| Interventi |
| ARTESIO Eleonora Mi sente ora? ARTESIO Eleonora Grazie. Dicevo, stiamo attraversando un momento nel quale ciascuno, nelle esperienze individuali e nell'esperienza di comunità ed i Paesi, ha compreso la reciproca interdipendenza e quindi credo che ci sentiamo tutti più coinvolti e più responsabili delle questioni che riguardano anche altre parti del Mondo. Sono per altro profondamente consapevole del fatto che stiamo parlando di una questione che anche nel nostro dibattito ha radicalizzato dei posizionamenti e io credo che proprio in funzione della responsabilità da cui partivo dobbiamo dire ciascuno la propria parte di valutazione di queste situazioni. Intanto si diceva lasciate adottare i giudizi di politica estera a chi ne ha la competenza, cioè ai Parlamenti e questo ordine del giorno ovviamente si rivolge al nostro Parlamento, io voglio però dire che è un ordine del giorno che nei contenuti ha trovato già delle espressioni importanti di quei livelli parlamentari penso all’espressione del Parlamento belga, penso all’espressione dei deputati europei, ma non è sulle relazioni tra Stati che io mi vorrei soffermare, ma è sulle relazioni tra comunità dei diversi territori e su quello che comporta nella vita di queste comunità una decisione di annessione, quale quella richiamata e paventa nell'ordine del giorno e le modalità in termini di conseguenze che potrà produrre. Non lo dico con le parole di una Consigliera Comunale che potrebbe essere incompetente, lo dico con le parole di quei numerosissimi docenti di studi ebraici e di numerosissimi giuristi che hanno evidenziato come le condizioni che deriveranno costituiranno veri e propri regimi giuridici differenti: uno per gli ebrei, uno per gli arabi. Due diversi regimi giuridici che non attengono a due diverse modalità statuali per due differenti popoli, ma tengono, all'interno di una stessa identità statale, a modalità di trattamento diverso per quello che riguarda l'accesso e le risorse territoriali a cominciare da quelle idriche e a quello che concernerà un trattamento de jure, di diritto estremamente differenziato, che oltre ad essere iniquo per chi lo subisce introduce anche una polarizzazione tra comunità, cioè esattamente quando si rimprovera laddove chi solleva questi temi di collocarsi in una logica di schieramento e quindi in una logica di conflittualità è invece la preoccupazione alla base di chi presenta ordini del giorno come questi. Quella della previsione di annessione della Cisgiordania oltre ad essere un elemento, dal mio punto di vista criticabili sul piano della politica di una nazione, lo è dal punto di vista del diritto generale e delle conseguenze relative al clima sociale che altri hanno richiamato già come elementi di preoccupazione. Credo che questa sensibilità intima, perché docenti di studi ebraici quindi persone appartenenti profondamente all'evoluzione storica di quella realtà, ma nello stesso tempo così sensibile e così responsabile e così rigorosa nel segnalare la violazione di una condizione di diritto primario che è quello dei diritti umani, debba tutti quanti farci riflettere e debba farci trovare tutti nella condizione di dover prendere la parola. Hanno preso parola in modo molto più forte e devo dire esponendosi molto di più di quanto facciamo noi Consiglieri Comunali di una città con un ordine del giorno a quegli stessi relatori, quegli stessi studiosi che hanno chiesto di non trovarsi nella posizione, in quanto comunità ebraica, di dichiarare un'identità culturale distinta da quella di Israele quando vedono Israele praticare le politiche che noi qui chiediamo e speriamo possano essere sventate e sulle quali chiediamo un intervento del Governo italiano. Quindi, proprio partendo da un clima che dovrebbe unirci che è appunto quello del rispetto dei diritti delle persone e della possibilità di influenzare gli Stati e le politiche e in quella direzione credo che dovremmo fare tutti lo sforzo di superare i radicamenti delle appartenenze delle proprie formazioni e comprendere la sostanza profonda e rischiosa di questa situazione, quindi io voterò a favore dell'ordine del giorno. |