| Interventi |
| LO RUSSO Stefano Grazie, Presidente. Noi abbiamo già avuto modo di annunciare, diciamo così, di commentare questa deliberazione nella sede della Commissione, che è stata convocata e che poi ha licenziato per l’Aula questa variazione, relativamente ad alcune perplessità che abbiamo sollevato, e continuiamo ad avere onestamente, rispetto alla modalità con cui la Città ha valutato di gestire questi 4.600.000 euro che il Governo ha stanziato ovviamente per la quota parte della Città di Torino per i cosiddetti “buoni spesa”. Ci siamo permessi di eccepire alcune, ribadisco, perplessità relativamente alla modalità che è stata quella di appaltare la gestione di questi buoni ad una società privata attraverso un affidamento diretto senza gara, peraltro assolutamente prevista questa procedura dall’ordinanza del Dipartimento di Protezione Civile, a un soggetto che appunto era il soggetto che è stato individuato, ribadisco, senza alcuna procedura a evidenza pubblica e che di fatto è il gestore del ticket del Comune di Torino. Perché ci siamo, come dire, un pochino... siamo rimasti perplessi? Perché questo soggetto che ovviamente si troverà a gestire questa partita applicherà…, è pur vero che non applicherà prelievi al Comune di Torino, ma li applicherà ai commercianti nella misura del 5%, cioè il commerciante che dovrà ricevere il buono spesa dovrà in qualche modo riconoscere al soggetto privato il 5% del controvalore. Ora, è pur vero che questa modalità è stata in qualche modo… (incomprensibile) …e, ulteriore dettaglio, è che ovviamente questa modalità esclude a priori tutti i commercianti e le catene che non sono consorziati o convenzionati con questo specifico gestore privato e a questo punto per accogliere i buoni spesa dei torinesi indigenti o che sono in qualche modo in difficoltà, e che quindi l’hanno legittimamente richiesto ed eventualmente ottenuto, dovranno convenzionarsi in un rapporto tra privati che in qualche modo sfugge anche un po’ al controllo del Comune di Torino. È pur vero che questa modalità è stata scelta autonomamente anche da altri grandi città e da altre città, ma è pur vero che molti altri Comuni hanno fatto diversamente, cioè hanno valutato di, in qualche modo, gestire in proprio l’erogazione dei buoni spesa, non riconoscere a un privato alcun aggio di fatto anche se indirettamente - ribadisco, in questo caso non è il Comune che glielo riconosce ma è il commerciante che glielo riconosce - e di fatto erogando stampandoli, o attraverso strumenti elettronici, i buoni ai cittadini. Abbiamo ritenuto che quindi in qualche modo questo fosse un elemento, diciamo così, di criticità sulla modalità attuativa che la Città di Torino ha scelto di adottare per questa ragione. Speriamo che ovviamente i criteri di ammissibilità al buono spesa che oggi, che questa mattina la Giunta Comunale ha deliberato siano effettivamente efficaci ed efficienti nel raggiungere le vere sacche di bisogno, speriamo ovviamente che i controlli siano adeguati e soprattutto che non vi siano abusi, anche perché è del tutto evidente che anche qui la modalità scelta di aprire il sito internet alle 10.00 e aprire il call center in parallelo ha immediatamente esaurito la capienza di questa provvigione finanziaria. Abbiamo preso atto con favore anche dell’apertura del conto corrente del Comune che dovrà continuare ad alimentare questo fondo, ma continuiamo ad essere perplessi sulle modalità con cui questa cosa è stata fatta. C’è un tema che però, voglio dire, ci teniamo anche in qualche modo a rilanciare e a proporre, quindi proviamo a fare noi una proposta, la facciamo direttamente alla Sindaca in questa sede: sicuramente sono state attivate tante modalità di gestione delle derrate alimentari, sappiamo che ci sono dei centri di raccolta, sappiamo che c’è in qualche modo una rete del terzo settore che sta lavorando, ma di fatto ad oggi questa modalità di gestione della spesa solidale, più nota forse come “spesa sospesa”, è lasciata un pochino alla sensibilità del singolo gestore del negozio o della singola catena della grande distribuzione organizzata, cioè manca una regia comunale che fondamentalmente provi a mettere a sistema questo tipo di modalità, di solidarietà fattiva e attiva dei torinesi che come sempre, sappiamo bene…, ricordiamo a tutti il grande successo delle giornate della colletta alimentare che sostanzialmente in questa città hanno sempre avuto grandissimo successo; diciamo così, manca un po’ di regia