| Interventi |
| TRESSO Francesco Sì, grazie. Grazie, Presidente. Io apprezzo dell’atto che ha proposto il collega Petrarulo il fatto che si rifocalizza l’attenzione su una questione che, a parere mio, è fondamentale, cioè il fatto che, causa una cattiva visione che ha penalizzato la possibilità di avere delle strutture dedicate alle malattie infettive, probabilmente perché si pensava che fenomeni come quello che stiamo vivendo non ci riguardassero da vicino. Per carità, una pandemia non è certo un fenomeno facilmente prevedibile, però sicuramente le strutture isolate, dedicate, quindi, a trattare compiutamente delle forme infettive, non erano viste come delle strutture su cui andare a puntare, anche per situazioni che magari non erano attuali, ma potevano poi accadere in futuro. In questo senso credo che la maggiore difficoltà che si è attraversata, quindi, nella gestione, a livello regionale, e che sicuramente ha comportato anche una responsabilità poi nell’evoluzione del fenomeno, che ha visto la Regione in cui viviamo essere pesantemente colpita, non per nulla siamo la seconda Regione in termini di contagi e, ahimè, ancora di crescita, è stata quella di dovere avere dei luoghi promiscui e quindi non poter differenziare sufficientemente i percorsi ed i trattamenti, questo, peraltro anche a scapito di tutta quella che è la normale attività ospedaliera, e quindi la necessità di avere, invece dei luoghi che siano preposti a questo. Ciò detto, è chiaro che voler indicare che questa struttura, quella del Maria Adelaide abbia tutti i requisiti che devono essere richiesti per identificare questa come una struttura Covid-19, così dice l’“impegna” della mozione che oggi stiamo discutendo, è chiaro che dovrebbe rientrare in un panel valutativo un pochino più ampio. Cioè, la Regione dovrebbe farsi carico di dire, a fronte di un’esigenza che ritengo necessaria - questo è lo spunto che noi possiamo dare - individuo quali sono, tra una scelta di possibili soluzioni, quelle che ottimizzano i costi di investimento, la preesistenza di requisiti necessari, sotto il profilo strutturale, sotto il profilo gestionale, sotto il profilo proprio anche, appunto, del poter mantenere all’interno delle funzioni sotto il profilo, diciamo, della recezione, dell’utilizzo e della dislocazione proprio anche degli spazi interni. Per cui, voglio dire, sicuramente è vero che questa è una struttura che è stata ancora recentemente utilizzata, quindi presumibilmente ha una serie di requisiti. Io francamente poi non ho elementi per dire se ne abbia completi sotto quelli che ultimamente sono stati ancora rivisti come necessità di aderire ad un certo tipo di specifiche. Detto questo, mi sembra che, in ogni caso, questo fa anche parte, se vogliamo di una declinazione che già io avevo individuato nell’atto che avevo proposto, cioè l’atto di indirizzo, all’Ordine del Giorno, che chiedeva alla regione di definire alcuni punti che ritenevamo indispensabili, tra cui quello di individuare strutture idonee a poter trattare separatamente i casi di Covid. Quindi, in questo senso mi sembra che sia (incomprensibile) per quanto riguarda il fatto di rimarcare quest’aspetto. Insisto, praticamente la struttura del Maria Adelaide, che presumibilmente ha delle sue caratteristiche, andrebbe, però inquadrata in una possibile valutazione, che dovrebbe essere fatta in tempi anche piuttosto rapidi, di quali siano, identificare quale sia il numero di posti che si vogliono dedicare e quali siano le soluzioni perseguibili proprio per valutare un tipo di investimento in funzione dell’ottimizzazione delle risorse. Detto questo, mi sembra che la necessità, come ribadivo, di rimarcare quello che è stato probabilmente negli anni un difetto di visione, che invece richiede la necessità di mettere in campo delle risorse ed anche delle soluzioni straordinarie, lo trovo un elemento condivisibile, insomma. Quindi, sotto questo profilo, sono d’accordo sulla mozione che oggi il collega Petrarulo ha presentato. Grazie. |