| Interventi |
| LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) Passiamo all’interpellanza successiva: “Quel pasticciaccio brutto di via Bellardi” LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) Sempre del collega Magliano. Firmatari anche la collega Patriarca dell’interpellanza n. mecc. 202000116/002. Risponde l’Assessore Unia. Prego. UNIA Alberto (Assessore) Sì, grazie, Presidente. Allora, ha presentato un’interpellanza, il Consigliere Magliano, in seguito a un sopralluogo in via Bellardi 71, allegando delle fotografie. A tale proposito riporto innanzitutto quanto riferisce il Servizio Pianificazione della Divisione Urbanistica in merito al primo quesito posto dall’interpellante: “L’Ambito di Piano Regolatore, denominato Basse di Dora, area normativa M1, isolati misti, prevalentemente residenziali, con prescrizioni particolari, è stato individuato con la Variante 194 al Piano Regolatore, che ne ha previsto la trasformazione in una specifica scheda di Piano Regolatore. La scheda di PRG prevede la trasformazione dell’area con un indice territoriale pari a un metro quadro di Superficie Lorda a Pavimento per metri quadri di Superficie Fondiaria, di cui 0,7 metri quadri, SLP metro quadro di SF, Superficie Fondiaria, appunto, di edificazione privata, pari a metri quadri 4.439,50, comprensiva dell’area di proprietà della città e di metri quadri 250, localizzati in adiacenza all’area di concentrazione edificatoria che verrà acquisita dai proponenti per un valore stimato dall’Area Patrimonio pari a 85.700 Euro, comprensivi della SLP generata di 250 metri quadri; 0,3 metri quadri di SLP al metro quadro di SF, di Superficie Fondiaria di edificazione riservata alla Città, pari a metri quadri 1.795,50 di SLP da porre nell’area ceduta alla Città, pari a metri quadri 1.008, a sud dell’Ambito. La cessione per standard urbanistici dell’area centrale per almeno 2.000 metri quadri. L’area era originariamente occupata principalmente dalla sede della Ghibaudi S.p.A., ora demolita in fase di bonifica. In data 21/09/2016 i proprietari hanno presentato la proposta di PEC, che è stata integrata in data 14/07/2017 e, successivamente, in data 18/12/2017 e da ultimo in data 29/07/2019. Il PEC ad oggi è in corso di istruttoria, pertanto non è ancora stato approvato dalla Giunta Comunale e conseguentemente le aree previste a servizio pubblico da cedere alla Città ad oggi sono ancora in proprietà privata. La proposta del Piano Esecutivo, depositata agli atti degli uffici, prevede al momento le seguenti principali opere e destinazioni: l’area di cessione pari a 2.352 metri quadri, sarà adibita a spazio pubblico con area gioco bimbi e zone di collegamento tra la scuola e la via Basse di Dora, le cui opere di urbanizzazione saranno realizzate a scomputo degli oneri dovuti, risultando per un totale di 310.000 Euro circa. Le aree restanti per servizi pari a 2.233 metri quadri saranno invece monetizzate per un importo pari a 324,65 Euro al metro quadro, per un totale di 573.868 Euro, come valutato da perizia asseverata dal professionista e da parere dell’Area Patrimonio. La LSP privata sarà posta all’interno dell’area di concentrazione edificatoria prevista nella porzione a nord dell’Ambito distribuita su due edifici residenziali a 7-5 piani fuori terra, l’uno che si affaccerà sull’area di cessione per servizi pubblici in prosecuzione ottica della via Monte Pertica e l’altro su via Bellardi. In data 02/03/2018 le proprietà durante un incontro presso l’Area Urbanistica hanno comunicato che il titolare dell’impresa che avrebbe dovuto effettuare i lavori è deceduto e che vi erano pertanto perplessità sul proseguo dell’iter di approvazione del PEC. Con nota del 10 maggio 2018 veniva, invece, confermata la volontà