordine del giorno e le modalità in termini di conseguenze che potrà produrre. Non lo
dico con le parole di una Consigliera Comunale che potrebbe essere incompetente, lo
dico con le parole di quei numerosissimi docenti di studi ebraici e di numerosissimi
giuristi che hanno evidenziato come le condizioni che deriveranno costituiranno veri e
propri regimi giuridici differenti: uno per gli ebrei, uno per gli arabi. Due diversi regimi
giuridici che non attengono a due diverse modalità statuali per due differenti popoli, ma
tengono, all'interno di una stessa identità statale, a modalità di trattamento diverso per
quello che riguarda l'accesso e le risorse territoriali a cominciare da quelle idriche e a
quello che concernerà un trattamento de jure, di diritto estremamente differenziato, che
oltre ad essere iniquo per chi lo subisce introduce anche una polarizzazione tra
comunità, cioè esattamente quando si rimprovera laddove chi solleva questi temi di
collocarsi in una logica di schieramento e quindi in una logica di conflittualità è invece
la preoccupazione alla base di chi presenta ordini del giorno come questi. Quella della
previsione di annessione della Cisgiordania oltre ad essere un elemento, dal mio punto
di vista criticabili sul piano della politica di una nazione, lo è dal punto di vista del
diritto generale e delle conseguenze relative al clima sociale che altri hanno richiamato
già come elementi di preoccupazione. Credo che questa sensibilità intima, perché
docenti di studi ebraici quindi persone appartenenti profondamente all'evoluzione
storica di quella realtà, ma nello stesso tempo così sensibile e così responsabile e così
rigorosa nel segnalare la violazione di una condizione di diritto primario che è quello
dei diritti umani, debba tutti quanti farci riflettere e debba farci trovare tutti nella
condizione di dover prendere la parola. Hanno preso parola in modo molto più forte e
devo dire esponendosi molto di più di quanto facciamo noi Consiglieri Comunali di una
città con un ordine del giorno a quegli stessi relatori, quegli stessi studiosi che hanno
chiesto di non trovarsi nella posizione, in quanto comunità ebraica, di dichiarare
un'identità culturale distinta da quella di Israele quando vedono Israele praticare le
politiche che noi qui chiediamo e speriamo possano essere sventate e sulle quali
chiediamo un intervento del Governo italiano. Quindi, proprio partendo da un clima che
dovrebbe unirci che è appunto quello del rispetto dei diritti delle persone e della
possibilità di influenzare gli Stati e le politiche e in quella direzione credo che
dovremmo fare tutti lo sforzo di superare i radicamenti delle appartenenze delle proprie
formazioni e comprendere la sostanza profonda e rischiosa di questa situazione, quindi
io voterò a favore dell'ordine del giorno.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)