pubblica. Allora, ci permettiamo di darle un suggerimento, Sindaca Appendino: provi a convocare lei i gestori della grande distribuzione organizzata, tutta, quelli che già svolgono questa attività di, diciamo così, “spesa solidale” e che quindi già raccolgono derrate alimentari presso i loro punti vendita e i clienti vogliono lasciare, comprano loro e lasciano per le persone più in difficoltà, ma anche quelli che questa modalità non la stanno attuando e non sono pochi - questi secondi -, li provi a convocare, provi a convocare anche le organizzazioni di categoria del commercio che sostanzialmente rappresentano comunque quella fetta di commercianti che è più in difficoltà perché ovviamente subisce oltre che le ordinanze della Prefettura e del Governo, che non sempre hanno quel profilo di razionalità, va detto con franchezza, relativamente alla natura merceologica del bene venduto… per cui diciamo così, che oggi abbiamo le pasticcerie chiuse, abbiamo i prodotti di pasticceria nei supermercati, oggi possiamo comprare un pollo crudo in macelleria, ma non possiamo comprarlo cotto in rosticceria. Quindi, diciamo così, che forse non tutto sta funzionando come deve e purtroppo la categoria dei piccoli commercianti alimentari è quella che più di altre sta patendo questo tipo di situazione, però siamo convinti che attivando un tavolo e coinvolgendo le categorie dei commercianti, potrebbe essere lei, Sindaca Appendino, ad organizzare, a far organizzare dalla rete solidale, dal banco alimentare, dall’organizzazione del suo settore, che in qualche modo si occupano di questa cosa, una “spesa solidale” della città di Torino; cioè in qualche modo che ci sia la possibilità, per, ovviamente, chi decide di aderire su base volontaria e non quindi in qualche modo random, chi sì e chi no, di poter consentire ai torinesi di utilizzare questa modalità. Siamo convinti che attivando la Protezione Civile e attivando le reti del volontariato che già si occupano di queste cose, e ovviamente raccordandosi coi gestori della grande distribuzione organizzata, e verosimilmente hanno anche magari piacere di fare questo tipo di iniziative, siamo certi che potrebbe avere un qual grado di successo. Così come facciamo il +1, Sindaca Appendino, siamo anche convinti che se lo facesse lei, Sindaca, i gestori della grande distribuzione organizzata potrebbero in questa forma magari anche dare un loro contributo aziendale a chi…, a fattore moltiplicativo, il 10%, il 7%, il 15%, poi ciascuno si regolerà, rispetto a quell’elemento che la generosità dei torinesi vorrà portare. Allora, dei buoni abbiamo detto, non siamo convintissimi della scelta che avete fatto, continuiamo a non esserlo, i buoni però sono terminati e noi dobbiamo giustamente far fronte ad una situazione che si protrarrà per un certo periodo di tempo; allora, con umiltà e con, come dire, la correttezza che ci viene di norma riconosciuta, ci permettiamo di rivolgerle questa proposta: provi a convocare - e concludo - domani, o quando sarà, un tavolo con tutto il mondo del commercio, grande distribuzione organizzata e organizzazione dei commercianti, provi a lanciare l’ipotesi di fare una giornata della colletta alimentare permanente o semipermanente, tre volte a settimana, quattro volte a settimana, vedrà che i torinesi potranno rispondere in maniera fattiva e forse, come dire, andremo anche a limitare alcuni effetti distorsivi di quel meccanismo che in qualche modo si è andato ad inserire anche in una polemica che oggettivamente non è piaciuta a nessuno. Tutto ciò premesso, nel merito specifico della deliberazione, e poi vedremo anche qui come andrà il dibattito, l’orientamento del Gruppo del Partito Democratico è comunque quello di votare favorevolmente. LO RUSSO Stefano Grazie, Presidente. Deduco dagli interventi degli esponenti della Maggioranza, che nell’intervento di merito non sono stato sufficientemente chiaro. Noi continuiamo ad essere perplessi sulla modalità seguita e continuiamo ad essere perplessi sulla modalità seguita per quello che riguarda l’erogazione dei buoni, per il principio dell’assenza di verifica di alternative concrete, perlomeno sulla base di quello che ci è stato raccontato. Ora, non ce ne voglia, Assessore Pironti, lei per la prima volta fa il suo debutto in un argomento complicato e sappiamo benissimo, come dire, che amministrare è una cosa complicata e siamo certi che lei l’ha fatto con la migliore delle intenzioni possibili, tuttavia continuiamo a ritenere che forse