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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 25 Maggio 2020 ore 13,00
Paragrafo n. 21
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2020-01099
RINEGOZIAZIONE MUTUI CON LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI E SOSPENSIONE DELLA QUOTA CAPITALE DEI MUTUI MEF. DEBITO RESIDUO RISPETTIVAMENTE DI EURO 114.025.440,62 ED EURO 6.942.789,67.
Interventi
NAPOLI Osvaldo
Grazie, Presidente. Devo essere estremamente sincero, come ormai mi conoscete. Sotto
un certo aspetto un dibattito surreale, nel senso che ne avevo fatto io 15 giorni fa in
Consiglio Comunale, ricordando come i Comuni siano stati martoriati negli ultimi 20
anni, 25 da Governi di centrodestra, di centrosinistra, chiamateli come volete, in tutti i
casi sono stati martoriati completamente, tanto da essere arrivati al fondo di un tunnel
bloccato. Allora, vede, io, per quanto riguarda il discorso della rinegoziazione dei mutui
sono altrettanto sincero, chi è senza peccato scagli la prima pietra, non c’è Sindaco in
Italia che non l’abbia fatto, quindi è più che naturale che qualsiasi tipo di
Amministrazione, anche qua, destra o sinistra che sia, chiamatela come volete, anche
perché a mio giudizio non esiste più la destra e nemmeno più la sinistra. Cioè, esiste, ma
sarebbe troppo difficile andarlo a raccontare. Quindi dico: chi...scagli la prima pietra.
Quindi sulla rinegoziazione dei mutui ci sta. Devo fare una correzione e mi permetto di
farla io che onestamente il debito era stato diminuito da Fassino. Ricordatevi, lo dico al
Sindaco Appendino, sicuramente, che potrà confermarlo, quel debito era stato diminuito
durante l’Amministrazione di Fassino, ma al di là di questo è ovvio che la situazione
internazionale, nazionale e politica ha fatto sì che i debiti aumentassero, e ripeto, ci sta.
Quindi, io sulla rinegoziazione dei mutui, ripeto, io da Sindaco l’ho fatto, ma l’hanno
fatto tutti e quindi non ci trovo nulla di scandalizzante per quanto riguarda questo tipo di
discorso. Ripeto, però, correggo, solidarietà. Guarda, lo dico ai colleghi che sono
intervenuti. Qualsiasi delibera che dice che i Comuni sono martoriati, che sono
tartassati, che sono, come dire, prosciugati, è da votare, è da votare perché è la verità.
Che ci siano i 5 Stelle, che ci sia il PD, che ci sia Forza Italia, che ci sia la Lega,
chiamatela come volete, qualsiasi solidarietà nei confronti di qualsiasi Governo che ha
tagliato miliardi a non finire è da votare, per questo motivo, perché non è giusto quello
che è avvenuto in tutti questi anni, che ha costretto i Comuni a fare i salti mortali e
costringerà ancora di più. Io credo, e finisco, Presidente. Credo di dire anche un’altra
cosa. Ho detto una cosa che credo che sia già importante dire che chi è senza peccato,
scagli la prima pietra sui mutui, e mi pare di essere stato estremamente controcorrente
rispetto ad alcuni interventi avvenuti. Per quanto riguarda la Metro, però - lo dico ai
colleghi dei 5 Stelle -, quando voi dite: “Nessun project financing, nella maniera più
assoluta, piuttosto facciamo i mutui, facciamo questo”, io vi faccio una domanda,
ragionateci un attimo, lo mando come consiglio: arriveremo a settembre, a ottobre o a
novembre in cui avremo una crisi economica di quelle tremende, perché non
arriveranno più soldi dall’Europa, non avremo più le risorse per poterle dare a questo, a
questo e a quest’altro. Le bollette di pagamento incominceranno ad arrivare, al di là che
la proposta di Ruffini ieri sulla stampa, e da me condivisa totalmente, ma è un discorso
a parte, perché abbiamo miliardi che non sono più esigibili, perché sono morti, perché
sono falliti, perché sono queste, e continuiamo a tenerli a ruolo, mentre a breve avremo
100 miliardi che si potrebbero prendere immediatamente, ma non lo facciamo, perché se
no parte il concetto: “Ah, diventa un condono”. No! Non è un condono, perché uno che
è morto, uno che è fallito e il resto, e vai ancora a chiedere soldi e fai lavorare il
personale su delle cose che non esistono più? Mentre io preferisco andare a prendere i
100 miliardi, che posso andarli a prendere. Allora, intendo dire, sulla Metro - lo dico al
Sindaco e lo dico a tutti i Consiglieri - attenzione, arriveremo ad una crisi, secondo me,
e spero di no, sia chiaro, ad una crisi tremenda, che non darò colpa a quel Governo, a
quell’altro Governo o meno, sarà una crisi che arriverà automaticamente. Dove però
probabilmente ci saranno i soldi per poter finanziare Cassa Depositi e Prestiti, questo e
quest’altro, corriamo il rischio che non ci siano più questi soldi. Allora io mando un
messaggio costruttivo, come voi mi conoscete: attenzione a dire di no al project
financing, fate attenzione, perché correte il rischio che poi non avrete più i soldi... non
avremo più i soldi per andare avanti nei lavori, oltre quei soldi che ci sono già adesso,
800 milioni o 600, quelli che ci sono. Ed è un consiglio che do in prospettiva, perché il
buon amministratore non vive di quello che c’è oggi, ma vive di quello che è il futuro,
deve saper amministrare quello che avviene tra cinque anni, e io dico che, parlo già di
quello che avviene tra 6 mesi, tra 8 mesi. Quindi, questo messaggio lo voglio mandare
in maniera, ripeto, costruttiva. Poi, mi auguro, l’ANCI ha fatto un grande lavoro, è
innegabile. Il Sindaco ha detto bene in quella dichiarazione che ha fatto, però allora
dobbiamo avere la forza, come Comuni - non il Comune di Torino in sé, il Comune di
Torino certamente ha un potere molto più forte, insieme ad altri Comuni grandi di area
metropolitana -, di convincere il Governo, al di là che in questo momento il Governo è
uno o l’altro, ma di convincere il Governo che i Comuni non ce la fanno più. Non ce la
fa più il Comune di mille abitanti, come non ce la fa più il Comune di 3 milioni di
abitanti. Poi potremmo andare avanti, il Comune di mille abitanti che ha le stesse leggi
di un Comune di un milione di abitanti, è un esempio anche questo, però sarebbe troppo
lungo a parlarne. Allora io, per quanto riguarda i mutui, ho detto prima che sicuramente
sono convinto perché lo hanno fatto tutti; per quanto riguarda, invece, il discorso della
Metro e dei finanziamenti attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, ho profonde
perplessità, con la paura che questi soldi non ci saranno più. Grazie, Presidente.

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