| Interventi |
| TRESSO Francesco Grazie, Presidente. Io vorrei un pochino uscire dalla logica di dire se siamo contenti o meno di chi ci stia governando. Chi ci sta governando l’hanno scelto i cittadini e saranno poi chiamati di nuovo a dare il loro voto anche e soprattutto, credo, a valle di quest’esperienza, per giudicare come è stata fronteggiata l’emergenza. Però mi sembra che non stiamo dando proprio un grande esempio di capacità di reazione e di resilienza di una Città che cerca di mettersi di fronte a dei problemi, capire i problemi della gente e magari superare, una volta, facendo tutti - inizio a dirlo a me per primo - un passo indietro nella polemica politica in una situazione come questa. Io non dico che la politica debba essere azzerata e che gli schieramenti non possano mantenere delle loro fazioni, delle loro partigianità, però mi sembra davvero un po’ riduttivo continuare a ribadire: “Allora il gioco è quello di sparare ad alzo zero” e: “Allora però meno male che invece qualcosa ci avete lasciato”. Insomma, in questo momento cerchiamo di concentrarci sui contenuti. Io credo ci sia anche - e sia questo - il momento di azioni di un po’ di coraggio. Io non ho attaccato la Sindaca e la Vicesindaca su come si stia gestendo l’emergenza, posso avere delle riserve, (incomprensibile), ma non mi interessa adesso, anzi, credo che in questo momento sia fondamentale riuscire a dire, penso dando ognuno dei suggerimenti, io ho cercato di darne anche su alcune iniziative che ritengo utili, perché lo ritengo davvero, e cerchiamo di fare fronte comune, perché in questo momento è fondamentale riuscire ad uscire e dare una prospettiva. È proprio il concetto di questo dare una prospettiva che però, come dicevo nell’intervento precedente, a seguito delle comunicazioni, è fondamentale. Cioè, dobbiamo comunque pensare che la gente, oltre a vivere delle esigenze immediate di mancanza, per chi non ha più un reddito, per chi ha delle difficoltà oggettive di sussistenza, ha bisogno però di avere anche almeno un’idea che si stia facendo qualcosa, perché c’è una prospettiva poi di ripartenza, che non è chiara per nessuno, non è chiara nei tempi, nelle modalità, e ci sono situazioni drammatiche. Allora, in questo io sollecitavo che il Comune si faccia, però, un pochino più parte proattiva di qualche iniziativa anche coraggiosa. Voglio dire, pensare di sospendere la TARI, sicuramente è necessario e ci permette di tirare il fiato, ma è ovvio che bisognerà pensare che la TARI non sia corrisposta per il periodo in cui l’esercizio commerciale è stato chiuso. Come possiamo chiedere che venga pagata una tassa per un periodo in cui non ci sono state le possibilità di erogare quel servizio e quindi di poter...? Poi, questo comporterà la trattazione di quelle che sono le possibilità di un disavanzo di amministrazione, e ci mancherebbe. Però, voglio dire, a me sembra, ma lo dico davvero in spirito anche di sollecitare questo tipo di discussione, che stiamo mancando di una certa propositività, di una certa proattività che il Comune, come espressione più diretta di una comunità locale, deve poter dire, non solo con messaggi di rassicurazione tipo: “Sono contento che la cittadinanza stia reagendo bene”, ma dobbiamo dare anche prova che stiamo davvero elaborando e ci stiamo impegnando a dare delle soluzioni. Allora, io leggo in quest’atto che ha sottoscritto, il primo firmatario, il Consigliere Curatella, sostanzialmente questa volontà. Io, come dicevo, ho fatto... depositato una mozione che dica: “Istituiamo un fondo straordinario di solidarietà che parta proprio dal Comune che ci mette qualcosa”, e poi torneremo, laddove riusciamo, io ho fatto degli esempi, a trovare le maglie per almeno avviarlo. Faccio presente che il Comune di Milano ha aperto un analogo fondo e, ad oggi, su 3 milioni che ha messo il Comune, ne sono già stati raccolti 7. Quindi, c’è uno spirito solidale, ma dobbiamo noi dare l’esempio in primo luogo e credo che questa fosse l’intenzione sostanzialmente, di valutare delle possibilità che i cittadini colgano, che il Comune comunque non è solo in attesa che ci diano dei dispositivi governativi. È chiaro che la trattativa con il Governo è fondamentale, va fatta compattamente in sede ANCI, in sede di capire quelle che saranno le maglie e ci saranno misure straordinarie, ci mancherebbe ancora, però credo che l’intenzione fosse proprio quella di dare una risposta immediata, che, fatta salva l’emergenza, quindi sotto il profilo sanitario, sotto il profilo di dare sussistenza ed assistenza a quelle categorie che sono più disagiate, si sta pensando però già da subito al fatto che la Città non sarà ferma, che è fondamentale mantenere il presidio, soprattutto per le piccole imprese, per gli esercizi minori, anche per quelle realtà culturali che di nuovo saranno - ne abbiamo parlato in Commissione ancora di recente - così fortemente penalizzate, bisogna dare un segnale forte e chiaro. Non possiamo dire: “Stiamo qui in attesa che il Governo ci dica qualcosa”, dobbiamo dare un messaggio che faccia capire che si sta davvero mettendo a disposizione delle risorse, e le risorse credo che il Comune in parte può da subito programmarle e inizia a fare fattivamente degli scenari di cosa voglia dire, cosa comportano, come si può avviare questo tipo di processo, però bisogna applicarci, non possiamo stare in attesa. Ecco, io lamento un po’ questa sospensione, che è propria anche di questo periodo che stiamo vivendo, ma che non deve sospendere anche la possibilità di elaborare delle strategie, perché se no demanderemo sempre ad un ente sovraordinato che ci dia delle indicazioni. Noi siamo la rappresentanza dei cittadini, dobbiamo prenderci delle responsabilità anche con un po’ di coraggio. Grazie, Presidente. |