| Interventi |
| MAGLIANO Silvio Sì, grazie, Presidente. Ringrazio innanzitutto la Giunta per aver concesso subito la comunicazione, onde evitare che questa questione, che aveva preso una brutta piega dal punto di vista giornalistico, potesse essere ricondotta. Bene, Assessore, la prelazione, come lei sa e come le avranno spiegato i dirigenti del Patrimonio, è un obbligo che l’Amministrazione in qualche modo deve concedere a chi ha condotto il bene. Peraltro questo è un bene che arriva da un contenzioso tra coloro che oggi lo abitano e lo vivono e l’Amministrazione; è frutto di un passaggio dal demanio alla Città di Torino, il demanio passa alla Città di Torino i terreni, ma c’erano sopra a questi terreni delle strutture, grandi proprietà dei soggetti; da qui nasce il contenzioso, in primo e in secondo grado vince la Città. La mia richiesta di comunicazioni nasceva proprio dal fatto che in questo momento siamo sub iudice rispetto alla Cassazione e questo potrebbe permetterci di fermarci da un certo punto di vista, ancorché la sentenza di secondo grado è definitiva, però c’è il dato di che cosa farne da qui a quando faremo questo bando che è il vero tema. Lei ha annunciato nello scorso Consiglio Comunale una grande delibera quadro sul Parco del Valentino; la preoccupazione che avevamo io e non solo - devo ringraziare anche la Consigliera Montalbano per il lavoro che sta facendo su questo tema -, però, su che cosa sarebbe capitato dal rilascio dell’immobile fino al bando, che cosa poteva capitare, è quello che abbiamo visto in tutte le altre strutture: degrado, rischi di occupazione; per cui, ben venga questa posizione che le chiedo poi magari nella replica di certificare. Noi oggi lasciamo questo bene nelle disponibilità di chi oggi lo ha, affinché questo bene non venga abbandonato e quindi non venga occupato, nell’attesa del bando che permetterà, ancorché lo volessero, a coloro che oggi lo abitano e lo vivono, di poter avere un diritto di prelazione. Io comunque protocollerò un’interpellanza a mia firma e a firma Montalbano proprio perché quello che aveva detto in Aula sia seguito poi da atti e da fatti. Bene che la Città permetta a costoro di poter rateizzare il debito, l’unica preoccupazione che avevo era proprio quella di permettere a coloro che oggi vivono un pezzo di storia, perché quello è oggettivamente un pezzo di storia della nostra Città, di poter continuare a star lì nell’attesa del bando. Per cui, su questo, Assessore, so che l’incontro che ha avuto è stato chiarificatore; devo dire che, sentendo gli interessati (e penso che questa sia una vittoria per tutti i cittadini che amano quel posto e una porzione del Valentino nella quale quel posto è strutturato) sia una buona notizia, però la tranquillità di far sì che i soggetti che oggi sono lì e che fanno un’attività aperta al pubblico, e che peraltro vivono in quella struttura proprio anche a forma di custodia del bene, non vengano sfrattati. Quindi le sue parole in qualche modo ci rincuorano perché dicono del buon senso, del buon senso che in qualche modo ogni tanto può albergare anche nella testa di chi governa la Città e che quindi trovi una situazione per cui il rispetto delle regole, tanto sventolato la volta scorsa dalla Giunta, possa invece tener dentro anche la politica. La politica vuol dire non far sì che un bene come quello venisse completamente desertificato e quindi ci saremmo trovati magari tra qualche mese, purtroppo, essendo una struttura completamente in legno, magari a raccontare di un altro incendio, di un altro incendio colposo o doloso che in quel caso, visto che la struttura è completamente in legno, avrebbe di fatto distrutto la storia di un luogo che era il luogo dove approdava la barca del Re, un luogo che per tanti torinesi ha un valore storico, culturale, sociale e anche affettivo. Per cui sono contento di questa sua risposta. Lasceremo comunque un’interpellanza affinché quest’iter che lei ha definito, trovando, devo dire, un gradimento totale da parte di chi quel bene ama e quel bene vive, possa però essere definito il prima possibile; perché questa è la sua intenzione politica - della quale la ringrazio pubblicamente -, dovranno susseguirsi poi gli atti, per cui, invece che lo sfratto, dovrà esserci, penso, come accade in altri luoghi, un canone di occupazione, un canone di gestione dello spazio di occupazione, diciamo così, e di custodia affinché quel bene rimanga nelle disponibilità di ognuno di noi, nell’attesa che arrivi il bando, con un bando con il diritto di prelazione. Per cui per il momento io, Presidente, la ringrazio per aver concesso queste comunicazioni perché fanno chiarezza e danno speranza, grazie. |