| Interventi |
| LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) In attesa dell’arrivo della collega Montalbano, passiamo all’interpellanza successiva del collega Magliano e poi a seguire Petrarulo e Sacco, prego, collega Magliano, sull’interpellanza meccanografico n. 202000473/002: “Narcosala Baden Powell: stupefacente involuzione di una pista ciclabile” LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) Risponde l’Assessore Unia, prego, Assessore. UNIA Alberto (Assessore) Grazie, Presidente. Sulla pista ciclabile Baden Powell precedentemente alla presentazione dell’interpellanza corredata da documentazione fotografica era stato programmato un sopralluogo effettivamente tenutosi in data 10 febbraio alla presenza di un comitato dei cittadini e del Presidente della Circoscrizione 4 e di personale dell’Assessorato e di Area Ambiente. Il personale dell’Area Ambiente giungendo in loco ha riscontrato che agli avventori non si sono creati alcun problema circa la loro presenza nell’angolo abituale del buco corrispondente allo sbarramento della pista ai piedi del muro di cinta dell’ospedale Amedeo di Savoia e si sono allontanati lungo la riva di una cinquantina di metri. Durante il sopralluogo si è constatato che, dato l’ingente abbandono di rifiuti di piccole dimensioni a terra costituito principalmente da astucci in plastica e cappucci di siringhe confusi fra il fogliame, piccole tracce permangono comunque in parte al suolo. I cittadini presenti hanno richiesto l’installazione di un punto luce idoneo in quanto l’illuminazione potrebbe assumere carattere di deterrente e hanno espresso richiesta di un taglio netto del filare di arbusti che al momento a partire dall’ingresso di corso Svizzera crea una cortina parallela al muro di cinta dell’ospedale fornendo un nascondiglio agli avventori. L’incontro si è concluso con il suggerimento di rivedersi ancora alla presenza anche di un rappresentante dell’ospedale e della Polizia Municipale. Fatta questa premessa passiamo alle relazioni dei singoli servizi interessati, Servizio Gestione Grandi Opere porta a conoscenza che attualmente sono in corso i lavori per il collegamento alla ciclopista della Spina 3, da Spina 3 a Parco di via Calabria al Parco della Pellerina che questi ultimi saranno completati entro la metà dell’anno corrente. Tale ciclovia sarà a tutti gli effetti l’alternativa principale al collegamento in oggetto, tuttavia laddove venissero individuate risorse disponibili si potrà nel futuro eseguire anche le opere di manutenzione straordinaria necessarie finalizzate alla riapertura della ciclopista Baden Powell. Nel mese di gennaio 2019 con la pista già chiusa all’utenza è stato effettuato dal Servizio Verde Pubblico un intervento straordinario di sfalcio erbe e sgombero di rami e di alberi caduti, rimozione della recinzione rustica e marcita affinché l’area non diventasse ulteriormente incolta, inoltre sono stati rimessi tre lucchetti ai cancelli dal momento che gli stessi nei primi anni venivano aperti e chiusi dalle guardie di servizio al vicino ospedale. Il Servizio Sostenibilità Energetica comunica che la pista ciclabile e l’area adiacente sono correttamente illuminate, secondo, ovviamente, quanto previsto dal piano regolatore illuminazione comunale, ma dopo il resoconto sul sopralluogo avvenuto in data 10 febbraio si è considerato che l’ipotesi dell’aggiunta di un punto luce a ridosso della cancellata di sbarramento della ciclabile non risolverebbe il problema dell’utilizzo dell’area come stanza del buco in quanto si è dedotto che non è l’oscurità a promuovere tale iniziativa, infatti i fruitori si sposterebbero al massimo di alcuni metri continuando nelle loro occupazioni. Stante la situazione, visto il periodo di difficoltà economiche si ritiene poco utile spendere qualche migliaia di euro per implementare in questo caso l’illuminazione. L’Area Ambiente comunica che i passaggi di AMIAT previsti e verificati sono bisettimanali e avvengono il lunedì ed il venerdì, gli interventi vengono effettuati manualmente a causa della preclusione degli accessi agli automezzi comprese le spazzatrici e prevedono oltre alla raccolta di rifiuti vari anche la rimozione di siringhe con appositi dispositivi di protezione individuale. Il servizio di pulizia e bonifica richiesto dall’interpellante verrà effettuato su tutta l’area nell’imminenza della riapertura della ciclabile. Il Comandante del Corpo di Polizia Municipale informa che le problematiche afferenti il tratto di pista ciclopedonale Baden Powell che costeggia il retro dell’ospedale Amedeo di Savoia sono note e il personale del Comando Sezione 4 della Polizia Municipale continua a monitorare la località, dalla chiusura del traffico veicolare sono state ricevute e trattate varie segnalazioni per bivacchi, abbandono di rifiuti, siringhe e accumuli di masserizie di cui è stata data comunicazione agli uffici competenti per le manutenzioni e la pulizia. Saltuariamente gli agenti hanno riscontrato anche la presenza di persone che vi stazionavano presumibilmente in cura presso le strutture dell’ASL o dell’Amedeo di Savoia. La nota si conclude precisando che il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti è eseguito per la specifica competenza dalle Forze di Polizia Statali che svolgono regolarmente l’attività di controllo nell’ottica della prevenzione e repressione di eventuali azioni criminose, mentre la Polizia Municipale comunque interviene in caso di flagranza di reato non riscontrato al momento nel caso specifico. Risposte alle relazioni pervenute ad un decennio di distanza all’inaugurazione di quella pista risale al 2009, è evidente che la ciclopista proprio per la sua conformazione e collocazione continua a presentare criticità di non facile soluzione anche qualora fosse