| Interventi |
| PETRARULO Raffaele Grazie, Presidente. Grazie, Assessore Unia. Anche io l’ho sentita, diciamo, a sbalzi, però questa interpellanza non può essere presa a sbalzi e non può essere delegata a terzi. È un’interpellanza che nasce l’11 marzo 2020, dove erano mancanti, non poche, le mascherine dappertutto. Noi pensiamo ad una cosa, solo per fare un esempio: ma questa pandemia parte già dal 21 in Lombardia, dal 21 febbraio, parte prima e quindi che qualcuno non si occupi a tutti i livelli, quindi non c’è qui un’accusa a qualcuno, che non si preoccupi di andare a reperire sul mercato o ad andare a vedere quali sono le aziende che le stanno producendo, io penso che questa sia veramente una cosa che farà pensare e farà discutere molto, anche perché queste mascherine... non sono tanto le mascherine di Carnevale, che erano in quel periodo e servivano per farsi belli, erano mascherine che dovevano essere distribuite (incomprensibile) le sue competenze, naturalmente ai sanitari, ai medici, agli infermieri in primis, alle Forze dell’Ordine, abbiamo visto cosa è successo e quanti purtroppo non sono più a raccontarlo, ma su questo ci sarà la Magistratura che poi dovrà indagare obbligatoriamente per capire cosa è successo veramente. Io mi rimetto invece alle cose del Sindaco di Torino, perché è vero quello che dice Unia, che le mascherine sono delle opportunità che si possono usare, non sono sicure, fino a che punto, e tocca alla Regione, tocca a quello e tocca all’altro, però attenzione ad una cosa: così come ha detto oggi e ultimamente Cirio, dove ci raccomanda le mascherine. Se voi vi ricordate, io raccomandavo il 24 febbraio di non usare i mezzi pubblici perché erano oggetto di contagio; dopo un mese i mezzi pubblici naturalmente furono poi dopo... chiusa la porta anteriore, messe le mascherine agli autisti e fatto tutto quello che era inerente, oggi sono mezzi vuoti e quello che sia. Allora, siamo di nuovo partiti dopo e siamo di nuovo oggi qua a raccontare se servono o non servono. Non faccio il medico, ma sicuramente le mascherine sono quelle che possono evitare i contagi, lo dice l’OMS, lo dice il Ministero della Salute, eccetto quelli che sono in ambito ospedaliero. Mi domando e chiedo perché non ci sia - e lo farò con una richiesta ufficiale - il Sindaco di Torino, che anche le grandi Città, così come ha fatto il Sindaco di altre cittadine piemontesi, il Sindaco di Trino, il Sindaco di Virle, il Sindaco di altri paesi, ma anche leggevo il Sindaco di Forte dei Marmi, ad esempio, io non riesco a capire perché diamo sempre la colpa agli altri, ha firmato un’ordinanza che vieta di entrare negli esercizi commerciali e in luoghi pubblici al chiuso senza indossare le mascherine protettive, non solo quello che dice Cirio di farlo ai commercianti e a coloro che vendono, ma a coloro che entrano all’interno di questi, a coloro che entrano nei supermercati, a coloro che entrano all’interno dei mezzi pubblici, a coloro che entrano negli uffici pubblici, a coloro che sono vicino ad altre persone. Però attenzione: le mascherine devono essere anche reperibili, non devono avere quei costi esosi, così come sono stati beccati oggi, e la Guardia di Finanza deve indagare dove vengono vendute, a che prezzi e quale funzionalità hanno, perché questo non è vendita, questo è il pane a 2 euro come se venisse venduto a 10 euro, che si vada a controllare, che si prendano le fatture e si controllino. Pensate che il Sindaco di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, ha firmato un’ordinanza che prevede che a partire da sabato 4 aprile... di distribuire gratuitamente ai residenti le mascherine tramite naturalmente le associazioni, la Croce Verde, la Misericordia che le potrà distribuire. Forte dei Marmi non è grande come Torino, ma non è neanche piccola come un Comune di 10.000 abitanti. Poi, naturalmente, pensate questo: le mascherine potranno essere ritirate presso le farmacie comunali gratuitamente dai residenti, al costo di 0,50 Euro per i non residenti e gratuitamente per i residenti; allora io mi domando e chiedo e chiederò alla Sindaca Appendino con un documento ufficiale: bisogna darle gratuitamente, coi tempi giusti e obbligare non a portarle per strada, dove uno viaggia da solo, ma che siano obbligatorie nei luoghi pubblici, sul metrò, sui tram, all’interno degli esercizi commerciali, dei supermercati, in tutti quei posti dove ci possa essere un contagio, perché il virus ha una maggiore virulenza dove c’è una grande congestione di persone. Quindi non ci andiamo a nascondere oggi, e lo dirò anche al Presidente della Regione Cirio: non puoi dire “raccomandare”, perché se raccomanda vuol dire che c’è un pericolo, se no uno non raccomanda niente; quindi, faccia anche il suo mestiere, prenda anche lei le mascherine e le distribuisca a tutti i Sindaci della Regione Piemonte, perché se no qui facciamo il gioco delle tre carte, un Comune lo fa, Trino Vercellese, lo fa un altro Comune che è Virle, che sono piccoli, Torino non lo fa, ma la gente è uguale per tutti, il virus non conosce se va a Virle, a Trino o a Torino, chi lo prende in mezzo al pubblico lo prende a Torino, chi entra nel supermercato di Virle o di Trino entra anche a Torino, quindi questo non si può più delegare ad altri, occorre che prendiamo in mano la situazione. Il Sindaco, se non avrà l’ordinanza della Regione, che darà gratuitamente o con prezzi calmierati a tutti i Comuni della Regione Piemonte, sia lei a fare l’ordinanza comunale, ma naturalmente con dei tempi. Dove reperire le mascherine? Non sono io che le vendo, ci sarà qualcuno. In tempi di guerra c’era l’obbligo... PETRARULO Raffaele Concludo, in tempi di guerra c’era l’obbligo, per le industrie che si riconvertivano, di fare mascherine, di fare tutto quello che era inerente alla popolazione. Se dicono che è una guerra quella con il virus, cominciamo a farla veramente, non facendola sempre rimandare a uno o all’altro. Quindi chiudo e ringrazio chiedendo l’approfondimento in Commissione; così come è di prassi, lo scriverò, perché qui voglio capire come vengono vendute, chi è che le ha fatte e perché non è stata fatta l’ordinanza. Grazie, Presidente, ci sentiamo molto presto su questo. |