qualche problema relativo alla gestione di questa modalità di convenzionamento con quest’operatore privato si porrà per i piccoli commercianti. Ben venga se, anche a valle di alcune nostre sollecitazioni, l’operatore privato è passato dal “5” a “un massimo 5”, guardi, aggiungiamo che, se poi va a zero, noi siamo ancora più contenti e gli daremo un prestigioso riconoscimento in Sala Rossa e saremo i primi, sostanzialmente, a darglielo. Nelle more di questa questione, la verità di fatto è quella che legittimamente, nessuno lo nega e abbiamo certamente capito le sue ragioni, quest’operatore prenderà, mal contati, 150.000/180.000 euro dai commercianti torinesi, questo è un fatto. Poi tutto vero, si poteva fare diversamente. Non è vero che hanno fatto tutti così, Assessore Pironti, è vero che altri hanno fatto così. Sicuramente negli 8.000 Comuni c’è anche chi ha fatto peggio, non è che stiamo dicendo che Torino si è mossa peggio di altri Comuni. Noi, se ci è ancora consentito, avremmo preferito, magari, uscire un giorno dopo, ma evitare di far pagare ai commercianti torinesi, soprattutto a quelli piccoli, questo obolo che onestamente, forse con un altro meccanismo si poteva evitare. Anche perché, ed è interessante il dato che lei ha dato, solo 20 su 15.000 o 20 su 2.700, non ho ben capito, comunque solo 20 cittadini si sono recati fisicamente alla stampa del buono cartaceo, allora forse la telematica avrebbe potuto aiutarci anche relativamente a quei fenomeni che sostanzialmente lei giustamente paventava come esigenza imprescindibile, che erano quelli di essere certi della mancata contraffazione del buono, piuttosto che altri tipi di frodi e che sicuramente siamo certi che, anche stante la sua personale competenza, che certamente le è riconosciuta… (incomprensibile) …in tutta la città, avrebbe certamente potuto, con un coinvolgimento fattivo del CSI, nell’ambito della convenzione esistente, senza quindi dovere per forza di cose riconoscere un onere economico, valutare. Quindi, noi non sappiamo valutare se quest’accelerazione frontale che c’è stata, perché bisognava arrivare primi, lo ha detto lei, che bisognava assolutamente arrivare primi, il gioco valga la candela, se poi alla fine della fiera le criticità che abbiamo sollevato sono in qualche modo, erano emendabili. Certamente, invece questo lo dico in dichiarazione di voto, non abbiamo affatto gradito, questo con grande franchezza lo dico, il fatto che la Sindaca Appendino abbia pubblicizzato le modalità di erogazione del buono sponsorizzando il suo sito personale e non il sito del Comune di Torino. Questo gesto noi non l’abbiamo affatto apprezzato, lo riteniamo un gesto poco elegante, tendenzialmente, nel senso che la Sindaca Appendino è il Sindaco della Città di Torino, ha tempo e modo di sponsorizzare il sito Chiaraappendino.it, senza, come dire, indurre il cittadino nel dover andare sul suo sito internet personale per scoprire come fare. Condividiamo le preoccupazioni della collega Artesio, perché è evidente che questa modalità molto tecnologica molto probabilmente ha escluso una fetta, che non è detto che sia così bassa, di popolazione e siamo assolutamente certi che anche questa modalità di fare, come dire, possa ... Prenda tutto quello che le stiamo dicendo, lo butti pure nel cestino e noi siamo... Però ogni tanto qualche dubbio se ve lo fate venire, perché avete sempre queste granitiche certezze che onestamente non sappiamo neanche bene dove le troviate. Tutto ciò premesso, non vorrei smentirmi rispetto a quello che ho detto prima, noi il provvedimento lo votiamo lo stesso, perché qui si tratta comunque di incamerare le risorse che ha dato il Governo per i buoni pasto, rimandiamo la proposta che abbiamo fatto in sede di dibattito all’avvio della colletta alimentare, della spesa solidale. Siamo convinti che qui la regia pubblica…, ecco, eviterei di appaltarla ad un privato, tanto per essere molto chiari, la farei come Comune di Torino e crediamo che potrebbe essere una cosa che potrebbe anche ricevere il consenso di tanta parte di quei commercianti a cui dobbiamo iniziare a pensare per il dopo… (incomprensibile). Tutto ciò premesso, sperando ovviamente che la generosità dei torinesi non cessi e che continui a supportare questa rete importante del terzo settore, che permette alla nostra Città di andare avanti in maniera assolutamente sinergica tra Comune e realtà del terzo settore, il Gruppo del Partito Democratico voterà favorevolmente al provvedimento. |