riaperta, forse sarebbe stato utile fare un’ulteriore riflessione al momento della creazione proprio per come è stata strutturata. La sistemazione era nata come progetto di Torino Città d’Acque nell’ambito di un contesto più ampio che avrebbe dovuto comprendere la riqualificazione della sponda destra, una passerella ciclopedonale di collegamento fra le due sponde e l’utilizzo di parte del boschetto di proprietà dell’ospedale Amedeo di Savoia. Tutti questi interventi anche se progettati non sono stati realizzati ovviamente per problematiche di natura patrimoniale e la ciclopista attuale rimane una stretta fascia verde sulla sponda sinistra della Dora un po’ nascosta che si presta ad utilizzi impropri. Si informa che è in corso di valutazione l’ipotesi di rendere inaccessibile il primo tratto di pista ciclabile che costeggia l’Amedeo di Savoia, per ora l’intenzione a breve termine è di far eseguire una pulizia in generale e di intervenire eliminando la siepe lato distributore che favorisce l’attività impropria rendendo difficile effettuare un’adeguata pulizia e di avviare una nuova interlocuzione con l’ospedale, aggiungo peraltro che sono stato proprio per fare un ulteriore controllo ero già stato, sono ripassato la scorsa settimana ed effettivamente devo confermare che la presenza o meno di persone che passano o meno non scoraggia assolutamente i presenti. LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Sì, grazie, Presidente, chiedo all’Assessore di poter avere quanto ha letto in Aula la nota. Beh, guardi, su una cosa siamo d’accordo, chi ha progettato la pista allora forse non si è reso conto di dove la stava progettando, questo è un dato e la cosa che dà ancora più fastidio è che abbiamo speso 340.000,00 euro di soldi dei cittadini e su questo non ho nessun dubbio, nessun problema anche perché interpellavo l’allora Assessore ai Vigili e l’allora Assessore all’Ambiente nella scorsa consiliatura, l’Assessore Lavolta su questo tema e quindi su questo non posso che rimarcare, forse l’idea di aver costruito qualcosa, di aver realizzato una struttura che se vi fosse stato il completamento, quindi anche il passaggio e l’attraversamento forse sarebbe stata più utilizzabile, però dobbiamo prenderci anche il coraggio di decidere cosa farne. Voi nel frattempo ne avete creato una parallela perché di fatto nella prima parte dell’interpellanza avete di fatto disegnato un’altra ciclovia che cerca quantomeno di collegare quello che doveva collega la Baden Powell, ma a questo punto smantelliamo completamente, cioè mantenere l’esemplificazione di una progettazione non dico sbagliata, ma incompiuta di fatto è un danno all’occhio del cittadino. Valutate se si possono portar via piuttosto una volta che si è chiuso quel tratto portar via un po’ di manufatti che vi sono, se vi sono ancora delle panchine utilizzabili, non credo perché le foto sono devastanti, ma almeno le staccionate di legno non so come siano ridotte, però a questo punto eliminiamo dal percorso, eliminiamo dalle mappe, facciamo una damnatio memoriae su questa assurdità, cioè togliamo la pista Baden Powell e intitoleremo al fondatore dello scoutismo qualcos’altro, ma tra l’altro c’è anche quest’esemplificazione estetica che fa a pugni proprio con una comunicazione istituzionale. Noi andiamo ad intitolare una figura di quel tipo che faceva della formazione, del prendersi cura dell’ambiente, dello scoutismo come formula di vita uno spazio che di fatto, prima chi l’ha progettato e oggi quest’Amministrazione, ha completamente abbandonato a se stesso. Sono d’accordo che aumentare il punto luce forse non era un’idea geniale perché gli davamo anche lo spazio per trovare bene la vena, per cui questo ci mancherebbe, però a quel punto decidiamo che cosa fare, la togliamo? Buttiamo giù tutto? Però facciamolo perché l’unica cosa che invece sta capitando è che a questo punto mettiamo a rischio i nostri lavoratori di AMIAT, poi come sempre a me le foto arrivano la domenica o il giovedì perché se loro puliscono il lunedì o il venerdì capita questo, però al di là delle battute evitiamo di sottoporre le persone che oggi lavorano per AMIAT a rischio anche di incontrare soggetti di questo tipo, forse togliendo staccionate, togliendo completamente l’illuminazione, togliendo completamente le panchine magari è meglio desertificare che continuare a pulire uno spazio che sappiamo che viene utilizzato in questo modo, per cui io evidentemente auspico che l’Assessore in questo annetto che abbiamo davanti piuttosto prenda delle decisioni di toglierla dal nostro biciplan e di eliminare proprio l’idea di pista ciclabile, togliamo anche il toponimo che abbiamo assegnato a questa pista e andiamo a ridisegnarlo perché oggettivamente è uno scempio, certo, rimane l’amaro in bocca per non aver completato tutto l’anello di cui parlava l’Assessore, di aver buttato soldi pubblici per 340.000,00 euro, ad oggi se noi riusciamo proprio a renderla fruibile eliminiamo ogni tipo di manufatto, eliminiamo anche la denominazione e a quel punto rimarrà prato o comunque uno spazio per cui chi lo vorrà utilizzare per altre finalità a quel punto sarà un problema di ordine pubblico, non sarà un problema cittadino che in questo momento oggettivamente puliamo, ma continuiamo a pulirlo senza dargli una finalità di utilizzo per cui (incomprensibile) anche queste ulteriori risorse buttate, grazie. LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) Sì, Consigliere, devo solo correggerla perché ha richiamato l’Assessore Lavolta, nel 2009 era un Consigliere Comunale, lui chiese di intitolare un sedime a Baden Powell che, come lei sa, era fondatore degli scout, fu la Commissione Toponomastica ad individuare quello come sedime adatto. Comunque del resto non può averne memoria ed è scusato per questo. |