| Interventi |
| MENSIO Federico Ma io sarò molto molto più breve nel senso che ricordo solo che se SMAT fosse in effetti tutta pubblica, in realtà la possiamo considerare una società in house, non avrebbe neanche una quota di un’altra società privata che è la CIDIU S.p.A. mentre a oggi mi risulta che ancora il 10% circa sia in mano alla CIDIU S.p.A. che qualcuno mi dirà è pubblica, ma di nuovo in CIDIU S.p.A. ci sono partecipazioni di una società privata che è AMIAT che mi diranno che è pubblica, ma ricordo che AMIAT è partecipata con l’80% da IREN S.p.A. che è pubblica mi ricorderanno, quindi questo gioco continue scatole cinesi io continuo a non comprenderlo. Io considero una società pubblica quando l’intero capitale è in mano pubblica se no parliamo di società in house e mi sta anche bene, ma questa non è la fattispecie di AMIAT, scusate di SMAT. Detto ciò, io condivido assolutamente il pensiero della prima firmataria Albano, non si deve, come dire, confondere quello che è una gestione da quello che è una società di capitali piuttosto che una società pubblica, sono due cose diverse, sappiamo che la narrazione costante di qualcuno è: “Ah, ma non, appunto, la società va bene così com’è perché è gestita bene”, nulla vieta che la società continui ad essere gestita in modo efficace e efficiente come ci si augurerebbe da tutte le società pubbliche, non cito Alitalia per non dire altro, anzi la cito per non dire appunto altre società che negli anni sono state pubbliche a tutti gli effetti e ne abbiamo visto i risultati, purtroppo io ritengo che la società pubblica debba essere gestita bene come una società privata, SMAT sicuramente non ha lavorato male, io questo non l’ho mai detto, tuttavia ritengo che l’idea che non si debba fare rimunerazione sull’acqua, io lo sostengo e credo che lo sosteniamo tutti noi del Gruppo Movimento 5 Stelle. Grazie. |