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| DI MARTINO Antonietta (Assessora) Grazie, Presidente. L’interpellanza ripropone un tema già ampiamente trattato in questo Consiglio e in V Commissione, si tratta di scelte che come detto accompagnano un calo demografico e una situazione di pensionamenti e di invecchiamento del personale che non ha precedenti per numero nella Città di Torino in un quadro di ridimensionamento delle risorse finanziarie che non è banale e che impone a tutti gli enti pubblici particolare attenzione nell’utilizzo delle risorse. La riduzione delle sezioni prosegue il percorso di razionalizzazione delle scuole dell’infanzia già iniziato da diversi anni, ma è anche coerente con gli indirizzi politici del Consiglio Comunale che mettono al centro il bambino e la sua esigenza di fruire di opportunità formative considerando che nella scuola dell’infanzia la frequenza nel sistema cittadino è garantita a tutti e anzi ci sono già mille posti vuoti e si prevede una diminuzione di bambini in età di ulteriori 700 a settembre 2020, mentre per la maggioranza dei bambini in età del nido questo non succede, quindi la Città deve puntare a mantenere i posti nido. Tutte le scuole interessate dalla razionalizzazione, pur riconoscendo i dati di fatto che la Città ha presentato in un percorso partecipato precedentemente alla deliberazione sulle linee di indirizzo del sistema 0-6, hanno chiesto di riconoscere una loro specificità e riportato le motivazioni più varie per essere tolte dall’elenco delle riduzioni. Molte motivazioni coincidono con quelle riportate nelle premesse dell’interpellanza e riguardano la perdita dei compagni di sezione, dell’insegnante e dei progetti educativi, al riguardo bisogna rilevare che nelle sezioni eterogenee una parte di compagni cambiano ogni anno con l’entrata dei treenne e l’uscita dei cinquenne, ma tutto ciò non è mai stato percepito come un problema, ma anzi come un arricchimento della socializzazione. Per quanto riguarda le insegnanti sapere già ora e non a giugno, come spesso succede quando sono le docenti a chiedere il trasferimento, quali sono le scuole dell’infanzia che si riducono di una sezione il prossimo anno scolastico, significa che c’è più tempo affinché le docenti stesse intensifichino le attività di intersezione per la socializzazione tra gruppi di bambini e tra bambini e maestre in modo che non vi siano disagi particolari e certamente non possiamo dire che i trasferimenti delle docenti blocchino i progetti educativi altrimenti saremmo fermi da un bel pezzo perché già oggi il turnover del personale è sostenuto, basti pensare che dei 30 posti che si liberano con la razionalizzazione, 12 sono a tempo determinato e 18 a tempo indeterminato, di questi 18 cinque andranno in pensione il prossimo anno e quindi solo 13 docenti dovranno trasferirsi e lo potranno anche fare all’interno dello stesso circolo, la scuola in questione ha tutto il personale di ruolo e questo indubbiamente è un vantaggio per la continuità dell’offerta formativa e non una penalizzazione. Si ritiene quindi che per la scuola di via Monte Cristallo come per le altre non vi siano, allo stato attuale, elementi tali da far riconsiderare le decisioni prese, decisioni che sono state affrontate con i responsabili pedagogici che sono stati coinvolti pienamente nella fase istruttoria che ha preceduto la deliberazione della Giunta e la determina dirigenziale in più incontri. Il tema della criticità dei servizi educativi e le azioni da porre in essere sono stati ampiamente trattati nel percorso partecipato che ha portato alla redazione delle citate linee di indirizzo e ha coinvolto anche i genitori oltre che il personale, le organizzazioni sindacali, confederali e di categoria, ovviamente inoltre dopo l’approvazione della deliberazione della Giunta la Divisione Servizi Educativi e la mia persona abbiamo incontrato personalmente in più riunioni le delegazioni dei genitori delle scuole interessate dalla riduzione, il primo dei quali è stato effettuato il 2 gennaio proprio con i rappresentanti della scuola di via Monte Cristallo e continuerò ad incontrare coloro che l’hanno chiesto e lo chiederanno. Ancora evidentemente in ogni scuola interessata dalla chiusura di sezioni sono stati effettuati incontri con le Commissioni scuola-famiglia, sono state fornite garanzie di percorsi didattici in merito all’attenzione che sarà rivolta a tutte le bambine e bambini frequentanti per consentire un passaggio sereno nella nuova sezione nella quale saranno inseriti. Vorrei anche far notare che una modifica dei criteri per escludere le scuole individuate e per interessarne altre che a loro volta potrebbero avanzare analoghe situazioni particolari sarebbe un’operazione quantomeno discutibile da diversi punti di vista. Concludo che, seppur è assolutamente legittimo un dissenso sulle scelte politiche o sui criteri da parte chi in questa fase è stato coinvolto, per raggiungere gli obbiettivi di sistema integrato e di sostenibilità e qualità dei servizi a gestione diretta non si può ignorare la situazione oggettiva in cui ci troviamo, ma cercare di vedere il bene comune di tutto il servizio e non solo la propria posizione particolare. Grazie. |