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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200707928/02, presentata in data 14 novembre 2007, avente per oggetto: "Cartelli pubblicitari pericolosi" COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Innanzitutto, devo precisare che il tema delle concessioni degli spazi pubblicitari è di competenza dell'Assessore Passoni, mentre la parte riguardante il manufatto fisico compete al Settore Decoro e Arredo Urbano; comunque, risponderò io, in base alla nota che gli Uffici mi hanno predisposto. Il cartello "palina direzionale" - questo è il nome - che ha ad oggetto la mostra "Why Africa?" è stato regolarmente autorizzato ed il canone regolarmente corrisposto. Secondo quanto stabilito dall'articolo 8, comma 2 del Regolamento per l'applicazione del canone sulle iniziative pubblicitarie, e dall'articolo 12, punto C.3.1 del Piano generale degli impianti, questo tipo di manufatto (appunto, la palina direzionale) deve avere determinate dimensioni (120x80 centimetri) e dev'essere posizionato a non meno di 50 centimetri dalla carreggiata e a 150 centimetri dalla sede dei binari tranviari; inoltre, l'articolo 49, comma 5 del Regolamento per l'attuazione del Codice della Strada, prescrive che il bordo inferiore debba essere, in ogni suo punto, ad una quota non inferiore ai 150 centimetri rispetto a quello della banchina stradale. Il manufatto di cui all'oggetto, così com'è stato collocato sulla banchina di separazione fra il viale ed il controviale di Corso Massimo D'Azeglio, tra Corso Dante e Via Ugo Foscolo, rispetta le prescrizioni previste dal Regolamento e dalla Legge; pertanto, gli Uffici Tecnici ritengono che non sussista pericolo per i pedoni, in quanto tale banchina - che non è un marciapiede - non è adibita al transito di pedoni, i quali devono utilizzare solo gli attraversamenti consentiti e segnalati. Quindi, la Città non ha motivo di revocare l'autorizzazione rilasciata, la cui scadenza è prevista per il 5 dicembre 2007. Per quest'iniziativa sono state autorizzate, complessivamente, su tutto il territorio cittadino, 50 paline direzionali. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Non sono assolutamente soddisfatto della risposta. Naturalmente, a termini di Regolamento, ha ragione l'Assessore e - mi ero informato - corrisponde pure (peraltro, l'altezza dal piano della banchina al lato inferiore del manufatto è 155 centimetri); tuttavia, ritengo che gli Uffici dovrebbero cercare di capire meglio dove vengano posizionate queste paline, perché ne ho viste diverse, in Torino, quasi tutte situate sulle banchine - lato strada - dove si trovano i parcheggi a pettine, benché questi ultimi non sempre possano definirsi tali, in quanto magari non autorizzati. Effettivamente, in quei casi non esistono pericoli per il pedone (anche perché dovrebbe andare a camminare proprio rasente la strada), ma in questo caso ritengo proprio di sì, considerato che 20 metri prima di tale palina vi è la fermata dei mezzi pubblici, il semaforo che divide Corso Massimo D'Azeglio prima dell'imbocco del Sottopasso Corso Dante, per intenderci, ed il passaggio pedonale, che, naturalmente, si trova a circa 30 metri dalla palina, e che, infine, i parcheggi dei taxi, percorrendo Corso Massimo D'Azeglio verso Corso Dante, si trovano sulla destra della banchina su cui, appunto, è posizionato questo manufatto. Quindi, il punto è che si tratta di una banchina assolutamente frequentata dai pedoni, i quali vi transitano normalmente per diversi motivi (fermata degli autobus, parcheggio dei taxi, semaforo e passaggi pedonali a 30 metri oltre questo cartello); anzi, a tale proposito, una signora mi ha riferito di esserci andata a sbattere contro (o, per essere molto concreti, "ha preso una bella capocciata"), e ciò non stupisce affatto, perché, essendo posizionato a 155 centimetri da terra, è facile che possa capitare. Non sono cieco e, come ho detto prima, mi è capitato di vedere altri cartelli su altre banchine della città, sui quali non avrei assolutamente nulla da ridire; invece, per quanto riguarda questo singolo caso, ritengo che si debba verificare, non dico più attentamente, perché sicuramente gli Uffici l'hanno fatto, ma con un occhio di riguardo in più, il modo con cui i cittadini torinesi utilizzano effettivamente questa banchina. A questo punto, non sapendo come terminare l'interpellanza, chiedo l'ausilio del Presidente e dell'Assessore, per vedere se sia possibile semplificare in qualche modo la questione; infatti, pur desiderando vivamente approfondirla meglio, non vorrei rimandarne l'approfondimento ad una seduta di Commissione, per i motivi già espressi in precedenza. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Vorrei comprendere a mia volta quale possa essere la modalità più funzionale... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Però, lei non vuole andare ad un approfondimento in Commissione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certamente, ne comprendo anche il motivo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora, se è una questione di tempo, possiamo tenere l'interpellanza sospesa in Aula, però non so se sia il caso... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La parola all'Assessore Curti. CURTI Ilda (Assessore) Sono sempre abbastanza contraria alla possibilità di derogare, semplicemente perché un punto è stato segnalato, perché, soprattutto in questa materia, esistono dei Regolamenti, dei Codici e delle Leggi che generalmente vanno rispettati. Nel caso specifico, si tratta di una banchina che, non essendo adibita ad uso pedonale, non dev'essere utilizzata dai pedoni; è altresì vero, però, che in tutta la città esistono quelli che i sociologi urbani definiscono "percorsi informali", ossia quei percorsi che, pur non essendo regolati (anzi, dal punto di vista regolativo, risultano inesistenti), sono tendenzialmente utilizzati dalle persone, benché non adibiti a tale scopo. Chiaramente, dal punto di vista normativo è difficile prendere atto dei percorsi informali, poiché si tratta di stabilire che non lo sono e che, quindi, sarebbero formali; comunque, mi posso adoperare, anche con gli Uffici, per capire se quella non sia, magari, una situazione particolare, per la quale si possano prevedere forme di aggiustamento di buonsenso. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Consigliere Carossa, è soddisfatto della risposta? CAROSSA Mario Soddisfatto. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Con un impegno fra l'Assessore ed il Consigliere Carossa e con soddisfazione quasi piena da parte di quest'ultimo, possiamo considerare l'interpellanza discussa per l'Aula. |