| Interventi |
| TRESSO Francesco Sì, grazie, Presidente. Ma certo sarebbe stato più interessante avere prima la delibera che ci ha appena annunciato per poter discutere più completamente questa interpellanza. Vede, Sindaca, io ho apprezzato che lei ha usato alcune parole come: “Passaggi non corretti, alcuni malintesi, equivoci”. Io credo che qui l’equivoco principale abbia un nome e un cognome e si chiama Cristina Seymandi, è questo il vero equivoco di tutta la faccenda, perché il fatto stesso che questa dottoressa compaia come partecipe di un’associazione di secondo livello e che quindi è un organismo di struttura privatistica, evidentemente, evidenzia delle nature di conflitti di competenza che sono evidenti ai più, penso, forse non dall’altra parte della Sala, ma mi sembra che alcune insofferenze siano state manifestate anche dai suoi stessi Consiglieri di Maggioranza. Il problema è proprio questo, cioè il conflitto di competenze, come questa dottoressa si sia intromessa su parecchie questioni, assolutamente non rispettose di quelle che sono tutta una sequenza e un coinvolgimento di soggetti che da anni operano istituzionalmente con la Città, compreso l’Assessorato stesso. Questo è particolarmente grave, perché mi sembra veramente un motivo molto, molto emblematico. Non sto poi a ricordare il fatto che, peraltro, con la Presidente Paoli stiamo conducendo una Commissione sul Decentramento e in tutte le Circoscrizioni dove stiamo andando in questo periodo e credo anche con degli incontri che sono piuttosto arricchenti dal punto di vista di percepire un po’, diciamo, l’umore dei territori, questo Tavolo di Progettazione e la figura, come dico, della dottoressa Seymandi viene sempre posta come elemento di grande confusione, che certo non facilita un percorso, che stiamo cercando di fare in maniera abbastanza condivisa sul destino e la natura del Decentramento. Nel caso specifico, poi, mi sembra che si sia raggiunto il limite del grottesco, cioè si pensava davvero in 10 giorni di riuscire a organizzare un evento di questo tipo senza affidarsi a coloro che da anni, ricordo solo che le società storiche di canottaggio sono presenti a Torino dal 1800, insomma, e rappresentano un presidio della Città, si è sempre fatto un grosso lavoro di coinvolgimento, di avvicinamento allo sport dei ragazzi, di manifestazioni pubbliche, ma che vanno organizzate con la dovuta competenza e senza sottovalutare i problemi anche di ordine di Protezione Civile, di sicurezza. Tra l’altro, voglio dire, ricordiamoci che la città in questi ultimi anni ne ha avuti di problemini sotto questo profilo. Forse il fatto stesso che la stessa Seymandi faccia parte del suo Gabinetto, ci fa pensare che comunque lei non abbia proprio contezza di quello che questa signora sta facendo, perché, evidentemente, si muove in maniera libera ed è un pochino pericoloso che si produca in questo tipo di attività. Io dico solo che anche nei confronti, appunto, di questi circoli che comunque costituiscono la storia di Torino, rammento che molto, molto modestamente due anni fa, io ho presentato una mozione che è stata votata all’unanimità, che si chiama proprio: “Istituzione di un tavolo di lavoro per la gestione del Fiume Po nel tratto cittadino”, che non è un discorso meramente idraulico o legato alle alghe del Po, è un discorso proprio di dire: “Stabiliamo un piano corretto di collaborazione con tutti questi soggetti che comunque hanno a che fare con l’area fluviale, con l’area perifluviale” e vengono espressamente citate anche le associazioni remiere, proprio con l’importanza che esse rivestono nella storia della nostra città, per coordinarsi sulle attività che hanno in qualche modo a che fare con il fiume, dalle attività sportive, dalle attività ludiche e di loisir, diciamo, alle attività culturali e quant’altro. Questo tavolo in maniera asfittica si è riunito un paio di volte, in maniera, mi risulta, non proprio produttiva dal punto di vista della progettazione, ma era chiaro che era quello nell’intento di chi ha prodotto l’atto e di chi l’ha sottoscritto, nonché di chi l’ha votato, il luogo dove manifestazioni di questo genere potevano essere valutate e, eventualmente, organizzate. Invece ancora una volta non c’è stata minimamente la volontà, anche di dare quindi seguito a quelle che sono le volontà del Consiglio, si improvvisano delle situazioni che poi mettono anche in imbarazzo, perché si è poi costretti a tornare indietro, a fare marcia indietro e annullare delle, diciamo, iniziative che vengono manifestate sui social, che vengono proposte e che poi invece non si possono realizzare, perché, per fortuna un po’ di buon senso prevale. Certo la Città non ci fa una gran bella figura, non l’abbiamo fatta con questi soggetti, che, giustamente, sono anche arrabbiati, dico, appunto, le società remiere, perché dicono, insomma: “Non ci considerate” e poi al momento buono, quando viene chiesta la loro collaborazione, giustamente, dicono: “No, scusate, ma ad improvvisare non ci stiamo” e non ce la facciamo nei confronti anche della Città stessa e di tutti i cittadini, perché siamo costretti poi a tornare indietro, nonostante abbiamo pomposamente annunciato queste situazioni. Veramente una figura meschina. Speriamo che almeno questo punto abbia segnato l’attenzione e non si vadano a ripetere episodi di questo genere. |