| Interventi |
| PIRONTI Marco (Assessore) Buongiorno, Presidente, mi sente? PIRONTI Marco (Assessore) Perfetto. Grazie, buongiorno a tutti. Come da richiesta di comunicazione, provo a riepilogare un po’ l’excursus degli eventi e fare poi una riflessione al fondo. Allora, Ema Stokholma arrivava a Torino al pomeriggio del 24, come da accordi e come da programma; l’abbiamo accolta direttamente, ero io presente direttamente in Mole, e ovviamente l’ho ringraziata personalmente di aver accolto l’invito a far parte del percorso che avevamo definito quest’anno per San Giovanni, e abbiamo anche scherzato perché, purtroppo, negli ultimi giorni non eravamo riusciti a risolvere il problema del collaudo dell’ascensore della Mole, che attualmente è ancora fermo, e quindi ha dovuto percorrere a piedi il tragitto per arrivare sul tempietto dove era prevista la sua postazione, quindi si è scherzato su quello e lei è stata molto disponibile, ovviamente la temperatura non era delle migliori, quindi l’ho ringraziata anche per quello. Dopodiché, era prevista una prima sessione di prove nel primo pomeriggio, ovviamente per motivi di sicurezza, essendo lo spazio limitato, Ema Stokholma è andata su con i tecnici che erano previsti per il DJ set che stavamo allestendo più alcuni tecnici legati alle riprese da esterno con i droni. Al che, durante questa prima sessione di prove è successo quanto avete già letto anche sui giornali, quindi un tecnico, dipendente di una cooperativa che era stata ingaggiata da uno dei fornitori coinvolti nell’allestimento della Mole, ha posto il suo cellulare per riprendere... diciamo alcune parti intime della DJ durante la sua prima performance di prova. Questo è stato subito scoperto direttamente da Ema, che ha subito contattato i tecnici che erano lì e soprattutto uno dei tecnici che era in contatto con la Polizia Municipale all’esterno perché in quella fase si stavano testando le riprese dei droni, quindi tutta l’area era monitorata dalla Polizia Municipale, quindi sono stati subito avvertiti in modo tale che, appena scesi dal tempietto, la Polizia Municipale era già a disposizione all’interno della Mole - ringrazio ancora qui la Polizia Municipale e, in particolare, l’intervento perentorio del Comandante Todesco, che stava coordinando le attività di monitoraggio all’esterno - e quindi prontamente, direttamente già in Mole, è stata fatta la denuncia di questa persona che aveva fatto questo atto assolutamente riprovevole. Mentre Ema è rimasta all’interno della Mole, è stata portata nei camerini per continuare le sue prove e prepararsi per la serata, la persona è stata invece spostata direttamente negli Uffici della Polizia Municipale, indagata a piede libero, è stata fatta tutta l’analisi dell’acquisizione della prova digitale, quindi è stato sequestrato il cellulare e in sua presenza è stata fatta tutta l’acquisizione forense dei dati digitali, come previsto dalla procedura, indagata a piede libero e attivato l’opportuno e necessario fascicolo in Procura. Quindi, oggi la situazione è questa. Volevo però raccontare un po’ l’antefatto, nel senso che, quando abbiamo costruito il nuovo programma di San Giovanni - e speriamo che questo sia anche, in parte, arrivato ai cittadini e a voi Consiglieri -, ogni elemento che ha caratterizzato il contributo di Torino ha avuto una storia, ha avuto un motivo di coinvolgimento, il coinvolgimento di Ema nasce nel momento in cui si era deciso di concludere la serata con un Dj set per, diciamo, anche alleggerire alcuni contenuti del programma che avevamo previsto, ed il coinvolgimento è andato direttamente alla Ema Stokholma perché, come Città, volevamo darle il palcoscenico, il più pregiato della nostra città, nel giorno più particolare della nostra città, e dare un palcoscenico, ad uno stage che normalmente - quello dei DJ - è ad appannaggio maschile, ad una donna; ma in realtà nel momento in cui avevamo scelto di identificare una donna che potesse gestire il DJ set che avevamo previsto, delle varie opzioni..., cioè ci hanno raccontato la storia di Ema Stokholma che, al di là di essere una DJ con una certa rilevanza anche mediatica, ha una storia particolare, una storia di violenze familiari quando lei e suo fratello hanno subito delle violenze particolari e continuate durante la loro infanzia. Lei lo ha raccontato in un libro che ha pubblicato da poco, chiamato “Per il mio bene”, che ho voluto personalmente leggere, sono 190 pagine abbastanza crude, secche e prima di coinvolgerla ho personalmente letto la sua storia e il suo coinvolgimento nasceva proprio da questo, dal raccontare che, anche se sei vittima di violenze, in particolare nell’età più bella, quella che dovrebbe essere l’età più bella, quella dell’infanzia e della giovinezza, hai subito tuo malgrado queste violenze, in particolare se sei una donna e sappiamo quanto è più complicato essere donna in queste condizioni, nonostante questo, se c’è forza, se c’è determinazione puoi raggiungere certi obiettivi e magari poterti mostrare, ripeto, nel giorno più bello della nostra città, nel luogo simbolo della nostra città. Quindi, il suo coinvolgimento nasceva da questo e quest’occasione ovviamente... dovendo e richiedendo una condanna univoca da parte di tutti, prontamente nella stessa giornata. Considerate che la serata si è conclusa e personalmente l’abbiamo ancora salutata e ringraziata alla conclusione della sua performance; il giorno dopo ha ritenuto opportuno…, anche per condividere quanto era successo, ma soprattutto per dare un messaggio a chi come lei si trova in diverse condizioni in famiglia, al lavoro o altre situazioni a dover subire questo tipo di violenza - perché di violenza si parla - ed è l’invito a denunciare quello che, ovviamente, come Città, non abbiamo messo minimamente in discussione, anzi abbiamo fatto in modo che questo avvenisse prontamente e che la Città fosse presente anche su questo aspetto. Lo stesso giorno la Sindaca, in prima persona, ha manifestato la propria vicinanza, la vicinanza di tutta la Città, a lei e a tutto ciò che lei in quel momento stava rappresentando ed è per questo che, nonostante le premesse, insomma quelle che abbiamo raccontato, quindi che fosse simbolo di una rivalsa e di una ripresa di chi ha vissuto, in momenti particolari della propria vita, queste violenze, nonostante questo succeda, succeda come in tutti i luoghi di lavoro e non solo, vi ripeto, la risposta, sia durante, che successivamente, della Città è stata ovviamente di profonda condanna, ma soprattutto abbiamo cercato di dare il supporto anche, diciamo, giuridico a quanto fosse successo. Grazie, Presidente. |