a procedere. Con determinazione dirigenziale 44538126 del 02/10/2018, Allegato 1, l’Area Ambiente della Città ha escluso con relative prescrizioni il PEC dalla fase di valutazione della VAS, esprimendo il giudizio di compatibilità col piano di classificazione acustica, PCA, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale del 20 dicembre 2010. Attualmente è in fase di redazione lo schema di convenzione urbanistica del PEC, che a seguito della condivisione con i proponenti sarà pubblicato nell’Albo Pretorio della Città e contemporaneamente inviato alla Circoscrizione 6 per il parere di competenza, per poi procedere con l’approvazione del PEC da parte della Giunta Comunale. Si evidenzia che con atto unilaterale d’obbligo, del 15 maggio 2012, i proponenti si erano impegnati a seguire le demolizioni, le bonifiche, i frazionamenti, la cessione dell’area in favore della Città entro 18 mesi dall’approvazione della Variante 194. A seguito di diverse richieste di proroga del citato termine, tale data è stata prorogata al 15/11/2019. Vista la scadenza del 15/11/2019, i proponenti hanno presentato in data 12 dell’11 2019 all’Area Urbanistica e al Servizio degli adempimenti tecnico ambientali una richiesta di sospensione della procedura di approvazione del PEC e di proroga dei tempi di avvio dell’attività di bonifica, di cui al procedimento di bonifica del sito, codice anagrafe 2186, area Ghibaudi Mario S.P.A., peraltro senza nulla menzionare per quanto riguarda la cessione dell’area in favore della Città. Nella stessa richiesta viene altresì comunicato che è in corso di valutazione la possibilità di una trasformazione dell’area a diverso mix funzionale, eventualmente anche con attività commerciali. In riferimento alla suddetta nota, in data 24/12/2019, protocollo 4824, il Servizio Pianificazione ha preso atto della richiesta di sospensione della procedura relativa al Piano Esecutivo Convenzionato fino al prossimo 31 dicembre 2020, termine altresì previsto per l’inizio dei lavori di bonifica, come da determina dirigenziale dell’Area Ambiente. Il Servizio comunica altresì di aver concluso l’istruttoria tecnica di propria competenza. Per quanto riguarda il secondo quesito posto dall’interpellante, ovvero se siano state svolte indagini sulla presenza di amianto, il competente ufficio dell’Area Ambiente si occupa della pratica dal 2011, quando ARPA ha chiesto la bonifica delle coperture in cemento amianto, ed è stata perciò adottata l’ordinanza 2614411 in capo alla società Magusa S.a.S di Ghibaudi. Nel 2013 ARPA ha comunicato che l’intervento era stato svolto ed era consistito nella rimozione..., se il Consigliere poi dopo desidera, dispongo di una copia dell’esito dell’accertamento completo, quindi della rimozione dell’amianto. In riferimento alle domande del Consigliere poste nel terzo e quarto punto, il Servizio Ciclo dei Rifiuti sottolinea che l’area in argomento è privata e che, essendo oggetto di convenzione urbanistica, le richieste di adempimento rispetto al ripristino delle migliori condizioni di decoro dovrebbero essere gestite dalla Divisione Urbanistica. L’eventualità di intervenire con un’ordinanza è praticabile in situazioni ordinarie, dove vi sia una proprietà privata indecorosa e non, anche come in questo caso un rapporto convenzionale con l’Urbanistica. L’ufficio ritiene pertanto che in tali specifici casi debba essere l’Urbanistica, nell’ambito dei rapporti in essere con i proponenti il PEC, a dover richiamare la proprietà al mantenimento del decoro delle aree, anche con l’ausilio della Polizia Municipale. Solo dopo tali passaggi, qualora infruttuosi, sarebbe possibile valutare come procedere. Il Servizio chiederà comunque ad AMIAT di prestare particolarmente attenzione alla