| Interventi |
| FORNARI Antonio Sì, grazie, Presidente. Ma io vorrei comprendere come una quota del 38% non è un asset strategico e quindi viene dismessa, invece una quota del 10% diventa strategica e quindi è un errore madornale cederla, perché purtroppo nel 2012 quando il Comune di Torino aveva una quota del 38%, che sommata al 5% della Provincia, più la quota regionale permetteva comunque agli Enti Pubblici di avere una quota importante all’interno di SAGAT e quindi influenzare e controllare la società che gestiva l’aeroporto di Caselle, in quegli anni lì si è…, qui in Aula io ho cercato adesso, ultimamente, una dichiarazione del Vicesindaco che si occupava di partecipate, Dealessandri, in cui si diceva: “SAGAT non è più un asset strategico”. In quella Maggioranza, il Capogruppo di quella Maggioranza era proprio il Consigliere Lo Russo, che mi pare votò quella delibera in cui si diceva chiaramente che SAGAT non era più un asset strategico. Quindi nel 2012 SAGAT non era un asset strategico e si potevano dismettere le quote. Nel 2017 invece, quando il Comune di Torino, a seguito della Legge Madia, quindi un Ministro del Partito Democratico che ha obbligato gli Enti Locali a dismettere tutte le partecipazioni in società con partecipazioni cosiddette “polvere”, cioè con delle quote minoritarie in cui non c’è un controllo pubblico, non c’è un interesse generale e di conseguenza in una società in cui il Comune di Torino… gli altri Enti erano già usciti, quindi Provincia e Regione erano già uscite, è rimasto solo il Comune di Torino con una quota del 10% e quindi nominava un membro del Consiglio di Amministrazione, su nove, ne nominava solo uno, quindi aveva obiettivamente pochissimo peso all’interno del Consiglio di Amministrazione, in cui il socio privato aveva il 90% delle quote; in quella società lì, io sinceramente non riesco a capire come quella quota diventa improvvisamente nel 2017 un asset strategico e quindi non si può cedere, pur non avendo né controllo, né voce in capitolo all’interno della società, ma diventa immediatamente strategico. Nel 2012 invece non era strategico, si potevano dismettere tutte le quote, si poteva fare qualsiasi cosa e poi sono le stesse persone che nel 2012 hanno votato le delibere delle dismissioni che vengono qui e ci dicono invece l’esatto contrario. Però sappiamo che la politica è l’arte del non si sa bene che cosa e quindi si può dire tutto e il contrario di tutto nel giro di cinque anni, di cinque-sei anni, quanti ne sono passati? Sette anni e dobbiamo accettarlo, funziona così, ne prendiamo atto. Quello che effettivamente però non possiamo accettare è che si continui a dire che l’aeroporto va male, che va tutto male perché si fa un danno all’aeroporto, ma soprattutto alla città di Torino perché, come diceva qualcuno, e come ha detto anche l’Amministratore Delegato in Commissione, il mese di gennaio è stato il secondo mese con il più alto numero di passeggeri della storia dell’aeroporto, quindi non significa che l’aeroporto va così male. Un aeroporto che ha investito e quindi qualcuno chiedeva l’intervento dei veri proprietari o dei soci, cioè se effettivamente c’è un interesse di SAGAT nel dismettere o comunque non interessarsi dall’aeroporto, una società del genere non fa un investimento mi pare di 36 milioni di euro in cui ristruttura tutto l’aeroporto e rende più accogliente l’aeroporto stesso, perché altrimenti non investe una cifra del genere su un aeroporto. Sicuramente bisogna lavorarci sull’aeroporto. L’Assessore Sacco si deve occupare dell’aeroporto di Caselle, anche se la competenza, lo ricordiamo, la competenza degli aeroporti è una competenza regionale, come qualcuno citava i sei milioni di euro che il Presidente Cirio sta cercando di sbloccare, perché in questi anni, sia la Regione nei cinque anni precedenti non se n’è interessata e mi auguro che almeno il nuovo Presidente Cirio si occupi dell’Aeroporto di Caselle. Qualche dubbio mi rimane, perché obiettivamente il Presidente Cirio ha, diciamo, un occhio di riguardo per l’area cuneese, per l’aeroporto di Levaldigi, com’è successo in passato, e quindi qualche dubbio mi viene. Io mi auguro che invece finalmente a livello regionale si prenda una scelta strategica e si punti su un unico aeroporto regionale. È brutto dire perché magari per qualcuno a livello regionale non si vuole prendere questa decisione perché si ha paura di perdere consenso nell’area del cuneese, ma la Regione Piemonte non può più permettersi due aeroporti. Qualcuno deve pur dirlo. Io lo voglio dire e lo voglio ribadire, la Regione Piemonte deve puntare su un unico aeroporto in maniera chiara e migliorare i collegamenti ovviamente con tutte le province e con tutte le zone della regione, puntando seriamente e investendo seriamente su Caselle. Così possiamo fare effettivamente gli interessi dei torinesi e gli interessi dei piemontesi. Invece dissipare le risorse, perché anche i sei milioni verranno suddivisi tra Caselle e Levaldigi, dissipare le risorse non è sicuramente una maniera oculata di gestire il denaro pubblico. Grazie. |