| Interventi |
| TRESSO Francesco Sì, grazie, Presidente. Assessora, io prendo atto delle sue risposte, però intanto non ho capito in merito al secondo punto “se siano mai state realizzate prove empiriche di insediamento”, lei dice: “Tutte le prove eseguite hanno dato esito positivo”, però non... Risponda in maniera corretta a quello che io chiedo, cioè avete provato con una carrozzina elettronica, di dimensioni anche inferiori a quelle previste dal Regolamento, a fare un incarrozzamento adeguato? Perché, vede, lei mi dà delle risposte che io peraltro avevo già riportato nella parte preliminare del “Considerato che” dell’interpellanza, cioè il Regolamento 107 della Commissione Europea, che è quello che determina le dimensioni del box entro cui bisogna incarrozzare e fissare il mezzo, sono quelle che lei ha riportato, cioè i famosi 750 per 1.300 millimetri e addirittura i nuovi bus hanno delle dimensioni leggermente superiori. Io, come scrivo nell’interpellanza, sono stato direttamente a fare una prova con una carrozzina che aveva dimensioni addirittura inferiori, la 600 per 1.200, quindi era leggermente più ridotta come dimensioni, eppure, le assicuro, siamo stati in due situazioni a provare sulla Linea 68 a fare un incarrozzamento e non è stato possibile adeguarsi a quello che lo stesso Regolamento prevede, cioè il trasporto della persona su carrozzina in senso contrario alla direzione di marcia. Ma questo perché? Perché... adesso io non voglio eccedere nella technicality, ma siccome anche lei è ingegnere, come il sottoscritto, e io stesso ho provveduto a prendere le misure, quindi credo di averlo fatto con un minimo di competenza, visto che si trattava di maneggiare un metro, il problema è quello - come scrivo anche - di altri elementi che si frappongono alla corretta manovrabilità. Per esempio faccio riferimento a una bocchetta per l’areazione, che non ha delle dimensioni eccessive, però sporge di circa 10 centimetri rispetto al piano, alla parete del bus dove poi occorre ruotare la carrozzina stessa e impedisce la manovrabilità. Allora, io le faccio però presente una cosa: io credo di aver avuto su tutta questa vicenda..., anche perché mi è stata segnalata da due utenti che ovviamente hanno dei problemi di disabilità e sono costretti ad usare questi mezzi, credo di aver avuto un atteggiamento estremamente collaborativo e per nulla polemico, le ho scritto una mail il giorno 14 gennaio; lei non mi ha risposto e mi ha risposto in sua vece il Disability Manager - benissimo -, dicendo: “Le allego il Regolamento”, che è quello che citavo, cioè il Regolamento 107, e dice: “Effettivamente...”, lo dice lo stesso Disability Manager, “...il Regolamento è leggermente datato, è del 2015 e quindi potrebbe essere che non tenga conto anche delle corrette dimensioni”. In realtà, come abbiamo visto, non è un problema di dimensioni. Guardi, io sono stato a Londra e mi sono preso lo sfizio di verificare anche lì le dimensioni dello stallo per le carrozze, che ha dimensioni addirittura leggermente inferiori a quelle che noi prevediamo, ma non ha tutta la parte prospiciente al box di incarrozzamento degli elementi, quali i pali verticali per la corretta tenuta dei passeggeri, perché mica tutti..., ci sono anche passeggeri normodotati, non ha delle ulteriori sovrapposizioni di spazi legati al posizionamento della pedana. Allora, tutto questo..., però mi stia a sentire, per favore, Assessora. Consigliere, sto parlando con l’Assessora, se non la interrompe, che già... TRESSO Francesco Allora, per favore, già che li cura, faccia in modo che l’Assessora possa starmi a sentire. TRESSO Francesco Allora, io dico le ho scritto il giorno 14 gennaio; due giorni dopo, il 16, il Disability Manager scrive dicendo: “Guardi, mi rendo conto che queste sono le prescrizioni date dal Regolamento, ma starà adesso all’Assessora rispondervi”. Io allora, non vedendo