zona, sebbene anche il perimetro esterno del terreno, più o meno recintato, almeno nella fascia di 2 metri, dovrebbe essere mantenuto sempre a cura della proprietà, ai sensi dell’articolo 30, comma 1, del Regolamento Rifiuti. A tal proposito ho anche ricevuto una nota dal Comandante della Polizia Municipale, in cui si informa che le problematiche afferenti all’area di via Bellardi 71, dove insiste l’ex Officina Meccanica Ghibaudi & Mignacco, sono state affrontate dal personale del Comando della Sezione 4, che ha svolto nel tempo numerosi interventi di verifica. Dal primo sopralluogo effettuato a novembre 2017, congiuntamente ad un rappresentante della proprietà, un responsabile dell’Ufficio Verifica Edilizia della Città ed al personale dell’ASL, l’area resta comunque oggetto di numerosi esposti trattati dagli agenti di zona. C’è ancora una pagina... Recentemente è stata compiuta una verifica, in occasione del forte vento, che ha causato il parziale abbattimento di una porzione di recinzione perimetrale; in tale circostanza è stato contattato il proprietario del fondo, che ha provveduto a far ripristinare e coprire con teli oscuranti la recinzione abbattuta e, tramite suoi incaricati, a ripulire l’area interessata. Non è stata notata la presenza di gatti all’interno dell’area di via Bellardi, oltre alla colonia felina autorizzata, ubicata nel cortile del Circolo Didattico Kennedy. Il Comandante Bezzon conclude assicurando che i monitoraggi proseguiranno, compatibilmente con le altre attività d’istituto. Per quanto riguarda il quinto punto, laddove si chiede se sia stata accertata la presenza di una colonia felina abusiva all’interno dell’area, sotto una tettoia appositamente realizzata, e se l’Amministrazione intenda svolgere i necessari approfondimenti, anche in considerazione di quanto disciplinato dall’articolo 36 del Regolamento 320 per la tutela ed il benessere degli animali, l’Ufficio Tutela Animali evidenzia che sul territorio di Torino non sussistono colonie feline abusive, in quanto i gatti liberi o di colonia sono tutelati dal Regolamento 320, particolarmente agli articoli 29 e 30. Ciò premesso, in data 9 gennaio 2020 l’Ufficio Tutela Animali rispondeva a un’email del 2 gennaio 2020, ricevuta dal Comitato Torino BCPS, ribadendo quanto scritto nella precedente email del 3 aprile 2019, con le parole che riporto di seguito: “La colonia felina di via Bellardi non è abusiva, ma è regolarmente censita dal 2011 con Protocollo 4317, autorizzata dall’allora dirigente, architetto Giuseppe Portolese, ubicata all’interno della Scuola dell’Infanzia Bellardi; è composta da cinque gatti, tutti sterilizzati, e quindi non sussiste il pericolo di ampliamento incontrollato. Il Dirigente Scolastico, in accordo con l’UTA, Ufficio Tutela Animali, aveva consegnato le chiavi della struttura scolastica alle gattare di riferimento, per permettere loro di alimentare e curare i gatti, i quali tuttora continuano ad essere alimentati esclusivamente all’interno della scuola e non nell’area denominata precedentemente come cantiere. L’estrema vicinanza dell’area alla scuola determina la logica naturale frequentazione dei felini. Le gattare hanno garantito che alimentano i gatti solo l’interno della scuola, ma sanno dell’esistenza di un signore che occasionalmente lascia il cibo nell’area. Le stesse hanno rilasciato più volte il loro numero di telefono sulla griglia per essere contattate da questo signore sconosciuto e comunicargli di non lasciare il cibo, ma invano. Infine preme puntualizzare che, poiché l’area in oggetto dell’interpellanza non è un habitat dove risiedono i felini, ma è unicamente un luogo di passaggio degli stessi, l’Ufficio Tutela Animali non deve intervenire necessariamente o svolgere approfondimenti, ai