| Interventi |
| POLLICINO Marina Grazie, Presidente. Il fatto che siamo qui ancora una volta ad affrontare il problema della crisi di passeggeri e di voli dell’aeroporto di Caselle mi risulta particolarmente odioso perché è un problema che, come tanti cittadini torinesi, mi colpisce in modo particolare. Come più volte ho avuto modo di sottolineare, Torino è la mia patria di adozione, ma naturalmente quando la nostalgia degli affetti familiari si fa sentire, mi capita di cercare le opportunità più convenienti per trascorrere qualche giorno nella mia terra di origine e come me sono tanti i cittadini originari di altre regioni che vivono felicemente a Torino o nei territori della Città Metropolitana, ma che molto volentieri, se lo consentissero le condizioni di lavoro, di frequenza dei voli e soprattutto di costi, farebbero ritorno di tanto in tanto nei loro luoghi di origine. Ora, chi non ha provato a prenotare qualche volo nei periodi più consueti di ferie, vacanze natalizie, pasquali, estive, ponti vari e poi si è dovuto arrendere perché i prezzi dei biglietti in quei periodi avevano raggiunto costi talmente alti da essere costretti a rinunciare? O perché la combinazione dei voli era talmente penalizzante in termini di durata del viaggio da rendere impossibile la fruizione in modo ottimale dei pochi giorni di ferie a disposizione? Temo che sia un’esperienza comune a molti torinesi e che la dice lunga sulle potenzialità di un aeroporto che invece ha visto negli anni ridursi le direttrici di traffico e voli con il disimpegno di alcune compagnie aeree e in contemporanea si è avuta anche la dismissione da parte della Città delle quote della società che gestisce Caselle. Già nel 2012 la Giunta Fassino aveva ceduto il 28% delle quote di SAGAT per 35 milioni, quando la perizia l’aveva valutata 58 milioni. La stessa cosa ha fatto la Giunta Appendino che ha ceduto al fondo F2i il 10% delle quote per 14 milioni quando sperava di ricavarne 20. È evidente, nella tendenza alla privatizzazione dei gioielli di famiglia, far cassa, una linea di continuità che accomuna le due Consiliature, privatizzazione che dispiace soprattutto in una città che, complice la crisi economica, avrebbe molte occasioni per far lavorare le compagnie low cost in quasi tutti i periodi dell’anno, penso in particolare alle tratte per il Sud - le cosiddette tratte domestiche, le cui tariffe, certe, ma non sempre competitive, penalizzano soprattutto i lavoratori e le famiglie che desiderano riunirsi, specie in certi periodi dell’anno -, ma riguarda anche le rotte internazionali, anche tenuto conto del fatto che ancora a luglio l’Amministratore delegato della SAGAT, dottor Andorno, spiegava come il traffico internazionale sia principalmente estivo e come Torino, ad esclusione dei mesi da gennaio a marzo sia penalizzata rispetto ad altre destinazioni italiane, essendo meno percepita all’estero come meta vacanziera estiva. Ciò significa purtroppo che il nostro aeroporto non sembra riuscire ad attrarre l’interesse di vettori low cost che possano consolidare e incrementare a Caselle le loro basi. Eppure appare evidente che senza una politica industriale e un piano di investimenti che possano favorire l’insediamento di nuove basi, il nostro aeroporto è destinato a soccombere di fronte alla concorrenza non solo di città vicine, ma anche rispetto al trasporto su ferrovia, laddove invece, pensiamo a Napoli, i dati ufficiali aritmetici e politici, tra l’altro con il nostro ex Amministratore Delegato, hanno registrato un notevole incremento di tratte, voli e turisti. Addirittura i dati resi noti da Gesac del 2019 parlano di un incremento del 9% rispetto al 2018 in termini di passeggeri e i volumi sono cresciuti grazie ad una strategia commerciale vincente ben oltre la media nazionale. Tutto ciò è motivo di rammarico, perché come ha già fatto notare il Capogruppo Lo Russo le direttrici di traffico verso il Sud, ma anche verso i Paesi dell’Est, potrebbero davvero contribuire a dare una svolta qualitativa e quantitativa all’utilizzo del nostro aeroporto, venendo incontro alle esigenze più sentite di una parte abbastanza consistente della cittadinanza locale, che in base ai dati evidenziati sulle rotte nazionali presenta volumi notevoli. Un incremento dei suddetti voli, accompagnato da una diminuzione delle tariffe, specie nei periodi corrispondenti alle vacanze, verrebbe salutato in modo molto positivo da migliaia di lavoratori abituati, al contrario, a subire un aumento spropositato delle tariffe proprio in quei periodi e spesso costretto obtorto collo a rinunciare alle vacanze o a trovare alternative economicamente più accessibili e su questo, un intervento della Città, con azioni puntuali e concrete, per esempio - come più volte richiesto anche dal Capogruppo Lo Russo -, con un’interlocuzione diretta con i soci, sarebbe un segnale significativo per la cittadinanza tutta, torinese e non. Grazie. |