ulteriori risposte, il giorno 21 gennaio le scrivo di nuovo, questo proprio per evitare di fare un’interpellanza inutile, perché mi bastava che mi dicesse: “Guardi, stiamo valutando la situazione, poi le farò sapere”. Questo assordante silenzio..., io, guardi, di e-mail ne ricevo tante, ma mi sembra veramente incredibile che a un Capogruppo consiliare non venga data neanche una risposta. Io non ho mai avuto l’onore, quindi, di avere questa benedetta risposta e mi vedo costretto quindi a fare un’interpellanza; interpellanza a cui lei adesso, oggi, di nuovo non mi dà risposta, perché dice semplicemente: “Ci siamo adeguati a quella che è effettivamente la norma”. Sì, ma se la norma poi cozza col fatto che costruttivamente, quindi in via progettuale, non si tiene conto di quelli che sono questi elementi che le dicevo, cioè il frapporsi di altre strutture che non consentono quindi in autonomia di posizionarsi, e io, devo dire, guardi, quando abbiamo fatto le prove, il personale di GTT è stato addirittura oltre le aspettative in termini di gentilezza e di collaborazione. Certo che poi abbiamo stoppato il pullman per 10 minuti e abbiamo poi costretto l’autista del pullman a procedere in una situazione che non era regolare, perché la persona disabile aveva la carrozzina posizionata in maniera obliqua, quindi era nella sua facoltà dirle: “Per favore, scenda, perché io non sono in grado di farla viaggiare in termini normativi” perché lo stesso Regolamento lei sa bene che prevede che la carrozzina sia posizionata e vincolata in senso opposto a quello di marcia. Allora, purtroppo, siccome io rappresento nell’interpellanza il fatto che sono in arrivo altri cento bus e se questi problemi costruttivi, ancorché lei dica si valuterà come procedura negoziata con i fornitori, però su quello vorremmo avere delle garanzie ulteriori, solo perché è ovvio che andiamo verso una situazione in cui le persone non normodotate saranno sempre più provviste di carrozzine autonome elettriche, e meno male, perché almeno possono muoversi... Io lo trovo veramente maleducato il fatto che addirittura mi suoni un’altra cosa..., cioè, mi stia a sentire. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma allora va bene, ma se c’è un’emergenza rimandiamo anche l’interpellanza. TRESSO Francesco Assessora, visto che io le ho fatto una domanda il 14 gennaio, quando ancora eravamo fuori dall’emergenza Coronavirus, non ha nessun carattere di urgenza. Vuole che ripetiamo l’interpellanza in un momento in cui lei sarà più serena? Lo facciamo anche tra due mesi, non importa, l’importante è che lo facciamo prima che lei vada a chiedere la fornitura di nuovi bus, in cui si sappia solo se queste regole minimali di poter far viaggiare le persone, incarrozzate giustamente e non... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, non può rispondere. E quindi va bene. Poi, se vuole rispondere, però, abbia pazienza, Assessora, mi risponda via mail. Io dal 14 gennaio sto aspettando che lei mi risponda. TRESSO Francesco Sto andando a concludere. Quindi, gentilmente, se avrà voglia di rispondere, io sarò felice di interloquire con lei via mail, come d’altronde tutte le persone correttamente fanno. Dal 14 gennaio le ho scritto e, ahimè, sono ancora in attesa di una risposta. Quella che lei oggi mi ha dato non è soddisfacente, perché mi dice solo che avete rispettato le regole, ma non risponde ai miei criteri, che sono quelli di sapere se ha fatto delle prove di incarrozzamento. Io qui ho tutti i video e le prove fatte e, ahimè, le risposte che mi dà oggi non mi lasciano molto tranquillo, perché qui andiamo a spendere dei soldi che purtroppo, temo, rischiano di non essere adeguati, o meglio, di dare delle risposte che non sono adeguate a persone che viaggiano già in condizioni di difficoltà. Vedremo, speriamo bene, semmai chiederò un’ulteriore verifica in Commissione. Grazie. |