sensi del Regolamento 320, articolo 36”. SICARI Francesco (Presidente) Prego, Capogruppo Magliano. MAGLIANO Silvio Sì, grazie, Assessore. Le chiedo se posso avere quanto ha letto così lungamente in Aula. Il tema è chiaro, noi abbiamo una struttura che è lì, è di un privato, stiamo aspettando che vi siano le misure urbanistiche per intervenire, ma nel frattempo, tra le misure urbanistiche di intervento e lo stato dell’arte di questa porzione di territorio, ci sono state una serie di segnalazioni ed esposti, come diceva il Comandante dei Vigili. Io prendo atto di quello che lei ha detto. Pare, quindi - Assessore, mi corregga se sbaglio -, che siamo in procinto di arrivare quantomeno ad una soluzione, e me lo auguro. Le assicuro comunque che per quanto i Vigili abbiano affermato, cioè che dopo la segnalazione subito il proprietario sia intervenuto, questo non accade regolarmente, non accade regolarmente. Io ho fatto una serie di sopralluoghi, lì abbiamo una struttura che, di fatto, è nell’attesa di trovare la sua destinazione ultima. Comunque non è così ben manutenuta dal proprietario. È evidente che, se faccio una segnalazione per cui c’è una colonia felina comunque non normata, è perché ho ricevuto una segnalazione; lo sappiamo benissimo che dall’altra parte c’è una scuola, che ha una colonia felina che invece è riconosciuta. Però, detto questo, prendiamo atto di quanto da lei riportato in Aula e ci auguriamo che le tempistiche possano trovare quanto prima una soluzione efficace. Certo è che questo comunque lascia il grande tema aperto, e qui lo dico e prima o poi con i Presidenti di Commissione dovremo affrontarlo: io sto ancora aspettando quella task force da lei annunciata due anni fa, due anni fa, dove il Verde, il Patrimonio e tutta l’Amministrazione interessata a questi temi avrebbe avuto il compito di dire ai proprietari di strutture o di suolo privato: “Intervenite? Pulite? Rimettete in ordine la situazione?”. No, e ti arriva il primo avviso, il secondo avviso, il terzo avviso e poi, come mi sono permesso sommessamente di fornire anche a lei, la possibilità di esproprio, perché noi chiediamo ai cittadini..., poi non lo facciamo noi nei nostri beni di pulire, pulire il marciapiede, ci sono via Crea e una serie di altri posti, perché la situazione è ancora lì, però l’idea è quella di dire a un soggetto che ha un bene, di cui non ha ancora deciso cosa fare, o è nelle more di capire con la Città di cosa farne, se può tenerlo almeno in modo decoroso. Ad oggi lei mi dice che c’è questa task force, sarà mia cura chiedere al Presidente competente di venirla ad illustrare, anche perché lei l’aveva annunciata come novità rispetto al mandato di questa Giunta, e capire come ci stiamo interfacciando con i cittadini, se stiamo facendo le ordinanze, se i cittadini rispondono, se li stiamo multando e come si stanno comportando. Se lei mi dice di sì son ben contento, perché oggi apprendo che la task force lavora, sarà mia cura mandarle l’elenco dei posti sui quali ho fatto una serie di interpellanze e che ad oggi non hanno visto nessun intervento da parte del privato, ma magari una serie di ordinanze. Dopo una serie di ordinanze non rispettate dai proprietari, forse sarebbe anche opportuno iniziare a espropriare, perché se uno non vuole tenere un bene in modo almeno decente, e quindi garantendo a tutti l’opportunità di passare attraverso quegli spazi e quelle aree, è opportuno che l’Amministrazione faccia valere la sua parte. Detto questo, io non posso più chiedere approfondimenti, ma mi pare che quanto detto dall’Assessore sia assolutamente corposo e adeguato. Vigileremo affinché quest’area possa in qualche modo trovare un futuro tanto sperato da coloro che in quelle zone abitano. Grazie. |